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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

venerdì 31 agosto 2012

Riposa in pace, cardinal Carlo Maria....


«Per la paura della morte non vi sono rimedi facili, non basta per esempio imporre a se stessi di non pensarvi. Io non conosco metodo migliore che quello di concentrarsi nel presente. Si può così attualizzare anche il modo con cui Cristo ha sconfitto la morte, offrendosi tutto a Dio Padre. Pur morendo di una morte ingiusta e crudele, disse: “Nelle tue mani, Padre, affido il mio Spirito”. Questo è il segreto! Se non ci affidiamo a Dio come bambini, lasciando a Lui di provvedere al nostro avvenire, non arriveremo mai a fare quel gesto di totale abbandono di sé, che costituisce la sostanza della fede».

Carlo Maria Martini (1927-2012)

Emilia De Vialar, una patrona speciale


Chi è?
Emilia De Vialar nacque a Gaillac, in Francia, il 12 settembre 1797. A diciotto anni, dopo aver partecipato ad una missione popolare nella sua città, diede una svolta alla sua vita: iniziò a pregare intensamente e a darsi ad opere di carità. Allo stesso tempo, intraprese un lungo periodo di discernimento, culminato nel Natale del 1832, quando cominciò a far vita comune insieme ad alcune compagne, sotto la protezione di san Giuseppe. Appena tre anni dopo, iniziò ella stessa l’espansione missionaria della sua comunità, recandosi ad Algeri.
Morì a Marsiglia il 24 agosto 1856 e venne canonizzata il 24 giugno 1951. Le sue religiose, le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione, oggi sono diffuse in trenta nazioni del mondo.
Cosa c’entra con me?
Il motivo che mi lega a questa santa è il più ovvio che possa esistere: porto il suo nome (così avete scoperto come mi chiamo!) in onore di mia nonna materna, defunta prima della mia nascita, che però festeggiava l’onomastico il 17 agosto. Ho trascorso molti anni a chiedermi quale fosse la santa che lei venerava, dato che quasi tutti i calendari riportano, in quella data, san Giacinto confessore.
Intorno al 2003, mi pare verso Natale, avevo letto sul Televideo Rai che un sito Internet aveva lanciato una campagna per scegliere un ipotetico santo patrono del Web e che il sondaggio proposto vedeva, quasi a pari merito, san Giovanni Bosco e il Beato Giacomo Alberione. Era la primissima volta che venivo a conoscenza del sito “Santi, Beati e Testimoni”: mi sono appuntata l’indirizzo e ho pensato che avrei potuto usarlo per venire a capo della questione che mi premeva.
Utilizzata la sezione “Dizionario dei nomi” del sito, ho riscontrato che avevo ben due Sante: Emilia Maria Guglielma De Rodat e, appunto, la De Vialar. Con mio stupore, ho notato che sono state canonizzate l’una nel 1950 e l’altra l’anno dopo; nessuna aveva la festa nel giorno segnalato da mia nonna. Dopo aver letto le biografie di entrambe, ho scelto l’ultima perché mi attraeva maggiormente. Ho quindi deciso che il 17 agosto avrei ricevuto i regali dai miei parenti, mentre il 24, suo dies natalis, l’avrei onorata.
Mi dispiaceva molto non avere una sua immagine, perché all’epoca Santi e Beati non ne riportava nessuna. Alcuni anni dopo, presso la chiesa di sant’Alessandro a Milano, ho rinvenuto una cartolina col suo ritratto: mi colpì il suo volto autoritario, ma con una certa dolcezza negli occhi.
Dopo due anni circa, un mio amico mi fece gli auguri di buon onomastico ancora in un’altra data: il 17 giugno. Dopo avergli spiegato quello di cui ho scritto prima, lui ha ribattuto dicendo che aveva conosciuto le Suore di San Giuseppe dell’Apparizione in una parrocchia della provincia di Como. Mi è venuto spontaneo cercarne l’indirizzo, così da chiedere qualche altro santino, ma ho presto desistito.
Il desiderio mi è ritornato quando due anni fa ho visto, fra le ultime uscite dei Messaggeri d’Amore dell’Editrice Velar (mi sono resa conto che li cito su queste pagine una volta sì e l’altra no), una sua agile biografia, che mi sono procurata prestissimo. Ho trovato così molti altri punti di contatto con lei, primo fra tutti la ricerca del volere di Dio su di me per avere una vita pienamente riuscita.
Vinta la reticenza iniziale, ho preso carta e penna e ho scritto alla Casa Generalizia delle suore, a Roma. Nel giro di un mesetto mi sono arrivate ben due risposte: una da quella casa e una dalla Casa Provinciale di Fiesole, oltre ai santini che desideravo e ad altre copie del libretto blu.
Sono rimasta in contatto con la Superiora della comunità toscana, che mi ha perfino chiesto di farle da guida nella tappa milanese del pellegrinaggio che lei e consorelle hanno svolto lo scorso settembre. Non mi sarei mai aspettata qualcosa di simile: ricordo ancora con piacere il pic-nic sull’erba dietro il Castello Sforzesco con alcune giovani religiose, sedute sul telo blu contenuto nello zaino della GMG 2011, ma ancora di più la visita alla Basilica di Sant’Ambrogio, per la quale ho attinto alle mie conoscenze religioso-artistiche.
Il suo Vangelo
La vita di santa Emilia è decisamente piena di colpi di scena, ma ciò che è più degno di ammirazione è la fiducia con cui lei li ha affrontati. Quando l’eredità che le aveva concesso di avviare l’Istituto finì, oppure quando il vescovo di Algeri costrinse lei e consorelle a lasciare il Paese, non cedette di un passo. Ricordava, infatti, le prove affrontate da san Giuseppe e l’invito che gli rivolse l’angelo in sogno («Non temere di prendere con te Maria, tua sposa...»): sapeva che l’opera intrapresa era voluta dallo Spirito Santo.
Ella stessa si definì con questi termini, in una lettera scritta al Vescovo di Albi, monsignor De Gualy, che aveva preso le suore sotto la sua protezione:


Dio mi ha dato un cuore forte, che nessuna prova ha potuto abbattere in passato...


A me, che porto il suo nome, conceda di poter avere anche il suo cuore, e alle religiose sue figlie spirituali di continuare a portare il messaggio di speranza che l’ha sempre sostenuta.


Per saperne di più
Massimiliano Taroni, Santa Emilia De Vialar. Fondatrice delle Suore di San Giuseppe dell’Apparizione, Velar – Elledici, Bergamo – Torino 2010, pp. 50, € 3,50.
Breve presentazione della vita e dell’esperienza spirituale di santa Emilia.
Suore di San Giuseppe dell’Apparizione – Casa Generalizia
Via di Villa Alberici 10
00165 Roma
Su Internet
Emilie, raconte… Sito con notizie sulle suore

venerdì 17 agosto 2012

Io c’ero #2: GMG 2011 – Cantare per (e con) la “juventud del Papa”

Deposizione di Cristo, XII stazione della Via Crucis alla GMG 2011 (statua proveniente da Cuenca)

Sono in vena di ricordi, ad un anno dalla Giornata Mondiale della Gioventù di Madrid. Ecco quindi una cronaca, fra immagini e parole, della mia esperienza in terra spagnola, compiuta con gli amici del Gruppo Shekinah.
Desideravo tantissimo partecipare ad una GMG con tutti i crismi: a Colonia, nel 2005, ero stata presente solo alla veglia e alla Messa. Di conseguenza, appena ci è stata prospettata la possibilità di vivere i giorni del gemellaggio (per Milano era con la Diocesi di Barcellona) e delle catechesi in maniera del tutto speciale, ho aderito con vero entusiasmo.

Domenica 14 agosto 2011


Dopo l’arrivo a Barcellona la sera del giorno prima, io e compagni ci siamo mossi per arrivare, intorno alle 15:00, al Tempio Espiatorio della Sagrada Familia. Avevamo un compito importante: accompagnare col canto la Messa internazionale con giovani provenienti dall’Italia e dalla Francia ed esibirci durante la Festa degli Italiani, che si sarebbe tenuta nella medesima chiesa al termine della celebrazione eucaristica.
Per un paio d’ore abbiamo avuto la Sagrada tutta per noi: io l’ho girata in lungo e in largo, ma non sono riuscita a visitare la cripta, dove riposano i resti mortali di Antoni Gaudì (è Servo di Dio, lo sapevate?).
Un ricordo su tutti: Lorena Bianchetti, la nota conduttrice, che si affaccia dalla balaustra dell’altare e grida a noi del coro il suo “in bocca al lupo” prima della Messa. Io le ho risposto “Crepi!”, suscitando l’ilarità dei miei compagni.
[EDIT 12/11/2013] Mi ero dimenticata che esiste anche un filmato che documenta il nostro tentativo di aiutare a pregare i giovani presenti alla Sagrada Familia. In sottofondo, lesecuzione del Gloria a Dio di Daniele Ricci (spartito in PDF qui, audio originale qui).



Lunedì 15 agosto


Un altro giorno d’impegni, cominciato con l’Eucaristia per i pellegrini ambrosiani e delle Diocesi del Piemonte, celebrata nella Basilica di Santa Maria del Mar. Non dimenticherò mai quando il cardinal Tettamanzi, approfittando della solennità dell’Assunta, ha accennato – non so se stesse leggendo o andasse a braccio – al fatto che noi del coro avremmo a breve eseguito la nostra versione del “Magnificat”.
Subito dopo la celebrazione, ci siamo trasferiti in pullman a Becerril de la Sierra, nostra casa base per i giorni madrileni.
Martedì 16 agosto


Dopo alcuni brevi attimi di riposo presso il Parque del Retiro, nel pomeriggio ci siamo diretti a Puerta del Sol, per assistere alla Messa d’apertura della GMG. Al termine, abbiamo avuto alcuni disagi per tornare a Becerril: nonostante le stazioni della metropolitana chiuse e i pericoli di essere aggrediti da manifestanti contrari al Papa, si è però risolto tutto normalmente. Dovevamo cercare di riposarci il più possibile, per affrontare l’intensissima giornata che ci aspettava. 

Mercoledì 17 agosto
 


Al padiglione 9 della Fiera di Madrid, un ulteriore impegno ufficiale: cantare sia alla catechesi sia alla Messa, presieduta da monsignor Betori, Arcivescovo di Firenze, non ancora creato Cardinale. Abbiamo avuto anche i nostri momenti di svago, ovviamente, nei quali abbiamo ballato insieme ai giovani che gremivano l’ambiente.
Non abbiamo avuto neppure il tempo di mangiare, dato che dovevamo essere in tempo utile alla chiesa di San Juan de la Cruz per cantare all’incontro dei Vescovi italiani con una delegazione di diciottenni. Poteva andare molto meglio: abbiamo avuto problemi tecnici e liturgici, questi ultimi dovuti al fatto che il Rito Ambrosiano differisce da quello Romano anche nella Benedizione Eucaristica.
Sono rimasta profondamente amareggiata: già il nostro stile di animazione liturgica non viene visto favorevolmente da parecchi, poi abbiamo combinato un disastro dopo l’altro… Grazie a Dio, ho poi saputo che il nostro impegno è stato ugualmente apprezzato, anche fra le alte sfere. 

Giovedì 18 agosto

Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, La deposizione nel sepolcro, Roma, Pinacoteca Vaticana (in quel periodo era in prestito al Museo del Prado di Madrid) (fonte)

Secondo giorno di catechesi, stavolta vissuto giù dal palco. Ricordo con precisione quando il cardinal Bagnasco, che teneva l’incontro, ha espressamente dichiarato che noi giovani siamo la famiglia dei nostri sacerdoti. Avrei voluto applaudirlo fragorosamente, ma mi sono trattenuta.
Uno degli elementi che non volevo perdermi perché la mia GMG fosse perfetta era ricorrere alla confessione: avevo tanta angoscia, causata dai disagi del giorno prima, e dai dubbi che mi prendevano. Ad aiutarmi è stato don Manuel, un giovane sacerdote della Diocesi di Verona.
Nel pomeriggio abbiamo visitato il Museo del Prado, dove don Bortolo Uberti, la nostra guida spirituale, ha svolto una vera e propria catechesi per immagini, grazie alla presenza eccezionale della Deposizione di Caravaggio, in prestito dai Musei Vaticani. 

Venerdì 19 agosto 2011



Per ritornare al discorso sulle alte sfere, ecco il momento che personalmente temevo di più: il primo incontro pubblico fra i giovani ambrosiani ed il nostro Arcivescovo eletto, il cardinal Angelo Scola, che si sarebbe tenuto dopo la catechesi e la Messa guidate dal suo predecessore.
L’insegnamento compiuto dal cardinal Tettamanzi mi è parso come una sorta di testamento spirituale, col quale ha aperto la via a chi l’avrebbe sostituito di lì a poco sulla cattedra di sant’Ambrogio. La mia paura era dovuta al fatto che supponevo che il nostro nuovo Pastore, dopo averci sentiti cantare, ci avrebbe impedito di farlo in Duomo alle veglie dei giovani da lui presiedute, ma in realtà non è avvenuto.
Poco prima, dietro il palco, mi sono imbattuta in monsignor Giovanni D’Ercole, Vescovo Ausiliare della Diocesi de L’Aquila e conduttore televisivo del programma televisivo Sulla via di Damasco. Dato che non ero riuscita ad avvicinare il cardinal Scola per chiedergli di appormi una dedica con firma sulla mia copia del Catechismo dei Giovani YouCat, ho chiesto a lui di farlo. Se avessi già aperto questo blog all’epoca, gli avrei probabilmente domandato se potevo intervistarlo.
Il momento centrale della giornata, però, è stata la Via Crucis, che mi ha profondamente impressionata: le statue monumentali giunte da tutta la Spagna e le meditazioni proposte, seguite in traduzione con una radiolina, mi hanno spalancato il cuore alla preghiera per tantissime necessità.
Non potevo ancora sapere, ma in quelle stesse ore, a Bergamo, una ragazzina stava offrendo gli ultimi istanti della sua vita anche per me. Ma questa è un’altra storia…

Sabato 20 agosto


Dopo l’ultimo impegno semi-ufficiale, una Messa presieduta da Tettamanzi e concelebrata da tutti i sacerdoti ambrosiani presenti a Becerril De La Sierra, ci siamo mossi alla volta dell’aeroporto di Cuatro Vientos, affrontando gli inevitabili disagi del caldo, della fatica e del non trovare posto nel settore indicato sul nostro pass.
Mai, però, ci saremmo aspettati il temporale che avrebbe di lì a poco devastato l’area della veglia e scoperchiato quasi tutte le cappelle predisposte per l’Adorazione Eucaristica. Per quanto mi riguarda, ho coperto i miei bagagli con un sacco per la spazzatura finito fra le mie mani per via del vento e della Provvidenza, pregando con tutte le mie forze che l’evento tanto atteso non finisse in quel modo. A sorprendermi è stato il contegno del Santo Padre, che ha ringraziato tutti per la costanza dimostrata.
Approfittando di dovermi incontrare con alcuni miei compagni di parrocchia, ho trovato una delle poche cappelle eucaristiche rimaste in piedi. Ho sostato in preghiera per pochi minuti, sufficienti però a dare la mia disponibilità verso il Signore, solennemente esposto nel Santissimo Sacramento.
Tornata al mio posto, stavo per addormentarmi, quando mi sono resa conto che mancava un solo elemento per far sì che la mia veglia ideale fosse completa: il dialogo con qualcuno che provenisse da qualche paese estero. Di lì a poco, mi sono accorta che un gruppetto di ragazzi tedeschi stava suonando alcuni canti con la chitarra: presentandomi in un inglese impacciato, mi sono unita a loro. Nonostante le barriere linguistiche, ho colto grazie a loro il vero senso di quelle giornate: imparare ad avere completa fiducia in Dio, come i giovani testimoni di cui avevo parlato loro poco prima.

Domenica 21 agosto


Un tonante “BUUUENOSS DIASSS!” che usciva dagli altoparlanti mi ha destata dal sonno poco prima delle nove del mattino. Sono rimasta in piedi per parecchio, ad aspettare che il Papa passasse proprio accanto al mio settore, ma alla fine non è successo.
Il rammarico più grande, in realtà, era causato dal fatto che non avrei potuto ricevere la Comunione in forma sacramentale. Sotto sotto, ho sperato in un miracolo eucaristico, ma forse la mia fede e quella degli altri giovani non era così grande da far sì che accadesse, o forse ho letto troppe vite di santi. Ho provato, quindi, a ricordarmi la formula per la Comunione Spirituale, riuscendovi abbastanza.
Il viaggio di ritorno è stato divertentissimo, fra gare di mimi, canti stonati (dopo giorni trascorsi a cantare perfino in metropolitana, un calo di voce era inevitabile) e ricordi vari.

Ad un anno di distanza, sento di essere un po’ maturata, ma non ho ricevuto le risposte alle domande che ho posto al Signore durante le varie celebrazioni a cui ho preso parte. Mi viene quasi da invidiare tutti quei ragazzi e ragazze che, a seguito di altre GMG, hanno preso il coraggio di decidersi per una speciale consacrazione, oppure hanno trovato moglie o marito addirittura durante la veglia.
Mentre continuerò a cercare la mia strada, m’impegnerò a radicare ancora di più la mia fede, comune a quella di tantissimi altri giovani di tutti i tempi.

lunedì 13 agosto 2012

Maria della Passione: un nome, un programma di vita

Immagine esposta nel Duomo di Napoli il giorno della beatificazione di suor Maria della Passione (Maria Grazia Tarallo)

Chi è?

Maria Grazia Tarallo nacque a Barra, oggi quartiere di Napoli, il 23 settembre 1866. Desiderava fin da piccola diventare religiosa, ma a ventitré anni fu obbligata dal padre a contrarre matrimonio civile con Raffaele Aruta. Dopo il rito civile, lo sposo ebbe i primi sintomi della tubercolosi che lo avrebbe in seguito condotto alla morte. Maria Grazia poté allora realizzare il suo sogno: entrò nella Congregazione delle Suore Crocifisse di Gesù Sacramentato, oggi Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia, e assunse il nome di suor Maria della Passione.
Dotata di carismi eccezionali, ma allo stesso tempo colpita da vessazioni diaboliche, suor Maria offriva tutto per la santificazione dei sacerdoti e il ravvedimento dei peccatori. Morì a San Giorgio a Cremano il 27 luglio 1912.
È stata beatificata nel Duomo di Napoli il 14 maggio 2006, prima Beata napoletana e dell’Italia meridionale sotto il pontificato di papa Benedetto XVI. La sua memoria liturgica cade il 27 luglio.

Cosa c’entra con me?

Il mio interesse per la Beata a cui ho deciso di dedicare un nuovo articolo è relativamente recente, ma, a ben vedere, presumo di essermi imbattuta per la prima volta in lei quando ho trovato un suo santino in mezzo a tanti altri che mi ero procurata in una chiesa di Portici (NA). Mi è ritornata in mente due anni fa, quando, visitando la chiesa di San Gregorio Armeno a Napoli in occasione della festa di Santa Patrizia vergine, ho visto un libro su di lei nell’angolo riservato ai ricordini. Ho domandato alla suora incaricata se si trattava della Fondatrice della Congregazione a cui apparteneva: la risposta era negativa, dato che le Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia sono state fondate dalla Serva di Dio Maria Pia della Croce, al secolo Maddalena Rosa Notari. Ho quindi chiesto di poter avere il libro e qualche immaginetta per la mia collezione.
Il testo è tratto dalla Positio super virtutibus di suor Maria della Passione e costituisce una testimonianza eccezionale: riporta la testimonianza giurata proprio di madre Notari, che vide coi suoi occhi il comportamento della giovane consorella. Quando, nel corso della lettura, ho appreso che la Casa Madre delle suore si trova a San Giorgio a Cremano, non molto distante da Portici, ho iniziato a desiderare di recarmi là quanto prima. Ho dovuto attendere quasi un anno, ma il 27 luglio 2011, insieme ad una mia cugina, ho potuto prender parte ad una solenne celebrazione eucaristica nella memoria liturgica della Beata, proprio in Casa Madre. I canti gioiosi e la grande affluenza di fedeli hanno destato in me una profondissima impressione e fatto sorgere il desiderio di far conoscere oltre Napoli la mia nuova amica celeste. La sentivo molto affine a me soprattutto per la sua intenzione fondamentale, ossia pregare per i sacerdoti: lei però arrivava a mortificarsi perché si facessero santi, mentre io non so sopportare nemmeno un lieve mal di testa.
Quest’anno sono tornata a trovarla, stavolta con mia madre. L’occasione era ancora più speciale: sono appena trascorsi cent’anni dalla sua nascita al cielo. Nel corso della Messa padre Nunzio D’Elia, Postulatore della sua Causa, ha mostrato come la via percorsa da lei, fatta di amore a Gesù nell’Eucaristia e nei fratelli, sia praticabile anche dai suoi devoti.
Le Suore Crocifisse mi hanno accolta anche la scorsa settimana, quando ho colto l’occasione da loro offerta ogni mercoledì, per fare un po’ di Adorazione Eucaristica nella loro cappella, aperta al pubblico dalle 9 alle 12. Mi aspettavo di essere da sola, ma mi sbagliavo: c’erano molti altri fedeli a parte me.
Prima di andare a casa, ho chiesto alle suore di turno in chiesa se potevo visitare la grotta fatta costruire dalla Fondatrice per far meditare le sue figlie spirituali sulla Passione di Gesù, a cominciare dalla Sua sofferenza nel Getsemani. Mi hanno risposto di sì, quindi sono scesa nel sotterraneo di Casa Madre per visitare quell’angolo santificato dalla presenza di madre Notari e di suor Maria della Passione, che lì usava flagellarsi per riparare al male commesso nel mondo.
Spero di tornare anche durante le mie prossime vacanze, dato che ho ricevuto un’ottima accoglienza.

Il suo Vangelo



Il messaggio di suor Maria è sicuramente incentrato sulla contemplazione della Passione di Gesù, da lei vissuta non solo nel nome di religione («Mi chiamo suor Maria della Passione», diceva, «e debbo somigliare al Maestro»), ma anche nei fatti. I consigli da lei dispensati, i digiuni e le lunghe preghiere si spiegano solo con un amore sconfinato, attinto dalla Croce, quello stesso amore che la spingeva a pregare così:

«Mio Dio, vi offro la mia vita in sacrificio, per espiare tanti peccati, e per soddisfare la divina giustizia. Vorrei avere mille vite per offrirmi mille volte, e spargere tutto il mio sangue, ma ne ho una sola e Voi, mio Dio, accettate questo sacrificio».

A quanto pare, è stato ampiamente accettato: la Congregazione a cui appartenne ha da poco accolto nuove postulanti e tante altre giovani, soprattutto dall’estero, hanno deciso di camminare sulle sue orme.
Mi spiace vedere che il suo culto sia noto solo nel Napoletano: con questo articolo spero di averle reso un meritato tributo.


Per saperne di più

Maria Pia Notari, Mi farò monaca. Maria della Passione, San Paolo Edizioni, 2005, € 4,00 (fuori catalogo).
Biografia spirituale, tratta dalla Positio, che presenta i tratti fondamentali della vita e della fede della Beata.

Beata Maria della Passione, Il sentiero di santità, San Paolo Edizioni, 2005, € 7,00.
Una selezione di suoi pensieri spirituali, tratti dagli scritti o dalle testimonianze al processo canonico.

Entrambi i libri sono richiedibili al seguente indirizzo:
Suore Crocifisse Adoratrici dell’Eucaristia
Via San Giorgio Vecchio 59-63
80046 San Giorgio a Cremano (NA).