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S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

venerdì 15 febbraio 2013

Benedetto XVI per me resta un Testimone

San Pietro all'alba del 1 maggio 2011 (foto mia)
Ho atteso un po’ prima di pubblicare le mie riflessioni circa la scelta di papa Benedetto XVI. Non nascondo che la mia prima reazione è stata di delusione e sconforto: ma come, prima indice l’Anno della Fede e poi lui per primo vacilla? Per giunta, una mia amica, molto cara ma tendente al pessimismo, ha peggiorato il mio umore parlandomi di funeste profezie, di papi neri, fine del mondo e quant’altro.
Ritornata in me stessa, ho iniziato a pormi un’altra domanda: e adesso cosa ci faccio col post che avevo pubblicato ad aprile? Ero così felice di aver dedicato a lui il primo articolo etichettato come “Testimoni di oggi” e, dopo quel gesto che mi appariva vile, mi era passata per la mente l’idea di rimuoverlo, in nome del codice che mi sono data e che ho messo sulla testata (vale a dire, il punto in cui dichiaro di rimuovere l’articolo se il Testimone in questione non mi sembra più degno di tale qualifica).
Inoltre, ho iniziato a pensare a quante volte molte persone, perfino dei sacerdoti, mi hanno invitata non a pregare per il Papa, bensì a ritenerlo mal consigliato, rimbambito, scollegato dalla realtà. Così facendo, l’ho lasciato in balia dei “lupi” di vario genere e non ho fatto proprio nulla per difenderlo, salvo applaudirlo quando è arrivato nella mia città per l’Incontro Mondiale delle Famiglie.
Alla fine, come anticipavo su Facebook, ho ritenuto più opportuno lasciare il mio pezzo perché, anche in quell’ultima decisione, il dimissionario Pontefice mi ha insegnato qualcosa. Come diceva ieri il mio Arcivescovo, il cardinal Scola, ai giovani riuniti nell’Aeroporto di Malpensa, lui è
«Un uomo per cui l’origine e la meta della vita era chiara e quindi ha il coraggio di una libertà che lo conduce a una scelta epocale […] destinata a provocare tutti, tutti i fedeli».
Io per prima mi sono sentita chiamata in causa, provando a trarne l’ultimo insegnamento che Benedetto XVI ha dato alla mia vita. Quando il Signore mi farà capire una volta per tutte la mia vocazione, la porterò a compimento fino alla consumazione totale delle mie risorse fisiche e psichiche. Così, al termine naturale della mia vita, sono sicura che mi potrà accogliere accanto ai Testimoni che ho sempre cercato di seguire, non ultimo – spero – quello che resterà il Papa della mia gioventù.

EDIT 19/03/2014: ho riveduto oggi questarticolo per sistemare lievemente limpostazione grafica e per aggiungere letichetta Papi”.


venerdì 8 febbraio 2013

La biblioteca di Testimoniando # 4: “Perché proprio a me?”

A ridosso dell’annuale Giornata Mondiale del Malato, voglio presentare un testo che ho già ampiamente diffuso, ma probabilmente è sconosciuto a chi legge queste mie riflessioni.

In sintesi

Basterebbe il sottotitolo a sintetizzare il contenuto di Perché proprio a me?. Questo libro riguarda, infatti, quattro testimonianze di vita nelle quali, a vario titolo, è entrata la sofferenza. Dato che stiamo ricordando i cinquant’anni dall’apertura del Concilio Vaticano II, vale la pena notare che i curatori del testo hanno riportato il Messaggio ai poveri, ai malati e a tutti coloro che soffrono (datato 8 dicembre 1965), significativamente definiti da papa Paolo VI “fratelli del Cristo sofferente”.
Le prime due testimonianze sono rappresentate da altrettanti giovanissimi testimoni, uno (Silvio Dissegna) in cammino verso la gloria degli altari, l’altra (Chiara Luce Badano) già proposta ufficialmente come esempio. Per entrambi sono presentate riflessioni e racconti da parte di chi li ha conosciuti, oltre ad alcune omelie pronunciate da alcuni autorevoli uomini di Chiesa.
Certo meno conosciuta di loro è Simona Romagnoli, una giovane nativa di Ostra (AN), che ha introdotto il movimento di Comunione e Liberazione nella sua cittadina e, grazie alla “compagnia” che le era vicina, ha potuto affrontare un grave tumore.
Di carattere diverso è l’ultimo capitolo, dove il giornalista Emilio Bonicelli, vivente, ha raccontato la sua battaglia contro la leucemia, vinta grazie a un donatore anonimo.

Gli Autori

A causa della natura composita del libro, sono molteplici gli autori delle varie sezioni che lo compongono. Chiunque si è occupato di dare loro una certa unità ci è pienamente riuscito, facendo emergere l’elemento comune a tutte e quattro le storie: chi crede nell’amore di Dio è capace di far fronte al dolore, in nome di quella che il cardinal Angelo Scola definisce la “strana necessità” del sacrificio.

Consigliato a…

I primi che incoraggio a leggere questo volumetto sono gli ammalati, specie quelli più scoraggiati e convinti che Dio non sia dalla loro parte. Allo stesso tempo, credo che i cappellani, le religiose e i volontari che operano nei vari ospedali potrebbero ricevere un gran beneficio nel conoscere o riscoprire le vicende che lo compongono e farle circolare raccontandole ai fratelli che assistono.

AA.VV., Perché proprio a me? – La sofferenza accettata e vissuta con gioia: quattro testimonianze di vita, Shalom 2011, pp. 128, € 4,00.

[EDIT 17/2/2018] Nel 2014 è uscita una nuova edizione di questo libro, arricchita da un altro capitolo, dedicato a Luigi Rocchi, laico della diocesi di Tolentino, Venerabile proprio da quell'anno. Il numero di pagine, quindi, ora ammonta a 192 e il sottotitolo cambia in Cinque testimonianze di vita.