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giovedì 30 maggio 2013

Per il mio matrimonio ideale

Non è il massimo, ma rende l'idea del post (fonte)

Volevo scrivere qualcosa circa le volte in cui ho rischiato seriamente la vita, ma l’aria primaverile porta con sé profumo di fiori d’arancio e m’ispira a raccontare, invece, come io intendo la celebrazione cristiana del matrimonio.
Nella mia pur giovane età, ho assistito a ogni tipo di nozze: da quelle con l’organo e cantanti prezzolati che intonano l’Ave Maria di Schubert, passando per quelle sempre con l’organo e il coro parrocchiale, fino a quelle con cori di giovani accompagnati da chitarre e percussioni oppure con un coro gospel che canta a cappella. La mia predilezione va decisamente alla seconda tipologia: credo, infatti, che un matrimonio non sia affare solo degli sposi, ma dell’intera comunità cristiana.
Inoltre, la celebrazione deve svolgersi nel rispetto pieno delle prescrizioni della Chiesa, che, anche in questo caso, non vanno viste come ostacolo alla libertà e alla creatività dei singoli. Il problema è che i nubendi tendono a pensarla all’opposto, combinando svarioni di ogni tipo, a volte con l’assenso di chi celebrerà la loro unione davanti a Dio.
Dice infatti il Rito del Matrimonio, al numero 30 delle Premesse generali:
I canti da eseguire siano adatti al rito del Matrimonio ed esprimano la fede della Chiesa; in modo particolare si dia importanza al canto del salmo responsoriale nella liturgia della Parola. Quello che è detto dei canti vale anche riguardo alla scelta di tutto il programma musicale.
Così ho deciso di ipotizzare una scaletta di brani che accompagneranno il giorno della mia promessa di fedeltà eterna, sempre se sarà rivolta ad un uomo. Già che ci sono, do anche alcune indicazioni, motivate dove possibile, su come per me deve svolgersi il rito delle nozze.
Mi piacerebbe sposarmi a Milano, nella mia attuale parrocchia, ma se dovesse accadere fuori Diocesi, mi conviene inserire anche qualcosa di “romano”. A cantare chiamerei gli amici del Gruppo Shekinah, i cantori della mia vecchia parrocchia e quelli dell’attuale. Sarà un bel lavoro uniformare i vari stili, ma penso che non ci siano problemi, con un po di prove.

Indicazioni per il rito

Processione d’ingresso (cfr. Rito del Matrimonio, nn. 39-40)
Mi piacerebbe andare all’altare con il mio sposo, che mi accoglierà non ai gradini dell’altare (seconda forma, ammissibilissima), bensì sulla soglia della chiesa. Di lì si muoverà la processione coi ministranti, i sacerdoti concelebranti (con tutti quelli che conosco, immagino che sarà una fila lunghissima!) e, ovviamente, noi due, i nostri genitori e i rispettivi testimoni. Questa forma, secondo me, rappresenta meglio il senso del cammino nuovo che inizia alla presenza della Chiesa come popolo di Dio.
Appena la croce processionale si muoverà, dovrà iniziare il canto all’ingresso (vedi sotto).

Le letture
Lo schema delle letture che preferisco è:
LETTURA - Gen 1, 1a. 2, 18-24 / Nel Tempo Pasquale: Ap 1, 10a; 21, 1-5a
SALMO - Sal 148 / Nel Tempo Pasquale: Sal 33 (34) (vedi anche sotto, nel paragrafo sui canti)
EPISTOLA - Rm 5, 1-5
VANGELO - Mt 19, 3-6
Si tratta del secondo schema base del Lezionario Ambrosiano per il Rito del Matrimonio.

Promesse nuziali
Rigorosamente da pronunciarsi nel luogo dove io e lo sposo seguiremo il rito, non all’altare né sui gradini del presbiterio, in quanto esso non è un palcoscenico e non bisogna confondere la ministerialità degli sposi con quella del sacerdote (Rito del Matrimonio, 62).

Invocazione dei santi
A me piacerebbe cantata. Le intenzioni di preghiera successive devono essere espresse in forma litanica; per evitare melensaggini, mi atterrei a quelle contenute nelle Appendici al Rito del Matrimonio. Se non ci sono problemi, vorrei che le invocazioni le cantasse un corista, le intenzioni uno o più coristi alternati.
Gli auguri lasciateli nei biglietti, grazie!

Presentazione dei doni
All’altare esigo che vengano portati esclusivamente il pane e il vino, neanche spighe di grano e grappoli d’uva, men che meno la Bibbia (però vorrei che il celebrante ce la regalasse). Non ci sono segni più eloquenti, secondo me, di quelli con cui Gesù ha voluto lasciare la Sua Presenza Reale fra noi. Se proprio proprio vogliamo fare gli originali (ma è una forma ammessa, cfr. Rito del Matrimonio 87), saremo io e mio marito a portare la pisside e il calice.

Articoli del Codice Civile
Qui devo capire ancora bene: un prete che conosco usa leggerli davanti a tutti prima della benedizione solenne, ma perlopiù so che vengono letti all’atto delle firme.

Omaggio alla Vergine
Vorrei poter compiere un omaggio alla Madonna, portando dei fiori davanti a un suo simulacro, ma solo e unicamente dopo aver firmato l’Atto di Matrimonio. Nel frattempo, il coro che canterà per noi non dovrà affatto muoversi, per eseguire il canto che accompagnerà l’omaggio (vedi sotto).


I canti

Anzitutto, alcune abbreviazioni, senza le quali non si capiscono le sigle che userò.

CD: repertorio Cantemus Domino della Diocesi di Milano
CdP: repertorio Nella Casa del Padre
RN: Repertorio Nazionale dei Canti per la Liturgia
RA: Rito Ambrosiano
RR: Rito Romano

All'Ingresso
Oggi in cielo è festa (Comunità Maria). Se cercate gli accordi, li trovate alla pagina 247 di questo canzoniere.

Memoria del Battesimo
Risposte: Noi ti lodiam e ti benediciamo (Gazzera – Damilano), solo ritornello. Per comodità, propongo gli accordi:
Sol         Re     Sol  Mim Re Sol
Noi ti lodiam e ti benedicia--mo.
L’ideale sarebbe sostituire “rendiamo grazie a “benediciamo”; metricamente, ci sta.

Aspersione
Al momento, non mi viene in mente nulla. EDIT: un mio compagno di Shekinah ha scelto Chiara è la tua sorgente, ma io mi limiterei alla sola prima strofa, senza ritornello (cioè fino a ... perché tu vegli sui figli tuoi”).

Gloria
Il cosiddetto “Gloria di Lourdes”, (Lécot; CdP 223)* (vedi fine post)

Salmo
nel Tempo Pasquale: Gustate e vedete (CD 467)
In entrambi i casi, mi piacerebbe tutto il canto, ma mi pare di aver capito che non bisogna sostituire al salmo un canto che abbia lo stesso senso.

Al Vangelo
Il cosiddetto “Alleluia irlandese” o “Alleluia di Lourdes” (O’Carroll - Walker), con questa strofa (in grassetto i punti dove cade l’accento):
Cristo ha amato la Chiesa
e ha dato sé stesso per lei:
è grande questo mistero!

Dopo il Vangelo (RA)
Benedici questo amore (Sequeri), solo il primo ritornello, ossia
Insieme, nella gioia,
quest’oggi ti preghiamo Signore.
Un uomo e una donna
che amiamo come nostri fratelli
uniscono la vita nel segno dell'amore
fidando nella tua parola. (come la seconda volta, a scendere).
Per capire come fa, suggerisco questo filmato (dal minuto 2:15).

Benedizione nuziale, acclamazione di lode finale
Benediciamo il Signore (CdP 153), solo ritornello, così:
CANTORE: Benediciamo il Signore.
CORO: A lui onore e gloria nei secoli.
Oppure Ti rendo grazie (Frisina) 

Presentazione dei doni
Benedici, o Signore (Gen Rosso)
 
Santo

Anamnesi
in canto

Amen della dossologia eucaristica
in canto (non Tutte le promesse di Dio)

Allo spezzare del pane (RA)
Che siano una sola cosa (CL - Grotti), solo ritornello
A guardare le strofe non è da matrimonio, però il ritornello mi sembra interpretabile anche in quella chiave; inoltre, così accontenterei i membri di Comunione e Liberazione che conosco.

Padre nostro
tradizionale ambrosiano / tradizionale romano

Agnello di Dio (RR)
Picchi

Comunione

1) Lo sguardo di Dio (CD 569, strofe 6-9; per comodità, le riporto di seguito)

Lo sguardo di Dio un mattino di grazia
ci trasse dall’ombra del cuore deserto.
“Non più per voi stessi, per me voi vivrete;
un lievito nuovo sarete nel mondo!”.

Sei tu che hai creato l’amore fedele
dell’uomo e la donna che vivono insieme.
Così tu hai voluto che ogni famiglia
sia pronta al servizio, aperta alla vita.

È segno di pace quel mutuo rispetto
del corpo e del cuore nel libero dono.
È annuncio del Regno, è seme di gioia
portare l’un l’altro i nostri destini.

Quel grande mistero è stato racchiuso
nel fragile vaso dei nostri consensi:
rifulge l’icona di Cristo e la Chiesa
unione di luce, perché il mondo creda.

È lunga la notte, la prova non manca,
ma certo le nozze son già preparate:
è il Padre che invita chi è stato fedele
al patto d’amore inscritto nei cieli.

Congedo
Per fare festa con te (Uberti – Bentivoglio, Gruppo Shekinah)

Omaggio alla Vergine
Il Rito del Matrimonio non lo prevede esplicitamente, ma ormai mi sembra entrato nella consuetudine. Per non scontentare gli amici di Shekinah, propongo l’Ave Maria tratta dalla Messa per coro Verbum Panis, che mi sembra abbastanza nota (testo qui, audio qui).



Tutto molto bello, ma, al momento, manca la “materia prima”, qualcuno di questo genere!
Se anche io capissi che Dio non vuole che io mi sposi, spero che questa lista possa essere utile a qualcuno che intendesse dare al proprio matrimonio la solennità che merita, perché, come recita un aneddoto citato dal Servo di Dio Giovanni Paolo I nella sua seconda Udienza Generale, esso «non è una trappola, ma un grande sacramento».

* EDIT 13/5/2014: a quasi un anno di distanza, mi sono accorta di non essere stata precisa. 
Il Gloria, come dicono i liturgisti seri (qui un articolo di don Antonio Parisi), è un inno, quindi la forma col ritornello non è proprio la migliore. Di conseguenza, dato che è il mio matrimonio ideale, gradirei che il coro si mettesse dimpegno a imparare, per esempio, quello di Picchi con intermezzi polifonici di Migliavacca. Gli strumenti per impararlo ci sono, niente scuse:
- spartito per il coro
- accompagnamento per organo
- MP3 generale
- file audio per sezioni: solista e assemblea (prima parte), contralto, tenore e basso.

sabato 11 maggio 2013

Il mio stile sulle reti sociali





Dopo aver per poco rischiato la vita nel corso della processione di san Ciro a Portici (oggetto di uno dei prossimi post), ho pensato bene di dedicare un articolo al tema della XLVII Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, o meglio, a come io sto cercando di viverlo.
Ho già spiegato altrove i motivi per cui ho deciso di aprire questo spazio sul Web. Adesso, a un anno e più di distanza, ho riconosciuto la responsabilità che comporta scrivere anche solo un carattere e postarlo, in modo da renderlo leggibile in tutto il mondo. In più di un’occasione mi è stato fatto presente che scrivo per un pubblico ristretto e che i miei contenuti non sbancheranno mai Internet, come ad esempio quelli di chi scrive di fumetti, film, cartoni animati e simili (e io consulto anche siti del genere). Eppure, quando nel giro di pochissimi giorni ho visto aumentare le visualizzazioni dei post sulla Venerabile Luisa Margherita Claret de la Touche o sui Preti ambrosiani 2012, ho constatato che a qualcuno quello che scrivo interessa, eccome.
Per far rimbalzare a mia volta i contenuti che pubblico, ho ceduto agli inviti che un mio corrispondente mi rivolgeva via mail e mi sono iscritta a Facebook. Non l’avevo ancora fatto perché non volevo riallacciare i rapporti con alcune persone che fanno parte del mio passato. Inoltre, non ero intenzionata a far sì che alcuni miei conoscenti mi prendessero in giro perché mi occupo perlopiù di santi e affini, mentre le ragazze normali (ma, dico io, qul è il criterio in base si stabilisce quando una persona è normale e quando non lo è?) postano foto buffe o scollacciate, oppure commentano l’ultima puntata del loro telefilm preferito. Stavo per decidermi, per contattare qualcuno dei giovani preti che ho conosciuto, ma mi sono frenata pensando che la preghiera nella Comunione dei Santi avrebbe giovato loro più di tanti “Mi piace”.
Alla fine, ho trovato una scappatoia: mi sono iscritta sì, ma senza usare il mio cognome, ossia con il parziale pseudonimo Emilia Testimoniando. Così facendo, però, non mi sono presentata con tutta me stessa, rifuggendo il dialogo con chi può non essere d’accordo con me e non rendendomi disponbile alle domande che tanti potrebbero pormi. Scrive infatti papa Benedetto XVI, nel Messaggio per la Giornata delle Comunicazioni Sociali 2013:
Un modo particolarmente significativo di rendere testimonianza sarà la volontà di donare se stessi agli altri attraverso la disponibilità a coinvolgersi pazientemente e con rispetto nelle loro domande e nei loro dubbi, nel cammino di ricerca della verità e del senso dell’esistenza umana. L’emergere nelle reti sociali del dialogo circa la fede e il credere conferma l’importanza e la rilevanza della religione nel dibattito pubblico e sociale.
Tornando a me, uso l’unico social network a cui per ora sono iscritta (niente Twitter, almeno finché continuerò ad essere prolissa) essenzialmente per restare aggiornata ad alcune testate d’informazione cattolica e per commentare quanto scrivono i miei compagni del Gruppo Shekinah sul gruppo semi-ufficiale che alcuni hanno aperto. Quando, però, mi accade di pubblicare qualcosa di nuovo qui, su Santi, Beati e Testimoni o su Vocazioni.net, lo metto in bacheca.
Ahimè, nessuno condivide mai quanto posto! Perciò mi verrebbe da quotare, per usare un termine tipico delle reti sociali, quanto hanno affermato alcune persone a cui ho annunciato la nascita di Testimoniando. Uso il condizionale perché alcuni mesi fa mi sono ritrovata una notifica da parte di una mia amica che mi menzionava in un commento. Ci ho cliccato sopra, per scoprire che lei aveva scritto che aveva appreso la storia di Chiara Corbella Petrillo grazie a me. «Scoprire la sua storia mi lancia in alto», ha scritto: immaginatevi la mia faccia...
Insomma, col tempo sto facendo in modo che le reti a cui partecipo si allarghino e le conoscenze passino dal virtuale al concreto, anche se fra i miei amici virtuali c’è poca gente che non conosco sul serio. Fra di essi, però, ci sono un prete ordinato lo scorso anno e un diacono transeunte, nonché un seminarista di V Teologia e uno di III. Come vedete, non mi smentisco!

P. S. Adesso, se volete, potete chiedermi l’amicizia!