Avviso

In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

martedì 23 dicembre 2014

La biblioteca di Testimoniando #10: “Il Pastore della meraviglia” (Corona d’Avvento dei Testimoni # 4)

La copertina del romanzo...
Una recensione un po’ particolare per quest’ultimo appuntamento della Corona dei Testimoni di quest’anno. Come al solito, l’ultima “candela” è dedicata a un consiglio per qualche libro da mettere sotto l’albero, ma stavolta il suggerimento raddoppia.

mercoledì 17 dicembre 2014

Karl Leisner, la gioia tra le catene (Corona d'Avvento dei Testimoni 2014 #3)



Il Beato Karl Leisner in abiti sacerdotali (fonte)

Chi è?

Karl Leisner nacque a Rees, in Germania, il 22 febbraio 1915, primo dei cinque figli di Amalie Falkenstein e Wilhelm Leisner. A sei anni si trasferì con la famiglia a Kleve, dove conobbe, undicenne, don Walter Vinneberg, sacerdote e insegnante. Sotto la sua guida, s’impegnò nell’apostolato giovanile, diventando, a sedici anni, responsabile della gioventù cattolica del suo distretto.
Con l’avvento del regime nazista, fu messo duramente alla prova, ma non perse la fede, alimentandola con l’adesione al Movimento Apostolico di Schoenstatt. Dopo aver intuito di sentirsi chiamato al sacerdozio, si trasferì a Friburgo, ospite di una famiglia per mantenersi agli studi. L’amore per una delle figlie degli ospitanti, Elisabeth, parve distrarlo dal suo percorso; infine, capì che non doveva cambiare strada. Fu quindi ordinato suddiacono il 4 marzo 1939 e diacono il 25 marzo dello stesso anno, nella diocesi di Münster.
Colpito da tubercolosi nel mese di maggio, venne ricoverato presso il sanatorio di Sankt Blasien. Dopo aver appreso, in quel luogo, del fallimento di un attentato a Hitler, si lasciò sfuggire un’esclamazione di disappunto. A causa della delazione da parte di un altro ricoverato, fu arrestato il 9 novembre 1939 e condotto dapprima al campo di Sachsenhausen, poi, dal 14 dicembre 1940, in quello di Dachau.
Quando, il 6 novembre 1944, venne internato monsignor Gabriel Piguet, vescovo di Clermont-Ferrand, agli altri sacerdoti prigionieri venne l’idea di chiedere il consenso per la sua ordinazione sia al suo vescovo, monsignor Clemens August Von Galen (poi Cardinale e dal 2005 Beato) sia a quello della Diocesi presso la quale si trovava Dachau. Ottenutolo, si procedette ai preparativi, nella più assoluta discrezione. Il 17 dicembre 1944, domenica Gaudete (ossia la III dell’Avvento Romano), monsignor Piguet ordinava sacerdote il giovane diacono, molto malato. Celebrò la sua Prima Messa solo nove giorni dopo, il 26 dicembre, ma fu impedito dall’offrirne altre dal suo sempre più grave stato di salute.
Dopo la liberazione del campo, don Karl venne ricoverato presso il sanatorio di Planegg, dove morì il 12 agosto 1945. Poco prima, sul suo diario, aveva scritto una frase in cui chiedeva a Dio di benedire anche i suoi nemici.
È stato beatificato in quanto martire, insieme a don Bernhard Lichtenberg, il 23 giugno 1996 a Berlino da san Giovanni Paolo II, nel corso della visita pastorale in Germania. I suoi resti mortali riposano presso la Cripta dei Martiri nella cattedrale di Xanten.

Cosa c’entra con me?

lunedì 15 dicembre 2014

Squarci di testimonianze #8: il presepe vivente più grande del mondo (Corona d’Avvento dei Testimoni 2014 #2)




Non so se rende l'idea... (fonte)
La seconda candela virtuale doveva essere originariamente dedicata al Venerabile Bruno Marchesini, seminarista bolognese, giusto per non venir meno al mio pallino per questo genere di storie nemmeno in Avvento, ma non l’ho ancora completato.
Stavo quindi pensando di passare direttamente alla terza candela, quando mi sono imbattuta in un link su Aleteia, che riproponeva un video  di The Piano Guys, un gruppo musicale che propone su YouTube alcuni arrrangiamenti perlopiù per soli pianoforte e violoncello di brani pop. Personalmente, li avevo scoperti cercando di capire quali fossero le musiche usate come apertura e chiusura de Le ragioni della speranza quand’era condotto da padre Ermes Ronchi: se volete saperlo, sono rispettivamente il rifacimento di Without you di Usher e David Guetta e di What makes you beautiful degli One Direction. Per i fan di Star Wars, invece, segnalo Cello Wars, che farà sogghignare anche il più accanito appassionato.
Mi sono ricordata che da tempo non guardavo il canale dei Piano Guys e ho scoperto la loro ultima realizzazione. Si tratta – leggo dal comunicato stampa ufficiale – della partecipazione al presepe vivente più grande del mondo, insieme a più di trenta personaggi diventati famosi grazie al web, appartenenti a fedi religiose diverse tra loro (anche se molti sono mormoni). La Fondazione Radiant, un’organizzazione multireligiosa americana, li ha radunati per fare in modo che il vero senso del Natale vinca su quello commerciale. Il tutto è accompagnato dall’hashtag #SharetheGift.

lunedì 1 dicembre 2014

Padre Clemente Maria Rebora, poeta in attesa di Qualcuno (Corona d’Avvento dei Testimoni 2014 #1)

Chi è?

Ritratto di padre Rebora
realizzato dal pittore trentino Fabio Nones
Clemente Rebora nacque a Milano il 6 gennaio 1885 e ricevette il Battesimo due giorni dopo. Dopo la formazione accademica, si diede all’insegnamento e all’attività di conferenziere, interessato in particolare alla letteratura russa. Diede anche alle stampe due raccolte poetiche, poco considerate alla sua epoca. Il servizio militare lo sconvolse, spingendolo al disgusto per la vita, peggiorato con la partecipazione alla prima guerra mondiale.
Incaricato di tenere alcune lezioni sulle grandi religioni, per comprendere il cattolicesimo cominciò a leggere gli Atti dei Martiri. Ma nel 1928, prima di iniziare a parlare in una conferenza su Cristo e la donna, rimase bloccato e disorientato: fu quello l’inizio della sua conversione. Grazie all’Arcivescovo di Milano, il cardinal Alfredo Ildefonso Schuster (Beato dal 1996), venne indirizzato a un direttore spirituale, si confessò e ricevette i Sacramenti.
Comprese di essere chiamato al sacerdozio ed entrò come novizio, nel 1931, nell’Istituto della Carità, fondato da don Antonio Rosmini (Beato dal 2007). Nel 1936, prima di diventare sacerdote, d’accordo con i superiori vece voto di scomparire “polverizzato” (è la parola usata da lui stesso) e cessò l’attività poetica, per dedicarsi invece alla predicazione e alla direzione spirituale a Domodossola, Rovereto e Stresa. Riprese a scrivere dopo più di vent’anni, ma nel 1952 ebbe un attacco di emorragia cerebrale, a cui si aggiunse, tre anni dopo, una grave forma di arteriosclerosi. Morì venticinque mesi dopo, alle 6.54 del 1°novembre 1957, presso il Collegio Rosmini di Stresa (VB).
I suoi resti mortali riposano dal 1985, a cent’anni dalla nascita, nella navata destra della chiesa del Crocifisso, annessa al Collegio Rosmini.

Cosa c’entra con me?