Avviso

In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

sabato 31 ottobre 2015

CineTestimoniando #3: litanie dei Santi... al cinema e in TV





Per il post di Ognissanti di quest’anno mi è venuta un’idea particolare. Dopo aver raccontato perché sono tanto interessata alle figure esemplari ufficialmente canonizzate (e anche alle altre), aver cercato di rispondere con esiti più o meno esaltanti ai quiz organizzati da una collega blogger e aver presentato uno dei tanti libri con ricette agiograficamente ispirate, stavolta ho provato a ricostruire quali sono i Santi e i Beati (quindi, ad esempio, papa Giovanni Paolo I è tagliato fuori, finché non verrà beatificato) a cui sono state dedicate opere cinematografiche o televisive.
Personalmente, sono abbastanza favorevole all’uso di queste produzioni come Bibbia dei poveri del terzo millennio, come gli affreschi, le vetrate e le statue di tanti secoli fa. Il problema è che a volte le sceneggiature vanno incontro a semplificazioni e stravolgimenti della storia originale. Ad esempio, temo che molti abbiano immaginato, dopo aver visto la miniserie su di lui, che san Giuseppe Moscati fosse impegnato in un triangolo amoroso con la ragazza di cui era innamorato il suo migliore amico, quando invece si mantenne celibe.
Ho quindi composto le litanie che vedete sotto. In verità, l’ispirazione mi è venuta da un vago ricordo che avevo: sapevo, infatti, che il Beato Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, aveva composto una speciale Preghiera per il cinema, che comprendeva dieci invocazioni litaniche legate ai film religiosi prodotti al suo tempo, culminanti con il titolo mariano di “Nostra Signora Regina d’ogni bellezza”. A più di cinquant’anni da allora, l’elenco si è allungato, e di parecchio!
Ho evidenziato con colori diversi i santi e i beati protagonisti di:
lungometraggi per il cinema o per l’home video,
produzioni nate per la televisione, cioè fiction e film TV,
entrambi i tipi di prodotti,

docufiction spesso commissionate da istituti e congregazioni religiose e disponibili sui supporti audiovisivi (ieri VHS, oggi DVD).
Per non appesantire la lettura, non ho messo i collegamenti a pagine di siti specializzati come IMDB o che permettano di recuperarli, anche se sarebbe stato forse più completo. Se notate errori nell’impostazione, soprattutto nell’ordine cronologico, avvisatemi tramite i contatti che vedete nella colonna a lato, oppure pubblicate un commento. I nomi di santi stranieri sono stati italianizzati: so che fa specie leggere “San Giuseppe Maria Escrivá”, ma è per una questione di coerenza interna.

giovedì 29 ottobre 2015

Madre Teresa Casini: offrire e amare per un grande ideale


Fonte

Chi è?

Teresa Casini nacque a Frascati, cittadina dei Castelli Romani, il 27 ottobre 1864, primogenita dell’ingegner Tommaso Casini e di una nobildonna belga, Melania Rayner. Alla morte del padre, avvenuta quando aveva dieci anni, si trasferì a Grottaferrata, presso i nonni materni. Trascorse la giovinezza come tante ragazze della sua epoca, ma avvertiva come un vuoto nel cuore: cercò quindi di colmarlo intensificando la preghiera e affidandosi alla direzione spirituale di padre Arsenio Pellegrini, abate dell’Abbazia greca di Grottaferrata.
Dopo aver compreso di doversi offrire per riparare le offese che tanti sacerdoti compivano contro il Cuore di Gesù, entrò tra le Clarisse del monastero romano della Santissima Concezione, presso la basilica di San Pietro in Vincoli. La vita di quelle che popolarmente erano dette le “sepolte vive” non faceva per lei: tornò quindi a casa, ma il suo desiderio non si affievoliva. Padre Pellegrini l’indirizzò quindi da una donna che si faceva chiamare “la poveretta del Cuore di Gesù”, ma anche lì sorsero problemi, dovuti alle stranezze di quella donna e alle privazioni cui la sottoponeva.
Teresa tornò a Grottaferrata, ma non rientrò in famiglia. L’arrivo di altre giovani che condividevano le sue intenzioni rese però necessario l’acquisto di un’abitazione diversa dall’appartamento che aveva preso in affitto. Il 2 febbraio 1894 il gruppo prese il nome di “Vittime del Sacro Cuore” e iniziò la vita in stretta clausura. Con il decreto di lode, avvenuto due anni dopo, Teresa iniziò il noviziato con le sue compagne, assumendo il nome di suor Maria Teresa del Cuore di Gesù Trafitto (ma fu sempre conosciuta col solo nome di battesimo).
Gradualmente, anche mediante l’apporto del vescovo di Frascati, la comunità si aprì ad opere esterne, senza perdere di vista il fine principale, ossia l’impegno per i sacerdoti. Nel 1916 il nome fu modificato in “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”. Gli anni della prima guerra mondiale videro poi l’inizio di due nuove realtà: i collegi dei “Piccoli Amici di Gesù”, per accogliere bambini che sembravano inclini al sacerdozio, e l’assistenza a preti malati e anziani.
Nel maggio 1925 madre Teresa Casini fu colpita da paralisi. Trascorse gli anni seguenti tra riprese e ricadute, finché, alle 5 del mattino del 3 aprile 1937, non si spense in tranquillità, certa di sentire la presenza di Dio accanto a sé.
La sua fama di santità ha condotto all’apertura del processo di beatificazione nella diocesi di Frascati, dal 1952 al 1962. Il 7 luglio 1997 è stata dichiarata Venerabile. Sarà beatificata questo sabato, 31 ottobre 2015, sulla piazza della cattedrale di Frascati. Le sue spoglie mortali riposano nella cappella della Casa generalizia delle Suore Oblate del Sacro Cuore, in via del Casaletto 128 a Roma.

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martedì 20 ottobre 2015

Squarci di testimonianze #10: Pablo e i supereroi che pregano


Da sinistra, Pablo e i pupazzi di Superman, Flash, Wolverine, Batman e Robin
(foto: Mar
ía Juliana Escallon/Instagram)
Stavo leggendo alcune notizie dell’agenzia Aciprensa, quando ho notato questa foto molto curiosa. Secondo quanto riferito qui, il bambino ritratto nella foto si chiama Pablo, ha due anni e mezzo, è il minore di tre fratelli e vive a Bogotá, in Colombia.

sabato 17 ottobre 2015

Luigi e Zelia Martin, artigiani di un matrimonio santo



Chi sono?

Louis-Joseph-Stanislas Martin nacque a Bordeaux il 22 agosto 1823, figlio di un militare. A vent’anni intraprese la professione di orologiaio. Due anni dopo, nel 1845, chiese di entrare fra i canonici del Gran San Bernardo, ma dovette rinunciare per aver incontrato difficoltà nello studio del latino. Mantenne comunque un carattere riservato e incline alla meditazione.
Marie-Azélie Guérin, detta Zélie, venne invece alla luce il 23 dicembre 1831 a Gandelain, presso Alençon. Si sentiva incline alla vita religiosa attiva tra le Figlie della Carità di San Vincenzo de’ Paoli, ma comprese che non era quella la sua strada. Si dispose quindi a formare una famiglia e divenne un’abile merlettaia, specializzata nel famoso “punto d’Alençon”.
Le strade di entrambi s’incrociarono sul ponte San Leonardo di Alençon: Zélie, favorevolmente impressionata dal contegno di Louis (al quale avevano parlato di lei), sentì dentro di sé una voce che indicava in lui l’uomo giusto per lei. Si sposarono tre mesi dopo, alla mezzanotte del 12 luglio 1858.
Per i primi dieci mesi si astennero da rapporti coniugali, finché l’intervento di un confessore non li aprì a un’altra concezione del matrimonio. La prima figlia nacque nel 1860: le seguirono otto fratelli, due maschi e sei femmine; tutti ebbero come primo nome quello della Vergine Maria, cui per i maschi si aggiunse quello di san Giuseppe. Di essi, solo quattro arrivarono alla maggiore età: Marie Louise, Pauline, Céline e Françoise-Thérèse, l’ultima nata. Quando lei aveva quattro anni, il 28 agosto 1877, Zélie morì, colpita da un cancro al seno.
Dopo la morte della moglie, Louis si trasferì con le bambine a Lisieux, nel villino “Les Buissonnets”. Una dopo l’altra, le figlie manifestarono il desiderio di entrare in convento: Thérèse, a soli quindici anni, raggiunse le sorelle maggiori al Carmelo di Lisieux il 14 settembre 1894, prendendo il nome di suor Teresa di Gesù Bambino e del Volto Santo (canonizzata nel 1925). Céline, invece, rimase accanto al padre, malato di paralisi e arteriosclerosi, insieme a Léonie.
Louis morì nel castello di La Musse, presso Évreux, il 29 luglio 1894. Non molto tempo dopo, anche le altre due figlie divennero monache: Céline al Carmelo dove si trovavano le altre sorelle, Léonie alla Visitazione di Caen (per lei è in corso il processo di beatificazione).
Le cause canoniche di Louis e Zélie furono aperte separatamente, ma solo dalla fase romana, per espresso volere del Beato Paolo VI, procedettero unite. La loro beatificazione si è svolta a Lisieux il 19 ottobre 2008. Saranno canonizzati domenica prossima, 18 ottobre 2015 a Roma, quasi sette anni dopo, nel corso del Sinodo sulla famiglia. Le loro spoglie riposano nella cripta della Basilica-Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino, a Lisieux.

NOTA: Ho volutamente usato i nomi francesi per rispetto alla nazionalità dei personaggi trattati, ma da ora in poi, per seguire l’uso corrente, li riporterò in italiano.

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giovedì 15 ottobre 2015

Don Vincenzo Grossi, padre e fondatore con gioia

Ritratto ufficiale di don Vincenzo Grossi
usato per i santini della beatificazione
Chi è?


Figlio di Baldassarre Grossi e Maddalena Cappellini, Vincenzo nacque a Pizzighettone, in provincia di Cremona, il 9 marzo 1845. Avvertì la vocazione al sacerdozio, ma dovette attendere prima di entrare in Seminario per aiutare il padre nella sua professione di mugnaio. Il 4 novembre 1864 fu ammesso nel Seminario di Cremona: il 22 maggio 1869 fu ordinato sacerdote. Nel 1873 divenne parroco a Regona di Pizzighettone e dal 1883 fino alla morte resse la parrocchia di Vicobellignano.
Nel corso della sua esperienza pastorale maturò una speciale attenzione verso le ragazze di campagna: così, con alcune giovani cui faceva da direttore spirituale, iniziò l’istituto delle Figlie dell’Oratorio, ponendolo sotto la protezione di san Filippo Neri. Fu anche predicatore di missioni al popolo e dimostrò notevole carità verso i non cattolici, per la sua apertura verso i metodisti che risiedevano nel territorio di Vicobellignano. Morì a Lodi il 7 novembre 1917, a causa di una peritonite fulminante, pronunciando le parole: «La via è aperta, bisogna andare».
Il processo diocesano per l’accertamento delle sue virtù eroiche è stato aperto a Lodi nel 1947. Fu quindi dichiarato Venerabile il 6 maggio 1969. È stato beatificato dal Beato Paolo VI il 1° novembre dell’Anno Santo 1975. Sarà canonizzato questa domenica, 18 ottobre 2015, da papa Francesco, a Roma. I suoi resti mortali riposano nella cappella della Casa madre delle Figlie dell’Oratorio, in via Paolo Gorini 27 a Lodi.


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lunedì 12 ottobre 2015

Chiara Badano: passare la luce ai giovani




Chi è?

Figlia unica di Ruggero Badano, camionista, e Maria Teresa, casalinga, Chiara nacque a Sassello (provincia di Savona e diocesi di Acqui Terme) il 29 ottobre 1971. Di carattere espansivo e gioioso, sin da piccola si dispose ad ubbidire ai genitori e a donare del suo. Nel settembre 1980 fece il suo primo incontro col Movimento dei Focolari: la sua decisione di vivere l’ideale da esso proposto contagiò ben presto anche i genitori, già credenti. Trasferitasi a Savona per frequentare il liceo classico, si circondò di amici, che le furono vicini anche quando subì un’immeritata bocciatura in IV Ginnasio.
Verso la fine dell’estate 1988, a diciassette anni, cominciò a sentire dei dolori a una spalla durante una partita a tennis: dopo analisi più approfondite, le venne diagnosticato un osteosarcoma. Dopo aver appreso la natura del suo male, si dispose ad accettare quel dolore come volontà di Dio sulla sua vita.
Anche in ospedale e a casa continuò il suo apostolato con gli amici e con i medici. La fondatrice del movimento cui apparteneva, Chiara Lubich, dietro sua richiesta le diede il “nome nuovo” di Chiara Luce. Negli ultimi giorni preparò personalmente, aiutata dai genitori e dagli amici, la celebrazione del suo funerale. Partì per il Cielo all’alba del 7 ottobre 1990, poco prima di compiere diciannove anni.
Il suo vescovo, monsignor Livio Maritano, fu tra i primi a riconoscerne la potenziale santità. Ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 17 novembre 1998, la sua causa di beatificazione si è svolta nella diocesi di Acqui Terme dall’11 giugno 1999 al 21 agosto 2000 ed è stata convalidata il 22 giugno 2001. La “positio super virtutibus” è stata consegnata alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi nel 2004. A seguito delle riunioni dei consultori teologi e dei membri della Congregazione, il 3 luglio 2008 è stato promulgato il decreto per l’eroicità delle sue virtù. L’approvazione di un miracolo per sua intercessione, avvenuta il 19 dicembre 2009, ha portato alla sua beatificazione, celebrata il 25 settembre 2010 presso il Santuario del Divino Amore a Roma. È sepolta, sin dalla sua morte, presso il cimitero di Sassello. La sua memoria liturgica è stata fissata al giorno del suo compleanno, il 29 ottobre.

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martedì 6 ottobre 2015

La biblioteca di Testimoniando # 12: “Chiesa ascoltaci!”



Lo scorso anno sono apparsa completamente disinteressata alle questioni discusse dal Sinodo sulla famiglia. Ora che è entrato nella sua seconda fase, ho deciso di mettermi d’impegno e di dare qui il mio contributo. Più che raccontare in prima persona, ho pensato di farmi aiutare dalla lettura di un libro che mi concedesse di comprendere più direttamente le questioni più dibattute: separazioni, nuove unioni, coppie omosessuali.

In sintesi

giovedì 1 ottobre 2015

Tre domande a... don Lorenzo Nacheli: un segno di fiducia per i giovani e i poveri



Don Lorenzo (primo da sinistra) e i suoi due compagni (SERMIG / NP)

Chi è?

Lorenzo Nacheli è nato a Milano il 18 agosto 1972, primo dei tre figli di Calogero e Giuseppina Schembi. Ha frequentato dall’infanzia l’oratorio della parrocchia di San Barnaba in Gratosoglio a Milano, dove ha ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana ed è stato responsabile di un gruppo giovanile.
Nel 1996 è entrato a far parte della Fraternità della Speranza del Sermig di Torino. Tre anni dopo è stato inviato a San Paolo del Brasile, per avviare l’Arsenale della Speranza, che, come il primo Arsenale della Pace, accoglie migliaia di poveri. Affiancato da un suo compagno, Simone Bernardi, Lorenzo ha poi seguito i corsi di Filosofia e Teologia presso il Monastero di San Benedetto (São Bento) a San Paolo, che ospita la locale Facoltà Teologica. È rientrato a Torino nell’ottobre 2014 per l’ordinazione diaconale, ricevuta nella parrocchia del Santo Volto il 15 febbraio 2015 insieme a Simone e ad Andrea Bisacchi, della medesima Fraternità. Tutti e tre saranno ordinati sacerdoti sabato 3 ottobre. Sono i primi membri del Sermig a diventare preti, completando il quadro delle vocazioni da lì sorte e che comprendono laici e laiche consacrati (o meglio “monaci”), ma anche coppie di sposi.

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