Avviso

In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

sabato 30 gennaio 2016

Mercy Challenge #2: vestire gli ignudi

Continuo la mia sfida alle opere di misericordia, nonostante qualcuno mi abbia fatto presente che, così facendo, mi metto in mostra, quando invece Gesù nel Vangelo suggerisce ben altro comportamento (cfr. Mt 6, 2-4). Avevo messo in conto osservazioni del genere, ma intendo continuare e descrivere sia i miei sforzi per applicarle, sia fornire dei suggerimenti ad altri. È il caso della prima opera di misericordia corporale che mi è stato dato di compiere e che ora presento.

mercoledì 20 gennaio 2016

Akash Bashir – Non c’è amore più grande (Cammini di santità #1)

Fonte
Lo scorso luglio, poco dopo il mio compleanno, ho ricevuto un regalo inatteso: un salesiano, don Ferdinando, mi ha contattata via posta elettronica per chiedermi di collaborare (retribuita!) alla rivista «Sacro Cuore», da lui diretta, periodico dell’omonimo santuario di Bologna. Mi è stata quindi affidata una rubrica, intitolata «Cammini di santità», che comparirà sui prossimi numeri.

Questo è il primo articolo di quella che, spero, sia una lunga serie. Il titolo e i sottotitoli sono stati decisi dalla redazione della rivista.

lunedì 18 gennaio 2016

Mercy Challenge #1: consolare gli afflitti





Come dicevo qualche giorno fa, ho deciso d’impegnarmi a compiere due opere di misericordia al mese, secondo le indicazioni di papa Francesco ai giovani, in ordine assolutamente casuale. Non immaginavo, tuttavia, che avrei iniziato con una delle più facili, né liete da compiere.

venerdì 15 gennaio 2016

“Testimoniando” presenta: Mercy Challenge





Il termine challenge, in inglese propriamente “sfida”, viene oggi impiegato su YouTube per definire delle sfide, appunto, ma con contenuti che vanno dal demenziale al distruttivo; il tutto per guadagnare visualizzazioni.
Con due mesi di ritardo sull’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, ho pensato di cimentarmi anch’io in una challenge del tutto speciale, una Mercy Challenge (Mercy, in inglese, significa “misericordia”), lanciata da papa Francesco in persona.

giovedì 7 gennaio 2016

Qualche idea per far finire «Don Matteo»


Fonte

La serie di telefilm Don Matteo, iniziata nel 2000 e che oggi vede l’inizio della decima stagione, vede come protagonista un sacerdote, don Matteo Bondini, interpretato da Terence Hill. Tornato nella sua parrocchia d’origine a Gubbio, si è da subito interessato al bene della sua gente, ma non solo: grazie a una buona dose d’intuito, ha più volte aiutato i Carabinieri, guidati dal maresciallo Cecchini (Nino Frassica), a risolvere casi più o meno intricati. Dalla nona stagione le sue avventure si svolgono a Spoleto, ma la decima potrebbe essere fra le ultime.
In qualche occasione, con altri giovani che conosco, mi sono ritrovata a commentare che ormai Terence Hill ha più di 75 anni e che a quell’età, di norma, i sacerdoti vanno in pensione. Lo stesso attore ha recentemente ventilato quell’ipotesi:
Voglio avere tempo per la mia famiglia, per riequilibrarmi e, anche, pensare a quello che voglio fare nel futuro. Perché, diciamo la verità, non posso certo fare questo tipo di fiction in eterno. (fonte)
Di conseguenza, credo che sarebbe opportuno che anche il suo personaggio si goda il meritato riposo dopo una vita spesa tra le fatiche apostoliche e le indagini poliziesche. Ecco quindi alcuni miei suggerimenti su come far concludere degnamente le sue avventure e proseguirle in altra maniera.

sabato 2 gennaio 2016

Sulla scia di… don Fabrizio De Michino

La copertina del libretto
fatto stampare in ricordo di don Fabrizio
Mi è venuta l’idea di aprire l’ennesima rubrica, dedicandola alle mie visite sui luoghi dei Testimoni nei quali mi sono imbattuta. Precisamente, è sorta quando mi sono decisa ad andare alla Basilica di Maria SS. della Neve a Ponticelli, il quartiere di Napoli dove ha trascorso il suo ministero don Fabrizio De Michino, deceduto appena due anni fa per una rara forma tumorale, diventato famoso per una lettera indirizzata a papa Francesco.
Come scrivevo il giorno dopo aver saputo della sua morte, avrei voluto approfondire la sua storia per due motivi: anzitutto, per il mio particolare interesse circa le vite dei sacerdoti e seminaristi scomparsi in giovane età, poi per il fatto che il paese dove passo le vacanze, Portici, non è tanto distante da Ponticelli, dove lui fu vicario parrocchiale. Lo scorso 20 agosto, accompagnata da mia madre, mi sono quindi diretta lì coi mezzi pubblici, ma pubblico solo ora il resoconto, scritto a caldo, della mia visita. Mi scuso se non ci sono fotografie, ma l’idea di scrivere il post mi è venuta una volta giunta a casa.