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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

mercoledì 22 giugno 2016

Squarci di testimonianze #16: il coro (da stadio) dei tifosi irlandesi

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Stavo guardando, o meglio, ascoltando la telecronaca della Gialappa’s Band della partita Italia-Irlanda, che ha visto la nostra Nazionale perdere per 1-0; risultato poco rilevante, dato che è già passata agli ottavi di finale.
Prima di concludere la trasmissione, i famosi commentatori satirici hanno descritto come i tifosi irlandesi abbiano iniziato a distinguersi positivamente nelle loro trasferte in giro per la Francia, menzionando due filmati che stanno accumulando visualizzazioni su visualizzazioni.

sabato 18 giugno 2016

Ancora Canti travisati (Le 5 cose più # 6)

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In seguito alla sequenza di post a tema sacerdotale, mi sono chiesta come fare per spezzare un po’ il ritmo e alleggerire i miei contenuti. Ho pensato, allora, di riproporre il tema dei Canti travisati, ossia (mi autocito) «canti religiosi o liturgici storpiati nel testo, per i più disparati motivi: ignoranza linguistica, errori di stampa o semplici fraintendimenti fonetici». Tra questi hanno gran posto i “canti da panca”, cioè quelli tanto famosi che perfino le panche delle chiese saprebbero intonarli, pur con le differenze causate da vari motivi.

Dopo la prima lista di un annetto fa, mi sono accorta di averne lasciato fuori uno, ma me lo sono segnata, certa che ne sarebbero saltati fuori altri. Eccoli qui: dato che sono tutti molto famosi, il link nel titolo rimanda sempre a pagine del sito Canto e prego.

venerdì 10 giugno 2016

La biblioteca di Testimoniando #15: “Il senso chiede ospitalità” (e un excursus sui Preti 2016)



Domani si svolgeranno le ordinazioni sacerdotali nella mia diocesi di Milano. Il numero dei candidati di quest’anno, 26, credo sia il più alto da dieci anni a questa parte, ossia da quando ho capito di dovermi interessare di più alla vita del Seminario e ai preti giovani.
Se mi seguite da un po’, non credo vi stupirà sapere che anch’io stavolta ho un personale record: sono almeno dieci, infatti, i diaconi che hanno avuto la sorte (buona o no, sta a Dio deciderlo) d’incontrarmi in vario modo.
Uno di loro, due anni fa, ha pubblicato da solo un piccolo saggio di estetica musicale, dove ha fatto confluire le riflessioni che gli sono venute nel corso dei suoi studi in Conservatorio e di quelli, ora conclusi, in vista del sacerdozio. Ecco, dunque, quello che ho capito del suo lavoro.

mercoledì 8 giugno 2016

Come profumo di nardo – Alessandro Galimberti, seminarista (Cammini di santità # 3)





Fonte per la foto: don Ennio Apeciti (cur.),
Voglio essere come profumo di nardo,
Velar – Marna 2014,
p. 6 dell’inserto fotografico

Il quarto dei miei articoli per la rivista Sacro Cuore dei Salesiani di Bologna (l’autorizzazione per riprendere il secondo non mi è ancora giunta) originariamente non doveva essere dedicato a questo personaggio. Come avevo già raccontato, aver saputo di lui e del suo desiderio di essere sacerdote mi ha davvero cambiato la vita, spingendomi, tra l’altro, a raccontarne la storia tramite ogni mezzo che mi fosse possibile.
Subito dopo che il direttore, don Ferdinando, mi ha contattata, gli ho presentato alcuni argomenti da trattare, per primo questo: tuttavia, mi venne respinto, perché non lo giudicava sufficientemente attuale.
Quando sono andata a Bologna per vedere coi miei occhi il Santuario del Sacro Cuore e le opere annesse, di cui la rivista è organo ufficiale, ho colto l’occasione per ripresentarglielo. Don Ferdinando si è molto commosso e, nel giro di pochi mesi, ha cambiato parere: potevo dedicare ad Alessandro il pezzo per il numero di giugno. Ci ho visto una coincidenza quasi provvidenziale: proprio nel giugno di dieci anni fa, infatti, lo menzionavo per la prima volta nel mio diario spirituale.
Avrei voluto allora riprendere l’articolo qui il 10 di questo mese, in occasione del decimo anniversario di ordinazione dei preti ambrosiani del 2006, i compagni di classe del giovane seminarista, ma è l’indomani delle nuove ordinazioni e, per celebrarle, ho in serbo un’altra idea. Insomma, perdonatemi se per l’ennesima volta parlo di lui e se ho commesso qualche errore più o meno grave: d’altronde, non l’ho conosciuto di persona e mi sono basata su testimonianze che ho letto o ascoltato da altri.
Il titolo principale è stato deciso dal direttore, mentre quelli dei paragrafi li ho scelti io e sono stati approvati.

giovedì 2 giugno 2016

Vent’anni da cresimata



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Non avevo ancora dodici anni quando, nel pomeriggio del 2 giugno 1996, mi sono diretta verso la mia chiesa parrocchiale per ricevere il sacramento della Cresima, insieme ai miei compagni di catechismo. Ora che di anni ne ho quasi trentadue, provo a ripercorrere quello che ho provato allora e come lo Spirito Santo, già sceso in me nel giorno del Battesimo, mi ha accompagnata e sostenuta nelle scelte della vita.