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sabato 19 novembre 2016

Cardinal Renato Corti: segno del Regno e fedeltà alla Chiesa


L'allora monsignor Corti a Beura (VB),
in una foto del 1996

Chi è?

Renato Corti è nato a Galbiate, in provincia di Como e diocesi di Milano, il 1° marzo 1936. Ha compiuto la sua formazione nei seminari milanesi, immediatamente dopo le scuole elementari. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1959 da monsignor Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, poi papa Paolo VI.
Il suo primo incarico è stato quello di assistente dell’oratorio a Caronno Pertusella, lasciato nel 1967 per diventare direttore spirituale del collegio arcivescovile di Gorla; ha rivestito lo stesso incarico dal 1969 presso la sede di Saronno del Seminario ambrosiano. Dal 1977 al 1980 è stato Rettore del Biennio teologico.
Scelto dal cardinal Carlo Maria Martini come Vicario generale della diocesi di Milano nel novembre 1980, è stato nominato vescovo ausiliare il 30 aprile 1981. Ha ricevuto la consacrazione vescovile il 6 giugno dello stesso anno. È stato anche presidente della commissione CEI per il clero.
Il 19 dicembre 1990 è stato nominato vescovo titolare di Novara, succedendo a monsignor Aldo Del Monte e compiendo il suo ingresso solenne il 3 marzo 1991. Dopo oltre vent’anni, il 24 novembre 2011, ha rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti di età, accettate da papa Benedetto XVI.
È stato creato cardinale da papa Francesco nel Concistoro Ordinario Pubblico del 19 novembre 2011, col titolo di San Giovanni a Porta Latina. Da quando ha lasciato Novara risiede presso il centro di spiritualità dei Padri Oblati Missionari a Rho.

Cosa c’entra con me?

Non conoscevo affatto l’ormai cardinal Corti finché un mio compagno d’università me ne parlò in termini molto lusinghieri. Mi raccontò che un giorno, ma non ricordo se fosse già a Novara o meno, andò a trovarlo: se lo vide arrivare davanti, con le maniche della veste tirate su e con un grembiule addosso.
Mi riferì che era una persona molto incline ad ascoltare gli altri: così, quando ho saputo che il 17 novembre 2012 sarebbe andato in Seminario per presiedere il Rito d’istituzione degli accoliti, non ho perso occasione per cercare di parlargli. In particolare, mi premevano due questioni: la mia vocazione e il mio desiderio di stare vicino ai seminaristi senza intralciare il loro cammino.
L’indirizzo di saluto dell’allora Rettore monsignor Peppino Maffi mi permise di capire che forse avevo di fronte la persona giusta: l’illustre ospite, come dicevo sopra nei cenni biografici era stato a sua volta Rettore (al Biennio) e Vicario generale sotto l’episcopato del cardinal Martini.
Ripescando il mio diario di allora, ho letto che mi ero appuntata che nell’omelia aveva suggerito, ai preti e a coloro che si preparano a diventarlo, il segreto per far sì che la celebrazione della Messa non diventi un fatto abitudinario. Solo l’offerta quotidiana di sé, sul modello del sacrificio di Gesù al Padre, può strappare il sacerdote dalla routine celebrativa.
Terminata la celebrazione, nel corso del rinfresco organizzato nel quadriportico di Teologia, avevo visto monsignor Corti allontanarsi col Rettore e, quando quest’ultimo si fu allontanato, mi sono fatta coraggio per parlare con l’altro.
Riguardo al voler accompagnare i seminaristi, mi rispose che già avere un desiderio di preghiera continua è un segno positivo e mi raccontò un aneddoto: durante i suoi primi anni di sacerdozio, fu avvicinato da una signora, che gli riferì che pregava per lui da quando aveva estratto a sorte il suo nome. È successo anche a me, cercando tra la folla dei nuovi ordinati i sacerdoti che le mie suore, in maniera analoga, mi avevano affidato. Concludendo, mi ha raccomandato che un po’ di discrezione è necessaria, ma anche di sacrificio.
Da allora l’ho rivisto da lontano più volte, alle celebrazioni solenni in Duomo: inconfondibile, con quella sua persona tanto magra da sembrare trasparente e quegli occhi, azzurri, stretti in una fessura penetrante, che mi avevano guardata con bontà in quella mattinata a Venegono.
Quando, lo scorso 9 ottobre, ho appreso dalla sua nomina cardinalizia, ho gioito non poco, e non solo per motivi campanilistico-diocesani. Alla gioia è subentrata la preoccupazione quando, seguendo in diretta televisiva il Concistoro di stamattina, non mi è riuscito di vederlo. Ho iniziato a pensare che fosse stato male, ma ho provato a consolarmi pensando che anche il cardinal Capovilla ricevette la berretta restando a Sotto il Monte, perché molto anziano e impossibilitato a spostarsi. Ho atteso che il commentatore annunciasse il momento in cui si sarebbe inginocchiato di fronte al Santo Padre e, finalmente, eccolo arrivare.

Ha testimoniato la misericordia perché…

Suppongo che il suo ministero episcopale l’abbia condotto a esercitare quasi tutte le opere di misericordia, direttamente o per mezzo di delegati. In base a quanto mi ha suggerito nel corso di quell’incontro nel novembre di quattro anni fa, ma anche a quanto ho scoperto in una commovente testimonianza di monsignor Erminio De Scalzi, penso che il nuovo Cardinale abbia principalmente consigliato i dubbiosi.

Il suo Vangelo

Nell’intervista rilasciata all’agenzia SIR (Servizio d’Informazione Religiosa) pochissimo dopo la nomina cardinalizia, quello che molti continueranno a chiamare “don Renato” ha affermato che, nella preghiera, ha pensato ad alcuni dei nuovi cardinali e si è posto una domanda:
Naturalmente queste figure molto significative mi conducono a dire: sì, ma tu sei significativo di che cosa? Lascio la domanda aperta a me stesso e cercherò di rispondere in maniera onesta e generosa.
Non sono all’altezza di dare una risposta a quell’interrogativo, ma m’impegno a ricordarlo per la responsabilità accresciuta che sente di avere, certo che la porpora non sia, nemmeno per lui, un’onorificenza pura e semplice.

Per saperne di più

Renato Corti, Un giovane diventa cristiano – L'esperienza di Sant'Agostino, Paoline 2003, pp. 112, € 2,00
Lettera pastorale alla Diocesi di Novara per il 2003-2004, nella quale l'esperienza di conversione di sant'Agostino viene riletta con un’attenzione particolare ai giovani.

Renato Corti, Fate quello che egli vi dirà - Vivere da cristiani nel mondo, Paoline 2008, pp. 120, € 3,00.
Lettera pastorale per l'anno 2008-2009 sulle responsabilità storiche dei fedeli laici adulti, specie per quanto riguarda la famiglia e la città.

Via Crucis 2015, Libreria Editrice Vaticana 2015, pp. 64, € 3,00 (ma anche qui).
Il testo delle meditazioni composte dal Cardinale per la Via Crucis al Colosseo, anticipate in un’intervista a Credere.

Renato Corti, Guai a me se non evangelizzo - Meditazioni su coscienza, vita e azione missionaria, Ancora 2016, pp. 128, € 12,00.
Una serie di meditazioni, originariamente dedicate a sacerdoti, già edita circa trent’anni fa.

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