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giovedì 1 dicembre 2016

Charles de Foucauld: la fiducia nel deserto (Corona d'Avvento dei Testimoni 2016 #1)



Fonte
Chi è?

Charles-Eugène de Foucauld nacque a Strasburgo in Alsazia il 15 settembre 1858, secondogenito di Édouard de Foucauld, visconte di Pontbriand e sovrintendente alle foreste dell’Alsazia, e di Elisabeth de Morlet. Rimasto orfano di entrambi i genitori all’età di sei anni, venne accolto dal nonno Charles de Morlet insieme alla sorella minore Marie e con loro si trasferì, in seguito all’annessione dell’Alsazia alla Germania, a Nancy.
Gradualmente, a partire dal 1874, perse la fede. Intraprese la carriera militare come sottotenente, radiato una prima volta per motivi disciplinari e in seguito reintegrato. In seguito si congedò volontariamente, per unirsi agli esploratori che stavano cominciando a perlustrare il territorio del Marocco. L’impatto con la cultura del luogo e con la preghiera dei musulmani lo scosse profondamente, ma alla fine comprese di doversi riaccostare alla fede cattolica.
Così, sul finire dell’ottobre 1886, andò nella chiesa di Sant’Agostino a Parigi per ricevere un’istruzione religiosa dall’abbé Henri Huvelin, direttore spirituale della cugina: si sentì invece rispondere che doveva confessarsi e ricevere la Comunione. Da quel momento comprese che non poteva che vivere per Dio solo.
Partì dunque per la Terra Santa nel novembre 1888: a segnarlo particolarmente fu la visita a Nazareth, il luogo della vita nascosta di Gesù. Per imitarlo meglio, scelse di entrare nei Trappisti, presso l’abbazia di Nostra Signora delle Nevi: pronunciò i voti semplici nel 1892, col nome di fra Maria Alberico, dopo essersi trasferito nella filiale di Akbès, in Siria.
Il suo desiderio di radicalità lo spinse a progettare un ordine ancora più povero, ma i suoi superiori lo inviarono a Roma per proseguire gli studi teologici. Alla fine, però, gli fu concessa la dispensa dai voti. Dopo un periodo a Nazareth, come ortolano delle monache Clarisse, Charles divenne quindi sacerdote della diocesi di Viviers il 9 giugno 1901, lasciato libero di vivere il ministero nella forma che preferisse.
Si stabilì poi a Beni-Abbès, al confine tra Algeria e Marocco, dove fratel Carlo di Gesù, come si faceva chiamare cercò di opporsi al fenomeno dello schiavismo. Nel 1905 si trasferì a Tamanrasset, nello Hoggar, regione abitata dai nomadi tuareg. Il 1° dicembre 1916 fu sorpreso da un attacco di predoni, durante il quale, forse accidentalmente, venne ucciso con un colpo di fucile.
La sua fama di santità condusse all’apertura del processo di beatificazione per indagare l’eroicità delle sue virtù, cominciato nel 1927 in fase diocesana. Tra interruzioni e riprese, si arrivò al 24 aprile 2001, quando san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che lo dichiarava Venerabile. È stato beatificato a Roma, nella basilica di San Pietro, il 13 novembre 2005, insieme a madre Maria Pia Mastena e madre Maria Crocifissa Curcio. 
La sua memoria liturgica cade il 1° dicembre, mentre la sua tomba si trova nel cimitero francese di El Golea in Algeria. 

Cosa c’entra con me?

Il ricordo del mio primo contatto con lui è molto fumoso. Credo che sia avvenuto durante un ritiro spirituale da adolescente, quando mi sono imbattuta in un quadro che lo raffigurava: mi colpirono molto il suo sorriso e il cuore rosso, sormontato da una croce, che portava sull’abito. Ho domandato al sacerdote che era con me chi fosse e mi disse il suo nome.
Trascorsero parecchi anni, quando me lo sono ritrovata di fronte sulla copertina de Il Segno, il mensile della diocesi di Milano: era il novembre 2005, a ridosso della beatificazione. Ero uscita da poco dalla crisi di rigetto che mi aveva spinta ad accantonare l’approfondimento delle vite dei Santi e dei candidati all’aureola, ma mi sono ricordata di quel quadro visto tempo addietro e ho pensato di dover andare più a fondo. Il motivo di quella copertina era dovuto al fatto che il miracolo che portò alla beatificazione è avvenuto proprio dalle mie parti, precisamente a Desio (verso la fine di questa pagina, il racconto di monsignor Ennio Apeciti, che seguì il processo sul miracolo come delegato arcivescovile).
Durante una delle mie prime visite nelle librerie cattoliche del centro di Milano, ho quindi iniziato a valutare quali fossero le migliori proposte editoriali per conoscerlo; non sono però andata oltre un libriccino da poche pagine e una raccolta di pensieri. Grosso modo in quel periodo, un sacerdote venuto nella mia parrocchia di nascita per gli Esercizi Spirituali serali ci parlò di lui e del suo desiderio di vivere la vita nascosta di Nazareth: dopotutto era il parroco di “Gesù a Nazareth”, la cui intitolazione, mi par di capire, è legata proprio alla spiritualità foucauldiana.
Durante il mio pellegrinaggio in Terra Santa, due anni fa, ho incontrato personalmente alcune religiose che seguono il suo esempio: precisamente, appartenevano alle Piccole Sorelle di Gesù. Sia la visita al negozietto di sorella Rose, a Gerusalemme, sia la breve intervista alle altre che vivono a Betlemme, famose per i loro adorabili (nel vero senso della parola) Bambinelli di terracotta, mi ha permesso d’intuire qualcosa del loro stile, finora conosciuto tramite i libri o i resoconti di altri.
Mi sono riavvicinata di più alla sua storia quando mi è stato chiesto di produrre un nuovo profilo biografico per santiebeati, dato che quello precedentemente inserito trattava solo una parte della sua vita. Mi è servito per andare oltre i luoghi comuni sulla sua vicenda e comprenderli nella loro reale profondità: da quello del “fratello universale”, espressione da lui medesimo adoperata (un po’ come quello della “matita nelle mani di Dio” di santa Teresa di Calcutta) a quello di un presunto martirio.
Nei fatti la sua causa è partita, come dicevo nella sintesi biografica, per l’accertamento delle virtù eroiche e non è mai stata presa in considerazione l’ipotesi di verificare il martirio in odio alla fede, semplicemente perché i razziatori pensavano di portarlo via come ostaggio; si può parlare di morte violenta, di sicuro (qui, per chi capisce il francese, un’interessante intervista al postulatore della sua causa, che esplica quanto ho scritto in sintesi). Un altro conto è pensare che lui avesse messo in conto di morire martire, come emerge da molti suoi appunti spirituali.

Il suo Vangelo

Il messaggio universale che traspare dalla sua figura è quello di una fiducia illimitata in Dio, anche in una situazione terribile come quella in cui si era venuto a trovare, anche nella desolazione interiore: in dieci anni di presenza a Tamanrasset, infatti, non ebbe nemmeno un convertito. Il suo desiderio, però, era quello di essere un segno che rimandasse alla presenza del Signore anche tra i tuareg, perché ci fosse qualcuno che, ogni giorno, elevasse l’Ostia per loro.
Dato che il centenario della sua morte cade proprio oggi, ho pensato di iniziare con lui la Corona d’Avvento dei Testimoni di quest’anno. Per chi mi seguisse da poco, spiego che con questo termine definisco i quattro post, uno per ogni settimana dell’Avvento Romano, che dedicherò ad altrettanti personaggi nel corso di questo tempo.
Cercando quindi una frase adatta a questo contesto, ho trovato questo pensiero:
…. Fra tre settimane sarà la vigilia della tua apparizione in mezzo a noi, o mio divino Maestro, mio Dio beneamato, mio Signore Gesù! Fra tre settimane la sacra Famiglia, portando il suo tesoro, entrerà a Betlemme e non vi troverà posto che nella grotta …. O mio Dio, fammi passare insieme ad essa quest’Avvento, quest’ultimo periodo di raccoglimento così profondo e di amore così intenso a Nazareth, questo viaggio celeste, questa veglia divina e, dopo, questa notte, quest’ora in cui il cielo si aprirà ….
Sto provando a fare lo stesso anch’io e lo auguro anche a voi.

Per saperne di più

Teresio Bosco, Il visconte Charles de Foucauld. "Mescolarsi alla spazzatura", Elledici, pp. 20, € 1,50.
Brevissima presentazione della sua vita.

René Bazin, Charles de Foucauld. Esploratore del Marocco, eremita nel Sahara, Paoline 2005, pp. 544, € 34,00.
La prima biografia che lo ha fatto conoscere (edita in francese nel 1921).

MichaelDavide Semeraro, Charles de Foucauld - Esploratore e profeta di fraternità universale, San Paolo Edizioni 2016, pp. 168, € 16,00
La biografia più recente analizza gli elementi di novità apportati da lui alla Chiesa intera.

Charles de Foucauld, Opere spirituali, San Paolo Edizioni 1997 (ultima edizione 2014), pp. 362, € 19,00.
Un’antologia di testi, originariamente non pensati per la pubblicazione, che comprendono meditazioni personali e alcune lettere.

Leonardo Sapienza, Charles de Foucauld. Io semino altri raccoglieranno, Libreria Editrice Vaticana 2005, pp. 160, € 4,00.
Una selezione di pensieri raggruppati per temi.

Su Internet



Sito della Famiglia Spirituale Charles de Foucauld in italiano
Sito dell’Associazione Amitiés Charles de Foucauld
Sezione del sito della Chiesa cattolica in Ardèche dedicata a lui

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