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sabato 24 dicembre 2016

Fratel Matteo Chita e i suoi diorami (Corona d’Avvento dei Testimoni 2016 # 4)

Un ritratto di fratel Matteo Chita
esposto insieme ai suoi presepi a Saronno
(foto mia, come tutte quelle del post)
Avevo intenzione di dedicare l’ultima candela della Corona d’Avvento dei Testimoni a qualche personaggio napoletano, per lenire un po’ il dispiacere di non poter andare dai miei parenti per le feste. Tuttavia, uno sciopero dei treni con annessa partenza anticipata per una cena natalizia e una decisione attuata quasi d’impulso mi hanno portata a scoprire un vero esperto dell’arte presepiale e a cambiare programma.
Venerdì scorso (non ieri) dovevo andare a Saronno per la cena con scambio di auguri per i membri del coro della Pastorale Giovanile diocesana, ma si era verificato uno sciopero dei mezzi di trasporto. Visto che non ho un mezzo mio, ho pensato di muovermi in anticipo, forse in troppo anticipo: l’appuntamento era alle 20.30 e io ho preso il treno da Milano Cadorna alle 16, arrivando a destinazione dopo neanche mezz’ora.
A dire il vero, era da tempo che nutrivo un doppio desiderio: vedere qualcos’altro della città di Saronno e poter pregare nel santuario dedicato al Beato Luigi Maria Monti, fondatore dei Figli dell’Immacolata Concezione o Padri Concezionisti. Del luogo famoso per gli amaretti, infatti, conoscevo solo la stazione, il santuario della Madonna dei Miracoli e la struttura dove si svolgono le prove del coro. Con un piccolo aiuto informatico, ho trovato l’indirizzo della Casa madre dei Concezionisti e ho calcolato quanto tempo ci voleva per arrivarci dalla stazione a piedi.

Mentre consultavo Internet, ho scoperto che nell’Istituto Padre Monti, annesso alla Casa madre, era ospitata una mostra di presepi. Dato che sono molto appassionata a questa forma di devozione e di arte, tanto che nella mia vecchia parrocchia sono stata a lungo nel comitato dei giudici del concorso annuale a riguardo, ho pensato che sarebbe stata un’ottima occasione per spendere proficuamente le ore che mi separavano dalla cena.
Ci ho impiegato più o meno una ventina di minuti, tra controlli al navigatore sul cellulare e le care, vecchie domande a gente del posto. Saronno è proprio una cittadina piccola e ordinata, che non avevo mai osservato con attenzione prima d’allora.
Alla fine, eccomi arrivata, più o meno verso le 17. Ho subito infilato la porta d’ingresso della XXIII mostra dei presepi, che quest’anno ha come tema Io sono con te, non temere, tu mi appartieni. La spiegazione è che in tempi come questi fa bene riscoprire che Gesù si è fatto uomo, anzi bambino, proprio per manifestare a tutti la vicinanza e la paternità di Dio.

«Non c’era posto nell’alloggio»
Quasi subito dopo l’ingresso, ho iniziato il percorso, osservando alcuni diorami. Molti presepisti, infatti, non si accontentano di riprodurre esclusivamente la Natività, ma s’ingegnano a ricostruire in tre dimensioni altri eventi della vita di Gesù o della storia sacra in genere. Avevo gli occhi sgranati dalla meraviglia e mi sono avvicinata di più alle vetrine, per ammirare ogni dettaglio.
A quel punto, alle mie spalle è comparso un simpatico volontario, che mi ha indicato il ritratto appeso sopra la mia testa. Si trattava di fratel Matteo Chita, un religioso concezionista – originariamente erano solo composti da fratelli, mentre oggi hanno anche membri sacerdoti – nativo di Matera, mi par di capire, nonché autore di tutti quei diorami.
La sua specialità, per la quale ha vinto un premio tra i tanti ottenuti nei vari concorsi presepistici, era la lavorazione del polistirolo, il che mi ha fatto pensare a quando sbriciolavo quel materiale sul mio presepe per creare una sorta di nevicata (ho smesso quando ho pensato che forse, quella notte a Betlemme, non c’era neve). In più, essendo impiegato come farmacista, sapeva trasformare le scatolette dei medicinali, ma anche i tappi delle pomate, in casette e dettagli per l’ambientazione.
Mai visti tanti angeli tutti assieme!
Fratel Matteo, scrive padre Aurelio Mazzetta in un pannello posto vicino al suo ritratto, può essere considerato «l’evangelista dei presepi»: le oltre duemilaseicento realizzazioni compiute dai sei agli ottantasei anni sono la concretizzazione del suo desiderio di costruire, tramite (cito) «una catechesi essenziale e coloratissima», una comunità di fedeli capaci di entrare a loro volta nella scena sacra rappresentata. Io non sono certo brava come lui, ma vorrei che, un giorno, anche chi leggesse i miei articoli entrasse nelle storie che racconto e contribuisse a cambiare un po’ il mondo sulla base degli esempi degli autentici Testimoni.
Mentre ero ancora più a bocca spalancata di fronte alla perizia di fratel Matteo, è arrivato un suo confratello, padre Aldo, che mi ha guidata attraverso le meraviglie del santuario di padre Monti e le vicende di santità di altri suoi discepoli. Ma questa è un’altra storia e spero di avere l’occasione di raccontarla.
Per ora, buon Natale a tutti!

Qualche informazione utile


La locandina della mostra (fonte)
La XXIII Mostra Artistica del Presepe di Saronno, che ospita tantissimi altri presepi oltre a quelli di fratel Matteo, è stata inaugurata l’8 dicembre 2016 all’Istituto Padre Monti e si concluderà il 15 gennaio 2017. È aperta tutti i giorni dalle 15 alle 18.30, ma per gruppi numerosi (per esempio, oratori e scuole) è possibile prenotare la visita contattando l’Associazione Amici di Padre Monti al numero 0296702105 o scrivendo all’indirizzo amiciATpadremonti.it (alle lettere AT sostituite il simbolo @). Anche le comunità dei Concezionisti a Erba, Cantù e Milano ospitano altrettante sezioni distaccate della mostra.

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