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domenica 22 gennaio 2017

Laura Vicuña, «pazzerella» per amore


Particolare della foto di gruppo
delle allieve del collegio di Junin
nella quale è stata riconosciuta
la Beata Laura (al centro)

(fonte)

Chi è?

 

Laura del Carmen Vicuña nacque a Santiago del Cile il 5 aprile 1891. Perse il padre José Domingo a due anni. Insieme alla madre Mercedes Pino e alla sorella Julia Amanda, si trasferì in Argentina. La madre trovò lavoro nella tenuta di Manuel Mora, che la obbligò a vivere con lui. Mercedes, però, cercò di fornire un’istruzione e un’educazione religiosa alle due bambine: nel 1900 vennero sistemate nel collegio delle Figlie di Maria Ausiliatrice a Junín de Los Andes. Lì Laura imparò le verità della fede e comprese che la madre viveva in una situazione grave: così, il giorno della sua Prima Comunione, il 2 giugno 1901, promise a Gesù di non offenderlo mai con il peccato e di riparare al male compiuto specialmente dai membri della sua famiglia.

Nel 1903 dovette tornare a casa, perché la sua salute era diventata instabile. Si difese dalle insidie di Manuel Mora e continuò a pregare e a offrire per la salvezza di sua madre. Il 22 gennaio 1904, ormai sul letto di morte, le rivelò quella sua decisione, che aveva confidato solo al direttore spirituale; spirò a tredici anni compiuti.

Godette di fama di santità fin dalla sua morte e, il 19 settembre 1955, fu aperto il suo processo di beatificazione il 19 settembre 1955. Fu dichiarata Venerabile il 5 giugno 1986. Dopo l’approvazione di un miracolo ottenuto per sua intercessione, è stata beatificata da san Giovanni Paolo II a Castelnuovo Don Bosco il 3 settembre 1988.

La sua tomba si trova nella cappella del Collegio Maria Ausiliatrice di Bahia Blanca, in Argentina. La sua memoria liturgica, per la Famiglia Salesiana, cade il 22 gennaio, giorno della sua nascita al Cielo.

 

Cosa c’entra con me?

È almeno da una dozzina d’anni che conosco la storia della Beata di oggi. Precisamente, il mio primo contatto con lei è avvenuto quando avevo iniziato a bazzicare le librerie cattoliche vicine all’università che frequentavo. Avevo dato un occhio a qualche pubblicazione che la riguardava, ma sulle prime le ho snobbate: ero ancora nella mia fase di rigetto verso gli esempi di santità giovanile, che ritenevo esagerati e troppo distanti da me. Ciò nonostante, ricordo di aver preso un suo santino; solo qualche tempo dopo ho comprato una sua brevissima biografia.

Quello che di lei mi colpì fu la determinazione nel fare propri i propositi assunti il giorno della Prima Comunione. Molto spesso, infatti, ai pii pensieri formulati in qualche momento significativo, come i Sacramenti dell’iniziazione cristiana oppure qualche ritiro spirituale, non segue una concretizzazione duratura; è capitato anche a me.

Dopo alcuni anni, lo stesso giorno in cui sono andata in una delle comunità delle Figlie di Maria Ausiliatrice della mia città per un musical su san Giovanni Bosco, le suore mi hanno passato una loro pubblicazione interna, dov’erano riferite parecchie grazie attribuite all’intercessione di Laura. Prima d’allora, ignoravo che la loro congregazione avesse altri personaggi in fama di santità, fondatori a parte.

Un’altra volta, mentre ero in una casa di Esercizi spirituali, ho trovato un’altra immaginetta, dove mi sembrava molto diversa da com’era raffigurata su quella che avevo comprato: l’unico elemento in comune era la medaglia col nastro azzurro, segno della sua appartenenza all’associazione delle Figlie di Maria.

Anch’io ho fatto ricorso alla sua intercessione, quando mi sono accorta che avrei avuto un importante esame universitario a ridosso del giorno della sua memoria liturgica. Dopo averlo superato, ho riferito alle Figlie di Maria Ausiliatrice che conoscevo di essermi sentita protetta anche da lei, oltre che da san Giuseppe da Copertino.

Dopo qualche mese, non ricordo come, sono venuta a sapere che la Laura che conoscevo io, con tutta probabilità, non corrispondeva a quella reale. Non parlo di biografie falsate, bensì della sua identificazione in una foto di gruppo delle allieve dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Junín de los Andes. Eppure anche quella raffigurazione è stata tramite perché venissi attirata dal suo fascino semplice e sincero. Ciò non toglie, tuttavia, che quando possibile è bene ricorrere a reali raffigurazioni dei volti dei Santi, più che a pitture o «facce da immaginetta», per dirla con papa Francesco.

Rileggendo la piccola biografia che poi ho comprato, ho trovato un paio di tratti che mi accomunano a lei. Anzitutto, la sua amicizia col giovane chierico salesiano Félix Ortiz, incaricato d’insegnare al collegio maschile, ma ben accetto anche in quello femminile. Fu lui a scrivere due articoli su di lei e a contribuire alla sua prima biografia, composta da don Augusto Crestanello e pubblicata nel 1911. In seconda battuta, il fatto che spesso vengo considerata anormale per certi miei modi di fare: Laura reagì a quelle prese in giro iniziando a firmare i suoi compiti come «la pazzerella di Gesù».

 

Il suo Vangelo

 

La vita della Beata Laura, sulla lapide che chiude il suo sepolcro, è definita «poema di purezza, di sacrificio e di amore filiale». In effetti, il suo messaggio universale può apparire simile a quello di santa Maria Goretti: non solo per la sua capacità di perseverare nella virtù cristiana della purezza, ma, in senso più esteso, per la consapevolezza che ogni atto o pensiero contrario alla volontà di Dio tiene lontano l’uomo da Lui.

Tuttavia, benché questo sia l’aspetto dominante del suo modo d’incarnare il Vangelo, è bene ricordare anche la sua vita quotidiana, fatta di studio (era molto brava, raccontano le biografie), di amicizie, di desideri grandi come quello della consacrazione religiosa, che le fu negata perché non esistevano documenti circa il matrimonio tra i suoi genitori; di fatto, risultava figlia naturale.

In mezzo alle sue attività più ordinarie, si sentiva comunque di affermare:

Per me pregare o lavorare è la medesima cosa; è lo stesso pregare o giocare, pregare o dormire. Facendo quello che comandano, compio quello che Dio vuole che io faccia, ed è questo che io voglio fare; questa è la mia migliore orazione.

Immagino che il suo dolore nel vedere che la mamma non poteva accostarsi ai Sacramenti sia simile a quello che prende tanti bambini e ragazzi di oggi che, quando fanno la Prima Comunione o la Cresima, non vedono i genitori mettersi in fila per ricevere l’Eucaristia. Se la sua storia fosse più conosciuta, forse qualcuno di questi piccoli potrebbe prenderla ad esempio, come lei fece con san Domenico Savio.

 

Per saperne di più

 

Joseph Aubry, Laura Vicuña, Elledici 2004, pp. 32, € 1,60.
Brevissima presentazione della sua storia.

Maria Lucia Beccalossi, I Giorni di Laura. Le persone, i luoghi, gli avvenimenti che segnarono la vita di Laura Vicuña, Elledici 2004, pp. 112, € 3,80.

Un’opera più ampia, che mette l’accento sulle testimonianze di chi l’ha conosciuta.

Claudio Russo, Beata Laura Vicuña. Con la grazia di Dio si può trionfare sul male, Velar-Elledici 2013, pp. 48, € 3,50.

Sempre breve, ma con parecchie illustrazioni.

Su Internet
Sezione del sito ufficiale dei Salesiani di Don Bosco a lei dedicata
Sito della Fundación Laura Vicuña di Santiago del Cile



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