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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

domenica 31 dicembre 2017

Tre domande a... suor Beatrice Immediata: scrivere dei Santi (e non solo) per scuotere il mondo

La copertina dell'ultimo libro di suor Beatrice
Chi è?

Beatrice Immediata, salernitana d’origine, è una religiosa della congregazione delle Figlie di San Paolo. Laureata in Pedagogia, ha alle spalle molti anni di esperienza come docente in vari istituti. Da molti anni lavora alla Redazione Paoline Editoriale Libri di Milano. Ha pubblicato diversi libri a carattere storico-biografico, sia di personaggi del passato sia attuali, anche non cristiani, ma comunque capaci di comunicare un messaggio di speranza.

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giovedì 28 dicembre 2017

Bufale di Chiesa #1: papa Francesco e il perdono in famiglia

«Ma davvero credete che abbia detto queste cose?». (fonte)

Da qualche tempo pensavo di aprire una rubrica sulle citazioni falsamente attribuite a Santi o Testimoni in genere. L’occasione per decidermi mi è venuta da un messaggino che mi è da poco arrivato su WhatsApp, sul gruppo del coro della mia parrocchia.
Lo ripropongo così come mi è arrivato, anche se ho subito avuto delle perplessità:

domenica 24 dicembre 2017

La mezzanotte... comica (un raccontino di Natale)

Fonte

In teoria, la «Corona d’Avvento dei Testimoni» del 2017 dovrebbe concludersi oggi. A dirla tutta, non ho ancora pronto il post che intendevo pubblicare, quindi ho deciso una soluzione a costo zero, o quasi.
Qualche anno fa, quando ancora non mi ero lanciata come agiografa dilettante, avevo iniziato a scrivere dei piccoli racconti, che componevano la serie «Vita in oratorio», nei quali, attingendo alle mie esperienze, immaginavo alcune vicende parrocchiali. Li ho lasciati a vegetare nel disco fisso del mio computer, quando ho visto che monsignor Delpini, ora mio Arcivescovo, pubblicava qualcosa di simile sull’inserto di Avvenire, Milano Sette: era come se il mio apporto non fosse granché originale.
Dato che i suoi apologhi ora hanno risalto anche livello nazionale (le sue raccolte sono spesso, dallo scorso luglio, nella classifica dei Bestseller della fede del sito Rebecca Libri) e che ha avuto notevole successo anche Il signor parroco ha dato di matto, di Jean Mercier, m’inserisco, o reinserisco dovrei dire, in questo filone.
Se questo episodio pilota vi è piaciuto, fatemelo sapere: i ragazzi dell’oratorio dei Santi Apostoli, i loro educatori e il loro don Michele aspettano solo qualcuno a cui raccontarsi. Se poi voleste riutilizzare questo testo, mandatemi un messaggio o, perlomeno, citate la fonte.
Intanto, buon Natale a tutti!

mercoledì 20 dicembre 2017

Padre Piero Gheddo: in missione per la “Buona Notizia”


La mia biblioteca di casa ha anche alcuni suoi volumi...
Chi è?

Piero Gheddo è nato a Tronzano Vercellese, in provincia e diocesi di Vercelli, nel 1929, primo dei cinque figli di Giovanni Gheddo e Rosetta Franzi (per i quali è in corso la causa di beatificazione). Alla morte della madre, contemporanea a quella degli ultimi due bambini, di appena cinque mesi, insieme ai fratelli superstiti è stato educato dal padre, poi disperso in Russia durante la seconda guerra mondiale, e dalla nonna Anna Campasso.
Terminate le elementari, nell’ottobre 1940 è entrato nel Seminario Minore della diocesi di Vercelli, a Moncrivello. La lettura dei racconti di padre Clemente Vismara del PIME (Beato dal 2011) su «Italia Missionaria» e del libro Operarii autem pauci! di padre Paolo Manna (Beato dal 1990), lo hanno portato a orientarsi verso le missioni ad gentes. Inizialmente aveva pensato di entrare tra gli Oblati Missionari di Maria Immacolata, ma quando seppe che i loro membri non andavano necessariamente in missione, fece domanda presso il PIME e fu accolto, cominciando il liceo a Monza nel 1945.
Fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1953 nel Duomo di Milano, dal cardinal Alfredo Ildefonso Schuster (Beato dal 1994). Tra il 1954 al 1958 alternava la frequenza all’Università Urbaniana, dove si laureò in Teologia missionaria, e alla Pro Deo (oggi Luiss), al lavoro nella redazione di «Italia Missionaria» a Milano.
Dalla metà degli anni ’50 ha cominciato a collaborare con varie testate, di stampo ecclesiale e non. Al suo primo libro, uscito nel 1956, sono seguiti quasi un centinaio di volumi, tra racconti di missione, biografie e opere storiografiche sul PIME. Pur non essendo mai stato destinato di fatto alla missione, ha viaggiato in oltre ottanta Paesi del mondo.
Ha fondato l’agenzia missionaria AsiaNews nel 1987, poi rilanciata su Internet nel 2003. Ancora prima, ha diretto la rivista «Le Missioni Cattoliche», a cui lui stesso ha cambiato nome, nel 1969, in «Mondo e Missione». Ha anche collaborato alla fondazione dell'Editrice Missionaria Italiana (Emi) nel 1955, del Centro missionario PIME a Milano nel 1961, di «Mani Tese» nel 1964 e dell'Ufficio Storico del PIME nel 1994, di cui è stato direttore da quell’anno fino al 2010.
Dal 2014 risiedeva, per ragioni di salute, presso la Casa Ambrosiana di Cesano Boscone. La settimana scorsa era stato ricoverato all’ospedale San Carlo Borromeo di Milano per una broncopolmonite. È morto verso le 14.30 di oggi, 20 dicembre 2017, a 88 anni.

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martedì 19 dicembre 2017

Sabatino Iefuniello: il bene, in silenzio, si vede (Corona d’Avvento dei Testimoni 2017 # 3)


Fonte
Chi è?

Sabato Iefuniello, detto Tino dai familiari e Sabatino dagli amici, nacque il 19 dicembre 1947 a Sarno (in provincia di Salerno e in diocesi di Nocera-Sarno). A quattordici anni entrò nel Seminario Minore dei Frati Minori a Ravello, ma tornò a casa, spinto in tal senso dalla sorella Filomena, che non riteneva che fosse quella la sua strada. Nel 1966 fu accolto dai padri Vocazionisti ad Altavilla Silentina, dove frequentò la quarta ginnasio; tuttavia, anche quell’esperienza ebbe termine dopo qualche tempo.
A vent’anni, nel 1968, decise di emigrare a Milano, insieme alla sorella Filomena. Poco dopo, furono raggiunti dal resto della famiglia. Sabatino iniziò a svolgere vari piccoli lavori, fino a diventare impiegato della ditta Mondial come fattorino portavalori. Trasferitosi con Filomena nel territorio della parrocchia di Santa Maria del Suffragio, partecipò alla vita di quella comunità cristiana, interessandosi in particolare degli anziani e ai giovani.
Il suo confessore, don Franco Confalonieri, nel 1974 gli presentò l’esperienza del Piccolo Gruppo di Cristo, una comunità di consacrati laici: ne divenne membro effettivo nel 1977. L’anno successivo, Sabatino conobbe fratel Ettore Boschini, religioso camilliano, che stava avviando un’opera di assistenza alle persone senza fissa dimora. Da quel momento, con il consenso dei superiori del Piccolo Gruppo, impiegò tutto il tempo libero dalle ore di lavoro per incontrare sulla strada quegli uomini e quelle donne.
Dall’adolescenza, Sabatino aveva una grave cardiopatia, che si aggravò nel giugno 1982. Dopo un periodo di riposo, riprese il suo servizio al Rifugio fondato da fratel Ettore in via Sammartini, ma contrasse una broncopolmonite. Portato in ospedale, morì il 30 agosto 1982.
Il nulla osta per l’avvio della sua causa di beatificazione è stato rilasciato il 14 dicembre 2002 dalla Santa Sede. La tomba di Sabatino si trova dal 1995 nella cappella di Casa Betania delle Beatitudini, sede centrale dell’Opera Fratel Ettore, in corso Isonzo 90 a Seveso.

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martedì 12 dicembre 2017

Don Fabiano Forafò: dire di sì a Dio per una questione di cuore (Corona d’Avvento dei Testimoni 2017 # 2)


Fonte: numero di gennaio 2013 del mensile Come il Pane
Chi è?

Fabiano Forafò nacque a Verona il 6 novembre 1977, figlio primogenito di Sergio e Carolina. Trascorse l’infanzia e l’adolescenza a Erbezzo, in provincia di Verona, insieme ai genitori e ai fratelli Alessio ed Elena, fino al termine delle scuole medie.
A quattordici anni iniziò a frequentare il ginnasio, seguito dal liceo, presso il Seminario di Verona. Decise poi di cominciare gli studi teologici; tuttavia, dopo qualche tempo, chiese di sospenderli. In cerca di risposte su di sé e sul proprio futuro, d’accordo con i superiori del Seminario, svolse esperienze di servizio ai poveri, inizialmente a Padova, poi negli Stati Uniti d’America e in Germania.
Dopo la laurea in Lingue Straniere, il baccalaureato in Teologia e una breve esperienza lavorativa, scelse di riprendere la formazione da seminarista. Fu quindi destinato al tirocinio pastorale presso la parrocchia di Santa Maria Maggiore a Bussolengo; nel frattempo, insegnava Religione a Verona.
Ordinato diacono il 15 novembre 2009 nella sua parrocchia di Erbezzo, divenne sacerdote il 20 novembre 2010, nel duomo di Villafranca. Confermato alla parrocchia di Santa Maria Maggiore come viceparroco, s’impegnò specialmente tra i giovani dell’oratorio, che accompagnò in vari pellegrinaggi e nel loro cammino ordinario.
Il mattino del 12 dicembre 2012 fu trovato morto, per un arresto cardiaco, nel suo letto. 

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martedì 5 dicembre 2017

Luca Passaglia: la fiducia di un piccolo amico di Gesù (Corona d’Avvento dei Testimoni 2017 #1)


Chi è?

Luca Passaglia nacque a Pavullo nel Frignano, in provincia di Modena, il 29 marzo 1999, primogenito di Andrea, rappresentante nel settore della ceramica, e di Teresa Casertano, casalinga. Fu battezzato il 31 maggio 1999 da don Domenico Machetta, fondatore della Fraternità di Nazareth e consigliere spirituale dei suoi genitori.
La sera del 22 maggio 2002 iniziò ad avvertire dei dolori alle gambe. Dopo una visita specialistica, gli fu diagnosticata una forma molto rara di neuroblastoma infantile, all’ultimo stadio. Rimase in ospedale a Torino per nove mesi, durante i quali imparò che le cure che gli venivano prestate erano per il suo bene e, soprattutto, capì di doversi affidare pienamente a Gesù, alla Madonna e al suo Angelo custode.
Dimesso nella primavera del 2003, cominciò a frequentare l’asilo a Levizzano Rangone, lontano dalla casa dove abitava in precedenza. Nell’ottobre successivo, ebbe una recidiva e fu di nuovo portato a Torino, ma peggiorò con l’inizio del nuovo anno. Morì il 21 gennaio 2004: il giorno prima, per speciale concessione dell’arcivescovo di Torino e del vescovo di Ivrea (la Fraternità di Nazareth ha la sede in quella diocesi), aveva ricevuto la Prima Comunione e la Cresima.

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