Odoardo Focherini: l’amore e la fiducia alla prova nei campi di concentramento

Chi è?

L’immagine ufficiale scelta per la beatificazione (fonte)
Odoardo Focherini nacque a Carpi, da genitori trentini, il 6 giugno 1907. Aderì giovanissimo all’Azione Cattolica, ricoprendo vari ruoli di responsabilità, tra i quali quello di presidente diocesano.
Sposò Maria Marchesi il 9 luglio 1930: ebbero sette figli. Lavorava nella Società Cattolica di Assicurazioni, ma per passione e apostolato era anche giornalista, specie per «L’Avvenire d’Italia».
Organizzò prima un ufficio di contatto con i soldati al fronte, durante la seconda guerra mondiale, ma in seguito formò una rete per l’espatrio di ebrei verso la Svizzera.
Ne salvò un centinaio, l’ultimo dei quali l’11 marzo 1944: lo stesso giorno, fu arrestato dalla polizia fascista. Passò per i campi di concentramento di Fossoli, Gries e Flossenburg, morendo, sul finire del dicembre 1947, nell’infermeria del campo di Hersbruck.
La sua causa di beatificazione, svolta nella diocesi di Carpi dal 1996 al 1998, ha portato al riconoscimento del suo martirio: è quindi stato beatificato il 15 giugno 2013 a Carpi, ma nel frattempo non erano mancati anche i riconoscimenti civili, come quello di Giusto tra le Nazioni.
Dei suoi resti mortali si è persa ogni traccia. L’unico oggetto che può essere considerato una sua reliquia, ovvero la sua fede nuziale, è esposto alla venerazione dei fedeli nella cattedrale di Carpi. La sua memoria liturgica cade il 6 giugno, giorno del suo compleanno, per le regioni ecclesiastiche dell’Emilia Romagna (dove visse) e del Trentino (cui era legato tramite i genitori e la moglie).

Cosa c’entra con me?


Il mio legame con Odoardo Focherini è decisamente recentissimo. Nel 2013, infatti, avevo sentito della beatificazione, ma non me ne ero interessata granché: fatto strano, dato che avevo ormai superato la mia “crisi di rigetto” verso santi e affini. Ricordo che ci fu un docufilm su TV 2000, ma nemmeno lo vidi.
All’inizio del 2017, in maniera un po’ distratta, stavo leggendo Avvenire online, quando la mia attenzione è stata catturata dalla lettera di un lettore: diceva che la sua memoria liturgica non era il 24 dicembre, quando Matteo Liut l’aveva presentato nella rubrica Il Santo del giorno da lui curata. La risposta del giornalista mi fece venire l’idea di controllare come fosse la scheda biografica sull’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni: in effetti, aveva molti aspetti da rivedere, non ultima la questione della memoria.
Ho subito scritto ai contatti presenti sul sito ufficiale, ricevendo una rapidissima risposta da Maria, figlia di Paola, ovvero la nipote dell’ultimogenita di Odoardo. Dato che spesso lei, che è laureata in Storia Contemporanea, tiene degli incontri per le scuole al Binario 21, il Memoriale della Shoah alla Stazione Centrale di Milano, si offrì di volermi conoscere personalmente.
Fu proprio un incontro interessante, nel quale Maria mi raccontò come il ricordo del nonno e del suo esempio era stata conservata nella sua famiglia, specie da colei che era stata sua moglie. Mi disse anche che Odoardo era, per così dire, uscito di casa grazie all’interesse di un sacerdote, don Claudio Pontiroli, che volle dedicare alle sue lettere la tesina di licenza in Teologia. Grazie ai suoi consigli, ho corretto la scheda. Ho poi comprato una piccola biografia per bambini e, prima del Natale 2017, ho ordinato il volume che contiene le lettere.
Pensavo di presentare Odoardo nella Corona d’Avvento dei Testimoni di quell’anno, o a ridosso della data probabile della sua scomparsa, o ancora in occasione della Giornata della Memoria, che cade a ridosso della ricorrenza liturgica di san Francesco di Sales, patrono dei giornalisti (e per estensione, anche se non ufficialmente, degli operatori pastorali delle comunicazioni sociali). Anche la beatificazione di Teresio Olivelli, che raccolse le sue ultime parole, mi era sembrata buona.
Ogni volta, però, l’occasione sfumava, o perché avevo altri articoli da scrivere o schede da aggiornare, o perché mi si prospettavano altri personaggi più attuali da trattare. Odoardo mi tornava alla mente spesso, però, in particolare quando mi trovavo a passare per la sede milanese di Cattolica Assicurazioni per alcune commissioni parrocchiali: raccomandavo alla sua intercessione le persone che lavorano in quell’ufficio, ma poi me ne scordavo.
La mattina del 22 gennaio, però, ho sentito su TV 2000 che davanti al civico 58 di piazza Costituente a Mirandola è stata posta una delle “pietre d’inciampo”, quelle piccole installazioni che l’artista Gunter Demnig ha ideato e realizzato per ricordare i deportati nei campi di concentramento. Odoardo e la sua famiglia, infatti, abitavano lì prima del suo arresto.
Ho quindi tirato fuori dallo scaffale il libro con le lettere, che avevo interrotto proprio prima di affrontare quelle relative alla prigionia. La commozione è stata forte, specie quando leggevo le parole d’amore che Odoardo inviava alla sua Maria e ai loro piccoli (aveva da poco visto nascere Paola quando fu arrestato). Prima ancora, ho percepito il fortissimo legame che aveva con L’Avvenire d’Italia, uno degli antenati dell’attuale Avvenire, tramite la preoccupazione che ci fossero sufficienti quantitativi di carta per andare in stampa. Il tutto senza tradire una sottile vena di umorismo, per alleggerire una situazione indubbiamente pesante.
Mi sono quindi domandata come possa riuscire a non arrendermi quando la vita si fa difficile, anche se non sono in prigione. Sarà una risposta semplicistica, ma conto sull’aiuto di coloro i quali hanno subito prove ben più gravi delle mie, incluso Odoardo.

Il suo Vangelo

Quando ho intervistato Maria Peri, le ho chiesto quale fosse il messaggio ancora valido nella testimonianza di fede di suo nonno. Mi ha risposto che secondo lei è l’accoglienza, vissuta verso tutti: verso i figli, con cui era più affettuoso di quanto si usasse all’epoca; verso gli ebrei, di cui riconosceva le sofferenze; verso la Chiesa, che serviva in quanto socio di Azione Cattolica e giornalista per passione.
A me è parso di aggiungere a questo una fiducia salda nella presenza di Dio, anche quando la speranza di essere liberato veniva meno o quando le trattative fallivano. Ricorrono spesso, nelle lettere, espressioni che fanno risplendere questa fiducia. Per tutte vale quella scritta nella lettera del 4 luglio 1944 (la numero 79 nell’edizione più recente) a Maria Marchesi:
Ma quel Signore che tutto consente non abbandonerà, e di questa certezza siamo più che sicuri, e la preghiera di ogni giorno e di ogni ora varrà ad attirare le benedizioni più elette su tutti, su noi, varrà a far sentire meno il peso dell’ombra e ad accelerarla com’è nei nostri desideri e nelle nostre aspettazioni.

Il docufilm di cui accennavo prima, La libertà di essere felici, è disponibile sul canale YouTube di TV 2000. Eccolo qui sotto.



Per saperne di più

Odoardo Focherini, Lettere dalla prigionia e dai campi di concentramento (1944), a cura di Ulderico Parente, Maria Peri e Odoardo Semellini, Edizioni Dehoniane Bologna 2013, pp. 424 + 4 d’inserto fotografico, € 25,00.
L’edizione critica delle lettere di Odoardo.

Giorgio Vecchio, Un «Giusto fra le Nazioni» Odoardo Focherini (1907-1944) - Dall'Azione Cattolica ai lager nazisti, Edizioni Dehoniane Bologna 2012, pp. 192, € 17,50.
La prima biografia completa.

Giuseppe Bellodi, Più di così non si può amare – La vita di Odoardo Focherini raccontata ai ragazzi, AVE 2013, pp. 28, € 4,00.
Biografia illustrata per ragazzi.

Ilaria Vellani, Maria Peri, Francesco Manicardi, Odoardo Focherini. Il sorriso distintivo della santità, AVE 2013, pp. 80, € 9,00.
Biografia più agile uscita per la beatificazione; ha in allegato un DVD.

Maria Marchesi, «Con tutta l’angoscia del mio cuore di sposa» - Lettere inedite a Odoardo Focherini, Edizioni Dehoniane Bologna 2018, pp. 88, € 8,00.
Le lettere che la moglie inviò a Odoardo tra il 9 maggio 1944 e il 29 maggio 1945.

Il materiale divulgativo sul Beato Odoardo (santini e altro) può essere richiesto all’Ufficio Comunicazioni Sociali della diocesi di Carpi, ai contatti presenti sul sito diocesano.

Su Internet

Sito ufficiale della sua causa
Sezione del sito della diocesi di Carpi dedicata alla beatificazione, ma aggiornata anche in seguito
Pagina Facebook ufficiale

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