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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

martedì 9 febbraio 2016

Mercy Challenge #3: consigliare i dubbiosi




La prima opera che ho incontrato sulla mia strada per il mese di febbraio è una alla quale, in verità, sottopongo parecchie persone che conosco. Credo di essere, un po’ come un certo personaggio dei cartoni, un’eterna indecisa: prima di scegliere tra una cosa da fare e un’altra, tentenno parecchio e, non poche volte, do sfogo alle lacrime. Stavolta, però, ho provato a mettermi dall’altra parte.

giovedì 4 febbraio 2016

Padre Pio da Pietrelcina: «Non io, ma Quello lassù!»



Chi è?

Francesco Forgione nacque a Pietrelcina, in provincia di Benevento, il 25 maggio 1887, figlio di Grazio e Giuseppa De Nunzio, contadini. A sedici anni entrò tra i Frati Minori Cappuccini nel convento di Morcone: il 22 gennaio, ricevendo l’abito religioso, assunse il nome di fra Pio da Pietrelcina. Fu ordinato sacerdote il 10 agosto 1910.
Per via delle sue malferme condizioni di salute, restò per sei anni in famiglia, poi venne destinato al convento di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia. Il 20 settembre 1918 cominciarono a manifestarsi in maniera permanente i segni della Passione di Gesù sul suo corpo, ovvero le stimmate. Il continuo afflusso di fedeli che ricorrevano al suo aiuto per la confessione e la direzione spirituale preoccupò le autorità ecclesiastiche, alle cui ispezioni padre Pio si sottopose in spirito di completa obbedienza. Morì a San Giovanni Rotondo il 23 settembre 1968, a 81 anni. Beatificato domenica 2 maggio 1999 a Roma da san Giovanni Paolo II, è stato canonizzato dal medesimo pontefice il 16 giugno 2002, sempre in piazza San Pietro.
La sua eredità spirituale è proseguita mediante l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, da lui stesso voluto a San Giovanni Rotondo, e tramite i Gruppi di Preghiera fondati durante la seconda guerra mondiale.
I suoi resti mortali, inizialmente sepolti nella cripta della chiesa nuova di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, sono stati traslati il 19 aprile 2010 nella nuova chiesa a lui intitolata nella medesima città, precisamente all’interno del pilastro centrale della chiesa inferiore, ma non visibili. Dal 1° giugno 2013 sono esposti permanentemente alla venerazione dei fedeli, ma in questi giorni, dal 3 all’11 febbraio, si trovano a Roma, insieme a quelli di san Leopoldo Mandić* in occasione del Giubileo della Misericordia; torneranno nella loro abituale collocazione il 16.

* Essendo entrambi Cappuccini, anche per lui bisognerebbe adoperare la denominazione “nome religioso + qualifica” (nel suo caso Leopoldo da Castronuovo), però è più noto col cognome secolare.

Cosa c’entra con me?

lunedì 1 febbraio 2016

Suor Enrichetta Alfieri, che «Ha fatto fiorire la vita»




Suor Enrichetta accanto alla grotta di Lourdes
della sezione femminile
del carcere di San Vittore (fonte)

Chi è?

Maria Angela Domenica Alfieri, primogenita di Giovanni e Rosa Compagnone, nacque a Borgo Vercelli (VC) domenica 23 febbraio 1891. Entrata tra le Suore di Carità di Santa Giovanna Antida Thouret il 20 dicembre 1911, il 25 marzo 1913 assunse, con la vestizione religiosa, il nome di suor Enrichetta. Riprese gli studi per diventare insegnante, ma pochi mesi dopo la professione temporanea le venne diagnosticato il morbo di Pott, da cui guarì dopo aver ingerito un sorso di acqua di Lourdes.
Per sottrarla alla curiosità delle folle, venne destinata alla comunità del carcere di San Vittore a Milano, dove emise la professione perpetua. Ben presto venne considerata la “mamma” e l’angelo consolatore dei detenuti.
Nell’immediato dopoguerra, venne accusata di spionaggio e minacciata di morte, ma, per diretto interessamento dell’arcivescovo Alfredo Ildefonso Schuster, la pena le venne cambiata in esilio presso le Suore delle Poverelle a Grumello al Monte. Il 7 maggio 1945 venne riportata a San Vittore, dove proseguì la sua vicinanza ai detenuti, finché, il 22 dicembre 1950, inciampò in piazza Duomo, fratturandosi il femore. Morì venerdì 23 novembre 1951, verso le 15.00.
Il suo processo di beatificazione si è aperto nella diocesi di Milano il 30 gennaio 1995 e chiuso il 20 aprile 1996. Il 19 dicembre 2009 è stato reso pubblico il decreto con cui papa Benedetto XVI ha sancito le sue virtù eroiche e, il 2 aprile 2011, è stato approvato un miracolo ottenuto per sua intercessione.
È stata beatificata il 26 giugno 2011 in piazza del Duomo a Milano, insieme a don Serafino Morazzone e a padre Clemente Vismara.

Cosa c’entra con me?