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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

giovedì 8 agosto 2019

La biblioteca di Testimoniando #22 – “La Bibbia enigmistica”


Anche per me finalmente è venuto il tempo di andare in vacanza. Ho preso l’impegno di rilassarmi e di passare tanto tempo con i miei familiari, ma anche di continuare a fare nuovi incontri di cui raccontare qui.
Tra i modi con cui intendo distrarmi ma non troppo c’è uno degli innumerevoli tentativi di imitazione (grafica della testata compresa) di una famosa rivista, con cui ho pensato di mettere alla prova le mie conoscenze sulla Sacra Scrittura.

In sintesi

La Bibbia enigmistica contiene una serie di giochi enigmistici di vario tipo: crittografati, anagrammi, indovinelli, crucipuzzle. Originariamente comprendeva un solo fascicolo, ma a quello, uscito nel maggio 2013, si è aggiunto un secondo, edito a maggio 2014; l’ultimo (la copertina è qui a fianco) è stato pubblicato lo scorso marzo.

venerdì 2 agosto 2019

Francesca Tomassini: la fede nel Vangelo può cambiare il cuore


Francesca in bicicletta
di fronte alla basilica di Santa Maria degli Angeli
Chi è?

Francesca Tomassini nacque a Foligno il 5 ottobre 1966. Visse a Santa Maria degli Angeli, presso Assisi, con i genitori Raimondo e Giovanna e con il fratello minore Andrea. Prima di lei era nato Marco, morto a tre mesi e mezzo dalla nascita.
L’11 maggio 1975 ricevette la Prima Comunione, sicura che quel sacramento l’avrebbe resa più sensibile ai bisogni del suo prossimo. Di fatto, fu attenta ai poveri, affettuosa con i familiari, amica dei compagni di scuola, interessata ai problemi del mondo.
Il 15 maggio 1977 le fu impartito il sacramento della Cresima. Era anche membro degli Araldini, il gruppo per bambini e ragazzi diffuso nelle parrocchie rette dai Frati Minori.
La sera del 26 ottobre 1978, dopo le preghiere della sera e l’esame di coscienza, disse alla madre di non avere peccati di cui chiedere perdono al Signore per quella giornata, poi andò in camera sua. L’indomani fu trovata morta, distesa sul pavimento. Aveva appena compiuto dodici anni.
La sua tomba si trova nel cimitero di Santa Maria degli Angeli.

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lunedì 29 luglio 2019

Sulla scia di... san Carlo Borromeo

Questa e le altre foto di questo post sono opera mia
Questo è un post dal tono piuttosto vacanziero, ma sempre nella linea della mia ricerca o riscoperta dei Testimoni della fede che incontro o che ho già incontrato. Un invito inatteso, infatti, mi ha portata a visitare i luoghi da cui iniziò e in cui quasi si concluse la vita di san Carlo Borromeo.

giovedì 25 luglio 2019

Gino Pistoni: nell’apostolato, il senso della vita


Fotografia di Gino
per il documento della patente di guida
(fonte, che però lo indica come Beato)
Chi è?

Luigi Pistoni (al Battesimo, Luigi Adolfo), nacque a Ivrea, in provincia di Torino, il 25 febbraio 1924, secondo di quattro figli. Frequentò le scuole elementari all’Opera Pia Moreno, tenuta dalle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea. Per le prime classi del ginnasio (corrispondenti alle nostre scuole medie) fu allievo del Collegio «Giusto Morgando» di Cuorgnè, dei Salesiani. Per il resto delle superiori, studiò dai Fratelli delle Scuole Cristiane, Collegio al «San Giuseppe» di Torino.
A diciott’anni Gino, come lo chiamavano tutti, divenne socio dell’Azione Cattolica: si dedicò con entusiasmo all’apostolato, ossia alla trasmissione del Vangelo specialmente ai suoi coetanei, che incontrava anche praticando vari sport, soprattutto l’alpinismo, ma anche il calcio e il basket.
All’inizio del 1944 fu chiamato a prestare servizio militare, arruolato nella Guardia Nazionale della Repubblica di Salò. Dal 30 aprile al 26 giugno visse in caserma, ma continuava a portare avanti quello che aveva imparato specie tramite l’Azione Cattolica. Il Giovedì Santo del 1944 aderì alla Società Operaia del Getsemani, fondata da Luigi Gedda, presidente nazionale dell’Azione Cattolica, per i soci che volevano impegnarsi in maniera ancora più seria alla diffusione del messaggio evangelico.
Nella notte tra il 26 e il 27 giugno 1944, Gino e altri venti soldati disertarono per unirsi ai partigiani. Col nome di battaglia “Ginàs” (“Ginaccio” in piemontese), partecipò alle azioni della 76° Brigata d’Assalto Garibaldi, ponendo come unica condizione quella di non prendere mai un fucile per sparare.
Il 25 luglio 1944, durante un attacco nemico sulle montagne di Aosta, si fermò a soccorrere un giovane fascista ferito. Dopo che lo ebbe messo in salvo, fu colpito da una scheggia di mortaio e scivolò in una scarpata. Fu ritrovato morto cinque giorni dopo: su un sacchetto tascapane di stoffa bianca aveva tracciato, col proprio sangue, la dichiarazione di voler offrire la sua vita per l’Azione Cattolica e per l’Italia. Aveva vent’anni e cinque mesi.
La sua causa di beatificazione, aperta il 20 dicembre 1996 nella diocesi di Ivrea e volta a dimostrare l’eroicità delle sue virtù, prosegue dal 1999 nella fase romana. I suoi resti mortali riposano nel cimitero di Ivrea, nella tomba di famiglia.

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sabato 20 luglio 2019

Enrico Medi: sul cammino della scienza per incontrare Dio

Enrico Medi nello Studio 3 della Rai durante la diretta dello sbarco sulla Luna (fonte)
Chi è?

Enrico Medi nacque a Porto Recanati il 26 aprile 1911. Tre anni dopo, insieme alla famiglia, si trasferì a Belvedere Ostrense. Quattro anni più tardi si stabilì a Roma, dove frequentò le scuole medie e il ginnasio dai padri Marianisti e il liceo classico al Collegio Massimo dei Gesuiti.
Scelse di studiare Fisica all’università, benché fosse portato anche per gli studi classici. Si laureò nel 1932, con una tesi su «L’emissione delle righe spettrali, negli elementi alcalino-terrosi». Il professor Antonino Lo Surdo gli chiese di diventare suo assistente universitario il giorno dopo la discussione della tesi. Enrico lo seguì quando divenne il primo direttore di quello che oggi è l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e gli succedette nel 1949.
L’11 giugno 1938 sposò Enrica Zanini, conosciuta mentre svolgeva i primi compiti come assistente. Dal loro matrimonio nacquero sei figlie, a cui cercò di essere vicino mentre alle attività accademiche si erano affiancate quelle politiche: divenne membro dell’Assemblea Costituente nel 1946 e fu eletto in Parlamento nel 1948.
Nel 1952 ottenne la cattedra di Fisica terrestre all’Università di Roma, dopo aver tenuto, dal 1942, quella di Fisica sperimentale all’università di Palermo. Lasciò la politica per impegnarsi ancora di più in interventi, conferenze, corsi universitari, dove non nascondeva la propria fede. Dal 1958 al 1965, quando si dimise per motivi di coscienza, fu vicepresidente dell’Euratom.
Tornò a impegnarsi in politica nel 1971, come consigliere del Comune di Roma. L’anno successivo venne rieletto in Parlamento. Morì il 26 maggio 1974, a Roma, per un tumore alla prostata.
Il processo diocesano della sua causa di beatificazione e canonizzazione si è svolto dal 26 maggio 1995 al 26 settembre 2013 a Senigallia (nel cui territorio diocesano aveva trascorso l’infanzia e dove tornava di frequente). È sepolto nella tomba di famiglia a Belvedere Ostrense.

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mercoledì 17 luglio 2019

Squarci di testimonianze #27: la danza per Dio di Mireille Nègre


Il libro con cui ho scoperto la storia di Mireille Nègre,
pubblicato nel 1984 dalle Edizioni Paoline
(oggi è fuori catalogo)
Per certi versi, la donna di cui parlo oggi è simile a suor Anna Nobili, ma non fa parte della sua stessa congregazione (che recentemente è tornata nelle cronache religiose grazie alla testimonianza di suor Marialaura Gatti).
Mireille Nègre, questo il suo nome, ha affrontato un discernimento molto lungo, che l’ha portata a vivere da claustrale per dieci anni, per poi capire che nella Chiesa c’era una realtà grazie a cui poteva vivere la consacrazione anche esprimendosi tramite la danza.

mercoledì 10 luglio 2019

CineTestimoniando #9: «Il cammino per Santiago»

La locandina italiana (fonte)
The Way, USA – Spagna 2010, Emilio Estevez, Elixir Film – Filmax Entertainment, 121’.

L’estate è anche tempo di pellegrinaggi, ad esempio verso Santiago de Compostela. Due anni fa avrei dovuto andarci anch’io, ma mi è stato fatto presente che non avrei retto, a causa della mia scarsa resistenza fisica e psicologica.
Ancora prima, quasi dieci anni fa, avrei dovuto andare all’anteprima del film che recensisco oggi, il cui argomento era proprio un’esperienza di pellegrinaggio di quel genere. Alla fine, però, l’ho saltata, perché in quello stesso giorno ho dovuto partecipare a un ritiro spirituale. Ho perso il film nell’uscita definitiva nelle sale, ma anche in successivi passaggi televisivi e non ho mai comprato il DVD, né intendevo disturbare qualcuno per farmelo prestare.
Finalmente, ieri sono riuscita a vederlo. Dato che l’occasione si presta, ecco le mie considerazioni. Temo però di aver lasciato qua e là delle blande anticipazioni sulla trama.