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Quel che penso di Medjugorje

Una decina d’anni fa, un mio compagno d’università, da poco entrato in Seminario, mi mandò l’e-mail dal testo più corto che io abbia mai ricevuto. Era pressappoco così: «Sei mai stata a Medjugorje? Cosa ne pensi?». Immaginavo che quella domanda gli venisse dal fatto che il suo direttore spirituale era decisamente a favore dell’autenticità delle presunte apparizioni mariane e che volesse inviarlo là perché facesse chiarezza sulla sua vocazione; in effetti, dopo qualche tempo cambiò strada. A quel messaggio brevissimo risposi con uno parecchio più lungo, che ho deciso di riprendere per farne l’ossatura di questo post, pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario dell’inizio delle presunte apparizioni.   Il mio primo contatto coi fatti di Medjugorje è avvenuto poco dopo la mia Prima Comunione. Una mia cugina di Portici, infatti, volle regalarmi molte immaginette mariane, da inserire in un apposito album con le pagine adesive protette da una pellicola. Una era simile a que

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