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martedì 24 dicembre 2013

La biblioteca di Testimoniando # 6: "Storie di Natale, d'Avvento e d’Epifania" (Corona d’Avvento dei Testimoni 2013 # 4)



L’ultima candela della Corona d’Avvento dei Testimoni di quest’anno, come la scorsa volta, è dedicata a una recensione libraria. Ormai penso sia troppo tardi per correre nella più vicina libreria cattolica e ordinare il libro che ora presento, ma penso che possa sempre tornare utile.

In sintesi

Il titolo parla già da sé: si tratta di una raccolta di storie, ma non del tipo che ci si potrebbe aspettare. C’è spazio per la ri-narrazione di leggende notissime come quella del quarto Re Magio, o quelle relative all’albero di Natale, ma ciò che caratterizza maggiormente quest’opera è la capacità di far calare il mistero nella vita di oggi. Abbiamo quindi imprenditori dal cuore indurito, Magi improvvisati, ma anche e soprattutto bambini, che in più di un’occasione riescono a ridare una direzione alla gioia, a volte forzata, che alcuni adulti hanno nel periodo delle feste.

L’autore

Don Bruno Ferrero, Salesiano di Don Bosco, direttore dal 2011 del Bollettino Salesiano, è notissimo per la sua capacità di narratore. Le “piccole storie” da lui scritte o rielaborate, pubblicate in una serie di fortunati volumetti, circolano sul web e vengono riferite in incontri di catechesi o nelle omelie. In effetti, conoscevo un sacerdote che ogni domenica, ovviamente dopo aver spiegato le Scritture, inseriva un apologo di quel genere: nella mia beata ingenuità, ero convinta che l’inventasse lui!

Consigliato a…

Per stessa ammissione dell’autore, i destinatari sono educatori, catechisti, insegnanti di religione, i più creativi dei quali possono addirittura provare ad adattare qualche racconto per il teatro. Dal canto mio, lo suggerisco a chi vuole cercare di recuperare un “cuore fanciullo”, come auspicava padre Turoldo, e a chi, tenacemente, vuole continuare a credere che Gesù nasce per salvare anche il mondo di oggi.
Questo è il motivo per cui questa recensione è la mia quarta candela virtuale: in quella “vera”, il lume corrispondente all’ultima settimana d’Avvento è associato agli angeli. Non furono forse loro i primi narratori dell’evento che ha cambiato la storia?

Bruno Ferrero, Storie di Natale, d’Avvento e d’Epifania, Elledici 2001, pp. 240, € 12,00.

venerdì 20 dicembre 2013

Silvio Dissegna: «Io faccio il presepio» (Corona dei Testimoni 2013 #3)



 
La famiglia Dissegna riunita nel giorno della Prima Comunione di Silvio (il bambino a sinistra del sacerdote) e di suo fratello Carlo (fonte)
Chi è?

Figlio primogenito di Ottavio Dissegna, operaio alla Fiat, e di Gabriella Martignon, Silvio nacque il 1 luglio 1967 all’ospedale di Moncalieri. Manifestò da subito un’intelligenza vivace e cercò di essere sempre ubbidiente ai suoi genitori.
All’inizio di gennaio 1978 ebbe le prime avvisaglie di una neoplasia ossea. Non negò di comprendere poco il senso delle sue sofferenze, ma le offrì per le più disparate intenzioni, affidandosi in particolare all’intercessione della Vergine Maria con la preghiera del Rosario. Morì in casa sua, a Poirino (TO), alle 21:20 del 24 settembre 1979.
Il suo processo canonico, la cui fase diocesana è stata aperta nell’Arcidiocesi di Torino l’8 febbraio 1995 e si è conclusa il 26 ottobre 2001, prosegue ora in fase romana. Il 5 novembre 2013 la commissione teologica della Congregazione vaticana per le Cause dei Santi ha espresso parere favorevole circa l’esercizio, da parte di Silvio, delle virtù cristiane in grado eroico.

Cosa c’entra con me?

Il periodo esatto in cui ho iniziato a sentir parlare di Silvio è stato poco dopo aver iniziato l’università, quando ho visto, sugli scaffali della libreria San Paolo di Milano, una sua biografia, che adesso è fuori catalogo. L’ho presa in mano, ma, scoraggiata dal tema apparentemente triste, l’ho rimessa a posto, anche perché non ero ancora uscita dalla crisi di rigetto verso gli esempi giovanili che mi è passata con la GMG di Colonia.
Una volta compreso che valeva la pena di riprendere le storie di coloro che hanno avverato, o ci hanno provato, l’auspicio di san Pio X («Ci saranno dei santi tra i fanciulli»), mi sono procurata il libro In braccio a Gesù, di Paolo Risso, di cui avevo letto qualche brano in Rete. Nel 2009, come ho già detto, mi sono decisa a scrivere all’autore, il quale, nella seconda lettera che m’inviò, accluse un’altra sua piccola opera dedicata a questo ragazzo, intuendo in qualche maniera il mio desiderio di conoscerlo meglio.
Dopo averlo letto, ho contattato sia i signori Dissegna, ormai anziani, sia l’attuale parroco della loro parrocchia d’origine, don Basilio de Angelis, familiarmente noto come don Lio. In entrambi i casi, penso di aver fatto loro piacere nel segnalare come anche la sua storia mi sia servita d’insegnamento, sebbene sia parecchio maggiore rispetto a quanti anni avesse Silvio al momento della morte.
Ad aiutarmi ad attualizzare il messaggio che lui ha lasciato sono serviti moltissimo i numeri del bollettino quadrimestrale Agli amici di Silvio, per il quale, grazie a don Lio, ho pubblicato anche alcuni articoli, tra i quali uno da “corrispondente ambrosiana” circa l’Incontro Mondiale delle Famiglie del 2012 (a p. 17 del numero che troverete cliccando qui); la rivista, infatti, si rivolge prevalentemente alle famiglie, oltre che agli ammiratori delle figure affini a quella del ragazzo di Poirino. 
Grazie ai moderni mezzi di comunicazione, la sua vicenda continua a meravigliare tanti fedeli, proprio com’è successo a me. Le Figlie di San Paolo che curano il blog Cantalavita, ad esempio, hanno dedicato a lui un articolo, mentre alcune emittenti televisive e radiofoniche cattoliche a livello nazionale gli hanno dato ampio risalto.

Il suo Vangelo

Vi starete dunque chiedendo perché abbia deciso di parlare di Silvio nel periodo d’Avvento. In effetti, forse sarebbe stato meglio menzionarlo a ridosso della Giornata del Malato, ma l’avevo già fatto recensendo Perché proprio a me?, un capitolo del quale tratta di lui. Inoltre, mi sono ricordata di aver letto, nei bollettini e nelle biografie, una frase decisamente adatta, che ci fa intuire come lui vivesse la preparazione verso il Natale. Per questo motivo ho deciso di dedicargli la terza candela (virtuale) della mia Corona d’Avvento dei Testimoni, che, in base al significato tradizionale, è detta “dei pastori” e simboleggia il servizio.
In un tema scritto il 18 dicembre 1976, quando frequentava la quarta elementare presso la scuola “Paolo Gaidino” di Poirino, il bambino si espresse così (cito dalla biografia scritta da don Antonio Bellezza Prinsi, a pag. 48):

Al S. Natale mi preparo con l’anima bianca. A Natale è nato Gesù e Lui è stato così buono che voglio esserlo anch’io, facendo atti di bontà, pregando con gioia, aiutando quelli che ne hanno bisogno, rispettando tutti.
Per onorare Gesù faccio il Presepio…

A un primo sguardo, potrebbero sembrare pensierini come scrivono i piccoli suoi coetanei, con un vago senso d’ingenuità. Le testimonianze che ho letto, invece, dimostrano che Silvio ha davvero cercato di assomigliare a Gesù nella Sua obbedienza al volere del Padre, a cominciare dal suo modo di servire i genitori e il fratello Carlo, poi quando il tumore lo ha aggredito. In quel caso, a contribuire alla sua assimilazione con Lui fu il fatto che Lo riceveva nell’Eucaristia il più spesso possibile.
La notizia recentissima del parere favorevole dei periti teologici è solo un altro passo che porterà, con i tempi che Dio e la Congregazione per le Cause dei Santi riterranno opportuni, all’affermazione che lui è stato davvero un eroe della fede, come ritengono, a livello personale, i suoi genitori e tantissimi fedeli in tutto il mondo.

Per saperne di più

Antonio Bellezza Prinsi, Silvio, ovvero morire di cancro a 12 anni, Tipolitografica Bigliardi 2010, pp. 144.
Riedizione della primissima biografia, scritta dal parroco che fu testimone oculare dello svolgimento della sua vicenda terrena.

Paolo Risso, Silvio Dissegna – Un ragazzo meraviglioso, Elledici 2002, pp. 40, € 2,00 (fuori catalogo).
Un profilo più agile, adatto a tutti, ma buono anche per i ragazzi.

Tutti i testi disponibili (raccomando anche le tracce per la meditazione del Rosario e della Via Crucis) possono essere richiesti all’associazione “Amici di Silvio”.

Su Internet

Sito ufficiale dell’associazione “Amici di Silvio”
Pagina Facebook ufficiale dell’Associazione

lunedì 16 dicembre 2013

Squarci di testimonianze #1: l’“ecumenismo del sangue” dei martiri di Lubecca



Stavo per pubblicare il terzo post della Corona d’Avvento dei Testimoni 2013, quando ho letto l’intervista rilasciata ad Andrea Tornielli da papa Francesco. Un passaggio in particolare ha destato la mia attenzione e mi ha fatto sorgere l’idea di aprire l’ennesima rubrica, dedicata a casi urgenti di cui parlare:
«Conoscevo ad Amburgo un parroco che seguiva la causa di beatificazione di un prete cattolico ghigliottinato dai nazisti perché insegnava il catechismo ai bambini. Dopo di lui, nella fila dei condannati, c’era un pastore luterano, ucciso per lo stesso motivo. Il loro sangue si è mescolato. Quel parroco mi raccontava di essere andato dal vescovo e di avergli detto: “Continuo a seguire la causa, ma di tutti e due, non solo del cattolico”. Questo è l’ecumenismo del sangue. Esiste anche oggi, basta leggere i giornali. Quelli che ammazzano i cristiani non ti chiedono la carta d’identità per sapere in quale Chiesa tu sia stato battezzato. Dobbiamo prendere in considerazione questa realtà».
Subito ho pensato di provare a capire chi fossero i personaggi cui allude il Papa, per fare in modo di parlarne qui e di renderli un po’ più noti, almeno ai miei pochi lettori. Una ricerca incrociata sull’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni e sul sito Hagiography Circle mi ha permesso di trovare un caso che, con molta probabilità, dovrebbe essere proprio quello menzionato.
Il 25 giugno 2011 a Lubecca, in Germania, sono stati beatificati tre sacerdoti: Johannes Prassek, Hermann Lange e Eduard Müller (qui accanto, un particolare del logo ufficiale della celebrazione, tratto dal sito dellArcidiocesi di Amburgo). Insieme a loro, un pastore della chiesa luterana, Karl Friedrich Stellbrink. Come ho notato dalle mie fonti e da un interessante articolo riportato sull’edizione tedesca dell’Osservatore Romano del giorno precedente la beatificazione, ripreso dal blog del giornalista Gaetano Vallini, effettivamente tutti e quattro condivisero la prigionia (Lange e Stellbrink erano nella medesima cella) e furono martirizzati insieme mediante la ghigliottina. Inoltre, la loro causa di beatificazione (ovviamente, parlo dei cattolici) è stata seguita dall’Arcidiocesi di Amburgo. I dati a mia disposizione mi fanno ritenere che non possa che trattarsi di loro, ma sono pronta a ricevere smentite.
Che siano loro quelli presi ad esempio o no, meritano di essere ripresi ed approfonditi: lo farò di sicuro a ridosso della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, nel corso di un nuovo ciclo di articoli che, come preannunciavo quando ho scritto del Beato Rolando Rivi, tratteranno di giovani sacerdoti e seminaristi, non solo martiri.