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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

domenica 26 aprile 2015

Squarci di testimonianze #8: il “di più” di Daniela Lerma


Ero letteralmente a corto d’idee per un post sulla Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. O meglio, dato che non volevo rifilarvi qualcosa di pesante come temo sia stato l’articolo sui preti con dispensa speciale, stavo cercando un altro buon argomento, magari agganciandolo al tema di quest’anno, È bello con Te. Una testimonianza imprevista, cui ho partecipato alcuni giorni fa durante l’abituale incontro del Gruppo Giovani, mi ha dato l’ispirazione per presentare, finalmente, qualcuno di vivo e in salute: Daniela Lerma, laica consacrata.

lunedì 20 aprile 2015

Don Salvatore Mellone e gli altri: sacerdoti per poco... o per sempre?


Se credevate che mi sarebbe sfuggita la vicenda di don Salvatore Mellone, che sta commuovendo mezzo web cattolico e interrogando chi dice di non credere, vi sbagliavate di grosso. Non ne ho parlato qui fino ad oggi per non dare l’impressione di speculare su di lui per ottenere qualche visualizzazione in più. 
Su La Croce-quotidiano di giovedì scorso, invece, ho provato a dare un contributo originale a riguardo, cercando di far capire che ci sono stati dei precedenti, nella storia recente della Chiesa. In verità, temo che le mie parole potrebbero essere state fraintese: dire che ce ne sono stati altri equivarrebbe a sminuire la portata di questo fatto.
Sia per scusarmi, sia per diffondere ancora di più quelle esperienze di sacerdoti ordinati con dispensa speciale o con anticipi vari, ripropongo qui il mio pezzo con qualche aggiustamento, completato da alcune riflessioni che mi sono sorte in seguito. Le immagini sono perlopiù tratte dalle pagine a cui rimandano i collegamenti inseriti nei nomi di ciascun personaggio.
Astenersi duri di cuore o gente che crede che io debba piantarla di concentrarmi sui preti!
* * *

giovedì 16 aprile 2015

Bernadette Soubirous, la “buona a nulla” che vide l’Immacolata



Chi è?

Marie-Bernarde Soubirous, detta Bernadette (italianizzato come Bernardetta), nacque a Lourdes, nei Pirenei francesi, il 7 gennaio 1844. Figlia primogenita di François Soubirous, mugnaio, e Louise Casterot, quando la sua famiglia cadde in miseria venne dapprima accolta da una zia, poi dalla sua balia. Di fatto, oltre che a curarne i figli, si occupava di portare il gregge al pascolo. Un anno dopo, per frequentare la scuola e il catechismo, tornò a casa.
La mattina dell’11 febbraio 1858, uscì con un’amica e una sorella a raccogliere legna. Giunta presso la grotta di Massabielle sulla riva del torrente Gave, in una nicchia a circa tre metri dal suolo vide una giovane donna, vestita di bianco. La visione si ripeté nei giorni seguenti, durante i quali la ragazza si sentì rivolgere messaggi improntati alla penitenza e alla preghiera per i peccatori. Non seppe il nome della sua interlocutrice finché, il 25 marzo 1858, non glielo rivelò lei stessa: «Io sono l’Immacolata Concezione». Le apparve per l’ultima volta il 16 luglio 1858: in tutto, era accaduto diciassette volte. Poco prima, il 3 giugno, Bernadette aveva ricevuto la Prima Comunione; aveva ormai quattordici anni.
Con la rapida diffusione di quei fatti, la ragazza fu spesso interrogata dalle autorità civili ed ecclesiastiche, sebbene manifestasse un certo disagio. Nel 1860, anno in cui ricevette la Cresima, fu accolta dalle Suore della Carità e dell’Istruzione Cristiana di Nevers, che a Lourdes gestivano un ospizio, per curarsi e proseguire gli studi: tre anni dopo, chiese di essere ammessa in quell’Istituto.
Il 7 luglio 1866 arrivò al convento di Saint-Gildard presso Nevers, Casa madre delle suore. Il 29 luglio, con la vestizione religiosa, assunse – o meglio, riprese – il nome di suor Maria Bernarda. All’asma, che dall’infanzia le creava problemi, si aggiunsero altre malattie, non ultimo un tumore al ginocchio destro. Per queste ragioni fu messa alla prova dalle altre consorelle, che la ritennero adatta solo come assistente della suora infermiera. L’8 dicembre 1878 venne costretta a letto e vi rimase fino alla morte, avvenuta il 16 aprile 1879, mentre ripeteva l’invocazione finale dell’Ave Maria.
Beatificata da Pio XI nel 1925, fu da lui canonizzata l’8 dicembre 1933. Il suo corpo, integro, si venera nella cappella della Casa madre delle Suore della Carità di Nevers.

Cosa c’entra con me?

mercoledì 8 aprile 2015

CineTestimoniando #2: «Un Dios prohibido»



Un Dios prohibido, Spagna 2013, Pablo Moreno Hernández, Contracorriente Producciones, 133 minuti


Fonte
Il secondo appuntamento con la mia rubrica di cinema e testimonianze di fede, che curiosamente cade nel terzo anniversario di questo blog, ha molti punti in comune con quello precedente, ma è molto meno conosciuto, anche se racconta un altro episodio sanguinoso della storia recente della Chiesa. La guerra civile spagnola, riferiscono gli esperti, è stata il più grande massacro di cattolici dalle persecuzioni dei primi secoli: il film che vado a presentare racconta proprio le vicende di un gruppo di religiosi, che sono considerati ufficialmente martiri.
Speravo di poter fare un post incrociato con La luce in sala, ma temo che ci vorrà ancora tempo perché Filippo ritorni a scrivere.

La trama in breve