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In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

mercoledì 30 dicembre 2015

CineTestimoniando #4: «Chiamatemi Francesco»



CineTestimoniando torna alla sua natura originaria, ossia di rubrica dedicata alle recensioni cinematografiche, con uno sguardo sia alle scelte tecniche, sia alla rappresentazione del messaggio credente. L’uscita del primo film dedicato a papa Francesco non poteva che avere spazio qui, anche se in ritardo rispetto all’uscita.
Ammetto di essere partita un po’ prevenuta: per certi versi sono stata sorpresa, per certi altri avrei operato diversamente. Ma andiamo con ordine (seguono blande anticipazioni, per cui attenzione!).

La trama in breve

Buenos Aires, anni ’50. Il giovane perito chimico Jorge Mario Bergoglio (Rodrigo De La Serna) sorprende familiari, amici, colleghi e la fidanzata annunciando loro di voler diventare missionario e di partire per il Giappone. Entra quindi nella Compagnia di Gesù, della quale diventa Superiore Provinciale negli anni della dittatura del generale Videla. S’impegna quindi a nascondere dapprima solo i seminaristi della sua congregazione, poi anche alcuni amici. Apprende dell’uccisione del vescovo Enrique Angelelli (Pompeyo Audivert) e delle torture mortali subite da altri suoi confratelli, ma prosegue nella sua opera.
Dopo un mandato in una comunità rurale, viene nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e inizia a conoscere ancora più da vicino gli abitanti dei quartieri più poveri. Quindici anni dopo essere stato nominato arcivescovo titolare di Buenos Aires e a dodici dall’essere stato creato cardinale (Sergio Hernández), partecipa al Conclave da cui sarà eletto come 266° successore di san Pietro.

Considerazioni di stile

giovedì 24 dicembre 2015

I presepi di casa mia (Le 5 cose più, speciale Corona d’Avvento dei Testimoni # 4)

Questi sono i miei Bambini... Gesù!
Come al solito, mi riduco all’ultimo per il post della vigilia, anzi, per l’ultimo della Corona dei Testimoni di quest’anno. Dato che non mi piaceva vincere facile con un post sull’ormai quasi santa Teresa di Calcutta e che per quello che avevo in animo mi è venuta l’ispirazione troppo tardi per chiedere consulenza a certe suore, ho pensato di mettere in mostra i presepi che ho per casa. Mettete su un sottofondo adeguato (magari questo) e sgranate gli occhi!

martedì 15 dicembre 2015

Antonietta Meo, che attese con gioia Gesù Bambino (Corona d’Avvento dei Testimoni 2015 # 3)




Antonietta Meo nella foto ricordo
della Prima Comunione
(scattata in realtà

qualche giorno

dopo la celebrazione)

Chi è?

Antonietta Meo nacque il 15 dicembre 1930 a Roma, ultima dei quattro figli (di cui una sola arrivò ad età matura) di Michele e Maria Meo. Fu battezzata il 28 dicembre nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme a Roma, la sua parrocchia di appartenenza. Vivace di temperamento, aveva in più una speciale attrattiva verso la religione. Colpita da un osteosarcoma a cinque anni, subì l’amputazione della gamba sinistra. Iscritta all’Azione Cattolica, dapprima tra le Piccolissime poi tra le Beniamine, fu eccezionalmente ammessa alla Prima Comunione prima dell’età prescritta, nella notte di Natale del 1936, cui fece seguito la Cresima il 15 maggio 1937. Morì il 3 luglio dello stesso anno, non molti giorni dopo aver subito un altro intervento per la resezione di tre costole, a causa dell’avanzamento delle metastasi. In 158 brevi lettere e 19 pensierini è raccolto il suo progressivo cammino di assimilazione alla croce di Gesù, che la Chiesa si è impegnata a verificare tramite il processo di beatificazione. La fase diocesana si è svolta quindi nel Vicariato di Roma dal 27 aprile 1968 al 23 marzo 1972. Papa Benedetto XVI l’ha dichiarata Venerabile con decreto del 17 dicembre 2007.
La tomba di Antonietta, che i suoi devoti chiamano con il vezzeggiativo di “Nennolina”, già adoperato dai suoi familiari, si trova dal 5 luglio 1999 nella basilica di Santa Croce in Gerusalemme, in una piccola cappella adiacente a quella che conserva le reliquie della Passione di Gesù.

Cosa c’entra con me?

sabato 12 dicembre 2015

Don Tonino Bello, o l’accoglienza fatta vescovo (Corona d’Avvento dei Testimoni 2015 #2)



Don Tonino fra gli extracomunitari della sua diocesi (fonte)
Chi è?

Antonio Giuseppe Mario Bello nacque ad Alessano in provincia di Lecce il 18 marzo 1935, figlio di Tommaso e Maria Imperato. Terminate le elementari, fu avviato a proseguire gli studi nel seminario diocesano di Ugento, perché la madre aveva intuito in lui una probabile vocazione al sacerdozio. Completò poi la sua formazione nel Pontificio seminario regionale Pio XI di Molfetta. Dal settembre 1953 fu a Bologna, presso l’Istituto Santa Cristina per la formazione dei cappellani del lavoro, e seguì i corsi di teologia nel seminario della stessa città. Ricevette gli ordini minori il 30 novembre 1955, il suddiaconato il 22 dicembre 1956 e il diaconato il 7 luglio 1957. Fu ordinato sacerdote l’8 dicembre 1957.
Dopo aver svolto numerosi incarichi come docente in seminario e a livello diocesano, accettò la nomina a vescovo di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi (cui poi verrà annessa la diocesi di Ruvo di Puglia), compiendo il suo ingresso ufficiale il 21 novembre 1982 e accettando come unico appellativo “don Tonino, vescovo”. Da subito iniziò ad impegnarsi per la pace, per il sostegno agli operai e ai profughi.
Dopo aver scoperto, il 29 agosto 1991, di avere un tumore allo stomaco, volle ugualmente accompagnare cinquecento pacifisti nella Sarajevo sconvolta dalla guerra e presiedere la Marcia per la Pace promossa da Pax Christi, organismo alla cui guida era dal 1985. Morì nel palazzo vescovile di Molfetta il 20 aprile 1993. La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è aperta a Molfetta il 30 aprile 2010 e si è conclusa il 30 novembre 2013. La sua tomba si trova ad Alessano.

Cosa c’entra con me?

martedì 1 dicembre 2015

«Leggero sorriso di grazia»: una guida all'ascolto (Corona d'Avvento dei Testimoni 2015 #1)


A cinque anni dal primo lavoro discografico organico, Basterà una voce, e a dieci circa dalla sua formazione, il Gruppo Shekinah, della Pastorale Giovanile della diocesi di Milano, ha prodotto il suo nuovo CD.
Leggero sorriso di grazia è il titolo, programmatico come lo stesso nome del coro: la shekinah, infatti, è la presenza di Dio in mezzo al suo popolo, nella tenda che, durante l’esodo del popolo d’Israele, custodiva l’arca dell’alleanza. Con questa nuova fatica gli oltre cento giovani membri del Gruppo, provenienti da luoghi e realtà diversissime della diocesi più vasta d’Europa, sperano di poter sollevare gli animi delle persone che li ascoltano e che li hanno apprezzati nei sempre più numerosi, applauditi e affollati concerti-meditazione.