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sabato 30 settembre 2017

Beato Titus Zeman – Il difensore delle vocazioni sacerdotali (Cammini di santità #11)


Una fotografia del Beato Titus Zeman
nei suoi anni giovanili (fonte)
Da quando scrivo per la rivista dell’Opera Salesiana del Sacro Cuore di Bologna, mi è stata offerta la possibilità di raccontare storie davvero di tutti i tipi. Quella uscita sul numero di questo mese ha la giusta dose di avventura e sacrificio, messi in campo per un ideale altissimo. Per questo sono lieta di presentarvi don Titus Zeman, salesiano slovacco, che viene beatificato oggi a Bratislava.
* * *
Sono le prime ore del mattino del 24 ottobre 1950. Un gruppo di una ventina di uomini, quasi tutti giovanissimi, sta cercando di guadare il fiume Morava, tra Slovacchia e Austria. Sono perlopiù chierici e seminaristi salesiani: devono guadare il fiume a nuoto, per poter raggiungere l’Italia e vivere pienamente la propria vocazione. All’improvviso, la corda a cui si tengono attaccati alcuni dei fuggiaschi si spezza: due sacerdoti cercano di far passare almeno gli altri sulla riva austriaca, riuscendoci. Il più provato di tutti è don Titus Zeman, il capo del gruppo: crolla esausto e con un principio di ipotermia. Le sue parole, appena rinviene, sono: «Siete tutti sani e salvi? Nessuno è annegato?».  È già la seconda volta che tenta questa avventura. 

giovedì 28 settembre 2017

Monsignor Mario Campidori, la gioia senza barriere


Chi è?

Mario Campidori nacque a Gaiano di Solarolo, in provincia di Ravenna, il 28 settembre 1917, in una famiglia di contadini. A cinque anni, in seguito a una missione popolare, iniziò a pensare di diventare sacerdote, ma dovette attendere per aiutare la famiglia nel lavoro dei campi. A quattordici anni entrò nel Seminario diocesano di Imola, passando al Seminario Interdiocesano Regionale «Benedetto XV» di Bologna per il Liceo e la Teologia.
Fu ordinato sacerdote il 27 giugno 1943 nella cattedrale di Imola. Fu subito nominato cappellano a Riolo, poi fu destinato a San Patrizio e a Conselice con lo stesso incarico. Nel 1945 divenne parroco di Spazzate Sassatelli, tra Imola e Conselice.
Due anni dopo il suo ingresso nella nuova parrocchia, cominciò ad avere problemi di salute: non vedeva bene e perdeva spesso l’equilibrio. Un ricovero ospedaliero nel 1948 gli manifestò che aveva la sclerosi multipla. Don Mario rimase bloccato a letto per due anni, senza riuscire a celebrare la Messa; nel 1950 poté tornare a farlo, ma assistito da un altro sacerdote.
Nel 1954 fu per la prima volta pellegrino a Lourdes. Nel suo secondo pellegrinaggio, conobbe un sacerdote che si diceva guarito dalla stessa malattia tramite una terapia sperimentale: don Mario vi si sottopose e, da allora, la sclerosi multipla non peggiorò, pur lasciandolo invalido.
Cercò quindi un modo diverso per restare sacerdote seppure in carrozzella: decise di andare lui stesso di casa in casa, dove ci fossero persone con disabilità che non riuscivano a vivere pienamente la partecipazione alla vita nelle parrocchie. Dai volontari che lo accompagnavano e che condividevano quel suo progetto nacque il movimento «Simpatia e Amicizia».
Per concedere alle persone con disabilità uno spazio dove trascorrere le vacanze senza problemi, ma anche perché i giovani imparassero a «santificare il tempo libero», come diceva spesso, istituì il Villaggio senza Barriere Pastor Angelicus a Savigno (Bologna), dedicandolo a papa Pio XII, cui era molto affezionato. In modo da dare continuità alla sua opera, fondò la Comunità dell’Assunta, composta da consacrati e consacrate. Morì a Bologna, dove viveva dal 1966 ospite della Casa del Clero, il 5 maggio 2003.

Cosa c’entra con me?

mercoledì 20 settembre 2017

Tre domande a... Martino Vergnaghi: quando l’esperienza di fede si fa musica

L'organo della parrocchia di Martino: immagino che i suoi canti saranno stati suonati anche qui

Chi è?

Martino Vergnaghi ha 31 anni e vive a Milano. Per conto di un’azienda, cura progetti di accoglienza per studenti provenienti dall’estero. Praticamente da sempre frequenta la parrocchia di Sant’Antonio Maria Zaccaria (in sigla, SAMZ) a Milano.
Compone canti religiosi per ragazzi e giovani, che spesso sono rientrati nelle raccolte curate dalla Fondazione Oratori Milanesi (FOM): ha infatti alle spalle quattro anni di studio di pianoforte e altrettanti di solfeggio.
Cosa c’entra con me?