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mercoledì 20 settembre 2017

Tre domande a... Martino Vergnaghi: quando l’esperienza di fede si fa musica

L'organo della parrocchia di Martino: immagino che i suoi canti saranno stati suonati anche qui

Chi è?

Martino Vergnaghi ha 31 anni e vive a Milano. Per conto di un’azienda, cura progetti di accoglienza per studenti provenienti dall’estero. Praticamente da sempre frequenta la parrocchia di Sant’Antonio Maria Zaccaria (in sigla, SAMZ) a Milano.
Compone canti religiosi per ragazzi e giovani, che spesso sono rientrati nelle raccolte curate dalla Fondazione Oratori Milanesi (FOM): ha infatti alle spalle quattro anni di studio di pianoforte e altrettanti di solfeggio.
Cosa c’entra con me?
Sono quasi vicina di chiesa di Martino: la mia parrocchia attuale, infatti, è a poca distanza dalla sua. Quest’anno, poi, il mio coro ha imparato una delle sue ultime produzioni per le Cresime dei nostri ragazzi: il canto Se resti in noi, infatti, è una spiegazione in musica dei doni dello Spirito Santo. 
Quando ho scoperto che l’autore era lui, mi è sorto il desiderio d’incontrarlo e di rivolgergli le mie abituali tre domande: ho chiesto il suo numero di telefono al sacerdote che fino a poche settimane fa si occupava del suo oratorio  e, dopo aver atteso qualche mese, gli ho telefonato. In verità, avrei voluto che l’intervista uscisse in tempo per Pentecoste, ma alla fine è slittata di parecchio. La pubblico adesso perché anche tra i canti della proposta diocesana per gli oratori di quest’anno ce n’è uno a firma sua.

Quando, come e perché hai iniziato a comporre canti religiosi?
Il primo canto che ho composto in assoluto è stato Di gioia e pace vera, pubblicato nel 2015, nella raccolta dell’oratorio estivo di quell’anno; è una riscrittura del Padre nostro. A dire il vero, ho iniziato a fare musica a quindici anni, quando ho realizzato la colonna sonora per uno spettacolo teatrale in oratorio; da lì in poi, non ho più smesso.
In generale, mi trovo molto più a mio agio nel comporre brani adatti alla preghiera o alla meditazione. Lo faccio perché mi diverte, mi piace e mi fa stare bene.
Qual è il tuo stile compositivo, o meglio, da cosa ti lasci ispirare quando devi comporre?
Per i brani commissionati dalla FOM, c’è sempre un tema di fondo. Se il tema mi corrisponde e lo sento particolarmente mio, m’ispiro alla mia vita e alle mie esperienze per raccontare qualcosa di bello. Posso dire quindi che la vita, le persone, gli incontri sono quello che m’ispira di più.
Pensi che la tua comunità cristiana influisca sulla tua fede e, quindi, sul tuo impegno canoro? Se sì, in che modo?
Naturalmente: dal momento in cui incontro persone, anche in parrocchia o tra gli amici, questo ha una ricaduta sulle mie canzoni. Il luogo in cui vivo, le persone, la mia esperienza con loro, sono il “sale” dei miei brani.

Prima di salutarci, Martino mi ha fatto una raccomandazione:
Per favore, non darmi troppa importanza: non voglio essere chissà quale esempio. Esiste tanta gente come me: credo sia normale, per chi ha delle domande importanti sulla vita, metterle in musica. In fondo, è più semplice di quel che si pensi.

Gli do ragione, ma penso che la sua storia sia da raccontare proprio per questo motivo.

Concludo segnalando che sul sito della parrocchia di Sant’Antonio Maria Zaccaria sono disponibili il file MP3  completo e gli accordi per chitarra di Se resti in noi. Per chi volesse, c’è anche l'audio del controcanto dei tenori.
Del nuovo canto, Vedrai che bello insieme, si possono scaricare qui testo e accordi, mentre audio e partitura si trovano, previa registrazione gratuita, sul sito della Libreria Il Cortile (anche scaricarli è gratis). Intanto, ecco come fa.

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