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lunedì 2 dicembre 2013

Madeleine Delbrêl, profetessa nel quotidiano (Corona dei Testimoni 2013 # 1)



 
Madeleine mentre parla con un bambino (fonte)

Chi è?

Madeleine Delbrêl nacque a Mussidan, in Dordogna, il 24 ottobre 1904. Trasferitasi a Sceaux, nella periferia di Parigi, insieme alla sua famiglia, crebbe in un clima che la fece dichiarare, a diciassette anni, di essere atea, benche a dodici avesse ricevuto la sua Prima Comunione. L’ingresso del suo amico Jean Maydieu tra i padri Domenicani fu per lei un duro colpo, che la portò ad interrogarsi sul senso della vita. Dapprima fu capo-scout, poi, nel 1933, andò a vivere insieme a due compagni a Ivry-sur-Seine, cittadina caratterizzata dalla presenza di numerose fabbriche e dall’influenza del marxismo. La sua presenza e il suo impegno furono elogiati dall’amministrazione comunale, che le affidò, nel 1939, il servizio di assistenza sociale della città.
Morì a Ivry-sur-Seine il 13 ottobre 1964, a 60 anni. Il 12 maggio 1993 è stato concesso dalla Santa Sede il nulla osta per l’avvio della sua Causa di beatificazione, la cui fase diocesana è stata approvata il 4 ottobre 1996.

Cosa c’entra con me?

Penso che a tutti capiti di leggere, durante un ritiro spirituale, le parole di qualche personaggio che arrivano a toccare il cuore. Per me è avvenuto così il primo contatto con Madeleine Delbrêl: era il 2002, se non sbaglio, durante una giornata di ritiro con il gruppo adolescenti della mia parrocchia d’origine. Il brano della Scrittura su cui dovevamo riflettere era Mt 11, 16-19, a cui erano stati affiancati due testi: Il Signore della danza, di Sidney Carter, e Il ballo dell’obbedienza, appunto di Madeleine. Ricordo che l’immagine che li unificava mi aveva stupita a tal punto da aver chiesto al mio don se il rapporto con Dio fosse come uno di quei balli di gruppo che facevo all’oratorio o fosse piuttosto qualcosa a due.
Numerose altre volte mi sono imbattuta in testi di questo personaggio così noto almeno nella mia Diocesi, tenuto conto che lo stesso cardinal Carlo Maria Martini ne ebbe una grande stima: inevitabile, quindi, che i suoi preti l’abbiano eletta come figura da presentare il più possibile ai loro giovani. Così, l’ho ritrovata nei foglietti che vengono lasciati da meditare a me e ai miei compagni del coro di Pastorale Giovanile al termine delle nostre prove; negli incontri del Gruppo Giovani cui appartenevo fino a un anno fa; nel libretto del matrimonio di alcuni miei amici; infine, sull’immagine di Prima Messa che il mio direttore spirituale aveva scelto e che mi ha regalato alcuni mesi fa.
Nel 2008, poi, avevo partecipato, presso la sede milanese dell’Università Cattolica, alla presentazione del terzo volume della sua opera omnia, tuttora in fase di prosecuzione. Quell’occasione mi servì per capire maggiormente il contesto in cui Madeleine aveva maturato lo stile che traspare dai suoi scritti: un umorismo leggero, ma capace di lasciare il segno, e una mistica non scardinata, ma immersa nella vita di ogni giorno, che lei aveva scelto di vivere accanto agli operai di Ivry.
Di questi tempi, si fa un gran parlare di periferie esistenziali, sulla scorta della predicazione di papa Francesco. Perché questo termine non finisca in quello che alcuni giornalisti definiscono “gergo ecclesialese”, c’è un gran bisogno di riscoprire persone che, nel loro tempo, hanno cercato d’incarnarlo, per comprendere come seguire il loro stile oggi. Serve in particolare alla mia Diocesi, che continua a indagare le “vie da percorrere incontro all’umano” senza dimenticare quelle già percorse da tanti uomini e donne nel corso dei secoli, specie recentemente.
Personalmente, ritengo che la Delbrêl mi suggerisca come stare vicina alla gente che incontro, nel quartiere dove abito dallo scorso gennaio, situato nel sud di Milano. Non è un luogo abbandonato, ma ci vivono sicuramente tanti che si dicono lontani o in “pausa di riflessione” con Dio. Se riuscirò ad avere almeno un briciolo della fiducia che lei ispirava agli operai, ai marxisti, ai non credenti, potrò dire di aver appreso il segreto della sua fede.

Il suo Vangelo

Immagino quindi che sia sorta spontanea la domanda sul perché abbia deciso di dedicare a lei la prima candela virtuale della Corona dei Testimoni d’Avvento di quest’anno.
Cercando in Rete del materiale natalizio, ho scoperto che le quattro candele della Corona d’Avvento vera hanno un significato tradizionale: per esempio, la prima è detta “del Profeta” e simboleggia la speranza. Ben si addice, quindi, a Madeleine, che parlò in vece di Dio – etimologicamente, è questo che fa un profeta – ricordando a quanti incontrava che Lui è vicino a loro, anche se non lo sapevano.
Il riferimento si è rinsaldato quando, immettendo in un motore di ricerca il suo nome accompagnato dalla parola “Natale”, ho visto tra i risultati il testo di cui ora propongo la parte finale (lo si può trovare intero qui e a p. 88 del libro Il piccolo monaco), col quale auguro ai miei lettori, anche a quelli ambrosiani che lo vivono già da tre settimane, un proficuo tempo d’Avvento.

Gesù, dappertutto, non ha cessato d’essere inviato.
Noi non possiamo esimerci d’essere,
in ogni istante,
gl’inviati di Dio nel mondo.
Gesù in noi, non cessa di essere inviato,
durante questo giorno che inizia,
a tutta l’umanità, del nostro tempo, di ogni tempo,
della mia città e del mondo.

Attraverso i fratelli più vicini ch’egli ci farà
servire amare salvare,
le onde della sua carità giungeranno
sino in capo al mondo,
andranno sino alla fine dei tempi.

Benedetto questo nuovo giorno che è Natale per la terra,
poiché in me Gesù vuole viverlo ancora.

Per saperne di più

Tutte le opere di Madeleine sono edite in italiano da Gribaudi. Mi limito quindi a segnalare quelle di più agevole consultazione e adatte per una prima conoscenza.

Charles F. Mann, Madeleine Delbrêl – Una vita senza frontiere, Gribaudi 2004, pp. 256, € 13,50.
Testo biografico basato sugli scritti e sulle testimonianze dirette di chi la conobbe.

Madeleine Delbrêl, Il piccolo monaco – Un taccuino spirituale, Gribaudi 1990, pp. 96, € 8,50.
Un breve libro che raccoglie, in forma di massime trascritte da un immaginario monaco, le intuizioni spirituali che Madeleine ha avuto durante la sua vita.

Su Internet

Sito ufficiale dell’Association des Amis de Madeleine Delbrêl.
Sito in italiano, con aggiornamenti sulla causa di beatificazione e spunti di riflessione.

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