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giovedì 16 ottobre 2014

Le mie risposte al “Grande Quiz per Ognissanti”




Finalmente è tornato! Cosa, direte voi miei più o meno occasionali lettori? Ma il Grande Quiz per Ognissanti ideato da quel genio dell’agiografia dilettante che risponde al nome d’arte di Lucyette! Dopo aver partecipato per la prima volta ufficialmente al concorso due anni fa, guadagnando la miseria di due sole risposte azzeccate (e devo ancora adempiere alla promessa di scrivere un post riparatore su san Leonardo Murialdo) stavolta ero intenzionata a rifarmi. Tuttavia, non avevo fatto i conti senza le domande, sempre più terribili, architettate dalla collega blogger. Magari adesso mi va meglio!
Come l’altra volta, presento prima le domande del quiz originario e poi le mie più o meno motivate risposte.

1) Ildegarda di Bingen aveva posizioni piuttosto strane, per essere una monaca altomedievale. Ad esempio, criticava chi…?
A) Passava in preghiera più di tre ore al giorno;
B) Si sottoponeva a digiuni troppo rigidi;
C) Dormiva meno di dodici ore per notte;
D) Accendeva ceri davanti alle statue dei santi.
Dico B perché, tra le molte opere di santa Ildegarda, mi pare che ce ne fosse anche qualcuna sulle virtù delle piante e, quindi, sapeva come cibarsi regolarmente.

2) Beh: sol per quello, anche Santa Elisabetta d’Ungheria aveva atteggiamenti piuttosto bizzarri, per essere una santa. Del resto, non è mica tanto comune
A) Litigare furiosamente col proprio direttore spirituale;
B) Pregare per la morte del proprio fidanzato;
C) Scoraggiare i figli dal dare l’elemosina ai medicanti per la strada;
D) Sostenere che è il Natale, e non la Pasqua, la festa più importante dell’anno liturgico.
Rispondo anche qua B perché mi pare che santa Elisabetta, come tante nobili della sua epoca, non pensava affatto a sposarsi, ma dovette cedere alla ragion di stato.

3) Non che la stranezza sia una prerogativa delle sante donne. Quello che ho in mente adesso, (maschio), mentre era deportato a Dachau trovava il tempo (e lo spirito!) di…
A) Fabbricare pupazzi per i bambini prigioneri del campo;
B) Scrivere una raccolta di favole a tema biblico, idealmente da destinare ai bambini ebrei che cercavano di sfuggire alle persecuzioni;
C) Cucire marionette caricaturali con le fattezze dei kapò, per irridere di nascosto i propri aguzzini assieme ai suoi compagni di camerata;
D) Improvvisarsi acrobata, per dare un momento di allegria e distrazione agli altri prigionieri.
Mentre leggevo le possibili alternative, me ne veniva in mente un’altra: “suonava la chitarra”. Il beato Karl Leisner, diacono della diocesi di Monaco, venne internato a Dachau perché, mentre era ricoverato in sanatorio per tubercolosi, gli scappò un commento dispiaciuto su un fallito attentato a Hitler. Le biografie che ho letto di lui dicono che effettivamente sapesse suonare la chitarra, quindi può averlo fatto per gli altri sacerdoti suoi compagni di prigionia. Il bello è che, nel periodo in cui fu internato, non venne ordinato prete finché… Ma questa storia, o meglio, cosa c’entra con me, la racconterò alla domenica Gaudete!
La risposta più simile, esclusa quella che avrei messo io, è la D, essenzialmente perché per fabbricare pupazzi o marionette, come per scrivere qualcosa, poteva servire del materiale difficilmente reperibile.

4) Fra tutte le mortificazioni corporali, qual era, secondo sant’Alfonso de’ Liguori, la più utile e fruttuosa?
A) Viaggiare se possibile a piedi, e non a cavallo
B) Digiunare tutti i venerdì dell’anno, e donare ai poveri il cibo così risparmiato
C) Abituarsi ad avere sempre un’alimentazione frugale
D) Dormire solo poche ore per notte, e dedicare alla preghiera il tempo restante.
Quasi tutte le domande hanno alternative legate al cibo, chissà perché. In ogni caso, se dovessi pensare a quella che mi pare più utile, direi la C.

5) Fino a non troppo tempo fa, circolava negli oratori un piccolo libretto di preghiere che, fra le altre cose, conteneva un testo che s’intitolava suppergiù “La Passione di Cristo così come è stata rivelata a tre donne sante”.
Il nome delle tre donne sante non ve lo dico, ché sennò andate a cercare su Google, però posso informarvi che l’opuscolo riportava una descrizione alquanto vivida delle ultime ore (terrene) di Gesù Cristo, secondo le rivelazioni private ricevute da alcune pie donne che “avevano desiderato conoscere il numero dei colpi ricevuti durante la Passione”. E insomma, l’elenco snocciolava una lunga serie di numeri riferiti a colpi, sputi, ferite, insulti e calci ricevuti da Gesù prima della Crocifissione.
Domanda curiosa. Secondo questo elenco, qual è il numero esatto delle gocce di sangue che Gesù ha “sudato” nell’orto degli ulivi?
A) 20.101
B) 97.307
C) 230.388
D) 741.719
Qui non posso che sparare a caso: D perché è il numero più grosso.

6) Siccome mi sentivo ancora troppo benvoluta nonostante la domanda precedente, ecco a voi una nuova fantastica occasione per tirarmi accidenti. Prendiamo un arco cronologico di circa duecento anni, che vanno suppergiù dal 1200 al 1400. Secondo voi, nel numero dei santi canonizzati in quel lasso di tempo, qual era la percentuale di santi laici?
A) 5%
B) 15%
C) 25%
D) 35%
Mah, direi B: il 15% non è né troppo alto né troppo basso.

7) Dai, questa è più facile. Se avete letto il libro, potreste addirittura saperla per davvero. In suo racconto breve, Andrea Camilleri (sì, proprio lui: il “papà” di Montalbano) mette in scena un bizzarro personaggio, che… a un certo punto della sua vita, per ragioni sue, s’era inventato un santo. Come si chiamava il santo immaginario?
A) San Filàno
B) San Pìcciulo
C) San Cabasiso
D) San Nutricario
Tolto C perché troppo “stile Montalbano” e quindi fuorviante, scartati A e D perché troppo plausibili (giuro che non ho googolato), mi viene da rispondere alla fine B.

8) In tempi di sinodo sulla famiglia, molti blogger stanno giustamente proponendo ai loro lettori articoli che parlano della bellezza della vocazione matrimoniale, della teologia del corpo di Giovanni Paolo II, dell’alto valore dei rapporti intimi fra i coniugi.
Tutto verissimo, eh; però, giusto pochi giorni fa io stavo leggendo l’agiografia di una tipa che… ehm… come dire? Non era molto predisposta ad assaporare la meravigliosa bellezza dei rapporti fra coniugi vissuti anche in senso unitivo.
Anzi. Tutte le volte che il marito provava a unirsi a lei, la Santa…?
A) Accusava violente emorragie simili a mestruazioni, cosicché il marito doveva desistere;
B) Cadeva all’istante in un sonno profondo, e si risvegliava solo “a cose fatte”;
C) Era preda di incoercibili attacchi di vomito;
D) Diventava come di pietra e più nessuno riusciva a muoverla, su modello delle martiri cristiane quando i loro carcerieri minacciavano di portarle al postribolo.
Direi A perché le altre, escluso il vomito, comporterebbero che il marito effettivamente avrebbe potuto combinare qualcosa, benché lei non fosse consenziente.
Mi sono accorta di una terribile mancanza: non ho ancora scritto nulla sul Sinodo! Urge riparare prima di domenica!

9) Altro santo di cui non posso dirvi il nome, perché sennò potreste trovare la risposta su Google. Costui ci era andato giù pesante, nello scrivere la regola monastica del piccolo gruppo di frati che si era radunato attorno a lui. Per non sollazzarsi troppo fra inutili lussi, i confratelli…?
A) Dovevano andare in giro nudi. Perché anche la tonaca più modesta potrebbe alimentare la vanità;
B) Potevano mangiare solo una volta ogni 48 ore;
C) Non avevano una celletta in cui riposare, e dormivano nelle stalle assieme agli animali;
D) Non potevano usare i buoi per arare i campi, e dovevano tirare l’aratro in prima persona.
Qui provo ad andare a senso: C per la totale assurdità delle altre (e la B menziona nuovamente il mangiare!).

10) Noi adesso ci lamentiamo tanto per le fiction sui Santi che non sono abbastanza aderenti alla biografia “originale”, e ci scandalizziamo quando la devozione per certi personaggi diventa una moda nazional-popolare più che una vera esperienza di fede.
Tutto giustissimo, ma ci sono stati anni (non troppo lontani nel tempo) in cui le cose andavano ancor peggio. Nel primo dopoguerra italiano le riviste femminili, tipo “Oggi” o “Donna Moderna”, mostravano un interesse tutto particolare nel fare articoli gossippari sulle vicende di chiesa. Una santa molto amata dalle riviste dell’epoca era la povera Giovanna d’Arco – un po’ perché si pensava che il pubblico femminile potesse facilmente identificarsi in lei; un po’ perché la sua storia era diventata famosa grazie al famoso film con Ingrid Bergman.
Peccato che la Giovanna d’Arco “dei giornaletti femminili” fosse, ehm, un po’ diversa dalla Giovanna d’Arco cantata dalle agiografie. Per fare giusto un esempio fra i tanti, i giornaletti anni ’50 erano capaci di scrivere articoli in cui la cosa importante era evidenziare come…?
A) Giovanna d’Arco, in prigione, supplicasse i suoi nemici di avere salva la vita;
B) Giovanna d’Arco avesse una passione per vestiti e belletti;
C) Giovanna d’Arco temesse il dolore fisico e piangesse quando veniva ferita in battaglia;
D) Giovanna d’Arco in realtà fosse scampata dalla morte, e fosse fuggita in un luogo segreto con l’ammmore della sua vita.
Concordo decisamente sulla premessa. Sapevo che Giovanna d’Arco ha un certo fascino popolare, ma questa dei giornaletti femminili non la sapevo! Provo con C perché mi pare la più adatta a quel genere di pubblico.

11) Curiosità da bibliotecaria. Tutti sanno che il primo testo a stampa è stato la Bibbia; ma forse, non tutti sanno che il primo testo a stampa stampato con caratteri moderni (diciamo, l’antenato del nostro Times New Roman, per capirci) è stato…?
A) Le Vitae Patrum
B) Le Confessioni di Sant’Agostino
C) Una raccolta di lettere di Santa Caterina da Siena
D) La prima edizione del martirologio romano
Per una questione di utilità, penso la D, anche se ignoro la data della prima edizione del martirologio romano e non l’ho cercata.

12) E infine, una domanda che c’entra coi santi solo di striscio, nel senso che parla di esami di coscienza e di lotta alle tentazioni. E i santi son quelli che, nella lotta alle tentazioni, ci danno dentro con particolare intensità, no?!
C’è un’operetta fantastica di Jean Gerson, teologo francese vissuto a cavallo fra il Tre- e il Quattrocento. Inserendosi nel filone letterario (di grande successo, a quell’epoca) dei manuali per confessori e dei trattati inerenti l’esame di coscienza, Gerson scrive un’opera favolosa, di grande acume psicologico, sul modo più subdolo e più devastante in cui Satana può indurre al peccato. Ovverosia: indurti a credere di star compiendo atti fortemente virtuosi, mentre invece le tue azioni sono in realtà peccati belli e buoni – solo che tu non te ne rendi conto. È una situazione gravissima e vischiosa più della pece – quindi, bisogna stare particolarmente in guardia contro questa tentazione.
E dunque, visto che non ne abbiamo ancora avuto abbastanza, di numerini sparati a caso, ecco la domanda: secondo Gerson, ci sono tantissime modalità diverse in cui Satana può indurti a peccare in questa maniera così subdola. Nello specifico, lui ne elenca quante?
A) 12
B) 58
C) 96
D) 112
Come sopra, scelgo il numero più grosso: D.

Nell’assurda eventualità che vincessi, mi piacerebbe un Ma che sant’uomo sulla mia santa Emilia de Vialar: tra vocazione osteggiata, tracolli finanziari e problemi relativi alle varie fondazioni ce ne sarebbe da raccontare! In alternativa, il già citato Karl Leisner potrebbe andare, così io e Lucyette facciamo un post incrociato per la terza domenica d’Avvento romano.

2 commenti:

  1. Eh sì, Giovanna d'Arco era stata una specie di star del gossip per un bel po' di tempo, nell'immediato dopoguerra! Prendi una società ancora fortemente cattolica a tutti i livelli, prendi il personaggio di una donna santa sicuramente "anticonformista", aggiungi un kolossal che l'ha resa famosissima e popolarissima letteralmente in tutto il mondo, e...
    Quasi quasi, mi vien da dire "meglio adesso", quando le agiografie non se le fila quasi più nessuno, ma quei pochi che le leggono le leggono con un minimo di consapevolezza e serietà, non in sostituzione dell'Harmony di turno.
    Occielo, poi c'è anche da dire che, mediamente, l'agiografia è edificante e l'Harmony di turno no, tutt'altro. Però...

    Davvero, pensando a certi eccessi del passato recente, non so dirmi se è meglio fantasticare sui vestiti di Giovanna d'Arco o di Angelina Jolie... boh?

    Grazie per aver partecipato! Adoro quando qualcuno dà le sue risposte e le motiva anche :-D

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    Risposte
    1. Di nulla, figurati!
      Rispetto allo scorso anno sono migliorata: tolta la domanda su santa Giovanna d’Arco, le cui alternative erano tutte esatte, ne ho azzeccate tre. Io però il post su Karl Leisner lo farò lo stesso.
      Mia sorella, invece, ha indovinato lo stesso numero, ma non le stesse risposte, eccettuata anche qui la domanda numero 10.

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