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domenica 16 novembre 2014

Tre domande a… Piccole Sorelle di Gesù a Betlemme, alla riscoperta del messaggio del Natale


Il mio Gesù Bambino
realizzato a mano, in terracotta,

dalle Piccole Sorelle.
Chi sono?

Le Piccole Sorelle di Gesù sono un istituto religioso femminile. Fondate l’8 settembre 1939 da Magdeleine Hutin, attratta dalla spiritualità vissuta da Charles de Foucauld, hanno ottenuto l’approvazione diocesana nell’Arcidiocesi di Aix il 13 giugno 1947 e quella pontificia il 25 marzo 1964. Raggruppate in fraternità, condividono vita e lavoro con le popolazioni più povere. In Italia sono presenti a Roma (dove ha sede anche la Fraternità generale), a Napoli, Milano, Ostia, Termoli e Torino.
La comunità di Betlemme è composta dalle sorelle Eliana, Terexa, Huyon e Annamma; sono tutte di nazionalità diverse.

Cosa c’entrano con me?

Il mio primo contatto con queste suore è avvenuto tramite le illustrazioni del primo testo usato per il catechismo di terza elementare, firmate da una di loro che preferiva restare anonima. È proseguito quando, due anni dopo, ho ricevuto come premio per un quiz catechistico un altro libro con i medesimi disegni, stavolta da colorare.
Molti anni dopo, ho sentito per la prima volta parlare di Charles de Foucauld, ma non avevo affatto idea che il suo modo di vivere il Vangelo avesse generato tante vie simili, anche di speciale consacrazione. L’ho appreso solo nel 2005, a ridosso della sua beatificazione.
Nel corso del mio recente pellegrinaggio in Terra Santa, finalmente, ho potuto accostarmi direttamente a loro. Come ho già raccontato, a Gerusalemme ho fatto la fortuna del negozietto dove lavora sorella Rose, mentre a Betlemme avrei tanto voluto ripetere l’operazione, ma mi è stato impedito per non perdere tempo lungo la via per la Grotta del Latte.
La sera del 15 agosto, nel corso della piccola festa che avevo organizzato con i miei compagni di viaggio per la gente della parrocchia che ci ospitava, ho adocchiato le Sorelle. Ovviamente, non avevano nessuno dei loro articoli, ma ho ugualmente pensato che, intervistandole, avrei potuto far conoscere ancora meglio il loro lavoro e il loro servizio. Ecco quindi il risultato della mia conversazione con le quattro componenti della fraternità della città di Davide, svolta un po’ in inglese, un po’ in francese.

Per cominciare, volete spiegarmi perché realizzate delle statuine di Gesù Bambino?
Perché l’infanzia spirituale costituisce lo spirito della nostra congregazione. Quando parliamo di “infanzia spirituale”, intendiamo sintetizzare in breve le caratteristiche di umiltà, dipendenza, pace: è il messaggio del Natale.
Da quanto tempo le producete?
Sin dagli inizi dell’Istituto, dal 1939, appunto perché piccola sorella Magdeleine voleva trovare un modo di rendere concreto il messaggio da lei scoperto sulla scia di fratel Charles.
Don Bortolo [la guida del pellegrinaggio, ndr] ci sta dicendo spesso, in questi giorni, che il Natale, specie per noi occidentali, sta diventando eccessivamente commerciale e, per così dire, plastificato, finto. Come cercate, voi, di ricondurlo alle sue origini?
Per noi, l’essenza del Natale è la semplicità. Il nostro Gesù, come vedrai, è sorridente. Il suo messaggio è: «Non abbiate paura di me!». In fondo, Dio è venuto tra di noi come un bambino perché potessimo accostarci a lui più facilmente.

Forse potranno sembrare risposte eccessivamente stringate, ma dovete tener conto che ho preso un po’ alla sprovvista le povere suore.
Ho deciso di proporre quest’intervista adesso, all’inizio dell’Avvento Ambrosiano e prima di iniziare una nuova rassegna di Testimoni “natalizi”, perché io per prima avverto un bisogno di semplificare la mia vita. Penso proprio che mi torneranno in mente quelle parole ogni volta che guarderò il Bambinello che, alla fine, le guide del pellegrinaggio hanno regalato a ciascuno di noi.
Se ne volete uno simile, penso proprio che vi convenga contattare la fraternità delle Piccole Sorelle più vicina a voi, tramite i recapiti che troverete sul loro sito ufficiale italiano, nella sezione Vieni e vedi, oppure sperare che qualche vostro amico vada in Terra Santa e passi per Betlemme. Aiuterete non solo loro, ma anche le persone con cui vivono.

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