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mercoledì 1 novembre 2017

S’ i’ fosse Papa, canonizzerei... (Le 5 cose più # 12)

La facciata di piazza San Pietro alle canonizzazioni dello scorso 15 ottobre (fonte)
«S’ i’ fosse papa, sare’ allor giocondo,/ché tutti cristïani imbrigherei». Così scriveva il poeta Cecco Angiolieri nel suo famoso sonetto S’ i’ fosse foco, che i critici ormai tendono a identificare in un gioco letterario. Io non metterei nei guai i cristiani: piuttosto, mi avvarrei della mia carica per elevare agli altari i personaggi non ancora Santi cui tengo di più. Per riprendere il poeta: «S’ i’ fosse Papa, canonizzerei…».
Ci sono effettivamente molti, tra i Beati, il cui culto va ben oltre i limiti della propria diocesi, congregazione o movimento d’appartenenza. Va pur detto che il culto pubblico ha questi confini, ma se, per esempio, un napoletano fosse devoto a un Beato non originario della sua città, o uno straniero tenesse a una Beata italiana, nulla lo vieta. Io stessa, pur essendo milanese e napoletana d’origine, ricorro personalmente all’intercessione di molti personaggi che non hanno nemmeno mai messo piede nella mia diocesi o in quella di cui sono nativi i miei genitori.
Ecco quindi quali sono i Beati che, fosse per me, metterei subito sulla facciata di San Pietro con i loro arazzi. Ho scelto solo cinque cause, disposte in ordine cronologico per data di beatificazione, ma in realtà ne avrei da aggiungere almeno altre tre o quattro. Le foto, tranne in un caso, sono di alcuni santini della mia collezione.

Bartolo Longo – Laico coniugato, Terziario domenicano, fondatore
(1841 – 1926)

Beatificazione: 26 ottobre 1980
Lo canonizzerei perché: per l’apporto da lui fornito alla spiritualità mariana dal secondo Ottocento in poi, ad esempio col libro de «I Quindici Sabati» in onore della Madonna del Rosario.
Dal 26 ottobre 1980 si è assistito a una riscoperta della sua figura, tramite convegni di studio e pubblicazioni di studiosi o di divulgatori agiografici. Tuttavia, come di recente ha affermato il vicepostulatore della sua causa, spesso i pellegrini andavano a Pompei senza conoscere nemmeno di fama colui che lì ha trovato la salvezza diffondendo il Rosario. Gli ultimi anni, quindi, hanno segnato una ripresa del suo culto, come testimoniano le numerosissime relazioni di grazie che compaiono su «Il Rosario e la Nuova Pompei». C’è stata perfino una raccolta di firme, presentate al Papa, per domandare la sua canonizzazione senza un ulteriore miracolo; giustamente, però, il vicepostulatore preferisce aspettare che ci sia un evento prodigioso da attribuire alla sua certa intercessione.
Ma forse… : Mentre cercavo l’intervista in cui avevo letto queste informazioni, ho trovato traccia del fatto che è stato individuato un asserito miracolo per ottenere la canonizzazione. Cito da qui:
La testimonianza arriva dall’Ungheria: un devoto del beato ha inviato una lettera all’arcivescovo Tommaso Caputo raccontando di essere guarito da un tumore maligno al pancreas. La lettera, la cui autenticità è stata comprovata, è corredata dalle relazioni dei medici che hanno avuto in cura il fedele e, secondo i quali, si è trattato di “miracolo”. Tutta la documentazione è stata inviata in Vaticano per essere vagliata.

Pier Giorgio Frassati – Giovane laico, Terziario domenicano
(1901 – 1925)
Beatificazione: 20 maggio 1980
Lo canonizzerei perché: la conoscenza della sua vicenda ha da tempo superato l’Azione Cattolica, della quale era socio. Tra l’altro, gli sono stati dedicati oratori e sentieri di montagna, proprio per la sua passione per le alte vette.
In più, nelle GMG di Sydney e Cracovia, i suoi resti mortali sono stati temporaneamente traslati ed esposti alla venerazione dei giovani. Infine, papa Francesco l’ha più volte presentato nei suoi discorsi ai ragazzi e alle ragazze, indicandolo come esempio di una vita vissuta pienamente.
Ma forse… : Lo scorso anno ha iniziato a circolare la notizia di un fatto prodigioso avvenuto nel 2011 a un giovane studente americano, Kevin Becker: finito in coma in seguito a una caduta, si risvegliò senza danni neurologici. Raccontò poi di aver visto, come in sogno, un ragazzo, che gli si era presentato come il suo nuovo compagno di stanza e aveva detto di chiamarsi Giorgio (in italiano!). La madre di Kevin, in effetti, aveva messo accanto al figlio una foto di Pier Giorgio, inviatale da un cugino.
Ignoro però, come per il Beato Bartolo Longo, se si sia aperta l’inchiesta sull’asserito miracolo: gli articoli che ho consultato dicono genericamente «la documentazione è stata inviata in Vaticano». Il sito della Famiglia Vincenziana (perché il nostro Beato era anche membro delle Conferenze di San Vincenzo De’ Paoli), invece, afferma in un articolo del 2015 che «non c’è stata alcuna indagine formale della sua affermazione».

Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi – Sposi
Qui il santino non ce l'ho,
ma straconsiglio questo libro per conoscerli
(Luigi: 1880-1951; Maria: 1884-1965)
Beatificazione: 21 ottobre 2001
Li canonizzerei perché: sarebbe giusto che diventassero Santi anche loro, dopo i coniugi Martin. In fondo, pure Luigi e Maria sono detentori di un particolare primato, quello della prima beatificazione congiunta di persone sposate tra loro.
Pur senza l’appoggio dato ai genitori di santa Teresina soprattutto dall’Ordine Carmelitano, anche la loro esperienza di sposi cristiani è largamente diffusa nel mondo.

Don Giacomo Alberione – Sacerdote e fondatore

(1884-1971)
Beatificazione: 27 aprile 2003
Lo canonizzerei perché: per dare ufficialmente un patrono non solo a chi naviga su Internet, ma a tutti quelli che lavorano nel mondo delle comunicazioni sociali (in quanto Beato, infatti, non può diventarlo formalmente), grazie alle sue numerose intuizioni e realizzazioni in quel campo.
Tutti i dieci rami della Famiglia Paolina da lui fondata si stanno da tempo adoperando per farlo conoscere a un numero ancora maggiore di fedeli, ma hanno intensificato i loro sforzi a partire dal 2014, anno centenario della fondazione della Pia Società San Paolo.

Beata Chiara Badano – Giovane laica
(1971-1990)
Beatificazione: 25 settembre 2010
La canonizzerei perché: un po’ come per Frassati, ormai non si può quasi più prescindere dal parlare di lei, nelle varie liste o rassegne di autentici amici del Signore le cui esistenze si sono interrotte prima dell’età matura.
Allo stesso modo del Beato torinese, non è nota solo nel Movimento dei Focolari, cui appartenne e del quale incarnò l’ideale. Oratori e gruppi giovanili la prendono a modello in gran parte del mondo e ci sono anche realtà in terra di missione legate a lei. Varrebbe la pena di vederla Santa per far vedere che la via della sofferenza è una possibilità (non l’unica, beninteso) per arrivare più rapidamente in Paradiso, anche per i giovani.
* * *
A ben vedere, gli elementi per una canonizzazione equipollente, ossia possesso antico del culto, costante e comune attestazione di storici degni di fede sulle virtù o sul martirio, ininterrotta fama di prodigi, non sono posseduti pienamente da tutti questi uomini e donne, più o meno giovani.
Spero quindi che, un giorno, si possano trovare vie più ordinarie perché diventino davvero esempi per tutta la Chiesa, mentre sono certa che intercedono per me e per voi che spero mi leggiate. A proposito: voi, quali Beati canonizzereste e perché?

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