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venerdì 28 settembre 2018

Squarci di testimonianze #24: il Beato Jean-Baptiste Fouque e le buone azioni dei marsigliesi


Fonte
Dopodomani, nella cattedrale di Santa Maria Maggiore a Marsiglia, verrà beatificato don Jean-Baptiste Fouque, nato il 12 settembre 1851 e morto il 5 dicembre 1926. È una figura che non conoscevo affatto, prima di vederne il nome negli annunci dei Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi.
Per realizzare la sua scheda biografica per santiebeati.it, ho cercato fonti attendibili, così da ricostruire il suo profilo e non renderlo un arido elenco di realizzazioni, seppur caritative. Don Jean-Baptiste, infatti, avviò numerose opere a sostegno specialmente dell’infanzia abbandonata, che gli causarono il soprannome, tra lo scherzoso e l’ammirato, di «San Vincenzo de Paoli di Marsiglia».
Ho pensato di partire dal sito della diocesi di Marsiglia, dove ho trovato molto materiale utile e, soprattutto, il rimando al sito creato per l’occasione. Mi ha subito incuriosito l’indirizzo: www.jbfaitsabea.com. La grafica accattivante e lo stile rapido dei contenuti hanno contribuito ad aumentare il mio interesse, ma il fattore che mi ha conquistata definitivamente è stato un altro.
Il sito serve non solo a far conoscere meglio il nuovo Beato, ma anche a lanciare una campagna sui social network che permettesse di far circolare, soprattutto tra i suoi concittadini, la sua eredità positiva.

sabato 15 settembre 2018

Don Giuseppe Puglisi, indicatore della buona strada


Chi è?

Giuseppe Puglisi nacque a Palermo il 15 settembre 1937, terzo dei quattro figli di Carmelo Puglisi e Giuseppa Fana. A sedici anni lasciò le scuole magistrali per entrare nel Seminario diocesano di Palermo: fu ordinato sacerdote il 2 luglio 1960.
Nei primi incarichi come viceparroco cominciò da una parte a operare con i giovani, dall’altra a sostenere le lotte per il miglioramento della vita dei parrocchiani. Il 1° ottobre 1970 fu trasferito a Godrano, un paese di montagna a quaranta chilometri da Palermo, segnato da una faida tra gruppi familiari rivali. Gradualmente, con iniziative di incontro e campi comunitari, cercò di risolvere i contrasti. Fu poi nominato direttore del Centro Diocesano Vocazioni (24 novembre 1979), avviando una serie di campi-scuola, e iniziò a insegnare Religione nelle scuole statali.
Nell’ottobre 1990 tornò nel suo quartiere natale, Brancaccio, come parroco della parrocchia di San Gaetano. Scontrandosi con la povertà del quartiere, con l’evasione scolastica e con l’influsso dei mafiosi, padre Pino (nel Sud Italia anche i sacerdoti diocesani sono chiamati “padre”), come era diventato noto, promosse altre iniziative, culminate nella fondazione del Centro Padre Nostro, per gli adolescenti e gli anziani.
Col tempo divenne oggetto di minacce di morte, a cui rispose proseguendo il proprio compito educativo e pastorale. Il 15 settembre 1993, il giorno del suo compleanno, don Giuseppe fu ucciso da Salvatore Grigoli, a colpi di pistola, sulla porta del condominio dove abitava.
La sua causa di beatificazione e canonizzazione, volta ad accertare il suo effettivo martirio in odio alla fede cattolica, si è svolta nella diocesi di Palermo dal 15 settembre 1999 al 6 maggio 2001. È stato beatificato a Palermo il 25 maggio 2013. I suoi resti mortali sono venerati nella cattedrale di Palermo, precisamente nella cappella dell’Immacolata. La sua memoria liturgica cade il 21 ottobre, anniversario del suo Battesimo (perché il 15 settembre, giorno della sua nascita al Cielo, si ricorda la Beata Vergine Maria Addolorata).

Cosa c’entra con me?

lunedì 10 settembre 2018

Una vita d’amore – La Beata Laura Vicuña (Cammini di santità #15)


Ritratto tradizionale di Laura,
dipinto nel 1942 da Mario Caffaro Rore (fonte)
Come già dicevo, la collaborazione con Sacro Cuore VIVERE, la rivista dell’Opera Salesiana del Sacro Cuore di Bologna e dell’annesso santuario, ha comportato che io scrivessi anche di personaggi appartenuti a vario titolo alla Famiglia Salesiana. Lo scorso giugno è toccato alla Beata Laura Vicuña, di cui avevo già raccontato qui in maniera più personale.

Per trovare gli aspetti più significativi del suo percorso spirituale, mi è sembrato naturale chiedere alle Figlie di Maria Ausiliatrice della mia città, che mi hanno prestato un libro più ampio di quelli che già avevo. Come già facevo durante la stesura, dedico l’articolo a loro, ai loro allievi e alle ragazze che si preparano a diventare a loro volta suore nella loro congregazione, fatto che a Laura, purtroppo, non fu concesso.

* * *

Junín de los Andes, Argentina, 22 gennaio 1904. Sono circa le cinque di pomeriggio. Una donna, Mercedes Pino, entra di corsa nella stanza dove una delle sue figlie, Laura, è in fin di vita per una malattia che i medici non riescono a fermare. «Figlia mia, mi lasci così?», domanda tra le lacrime.
La risposta della bambina la raggela: «Mamma, io muoio! Io stessa l’ho chiesto a Gesù. Sono quasi due anni che gli ho offerto la vita per te, per ottenere la grazia del tuo ritorno alla fede. Mamma, prima della morte non avrò la gioia di vederti pentita?». Mercedes cade in ginocchio ai piedi del letto e promette alla figlia che, il giorno dopo, andrà a confessarsi. Laura chiede al sacerdote che le ha amministrato i Sacramenti dei moribondi, don Zaccaria Genghini, di essere testimone del giuramento. Alla fine, sollevata, esclama col suo ultimo respiro: «Grazie, Gesù! Grazie, Maria! Ora muoio contenta!».