CineTestimoniando #14 «Cuore di Padre – La silenziosa potenza di San Giuseppe»

 

La locandina ufficiale

Titolo originale Corazón de Padre, Spagna 2022, Andrés Garrigó, Goya Producciones, 91’.

 

Come sanno i miei lettori più attenti, in Quaresima non pubblico nulla se non in due date: 19 marzo, solennità di san Giuseppe, e 25 marzo, quella dell’Annunciazione. Avevo alcune idee da realizzare per quelle due date, ma ho dovuto accantonarle perché ho appreso che oggi, in prima serata (cioè intorno alle 21.10, appena dopo il telegiornale), TV 2000 trasmetterà in prima visione un docufilm che dalla Spagna è arrivato anche nel nostro Paese, attraverso una discreta e capillare campagna pubblicitaria e un passaparola che ha portato la storia in esso raccontata (o meglio, le storie) in molte parrocchie.

Quando è stato proiettato nella mia parrocchia, naturalmente dopo che un mio comparrocchiano ha ottenuto i permessi necessari, ho preso parecchi appunti, pensando che sarebbe stato interessante recensirlo qui; a quanto pare, ho fatto bene.

Tutte le immagini sono tratte dalla cartella stampa presente sul sito ufficiale italiano del film.

 

La trama in breve

Da Cotignac a Barcellona, da Roma a Montreal, dalla Polonia alle Filippine, un viaggio attraverso i luoghi dove san Giuseppe è venerato, amato e conosciuto, grazie alla passione di tanti suoi devoti che continuano ad attribuirgli favori, segni e conversioni.

Nel corso di questo viaggio, alcune rappresentazioni di finzione, nelle quali san Giuseppe (Paco García Pérez-Reus) interagisce in vario modo con Maria sua sposa (María Gil) e con Gesù Bambino, s’intrecciano a testimonianze dirette di padri di famiglia, lavoratori, religiosi e sacerdoti e agli insegnamenti dei Papi sul medesimo Santo.

 

Considerazioni di stile 

Uno degli efficaci campi lunghissimi

Quest’opera rientra nel filone dei lungometraggi di finzione, dei documentari e dei docufilm d’impronta cattolica, soprattutto di produzione spagnola, che cercano di veicolare il loro messaggio attraverso strumenti tecnici professionali.

Di fatto, è ben curato sotto molti aspetti, a cominciare dalla fotografia, che sottolinea la bellezza dei luoghi e dei santuari legati al culto di san Giuseppe, e dal ritmo, che non annoia. Forse il comparto sonoro, a tratti, risulta leggermente enfatico.

Il doppiaggio italiano è altrettanto buono: solo la voce narrante è sostituita interamente, mentre i testimoni coinvolti parlano con quella sorta di doppio audio (voce italiana su voce originale) che si sente in tanti documentari e che a volte può dare fastidio.

 

Considerazioni di fede 

Xavier contempla una statua di san Giuseppe di sua creazione

Come altre produzioni del medesimo genere, anche questo ha lo scopo di risvegliare la fede in chi viene invitato a guardarlo, partendo dalle testimonianze raccontate. Vale sia per le storie dei devoti eccellenti, compresi i Papi da Pio IX a Francesco, sia per quelle dei candidati agli altari promotori di santuari o di opere artistiche.

Tra questi, sono citati la Beata Pietra di San Giuseppe, al secolo Ana Josefa Pérez Florido, ideatrice del santuario di San Giuseppe della Montagna a Barcellona (TV 2000 ha trasmesso un film anche su di lei, proprio settimana scorsa: credo che tornerò sulla sua storia), sant’Andrea (al secolo Alfred) Bessette, che a Montreal ha promosso la costruzione del santuario più grande al mondo dedicato al Santo, e il Venerabile Antoni Gaudí, architetto del Tempio Espiatorio della Sagrada Família a Barcellona.

Soprattutto, viene dato risalto alle testimonianze di uomini di oggi, che a san Giuseppe devono il ritorno alla fede o la scoperta di aspetti apparentemente taciuti. Colpiscono le storie di Tristan Boj, artigiano, che ha ricevuto il Battesimo a quarantasette anni e ha aggiunto il nome di Joseph a quello che già portava; di Xavier Bartumeus, pittore e scultore passato all’arte sacra; di Tomás Borrell, un dentista che viene affiancato al patrocinio di san Giuseppe sui lavoratori; di padre Donald H. Calloway, dei Padri Mariani dell’Immacolata; di un padre di quattordici figli che sente di dovere a san Giuseppe la guarigione della sua sposa mentre aspettava l’undicesimo bambino; di don Bruno Capparoni, direttore della Pia Unione del Transito di San Giuseppe.

Sono prevalentemente testimonianze al maschile, ma una fa eccezione: quella del noviziato delle Serve del Signore e della Vergine di Matará, parte della Famiglia del Verbo Incarnato, che si trova a Tuscania (Viterbo). Le parole dello scultore Xavier sintetizzano quello che tutti questi testimoni hanno sperimentato attraverso il legame con san Giuseppe: «Mi ha aiutato a capire meglio l’umiltà e a capire che siamo strumenti di Dio per un fine particolare».

 

Giuseppe e il piccolo Gesù in bottega

Sono altrettanto sottolineati i vari patrocini assegnati al Santo: quello sui lavoratori, quello sui padri di famiglia, ma anche l’invocazione del suo aiuto per le tentazioni contro la purezza e quella definita “più preziosa”, ossia per ottenere una buona morte.

A proposito della morte di san Giuseppe, viene avanzata un’ipotesi circa la sua assunzione in Cielo in anima e corpo, proprio come sarebbe avvenuto poi per la Madonna: sarebbe strano, afferma uno degli esperti coinvolti, che la Sacra Famiglia non si sia riunita in Cielo...

Altrettanto singolare, ma molto meno di quella precedente, l’intuizione che viene riportata nel descrivere l’aumento dei seminaristi nella diocesi di Toledo da quarant’anni a questa parte: Nazareth, a ben vedere, è stata il particolarissimo seminario in cui Gesù ha imparato a essere Figlio di Dio guardando a colui che per primo ha chiamato abbà.

Quanto alla raffigurazione del Santo medesimo, è sempre giovane, sia nelle scene con la Sacra Famiglia, sia in quelle in cui sono ricostruite sue apparizioni. In questo rientra nell’iconografia rinnovata dal pittore El Greco, in un dipinto, il primo con queste fattezze, conservato proprio a Toledo.

 

Consigliato a...

Cuore di Padre è stato prodotto principalmente per quanti sono refrattari ad argomenti di fede, con la convinzione che il racconto di conversioni, miracoli e prodigi possa lasciare il segno. 

Tuttavia, più che a persone così, mi sento di consigliarlo a chi ha già un bagaglio credente e culturale solido e magari ha una certa devozione di partenza a san Giuseppe: in questo modo, potrà ricordare storie già note e scoprirne altre nuove.

 

Valutazione finale


Il racconto a tratti apologetico e l’accento sui segni eccezionali, quando sarebbero bastate le testimonianze in prima persona, mi porta a questa valutazione, però la confezione sul piano tecnico mi consente di considerarlo ugualmente un buon prodotto.

 


Su Internet

Sito ufficiale italiano, su cui è possibile vedere l’elenco delle proiezioni pubbliche, tuttora in corso, e richiederne una.

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