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S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

giovedì 19 novembre 2015

Squarci di testimonianze #12: la calda buona notizia di Alberto Ravagnani




Perché quest’immagine?
Leggete più avanti…
È trascorsa quasi una settimana dai fatti di Parigi. Si continuano a diffondere notizie dolorose di morte, o di minacce che potrebbero colpire luoghi più o meno impensati. Eppure, nonostante queste preoccupazioni, c’è qualcuno che prova ad alzare lo sguardo, da un posto non tanto lontano da me.
Mentre, a buon diritto, su Facebook rimbalzava il post del francese Antoine Leiris e il suo proposito di non provare odio verso i terroristi che gli hanno ucciso la moglie, io ho ricevuto via messaggio privato il collegamento a un filmato, caricato sul profilo di qualcuno che aveva un nome a me conosciuto: Alberto Ravagnani. Ho sperato con tutta me stessa anzitutto che fosse un caso di omonimia, poi, se effettivamente fosse il ragazzo che pensavo, che il filmato non riportasse nulla di negativo o scandaloso. Il motivo si spiega in breve: Alberto è un seminarista, che attualmente frequenta la IV Teologia nel Seminario arcivescovile di Venegono Inferiore, nella mia diocesi di Milano. Se mi seguite da parecchio, immagino sappiate perché tenga tanto a quelli come lui, con un affetto che a molti pare smodato perché, secondo loro, io ignoro cosa accada davvero tra le mura di quel luogo e mi baso su resoconti edulcorati e ufficiali.

sabato 14 novembre 2015

Madre Francesca Cabrini: volare con la luce di Dio



Chi è?

Maria Francesca Cabrini nacque a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Lodi, il 15 luglio 1850, ultima dei numerosi figli di Agostino e Stella, contadini. Educata energicamente dalla sorella maggiore Rosa, che fu anche sua maestra a scuola, iniziò a interessarsi alle missioni estere tramite la lettura che lei faceva ai familiari degli Annali della propagazione della fede.
Dopo essersi diplomata maestra elementare, insegnò nella scuola elementare di Vidardo. Fu poi chiamata, nel 1872, a diventare responsabile di un orfanotrofio a Codogno, la Casa della Provvidenza. Emise i voti religiosi tre anni dopo, tra le Sorelle della Provvidenza che si occupavano dell’orfanotrofio, e assunse il nome di Francesca Saverio (proprio così, al maschile) in onore del santo patrono delle missioni.
Quando il vescovo di Lodi, monsignor Domenico Gelmini, sciolse le Sorelle della Provvidenza, le suggerì di fondare un istituto missionario, per corrispondere alle sue vere aspirazioni. Il 14 novembre 1880, insieme alle ragazze che l’avevano seguita e alle orfanelle, passò nella nuova casa di Codogno, dando il via alle Missionarie del Sacro Cuore.
L’incontro col vescovo di Piacenza, monsignor Giovanni Battista Scalabrini, le mise in cuore il desiderio di occuparsi degli emigrati italiani nelle Americhe, ma interiormente non voleva lasciare l’idea di partire per la Cina. Papa Leone XIII, invece, le indicò che la sua missione doveva volgersi all’Occidente, non all’Oriente: a quel punto, obbedì.
Madre Francesca Cabrini varcò l’oceano oltre ventiquattro volte, nonostante la sua salute fragile, istituendo orfanotrofi, scuole, educandati, ma anche ospedali e dispensari, per venire incontro ai connazionali che, cercando un futuro migliore, rischiavano di perdere la dignità umana e la consapevolezza di essere figli di Dio. Morì a Chicago il 22 dicembre 1917.
La sua causa di beatificazione, introdotta il 30 marzo 1931, ebbe come prima tappa il decreto con cui divenne Venerabile, il 21 novembre 1937. Beatificata il 13 novembre 1938, è stata canonizzata il 7 luglio 1943 da papa Pio XII, il quale, con il Breve Apostolico Superiore iam aetate dell’8 settembre 1950, la dichiarò celeste patrona degli emigranti.
I suoi resti mortali sono venerati nel santuario a lei dedicato a New York, mentre la reliquia del cuore è conservata nel Centro di Spiritualità Madre Cabrini a Codogno. Il Martirologio Romano la ricorda il 22 dicembre, ma nelle diocesi di Milano e Lodi viene ricordata il 13 novembre, giorno anniversario della beatificazione.

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giovedì 12 novembre 2015

Squarci di testimonianze #11: il nuovo umanesimo di madre Anna Fiorelli Lapini




Madre Anna Lapini in un dipinto della sua epoca
Abitualmente riservo alla rubrica “Squarci di testimonianze” un commento a fatti d’attualità ecclesiale. Stavolta faccio un’eccezione, ma non troppo: mi aggancio al Convegno nazionale della Chiesa italiana di Firenze per raccontare di una candidata agli altari, nata e vissuta proprio a Firenze oltre centocinquanta anni fa, erede e continuatrice di un cammino di carità che prosegue anche adesso.

La Chiesa italiana sta vivendo in questi giorni a Firenze il suo quinto Convegno nazionale, il cui impegnativo tema è «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». Nello stesso luogo, centocinquanta anni fa, è vissuta una donna che ha sperimentato, come tante, le condizioni di giovane, sposa e vedova. Ha allargato il suo senso di maternità a numerose bambine povere, incarnando in prima persona le “cinque vie” su cui i partecipanti al Convegno si stanno interrogando, prese dai cinque verbi centrali nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium. Stiamo parlando di Anna Maria Fiorelli Lapini, fondatrice delle Suore Stimmatine.

sabato 7 novembre 2015

Tre domande a… suor Daniela Sanguigni, figlia di un prete santo



Chi è?

Suor Daniela non è la ragazza coi capelli raccolti, ovviamente.
Daniela Sanguigni è nata il 21 novembre 1977 a Terracina ed è cresciuta a San Felice Circeo, un paese sulla costa laziale, in provincia di Latina. Nell’adolescenza ha aiutato uno zio nello stabilimento balneare da lui gestito. Nel 2001, mentre completava gli studi in economia, si è trasferita a Milano per iniziare uno stage e ha trovato alloggio in un pensionato per studentesse e lavoratrici dell’Acisjf (Associazione cattolica internazionale al servizio della giovane), situato in corso Garibaldi. La struttura era gestita, e lo è tuttora, dalle suore Figlie dell’Oratorio, fondate da san Vincenzo Grossi perché fossero d’appoggio ai parroci nell’educazione delle ragazze, specie quelle più abbandonate.
Frequentando il pensionato e partecipando alle attività proposte dalle suore, mentre lavorava come analista finanziario (in quanto nel frattempo lo stage si era tramutato in un contratto a tempo indeterminato), Daniela iniziò a farsi qualche domanda più seria sul suo futuro. L’evento decisivo furono alcune giornate di ritiro con altri giovani a Villa Immacolata di Castelveccana, casa di esercizi spirituali delle Figlie dell’Oratorio in provincia di Varese.
Nel 2007, quindi, iniziò il suo percorso di discernimento, che la portò a visitare molte comunità dell’istituto e, nel 2008, a trasferirsi come aspirante nella comunità di Prato. Nel 2009, durante una breve esperienza missionaria nella comunità di Nueve de Julio, in Argentina, proprio mentre si stava inserendo in quel Paese, ebbe una recrudescenza del morbo di Crohn, di cui aveva già sofferto nel 2004. Così fu costretta a tornare in Italia e fu ricoverata nell’ospedale Sacco di Milano. Tra una ripresa e un’operazione, tra una novena e un messaggino con l’aggiornamento sulle sue condizioni, poté infine essere dichiarata fuori pericolo, pur con l’obbligo di sottoporsi a controlli periodici.
Proprio cinque anni fa, il 7 novembre 2010, nella cappella della Casa madre delle Figlie dell’Oratorio a Lodi, Daniela poté iniziare il Postulandato, che svolse poi in Basilicata, a Sant’Arcangelo, mentre il 7 novembre 2011 ci fu il suo ingresso ufficiale in Noviziato. Fu inizialmente destinata alle comunità di Codogno, per collaborare nella scuola primaria, e di Lodi, per la vita di parrocchia che è il compito principale di una Figlia dell’Oratorio. Ha poi trascorso i mesi estivi del 2013 di nuovo in Basilicata, ma a Policoro, a contatto con gli ospiti della casa per ferie. Il 7 novembre dello stesso anno ha poi emesso la professione dei primi voti e da allora svolge il suo apostolato a Codogno, nella scuola primaria e in parrocchia.

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mercoledì 4 novembre 2015

Carlo Acutis, una vita originale

Chi è?

Figlio di Andrea Acutis e Antonia Salzano, Carlo nacque a Londra, dove il padre si trovava per lavoro, il 3 maggio 1991. Trascorse l’infanzia circondato dall’affetto dei suoi cari e imparando da subito ad amare il Signore, tanto da essere ammesso alla Prima Comunione all’età di sette anni.
Frequentatore assiduo della parrocchia di Santa Maria Segreta a Milano, allievo delle Suore Marcelline alle elementari e alle medie, poi dei padri Gesuiti al liceo, s’impegnò a vivere l’amicizia con Gesù e l’amore filiale alla Vergine Maria, ma fu anche attento ai problemi delle persone che gli stavano accanto.
Colpito da una forma di leucemia fulminante, la visse come prova da offrire per il Papa e per la Chiesa. Lasciò questo mondo il 12 ottobre 2006, presso l’ospedale San Gerardo di Monza.
Il 13 maggio 2013 la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l’avvio della sua causa di beatificazione, aperta nella diocesi di Milano il 15 febbraio 2013. I suoi resti mortali riposano nel cimitero di Assisi.



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