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mercoledì 25 luglio 2018

Suor Maria Assunta Pallotta: il profumo di un’intenzione pura


Fonte
Chi è?

Assunta Maria Liberata Pallotta (così al Battesimo) nacque il 20 agosto 1878 a Force, cittadina in provincia di Ascoli Piceno divisa tra le diocesi di Ascoli e San Benedetto del Tronto. Era la prima dei cinque figli di Luigi Pallotta ed Eufrasia Casali, contadini. Per aiutare i familiari frequentò per poco tempo la scuola, imparando solo a leggere e scrivere.
La sera del 2 marzo 1897, Martedì Grasso, si ritrasse alla richiesta di un giovane, che voleva darle un bacio durante una festa di Carnevale. Da allora fu sempre più forte in lei la decisione di farsi religiosa. Tramite monsignor Luigi Maria Canestrari, nativo di Force, fu messa in contatto con l’istituto delle Francescane Missionarie di Maria, fondato nel 1877 da madre Maria della Passione (beatificata nel 2002). Il 9 ottobre 1908 professò i primi voti religiosi, diventando suor Maria Assunta. Destinata a Firenze dal 3 gennaio 1902, vi professò i voti perpetui il 13 febbraio 1902.
Il 7 marzo 1904 fu inviata in Cina insieme ad altre consorelle, arrivando a destinazione, a Dong-er.go (o Dongerkou), dopo quasi tre mesi di viaggio. Come nelle altre case dove aveva abitato, svolse i compiti di cuoca e infermiera.
Nel marzo 1905 esplose un’epidemia di tifo, che contagiò le orfane curate dalle suore e le stesse religiose. Anche suor Maria Assunta, il 19 marzo, si ammalò: inizialmente in forma lieve, poi più grave da quando domandò di poter morire al posto di una consorella, poi deceduta a sua volta. Il 7 aprile 1905 si spense, mentre nella stanza dove si trovava cominciava ad avvertirsi un profumo di cui nessuno scoprì l’origine.
È stata beatificata il 7 novembre 1954 da papa Pio XII: è la prima religiosa missionaria non martire a ottenere gli onori degli altari. Il suo corpo, trovato incorrotto nel 1913, è stato traslato nel cimitero cattolico di Taiyuan e deposto accanto a quelli delle sette sorelle martiri. Durante la rivoluzione culturale cinese (1966-1977), la tomba è stata dissotterrata: il corpo è stato smembrato, cosparso di benzina e bruciato. La sua memoria liturgica, per le Francescane Missionarie di Maria, cade il 7 novembre, anniversario della beatificazione.

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venerdì 20 luglio 2018

Sorridi, sei su «WikiChiesa»!


Qualche post fa raccontavo quale fosse la motivazione che mi avesse spinta a impegnarmi nella blogosfera cattolica italiana:
Se rispondessi: «Lo faccio solo per Gesù», sarei un’ipocrita: soprattutto da quando ho aperto «Testimoniando», infatti, ho come mira principale quella di costruirmi una buona reputazione nel web cattolico, così che un giorno qualche giornalista serio mi possa prendere al suo servizio o, magari, chiedermi un’intervista per qualche periodico importante.
Col tempo, questo desiderio si è realizzato in parte: due volte, per altrettante collaborazioni.
Tuttavia, c’era ancora qualcosa a cui aspiravo: essere presentata nella rubrica WikiChiesa di Avvenire. Curata da Guido Mocellin, giornalista bolognese per trent’anni tra le firme de Il Regno, indaga come l’informazione, anche non di settore, tratti gli argomenti religiosi, con uno sguardo particolare rivolto a Internet e ai social network. Compare sul quotidiano d’ispirazione cattolica e sul relativo sito tre volte a settimana: la domenica, il mercoledì e il venerdì, a pagina 2 dell’edizione cartacea e digitale.

giovedì 19 luglio 2018

«Perché a te», sorella Chiara, «tutto il mondo viene dietro?»


Se l’“odore di santità” di Chiara dovesse essere identificato, dovrebbe profumare di lavanda:
da morta le fu messo un rametto di quei fiori in mano (cfr.
Siamo nati e non moriremo mai più, p. 151).
La notizia della pubblicazione dell’Editto relativo alla causa di beatificazione di Chiara Corbella Petrillo, per la prima volta denominata “Serva di Dio”, mi ha colta di sorpresa, ma non troppo. Sapevo che fossero in atto le fasi preliminari dell’apertura della causa stessa, però non immaginavo che l’Editto sarebbe arrivato in questi giorni.
Mi sono occupata altre volte di lei, ma la crescita della sua buona fama mi ha portata spesso a chiedermi perché mai la sua storia venisse diffusa mentre tante altre, di giovani e madri di famiglia soprattutto, lo fossero meno, o fossero cadute nell’oblio. Riflettevo su questo anche lo scorso 13 giugno, partecipando (in parte: sono arrivata in ritardo e sono andata via prima) alla Messa e all’Adorazione Eucaristica organizzate qui a Milano in contemporanea con quelle svolte a Roma, per il sesto anniversario dalla sua morte.
Mentre pregavo, mi sono ricordata che qualcun altro aveva già posto una domanda simile, nella storia della Chiesa, e proprio a una figura che per Chiara e suo marito Enrico è stata fondamentale. Ecco quindi il frutto delle mie riflessioni.
* *  *

mercoledì 11 luglio 2018

Tre domande a… don Andrea Ciucci: la fede è concreta come un cammino… e come una pietanza

La copertina dell’ultimo lavoro culinario e catechistico di don Andrea e di don Paolo
Chi è?

Don Andrea Ciucci è stato ordinato nel 1992 come sacerdote della diocesi di Milano. Laureato in Filosofia, si è a lungo occupato dell’educazione di bambini, ragazzi e giovani, oltre che della formazione di educatori e catechisti. Insieme a monsignor Paolo Sartor, oggi all’Ufficio Catechistico Nazionale della Conferenza Episcopale Italiana, ha realizzato alcuni sussidi per la catechesi dei bambini tra i 7 e gli 11 anni. Anche lui attualmente risiede a Roma, come Segretario Coordinatore della Pontificia Accademia per la Vita. Infine, cura la rubrica del Vangelo della domenica sul settimanale Telesette.

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