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martedì 13 gennaio 2015

Nostra Signora di Madhu, un simbolo di pace per lo Sri Lanka

La statua originale di Nostra Signora di Madhu
(fonte)
Quest’anno ho deciso di dare un nuovo corso a questo spazio sul web: non più unicamente storie di personaggi che c’entrano con me – che costituiranno comunque il grosso dei miei contributi – oltre a interviste e recensioni, ma anche approfondimenti su certi aspetti di attualità ecclesiale che potrebbero incontrare la curiosità di qualcuno.
L’occasione per questo articolo mi è stata data visitando, una settimana fa, la chiesa del Gesù Nuovo a Napoli, quando mi sono imbattuta in una raffigurazione della Vergine Maria che non avevo mai notato prima (mi sono scordata di fotografarla, purtroppo; però sul sito della chiesa c’è un articolo a riguardo). Dopo aver letto su di un cartello adiacente che proveniva dallo Sri Lanka, mi è venuta l’idea di approfondirne la storia e di dedicarle una scheda per la sezione mariana dell’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni. Dato che quel testo non è stato ancora inserito, ho pensato bene di riprodurlo qui, giusto in tempo per la visita di papa Francesco in quel Paese e la sosta, proprio domani, nel santuario dov’è custodito l’originale di quella statua.

Nel 1670, a causa del dominio olandese sullo Sri Lanka, venti famiglie cattoliche si trasferirono dal villaggio di Mantai al territorio di Kandyan, portando con sé una statua della Madonna col Bambino, venerata come Nostra Signora della Salute. Dopo aver vagato per molto tempo nella giungla, raggiunsero un altro villaggio, detto Marutha-madhu. Quasi contemporaneamente, un altro gruppo di 700 fuggiaschi, insieme a sette sacerdoti, proveniente dalla penisola di Jaffna, riparò nello stesso luogo. Fra di essi c’era una giovane portoghese, Helena, tanto nota per la sua religiosità da meritarsi il soprannome di “santa Helena”: successivamente sposò un ufficiale della dogana locale e si occupò di costruire una prima chiesa per ospitare la venerata immagine.
Con l’arrivo dei sacerdoti della Congregazione dell’Oratorio di San Filippo Neri, tra i quali c’era san Joseph Vaz, i cattolici locali poterono compiere tranquillamente i propri doveri religiosi. Agli Oratoriani, nel 1834, succedettero gli Oblati di Maria Immacolata.
Al cessare della persecuzione per l’arrivo delle truppe britanniche, i pellegrinaggi furono più liberi. Molti fedeli dichiararono che, nel cammino per arrivare alla chiesa, non erano stati messi in pericolo dagli animali feroci. Per questo motivo, sorse l’usanza di raccogliere un pugno di terra del santuario, come rimedio contro i morsi dei serpenti velenosi.
La prima pietra dell’attuale edificio venne posta l’8 agosto 1872. Tutta la popolazione dell’isola contribuì, secondo le proprie possibilità, alla costruzione della chiesa e di una replica della grotta di Lourdes. Nel 1924, cent’anni dopo l’arrivo dell’immagine a Madhu, essa venne ufficialmente incoronata da parte di un legato di papa Pio XI. Trent’anni dopo, il 25 giugno 1944, si tenne la consacrazione della chiesa, intitolata a Nostra Signora del Rosario. Benché fosse in corso la seconda guerra mondiale, una gran folla di fedeli assistette al rito.
Per circa vent’anni, i pellegrinaggi non furono possibili a causa della guerra civile intermittente in corso nella parte settentrionale del Paese. Dall’aprile all’agosto 2008, in via precauzionale, il santuario venne chiuso, ma dal 12 al 17 agosto venne consentito l’ingresso di gruppi di 200 fedeli al giorno. Ciò era dovuto al fatto che, nonostante la festa di Nostra Signora di Madhu sia stata fissata al 2 agosto, da sempre l’occasione che vede il maggior concorso di popolo è il giorno dell’Assunzione, il 15 agosto.
Il santuario è da più parti visto come un segno di riconciliazione, dove Tamil e Singalesi, radunati come una sola famiglia, presentano le proprie necessità alla Madre di Dio e di tutti. Negli anni della guerra civile e in quelli seguenti, inoltre, ha ospitato numerosi profughi rimasti senza casa, quasi una concretizzazione del desiderio dell’attuale Pontefice per cui la Chiesa debba assomigliare ad un ospedale da campo.
In Italia, una copia della statua è custodita nella cappella di san Carlo Borromeo della chiesa del Gesù Nuovo a Napoli.

Per concludere, ecco un filmato che spero possa aiutare a capire meglio la devozione popolare verso Nostra Signora di Madhu.


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