Madre Maria Oliva del Corpo Mistico: luce e forza per la Chiesa
Chi è?
Maria Oliva Bonaldo nacque il 26 marzo 1893 a
Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, quarta figlia di Giovanni
Battista Bonaldo e Italica Bianco, detta Gioconda. Diplomatasi maestra
elementare, insegnò in varie scuole della provincia di Treviso, sviluppando una
notevole carità verso i più poveri, come le aveva insegnato la madre.
Il 22 maggio 1913, partecipando alla processione
del Corpus Domini a Castelfranco, si sentì raggiunta dalla Grazia divina e
comprese, in un attimo, cosa significasse avere la Chiesa come madre. Troncò
quindi il fidanzamento con un giovane pittore e decise di farsi religiosa.
La sua idea era fondare qualcosa di nuovo, per
rendere partecipi tutti gli uomini di quello che le era stato dato di capire.
Tuttavia, per ubbidire al direttore spirituale, entrò tra le Figlie della
Carità Canossiane, dove professò i voti solenni il 24 ottobre 1928. Tra gli
impegni come preside e la convalescenza obbligata dalla tubercolosi che l’aveva
colpita, stese, nell’agosto 1934, i primi statuti della sua futura fondazione,
le Figlie della Chiesa.
Appoggiata dal cardinal Giovanni Adeodato Piazza,
Patriarca di Venezia, e col permesso dei superiori, il 23 giugno 1938 madre*
Maria Oliva e quattro aspiranti giunsero a Roma, nella Casa generalizia delle
Canossiane, per un primo esperimento. Il 2 agosto 1946 si svolse a Venezia la
prima professione solenne delle Figlie della Chiesa, inclusa la fondatrice, che
era stata sciolta dal voto col quale aveva promesso a Dio di restare Canossiana
a vita, purché la sua opera si concretizzasse.
Madre Maria Oliva del Corpo Mistico, così si
chiamò da allora, fu Superiora generale delle Figlie della Chiesa per oltre
trent’anni, curando la formazione delle nuove leve e impegnandosi per
diffondere il magistero della Chiesa, specie negli anni del Concilio Vaticano
II. Morì il 10 luglio 1976 nella Casa generalizia di viale Vaticano 62, dove
riposano dal 1978 i suoi resti mortali.
La sua causa di beatificazione si è svolta nel
Vicariato di Roma dal 17 giugno 1987 al 15 settembre 1992. Il 9 dicembre 2013
papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Maria
Oliva è stata dichiarata Venerabile.
Oggi le Figlie della Chiesa sono presenti, oltre
che in Italia, in Spagna, Portogallo, Francia, Turchia, Colombia, Ecuador, Bolivia,
Brasile e India.
*aveva questa qualifica da prima di fondare le
Figlie della Chiesa, semplicemente perché le Canossiane non sono dette “suore”,
bensì “madri”.
Cosa c’entra con me?
Da quando ho iniziato a frequentare l’università
ho scoperto davvero un numero incredibile d’istituti e congregazioni, ma penso
proprio che le Figlie della Chiesa siano state le seconde, dopo le suore di
Maria Bambina ed eccettuate le Figlie della Carità di San Vincenzo de Paoli che
un tempo avevano una comunità nel mio oratorio di nascita.
Il giorno della mia prima visita nel Centro
Eucaristico che hanno nella mia città non lo ricordo, però non passò molto
perché trovassi, in fondo a quella chiesa, un volantino in cui si menzionava
l’anniversario della morte della loro fondatrice, appunto madre Maria Oliva.
Ammetto, con sincerità, che quel nome mi aveva fatta sorridere: ho supposto che
fosse in qualche modo legato alla domenica delle Palme e che l’avesse assunto
una volta diventata suora.
Passò del tempo e provai un primo approccio con le
suore: pensavo, infatti, che fossero claustrali o comunque contemplative. Al
termine di una Messa, mi sono avvicinata a due di loro per chiedere cosa fosse
raffigurato sulla lunetta che sovrasta l’altare maggiore: mi fu risposto,
brevemente ma con un sorriso, che rappresentava la Pasqua ebraica.
Ancora una volta, la mia memoria ha qualche falla,
ma ricomincia col giorno in cui ho deciso di presentarmi per bene, allo scopo
di conoscerle meglio e capire se, magari, avessero qualche candidata agli
altari. Ho molto ben impresso il momento in cui la religiosa che avevo
avvicinato mi osservò per bene, poi mi domandò se avessi bigiato la scuola: il
motivo era che portavo lo zaino sulle spalle, visto che mi ero presa una pausa
dallo studio o avevo finito i corsi.
A parte il fatto che non so quali studenti
saltino scuola per compiere l’adorazione eucaristica, ci ho riso su e le ho
rivelato che ero un’universitaria. La suora rise con me, poi rispose alla mia
richiesta, passandomi una breve biografia della sua fondatrice e una selezione
del suo epistolario.
Da allora ho intensificato le mie visite in quella
chiesa, specie quando sentivo la necessità di mettermi faccia a faccia con Gesù
nell’Ostensorio o di pregare la Liturgia delle Ore in maniera un po’ più
solenne. Ho quindi fatto la conoscenza delle altre loro figure esemplari in
cammino verso gli altari: suor Olga della Madre di Dio e Maddalena Volpato,
anzi, suor Maddalena di Santa Teresa di Gesù Bambino.
Non ho mai dimenticato i loro esempi, quindi ho
gioito non poco quando ho appreso che le Figlie della Chiesa avevano visto
riconosciuta l’eroicità delle virtù sia di suor Olga, sia di madre Maria Oliva,
a un mese e otto giorni l’una dall’altra.
Il mio interesse per la seconda delle due si è
riacceso quando, mentre sfogliavo uno dei libri che le suore mi avevano dato,
ho scoperto che si stava avvicinando il quarantesimo anniversario del suo
transito (si può dire così, visto che è Venerabile).
Mi sono quindi riaccostata
ai suoi scritti e mi sono resa conto che lei ha avuto intuizioni che alla sua
epoca potevano sconcertare, ma oggi mi paiono pienamente accettate: su tutte,
quella secondo la quale Gesù ha amato gli uomini come una madre, anzi, una
mamma (usa proprio quel termine). Anche l’idea per cui il Signore, non avendo
più un corpo fisico, voglia continuare a vivere e a patire tramite il suo Corpo
Mistico, è stata ampiamente indagata e incarnata.
Dimenticavo: ho scoperto, già dalle mie prime
letture, che Maria Oliva era proprio il suo nome di Battesimo, in quanto era
nata il giorno dopo l’Annunciazione, che, nel 1893, era la Domenica delle Palme
o degli Olivi.
Mi è venuta in mente un’altra cosa: il mio
contatto con le Figlie della Chiesa rimonta ancora più indietro rispetto ai
tempi dell’università. Quando fu chiuso l’oratorio maschile che frequentavo,
per alcuni lavori, le attività si spostarono in quello femminile. A quell’epoca
ho trovato due libri che contenevano leggende di santi e animali: ogni tanto ne
leggevo qualche pagina, sia per conto mio sia, ad alta voce, a qualche bambina
più piccola.
Quando la biblioteca della mia nuova parrocchia è
stata smantellata, come già per quella di dove sono cresciuta, mi sono portata
a casa parecchi libri e ho trovato proprio uno di quei due. Sfogliandolo, mi
sono resa conto che era stato pubblicato dall’Editrice Cor Unum, oggi Editrice
Istituto Suore Figlie della Chiesa. Non cambierà molto, ma lo trovo un ricordo
gradevole.
Ha testimoniato
la misericordia perché…
Quando mi è venuta l’ispirazione di dedicare un
post a madre Maria Oliva e di rifare daccapo la sua scheda per santiebeati, mi sono domandata quale
fosse l’opera di misericordia che avesse caratterizzato in maniera speciale la
sua vita. Ho chiesto aiuto alle mie suore, ma forse le ho colte troppo alla
sprovvista.
Mi sono messa a rileggere le sue lettere, ma sia
per via del caldo, sia per la stanchezza dopo un giro di commissioni, mi sono
addormentata. Al mio risveglio, mi sono accorta che prima di crollare avevo
voltato la pagina e avevo davanti a me una possibile risposta: la nostra
protagonista ha specialmente pregato Dio per i vivi e per i morti. So di aver
già attribuito quest’opera a santa Faustina Kowalska, ma in questo caso ha
un valore leggermente diverso.
Riflettendo sul capitolo 17 del Vangelo secondo
Giovanni, madre Maria Oliva si era resa conto che Gesù, nella cosiddetta
“preghiera sacerdotale”, dichiarava di non pregare per il mondo, ma per coloro
che il Padre gli aveva dato. Allora le venne spontaneo supplicarlo perché
pregasse lei per il mondo, ossia per i peccatori, per i quali sentiva tanta misericordia;
non prima, tuttavia, di aver chiesto il permesso al suo direttore spirituale.
Poco dopo, apprese che papa Pio XI aveva affermato qualcosa di molto simile
alla sua intuizione.
Il suo Vangelo
Quanto al messaggio universale incarnato da lei, ora
che l’ho approfondita so rispondere con più chiarezza. L’esperienza di luce e
di forza fatta durante la processione del Corpus Domini le ha permesso di
comprendere in un istante la consolazione di avere la Chiesa come madre che ama
con lo stesso cuore di Gesù, ma l’ha contemporaneamente resa certa che tutti
gli uomini dovessero partecipare della stessa gioia che l’aveva invasa.
Scrisse infatti a Igino Giordani (un altro bel
personaggio, che approfondirò un giorno):
Se tale dono fosse fatto a
tutti! Pensi, Figlio mio! La Cananea supplicava Gesù perché la sua figliuola
fosse liberata dal demonio. È troppo poco. Io lo supplico perché i miei
fratelli siano investiti dall’Amore.
Questa certezza l’ha resa forte in ogni
circostanza: quando dovette entrare per obbedienza tra le Canossiane; quando,
nella notte dello spirito, si domandò se Dio volesse davvero che quel progetto
che le aveva permesso di afferrare si compiesse; quando perse suor Olga, che
avrebbe dovuto essere l’effettiva esecutrice, tenuto conto del voto con cui
aveva rinunciato a farlo di persona, purché accadesse.
La sua supplica è ora anche la mia, specie perché
le Figlie della Chiesa continuino la sua missione nei Centri Eucaristici, nelle
missioni e nei numerosi modi con cui incarnano il loro apostolato, come dimostra ad esempio questa puntata della trasmissione La vita come dono di Padre Pio TV.
Per saperne di
più
Fiorella Rosa Gargano, Madre
Maria Oliva Bonaldo – Fondatrice delle “Figlie della Chiesa”,
Velar-Elledici 2011, pp. 48, € 3,50.
L’unica biografia attualmente in commercio
descrive rapidamente la storia di madre Maria Oliva e della sua fondazione.
Clara Revelin, «Se non amassi gli
uomini non parlerei» – una vita per la Chiesa e per il mondo – Maria Oliva
Bonaldo, Editrice «Cor Unum» Figlie della Chiesa, Roma 1993, pp. 88,
disponibile dalle Figlie della Chiesa.
Una via di mezzo tra un profilo biografico e una
presentazione del carisma.
Maria Oliva Bonaldo, Lettere a
Igino Giordani, Editrice Istituto Suore Figlie della Chiesa 2001, pp. 144,
disponibile dalle Figlie della Chiesa o scaricabile da qui.
Le lettere della Madre a colui che ritenne sempre
suo figlio spirituale, anche quando lui aderì al Movimento dei Focolari.
Su Internet
Su Internet
Sezione del sito ufficiale delle Figlie della Chiesa,
contenente un breve profilo e gran parte dei suoi scritti.
Ciao! sono Marta, Figlia della Chiesa per battesimo e consacrazione religiosa =). Navigando ho trovato il tuo blog e ti ringrazio per le belle parole che hai scritto sulla mia Fondatrice. mi ha fatto proprio piacere leggere il tuo articolo. se vuoi fatti un giro su www.2cammini.it
RispondiEliminaciao! stammi bene!
Grazie del commento! Mi fa sempre moltissimo piacere quando incontro persone che portano avanti il carisma e la testimonianza dei personaggi di cui scrivo.
EliminaTanto di cappello, poi, al sito cui collabori!