La biblioteca di Testimoniando 34 –«I ragazzi della Croce – Sette storie di ragazzi in Cielo»
![]() |
| Dal sito di Effatà Editrice |
Ci sono storie che ho conosciuto anni fa e di cui mi ero
appassionata, ma che poi ho trascurato per ragioni di vario tipo, salvo poi
riemergere nella memoria attraverso qualche lettura.
Quella della Croce dei Ragazzi in Cielo situata in Valle Stretta,
nell’alta Val di Susa, nei pressi della Maison des Chamois, rifugio alpino
della parrocchia SS. Trinità di Nichelino (in provincia e diocesi di Torino),
mi era già nota almeno dal 2010, anno in cui scrissi all’autore del libro che
presento oggi.
Gli volevo segnalare almeno due nomi: uno, se mi seguite da tempo,
potrete facilmente immaginarlo, mentre l’altro era quello di una ragazza del
mio oratorio di nascita, morta per una meningite fulminante dopo essere tornata
da un campo estivo.
Una settimana fa ho letto un lancio dell’Agenzia Sir,
in cui era riferito che il 18 luglio, ossia oggi, alle 11.30, il cardinal
Roberto Repole, arcivescovo di Torino e vescovo di Susa, celebrerà la Messa nel
settantesimo anniversario della Maison; prima della celebrazione saranno letti
tutti i nomi scritti sotto la Croce, che non sono solo di giovanissimi e
ragazzi, ma anche di educatori e sacerdoti, non tutti passati per quella casa
di montagna.
Mi sono subito ricordata del libro e l’ho riletto, trovandoci
dentro la minuta della lettera che avevo inviato all’autore e un biglietto,
scritto a mano, da parte di una sua collaboratrice, datato 4 ottobre 2010.
Ho provato a cercare rapidamente se le storie dei sette ragazzi
presentate nel libro sono reperibili altrove: purtroppo vale solo per una di
essi. Avrei potuto dedicare loro dei profili per la sezione Testimoni di santiebeati.it,
ma mi sono concentrata su altro: ecco quindi che oggi, nel giorno in cui, come
ogni terzo sabato di luglio, loro e gli altri vengono commemorati, cerco di
compensare questa mancanza.
In
sintesi
I ragazzi della Croce – Sette storie di ragazzi in cielo
racchiude i racconti delle vite di sette giovani, cinque ragazzi e due ragazze,
che fanno parte della lista di oltre trecento nomi riportati sulle targhe
affisse sulla Croce dei Ragazzi in Cielo. Scrive l’autore nella presentazione
del libro:
«Sono storie
struggenti e assolutamente vere, dove l’esperienza “pneumatica” (dello Spirito
Santo, ndr) ebbe sovente per scenario un monte e come momenti fatali quei “tempi
forti dello Spirito”, che sono le esperienze spirituali».
La croce fu eretta nel 1981 per ricordare Gianfranco Ligustri, animatore della parrocchia della SS. Trinità di Nichelino, morto per un incidente in Valle Stretta il 25 giugno 1980, a quindici anni. Subito dopo il suo nome, la prima delle targhe riporta quello di Gigi Zappulla (è noto solo con il nomignolo: non è chiaro se stia per Luigi o Gianluigi), figlio di emigrati siciliani, diventato amico di Gianfranco perché coinvolto da lui nelle attività dell’oratorio, compresi i campi estivi; morì il 21 dicembre 1982, diciassettenne, a causa di un carcinoma.
Alla sua storia, nel libro, segue quella di Antoine Lacaille d’Esse, un ragazzo francese, passato anche lui per lo stesso rifugio dopo aver scalato con alcuni amici il monte Thabor in Valle Stretta; fu vittima di un incidente aereo il 17 luglio 1996, dopo aver passato le vacanze da uno zio prete in Canada e qualche giorno a New York, a casa di Yves, un suo amico. Il riparto Nichelino 1 del gruppo degli Scout d’Europa di Nichelino è intitolato a questo quindicenne.
Seguono le due ragazze, ossia Antonella Di Miscio, anche lei di
Nichelino, che affrontò con lucidità e fede la distrofia muscolare di Duchenne,
morta trentaduenne il 10 maggio 1999, e Paola Arduino, di Montà d’Alba, l’unica delle due della quale si trovano attualmente tracce online (qui, qui, qui e qui), investita da un’automobile il
20 dicembre 1999 a poco più di quindici anni.
L’autore ha poi conosciuto direttamente il penultimo ragazzo,
Mario Filippo Bagliani, e lo ha accompagnato nel vivere pienamente il melanoma
di cui era già malato e che lo avrebbe ucciso a diciannove anni, il 12 luglio
2002 (qui il suo testamento spirituale).
Il volumetto si conclude con un altro giovane passato per il
Thabor di Valle Stretta, Christian Patteri, parrocchiano della SS. Trinità e
membro degli Scout d’Europa (il gruppo sopra citato è intitolato a lui), la cui esistenza terrena si è chiusa il 25 gennaio
2006, anche lui diciannovenne e per un tumore, intrecciandosi, seppur a breve
distanza, con quella di Mario Filippo.
Nell’ultimo capitolo, l’autore racconta alcuni fatti capitati a
lui o ad altri, nei quali gli è parso che questi ragazzi si siano resi ancora
presenti, precisamente attraverso sogni o episodi difficili da spiegare in modo
razionale.
L’autore
Don Paolo Gariglio è nato a Torino il 15 ottobre 1930. Prima di essere ordinato sacerdote il 29 giugno 1966, ha conseguito il brevetto di volo come pilota. Ha avuto come primo incarico quello di vicario parrocchiale all’Assunzione di Maria Vergine a Torino, nel quartiere Lingotto. Dal 1967 al 1976 è stato parroco di San Luca Evangelista a Torino, nel quartiere Mirafiori.
Dal 1976 e per trentun anni ha guidato la parrocchia della SS.
Trinità a Nichelino, dov’è rimasto anche dopo il 2007. Ha pubblicato vari saggi
di spiritualità per adolescenti ed educatori e volumetti monografici, anche su
alcuni dei personaggi citati nel libro I ragazzi della Croce, ed è stato consigliere nazionale per la Pastorale giovanile degli Esercizi Spirituali presso la Fies (Federazione Italiana Esercizi Spirituali).
È morto alle 3.45 del 20 gennaio 2026, nella Casa del Clero San
Pio X di Torino ed è sepolto nel cimitero di Nichelino.
Consigliato
a...
Don Paolo ha scritto questo libro pensando ai tanti adolescenti che ha incontrato nel suo lungo ministero, ma anche agli educatori chiamati a seguire, pur con le mutate circostanze cronologiche, altri ragazzi, per indicare loro che vivere da cristiani non è qualcosa di così irraggiungibile.
A me viene da consigliare questa sua opera agli appassionati di
storie esemplari di ragazzi e giovani: questi del libro sono veramente
sconosciutissimi, tanto che la loro memoria è conservata solo nelle comunità di
cui hanno fatto parte, oltre che sulla Croce dei Ragazzi in Cielo.
Postilla:
Gianfranco, Gigi e la «Canzone per un amico»
Prima di concludere il post, mi piace menzionare il fatto che Gigi Zappulla, il quale frequentava nei corsi serali il Conservatorio di Torino, aveva composto una canzone per il suo amico Gianfranco Ligustri, che fu cantata ai funerali: due anni dopo, anche a lui, la parrocchia a cui aveva dato tanto avrebbe dato l’estremo saluto.
Per anni ho conosciuto solo il testo (in questo file è riportato) e gli accordi di quella Canzone
per un amico, perché riportati nel libro, ma ora, grazie a un video
pubblicato sulla pagina Facebook della parrocchia della SS. Trinità, ho potuto
ascoltarla.
Mi ha dato le stesse sensazioni di quando, nella mia parrocchia, vengono intonati canti che hanno fatto parte della gioventù di alcuni membri del coro, ma mi ha anche riempito di malinconia perché la testimonianza di Gianfranco e degli altri ragazzi del libro non è diventata un patrimonio di tanti.
Paolo Gariglio, I ragazzi della Croce – Sette storie di
ragazzi in Cielo, Effatà Editrice 2011, pp. 192, € 9,00.
Ho indicato i dati dell’edizione 2011, quella con l’immagine della
Croce dei Ragazzi in Cielo su sfondo blu, ma io ho quella del 2006, con lo
sfondo rosa.


Commenti
Posta un commento