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giovedì 1 giugno 2017

Padre Annibale Maria Di Francia: un appello che si fa vita

Padre Annibale nei suoi ultimi anni (fonte)
Chi è?

Maria Annibale (più comunemente, Annibale Maria) Di Francia nacque il 5 luglio 1851 a Messina, terzo dei quattro figli del cavalier Francesco Di Francia e di Anna Toscano. Rimasto orfano di padre, studiò nel collegio San Nicolò dei padri Cistercensi, ma respinse la proposta di uno zio di entrare nel collegio militare della Nunziatella a Napoli.
A 17 anni, pregando nella chiesa di San Giovanni di Malta a Messina di fronte al Santissimo Sacramento, solennemente esposto per le Quarantore, intuì la necessità di pregare per le vocazioni. Qualche tempo dopo, la trovò chiaramente esposta nel comando di Gesù contenuto nel Vangelo di Matteo: «Rogate ergo Dominum messis ut mittat operarios in messem suam», «Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe».
Avvertì in modo eccezionale, ma sicuro e irresistibile, la chiamata al sacerdozio. Insieme al fratello Francesco, quindi, vestì l’abito ecclesiastico l’8 dicembre 1869, seppure con il contrasto della madre; fu ordinato diacono il 26 maggio 1877.
All’inizio del 1878, passando per il quartiere periferico delle “Case Avignone”, s’imbatté in un mendicante, Francesco Zancone: dopo avergli dato l’elemosina, promise di andare a trovarlo. Ordinato sacerdote il 16 marzo dello stesso anno, iniziò il suo apostolato per liberare dall’estrema miseria gli abitanti del quartiere: per loro impiantò due orfanotrofi e una tipografia.
Per l’assistenza agli orfani e per portare avanti la consegna del “Rogate” fondò due congregazioni religiose: le Figlie del Divino Zelo del Cuore di Gesù e i Rogazionisti del Cuore di Gesù (sacerdoti e fratelli coadiutori). Affrontò numerosi rischi, calamità naturali e problemi finanziari, mentre gli orfanotrofi e le altre opere si espandevano al di fuori della Sicilia.
Gravemente malato, fu portato nel maggio 1927 nella sua casa di campagna a Messina, in località Guardia: morì alle 6.30 di mercoledì 1° giugno 1927. Beatificato il 7 ottobre 1990, è stato canonizzato il 16 maggio 2004. I suoi resti mortali sono venerati nella cripta della Basilica Santuario di Sant’Antonio – Tempio della Rogazione Evangelica a Messina, in via Santa Cecilia 121. La sua memoria liturgica cade il 1° giugno, giorno della sua nascita al Cielo.

Cosa c’entra con me?

Il mio legame con sant’Annibale passa necessariamente per il modo con cui ho conosciuto la Venerabile Maria Nazarena Majone, di cui ho già raccontato qui. Nel fumetto su di lei che avevo trovato su una bancarella era rappresentato come una persona buona, che voleva solo il bene degli orfani a lui affidati, sempre fiducioso nella Provvidenza divina. 
Non ricordo il motivo esatto, ma mi colpì molto la tavola dov’era rappresentato il suo funerale, con una folla immensa di persone di ogni ceto sociale. Quando ho letto per la prima volta quell’affermazione del Beato cardinal Schuster secondo cui «Se un Santo autentico, o vivo o morto, passa, tutti accorrono al suo passaggio», quell’immagine mi si è ripresentata alla memoria.
Pur non essendo abbonata a Dio e il Prossimo, il periodico che da sempre aggiorna i devoti sull’andamento delle opere rogazioniste a favore dell’infanzia, me lo ritrovavo spesso in giro per chiese e notavo come padre Annibale, all’epoca Beato, fosse disegnato quasi sempre a fianco di sant’Antonio di Padova. Supponevo che fosse perché gli attribuiva i miracoli che, invece, avvenivano per suo tramite, ma non era solo per quello: gli orfanotrofi rogazionisti, infatti, sono “Antoniani” per definizione.
Nel 2004, quando fu canonizzata Gianna Beretta Molla, ricordo di aver acquistato Famiglia Cristiana: in allegato c’era un opuscoletto che annunciava che quel 16 maggio sarebbe stato elevato al massimo onore degli altari anche padre Annibale. L’avevo letto con moltissimo interesse, così da scoprire qualche altro dettaglio su di lui. Tuttavia, dovette passare altro tempo perché entrasse in maniera definitiva nella mia vita.
Il 9 maggio 2012, infatti, mi sono messa a cercare su Internet quante attestazioni ci fossero della preghiera Barattolo di nardo, del seminarista Alessandro Galimberti (chi mi legge da tempo sa quanto io tenga a lui). Sono rimasta esterrefatta quando ho visto, su www.vocazioni.netche era stato ripreso il mio primissimo articolo biografico su santiebeati.it, quello che avevo composto proprio per contribuire a farlo conoscere (anche se era pieno di errori). Entusiasta oltre ogni dire, ho cercato i contatti del curatore del sito, per ringraziarlo: si trattava di un Rogazionista, padre Pasquale.
Da allora e per quasi tre anni ho collaborato con quel sito, improvvisandomi cronista di eventi vocazionali dalla diocesi di Milano, oppure segnalando storie particolarmente interessanti. Penso che sia stato il mio primo banco di prova al di là del bollettino parrocchiale e dei profili biografici: la collaborazione con santiebeati, in effetti, è diventata continuativa solo dall’estate del 2012.
Ho poi scoperto altri personaggi rogazionisti, le cui storie mi hanno concesso di comprendere come gli insegnamenti del loro Fondatore siano andati avanti nel tempo: Nicolino Di Meo, un giovanissimo allievo della Scuola Apostolica di Trani; padre Pantaleone Palma, fedelissimo braccio destro di padre Annibale, tanto da essere vittima di pesanti calunnie; padre Giuseppe Marrazzo, vissuto in tempi più vicini a noi, ma capace di assimilare in maniera originale il carisma fondativo, improntandolo specialmente alla maternità spirituale.
Tornando a padre Annibale, penso che la facilità nella scrittura sia l'elemento che ci accomuna di più, anche se lui era particolarmente abile nella poesia. Sento poi di condividere pienamente la necessità del “Rogate”, perché anch'io ho intuito chiaramente che Dio voglia che io spenda la mia vita avendo la preghiera per le vocazioni come intenzione principale. Un altro conto è che, forse per la mia fede debole, la mia intercessione non sempre ha esito positivo. Devo ancora imparare, invece, ad amare maggiormente i più poveri, però sento di stare migliorando.

Il suo Vangelo

Ogni volta che mi capita di riascoltare i passi dei Vangeli di Matteo o di Luca nei quali è contenuto l’appello di Gesù a pregare perché siano inviati operai nella messe di Dio, ripenso a come il fondatore dei Rogazionisti, di cui oggi ricorre il novantesimo della nascita al Cielo, abbia intuito che quello sia stato il desiderio più grande del Signore, che gli veniva direttamente dal suo Sacro Cuore.
La scelta di andare incontro alle povertà della sua Messina prima, di altre località poi, veniva dallo stesso appello: le “pecore senza pastore” di cui parla il primo evangelista, infatti, per lui erano uomini, donne e bambini cui mancava anzitutto il pane, poi un senso preciso (nell’accezione di direzione e di significato, come ripete sempre il cardinal Scola) da dare alla propria vita.
Sant’Annibale, insieme ai suoi figli e figlie spirituali, ha dato questo e quello a quanti incontrava, senza dare peso eccessivo all’uno o all’altro aspetto. Scriveva infatti:
È da osservare che nell’ordine stabilito dalla provvidenza, azione e preghiera debbono andare uniti per sortire il loro effetto. Pregare il Signore che mandi i buoni evangelici operai alla S. Chiesa e poi non cooperarsi a tanto potendo e dovendo, è preghiera vana. Viceversa, operare per la formazione dei Sacerdoti e non accompagnarvi la preghiera, è opera perduta.
Questo è, secondo il mio parere, il suo apporto più originale alla trasmissione della Buona Notizia. Qualcuno lo vorrebbe patrono speciale delle vocazioni (i Rogazionisti si sono da tempo attivati in tal senso), qualcun altro non lo ritiene opportuno. Personalmente, lo invoco senza dubbio, insieme al Beato Giustino Maria Russolillo, per questioni vocazionali particolarmente delicate.

Per saperne di più

Roberto Alborghetti, Sant’Annibale Maria Di Francia – Una preghiera per cambiare il mondo, Velar – Elledici 2009, pp. 48, € 3, 50.
Una presentazione completa seppur sintetica della sua vita e delle sue opere.

Gaetano Passarelli, Padre Annibale un sogno di Dio, Editrice Rogate 2004, pp. 216, € 10,00.
La sua vita raccontata come un romanzo, basato però su fonti storiche.

Congregazione delle Cause dei Santi, Annibale Maria di Francia, 2 voll., Editrice Rogate.
Il testo fondamentale per la sua causa di beatificazione e canonizzazione.

Alessandro Pronzato, ...Non hanno più pane, Gribaudi.
Un profilo più datato, ma ugualmente efficace.

Le ultime due pubblicazioni, ma anche le prime due (che si possono acquistare in libreria) possono essere richieste alla Postulazione Generale dei Padri Rogazionisti.

Su Internet

Sito ufficiale dedicato unicamente a lui
Sito istituzionale internazionale dei Padri Rogazionisti
www.rogazionisticn.it Sito della Provincia Centro-Nord dei Padri Rogazionisti
www.basilicaantoniana.it Sito della Basilica Santuario di Sant’Antonio a Messina

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