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S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

giovedì 1 novembre 2018

Il decalogo dell’agiografo moderno


Disegno di Patxi Velasco Fano (fonte)
Nel 2014 avevo presentato, brevemente, le ragioni che mi avevano spinta a spendere la mia abilità nella scrittura per raccontare le storie dei Santi e dei Testimoni in genere, insieme a qualche indicazione di metodo. Col passare del tempo ho conosciuto persone più esperte, a cui ho chiesto consigli per migliorarmi ancora di più.
Come post per la solennità di Tutti i Santi di quest’anno, presento dunque il risultato di tutti quegli incontri, mediati con elementi che ho imparato tramite i corsi per i responsabili parrocchiali della comunicazione organizzati dalla mia Diocesi, con le lezioni di un piccolo corso di giornalismo che avevo seguito anni fa e con il Manifesto di Assisi. Sono convinta che sia utile a chiunque, per passione o per lavoro, ha a che fare con storie esemplari.



1) Sii breve, ma cerca di dire tutto



Al giorno d’oggi, specie su Internet, la gente non si trattiene troppo su una pagina.
www.santiebeati.it ha il tetto dei 6000 caratteri spazi inclusi per la scheda vera e propria (anche se il webmaster mi ha concesso di sforare): è un numero di battute non eccessivamente lungo.

2) Evita giudizi affrettati


Padre Maronno non manca mai
Emettere giudizi è rischioso, specie se parli di gente non ancora beatificata o canonizzata. Lascia quindi che siano i tuoi lettori a formulare il loro giudizio, evitando espressioni eccessivamente elogiative.

3) Tieni d’occhio le fonti


Fonte, appunto
Quelle più sicure sono le biografie ufficiali e gli articoli presenti sui siti, ugualmente ufficiali, delle cause in questione. Gli articoli di siti specializzati non sono una fonte primaria, ma possono servirti per un inquadramento generale. Cercare in biblioteche (parrocchiali e non) aiuta, specie se sei a corto di quattrini o se hai esaurito tutto lo spazio possibile in casa.
Se trovi fonti discordanti e ugualmente attendibili, presenta entrambe le versioni, indicando da dove le prendi. Se proprio sei indeciso, chiedi aiuto (vedi punto 7).

4) Cita gli scritti


Sandro Botticelli, Sant’Agostino nello studio, affresco staccato, Firenze, Museo degli Uffizi (fonte)

Perché vanno bene le testimonianze esterne, ma è molto interessante leggere quello che il personaggio scriveva di sé stesso, oppure i consigli che dava agli altri.

5) Stai attento alle date


La storia dei Santi è pur sempre Storia: non sbagliare le date dei fatti più importanti della vita che descrivi. Non tralasciare, se sono accertate, le date dei Sacramenti ricevuti: sono le tappe dell’amicizia tra il Signore e la persona che tratti.
Allo stesso tempo, dai un minimo di contesto storico: sono le circostanze storiche a far sorgere un carisma o a far compiere certe scelte.
Riguardo i personaggi leggendari, poi, distingui tra ciò che è tradizione e ciò che è plausibile.

6) Usa un linguaggio popolare


Cerca di rendere accessibili a tutti i contenuti che presenti, ma non perdere di vista il fatto che stai trattando argomenti importanti. Bando quindi a espressioni troppo colloquiali o informali, ma anche a frasi ampollose e pesanti. Se invece sei costretto ad adoperare termini gergali, o che fuori dalla Chiesa possono essere poco comprensibili, spiegali: non puoi sapere chi leggerà il tuo articolo o il tuo post.
Inserisci qualche aneddoto buffo, per alleggerire l’esposizione: spesso resta più impresso un fatterello rispetto all’intero impianto biografico.

7) Rompi le scatole 


Con ogni mezzo possibile: telefonate, lettere, e-mail, visite di persona. Contatta tutti coloro che possono aiutarti a fare un lavoro migliore: quelli che in gergo sono detti “attori della causa” (movimenti, associazioni, Istituti e Congregazioni, parrocchie) o, ancora meglio, i postulatori (quelli che si occupano di presentare la causa alla Congregazione delle Cause dei Santi). Se non ti rispondono, insisti senza perdere la pazienza, anche se c’è chi la farebbe smarrire perfino a un santo.

8) Parla di miracoli, ma fai attenzione

 
Fonte

Per quanto riguarda i miracoli relativi a Venerabili che stanno per diventare Beati, o a Beati che stanno per diventare Santi, diventano di dominio pubblico solo a beatificazione o canonizzazione avvenuta; nemmeno, quindi, quando il Bollettino della Sala Stampa vaticana annuncia i nuovi Decreti della Congregazione delle Cause dei Santi. Così mi ha riferito un esperto in materia (ma a volte vedo eccezioni notevoli).
Inoltre, spesso le fonti giornalistiche indulgono sui dettagli, mentre le postulazioni, almeno all’inizio, preferiscono tacere su alcuni di essi (nome e cognome della persona coinvolta, soprattutto quando è minorenne), per evidenti ragioni di riservatezza. Quando il tuo personaggio non è ancora Beato o Santo, cita quindi la fonte da cui hai attinto la notizia che il miracolo in questione è avvenuto a quella tale persona.

9) Anche tu sei un evangelista


Spesso si dice che le vite dei Santi sono il Vangelo che continua. Devi quindi far capire a chi legge quale aspetto della Buona Notizia portata da Gesù è incarnato dalla storia che stai raccontando. Non puoi prescindere dagli aspetti biografici, ma prova a entrare nell’interiorità del tuo personaggio e a comprenderne, quindi, la spiritualità.

10) Resta umile e non perdere il cuore



Non fare come quella cornacchia protagonista di una favola di Esopo, che si fece bella con le penne del pavone. Non sei tu a suscitare i Santi, ma Dio: il tuo compito, invece, è continuare a diffondere il profumo delle loro opere buone, delle loro vite donate, per far capire che Lui opera ancora in mezzo agli uomini, oggi come ieri.
Infine, non dimenticare che, se non sei tu il primo a venire toccato in qualche maniera dalle storie che racconti, sei solo un ripetitore vuoto o, per dirla con san Paolo, «un bronzo che risuona».

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