Squarci di testimonianze #48: gli incoraggiamenti di Vittorio e Rosanna Messori

 

Ho questi suoi libri nella mia biblioteca

Anch’io, come molti in questi giorni, mi sono un po’ dispiaciuta per aver appreso della morte di Vittorio Messori, giornalista e scrittore. Undici anni fa (il 10 gennaio 2015, stando alla data di creazione del file), avevo pensato di avviare una nuova rubrica, Quella volta che..., dedicandola agli incontri che ho avuto con Testimoni speciali, a volte provvidenziali a volte no, ma sempre conditi con una notevole dose di faccia tosta da parte mia.

Alla fine, però, avevo lasciato perdere, per evitare che chi mi leggeva credesse che fossi d’accordo con alcune delle dichiarazioni che Messori stesso aveva pronunciato nei confronti di papa Francesco.

Oggi, nel giorno delle sue esequie, ho deciso di pubblicare ugualmente quello che avevo annotato, ricostruendo il dialogo che avevo avuto con lui e con sua moglie Rosanna.

 

Tramite il sito della diocesi di Milano, ero venuta a sapere che Messori avrebbe presentato la sua ultima fatica, Bernadette non ci ha ingannati, il 30 novembre 2012, nel salone di via Sant’Antonio 5 a Milano, ovvero allo stesso indirizzo in cui ha ancora la sede l’Oftal di Milano. Dopo averlo sentito tante volte in televisione e aver letto qualcosa di suo, ho pensato che sarebbe stata l’occasione giusta per riuscire a parlargli.

Così, dopo aver ascoltato la presentazione ed essere tornata, con la mente, al mio pellegrinaggio a Lourdes di qualche mese prima, mi sono messa in fila con gli altri partecipanti che volevano farsi autografare le proprie copie del nuovo libro.

Ecco quello che ricordo di aver detto quando, finalmente, l’ho avuto di fronte a me.

- Dottore, buonasera! Mi chiamo Emilia e ci tenevo tanto a fare la sua conoscenza. I suoi scritti mi hanno fatto tanto bene, in particolare Il miracolo, che mi è stato consigliato da un sacerdote che conosco...

- Ma quello è un libro molto vecchio! Come fai ad averlo letto, se sei così giovane?

- Veramente, ho ventotto anni [all’epoca, ndr] e l’ho letto in una riedizione economica... Comunque, anche a me piace molto scrivere di argomenti che riguardano la nostra fede, ma molti mi dicono che non è normale. Che consigli si sente di darmi in proposito?

A questo punto, purtroppo, non rammento con esattezza le sue parole. Più nitido, invece, è il ricordo di quanto mi ha detto sua moglie Rosanna: mi ha incoraggiata a continuare a scrivere, così da affinare ancora di più la mia tecnica.

Se devo essere sincera, però, l’apologetica – che, per chi non lo sapesse, è lo stile con cui alcuni scrittori cercano di far passare il messaggio cristiano con argomenti serratissimi – non è il mio forte, ancora adesso; ho però cercato di seguire i consigli di entrambi i coniugi.

Preferisco essere del parere di papa Benedetto XVI, tanto caro al defunto giornalista, che nell’Udienza Generale del 13 aprile 2011 – che m’illuminò particolarmente, come raccontavo nel post pubblicato in morte del Papa emerito – affermò che nella bontà, maturata nella fede della Chiesa, di quelli che definiva «santi semplici», ossia i Testimoni viventi che incontrava, ravvisava «la più sicura apologia del cristianesimo e il segno di dove sia la verità».

Ne sono ancora più convinta ora, a ormai quattordici anni dalla nascita di questo blog, da cui sono sorte e sorgono ancora tante collaborazioni.

Commenti

Post più popolari