Perché non ci sono donne tra gli «Otto alla Costituente»
Otto alla Costituente, il libro che ho scritto con Luigi Accattoli sui cristiani esemplari che hanno fatto parte dell’Assemblea Costituente, sta andando molto bene in termini di vendita: alla Libreria San Paolo di Milano e sul sito di e-commerce delle Paoline è al sesto posto dei libri più venduti, mentre si trova al settimo della classifica dei Bestseller della fede dal 1° al 6 giugno del sito RebeccaLibri.
Tuttavia, a questo successo si sono
accompagnate alcune polemiche. Quando è stata pubblicata una parte della
prefazione sul sito di Avvenire, si sono moltiplicati commenti negativi
sulla scelta degli otto personaggi nello specifico, accusati di non essersi
comportati da veri cristiani nelle loro azioni politiche e, di conseguenza,
indegni di essere definiti santi, seppur informalmente. Ho iniziato a
domandarmi se avessi sbagliato nel dedicarmi a quest’opera e nell’aver
ingannato tante persone circa la presunta esemplarità di De Gasperi e degli altri.
A questi commenti sui social si sono affiancati
quelli che ho ricevuto di persona e un testo pubblicato nella rubrica dei
lettori del settimanale Credere settimana scorsa: in esso, una lettrice quasi anonima
protestava perché nel libro e nello Zoom di due settimane fa, ovvero l’approfondimento
staccabile su di un tema di attualità, in questo caso curato da Gerolamo
Fazzini, non si faceva il minimo cenno alle madri costituenti. In quest’ultimo
caso, il direttore don Vincenzo Vitale ipotizzava che la scelta di noi autori
fosse caduta su personalità che, dopo la Costituente, hanno assunto ruoli di
spicco nella politica italiana.
Di fatto, non ci è andato molto lontano: ecco
le vere motivazioni per cui Accattoli e io non abbiamo inserito nessuna donna
tra gli otto Costituenti che ci ostiniamo a considerare santi, giudizio
ufficiale della Chiesa permettendo. Ribadisco che al momento sono Venerabili La
Pira, Lazzati e Medi, mentre sono Servi di Dio De Gasperi e Giordani; per Dossetti,
Zaccagnini e Moro si può parlare di tentativi d’iniziare il percorso verso gli
altari, ma a oggi non è accaduto.
Perché mi sono fidata dell’altro
autore e del “sensus fidelium”
Come scrivevo nel primo post, quando Accattoli mi ha presentato la lista dei personaggi, essa comprendeva nove nomi: quello che alla fine lui ha escluso è Costantino Mortati, quindi sarebbe stato un altro uomo.
Soprattutto, non mi sono sentita di obiettare
sulla scelta di quei personaggi e non mi sono minimamente posta il problema
dell’assenza di donne, nemmeno nella prefazione: l’unica citata tra coloro che,
scrive Accattoli, «meritano di essere ricordati con gratitudine» anche se non
cattolici, è Leonilde Iotti detta Nilde, che era socialista ma ha studiato all’Università
Cattolica del Sacro Cuore di Milano.
Più in generale, non è stata una scelta totalmente
nostra: ci siamo fidati del discernimento comunitario e del sensus fidelium,
che ha segnalato questi otto uomini già in vita e, dopo morte, favorendo l’avvio
delle cause di gran parte di essi.
Perché nessuna di esse ha attestazioni
di esemplarità
Ero a conoscenza del fatto che fossero state elette ventuno donne all’Assemblea Costituente e che alcune di esse fossero nelle liste della Democrazia Cristiana, ma non mi risultava che per nessuna di esse fosse stata aperta la causa di beatificazione e canonizzazione, o comunque che qualche vescovo si fosse pronunciato con attestazioni circa la loro vita esemplare.
Non mi sono nemmeno messa a cercare online
qualche dichiarazione in tal senso, appunto perché la ricerca circa la santità
degli otto e, soprattutto, circa il loro effettivo apporto alla nostra Carta
fondamentale, assorbiva già gran parte del mio tempo.
La storia, anche della Chiesa, non si fa con
i “se”, ma credo che se Armida Barelli, beatificata nel 2021, avesse accettato
di entrare in politica e fosse stata eletta alla Costituente, allora
sicuramente credo che le avremmo potuto dedicare un paragrafo. Così non è
stato, ma è accertato che avesse indicato alle socie della Gioventù Femminile
di Azione Cattolica di votare Dossetti e gli altri “professorini” legati a
vario titolo all’Università Cattolica del Sacro Cuore, fondata da padre
Agostino Gemelli e da lei medesima.
Perché hanno dato il loro contributo,
ma non come gli altri
Il contributo delle madri costituenti, assicurano gli studiosi, si è concentrato su temi che venivano considerati più affini alla sfera femminile: il riconoscimento legale dei figli naturali, la famiglia, i benefici per le gestanti, il sostegno alle ragazze madri, l’equa distribuzione dei salari.
Anche in questo caso, forse avrei dovuto indagare
meglio se le Costituenti che avrei individuato hanno proposto degli emendamenti
o ipotizzato formulazioni che avrebbero dovuto essere incluse nella Costituzione.
Quali donne aggiungerei, se potessi
Grazie alle sollecitazioni della lettrice, ma anche al convegno su Donne e Costituente che si è svolto mercoledì scorso nella Sala Alessi di Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, ora posso affermare che almeno quattro donne meriterebbero di essere associate agli otto del libro.
Anzitutto, Elisabetta Conci, detta Elsa: di Trento,
laica consacrata delle Figlie della Regina degli Apostoli. Tuttavia, non mi risulta
che sia considerata una cristiana eccellente al pari della fondatrice del suo
Istituto secolare, Elena da Persico, che non ha fatto parte della Costituente ed è stata
dichiarata Venerabile nel 2014.
Poi Laura Bianchini, di Brescia, che durante
la Resistenza era vicina ai partigiani cattolici delle Fiamme Verdi e
alimentava la sua fede frequentando i padri della Congregazione dell’Oratorio
nella chiesa bresciana di Santa Maria della Pace, che erano molto amici anche
del futuro san Paolo VI (il quale è presente anche nelle vite degli otto del
libro).
Quindi Filomena Delli Castelli, emiliana, anche
lei vicina ai partigiani, che assisteva come crocerossina. Infine Maria Agamben Federici, aquilana di origini armene, che dopo la guerra ha fondato il Centro Italiano Femminile (in sigla,
Cif).
Preciso però che le storie delle madri
costituenti sono già state presentate nel libro Ventuno - Le
donne che fecero la Costituzione di Romano Cappelletto e Angela Iantosca,
uscito per Paoline quattro anni fa e recentemente ripubblicato in una nuova
edizione. Segnalo anche Le donne della Repubblica, di Annachiara Valle, edito
da San Paolo nel 2022, che alle Costituenti dedica il secondo capitolo (riportato integralmente sul sito di Famiglia Cristiana). Forse anche queste pubblicazioni mi avevano portata a
non pensare d’includere donne nel libro.
Nel frattempo, due inviti a presentare
il libro sui media
Mentre mi dispiacevo per tutte queste critiche e osservazioni, mi è arrivata una telefonata dalla redazione di Chiesa Viva, che va in onda su TV 2000 dal lunedì al martedì alle 17.30 (prima del Rosario da Lourdes, che è una delle trasmissioni più seguite dell’emittente) e segue i viaggi apostolici del Santo Padre: sono stata invitata a partecipare in diretta e in presenza a una delle prossime trasmissioni.
Con la gentile redattrice che mi ha
telefonato ho stabilito che la data adatta potesse essere oggi, martedì 16
giugno. Anche Luigi Accattoli, già intervenuto su Telenova due settimane fa a La Chiesa nella Città, sarà presente. La produzione ha
anche stabilito che io andassi e venissi da Milano in giornata.
Martedì 23 giugno, invece, alle 9, interverrò ai microfoni di Radio Marconi in presenza, qui a Milano, mentre Accattoli sarà collegato telefonicamente. Sono tutte occasioni magnifiche, nelle quali conto di non fare brutta figura, né di farla fare a chi mi ha scelta per questo progetto e, soprattutto, non agli otto personaggi del libro.
Concordo quindi
col mio arcivescovo, che, intervenuto nel convegno sopra citato, ha
incoraggiato: «Piuttosto che la rievocazione di quell’evento e di quel tempo
occorre un’interpretazione critica che consenta di assumere la responsabilità
nel presente»: è quello che noi autori, pur coi limiti della nostra pubblicazione,
abbiamo cercato di fare.


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