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giovedì 29 ottobre 2015

Madre Teresa Casini: offrire e amare per un grande ideale


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Chi è?

Teresa Casini nacque a Frascati, cittadina dei Castelli Romani, il 27 ottobre 1864, primogenita dell’ingegner Tommaso Casini e di una nobildonna belga, Melania Rayner. Alla morte del padre, avvenuta quando aveva dieci anni, si trasferì a Grottaferrata, presso i nonni materni. Trascorse la giovinezza come tante ragazze della sua epoca, ma avvertiva come un vuoto nel cuore: cercò quindi di colmarlo intensificando la preghiera e affidandosi alla direzione spirituale di padre Arsenio Pellegrini, abate dell’Abbazia greca di Grottaferrata.
Dopo aver compreso di doversi offrire per riparare le offese che tanti sacerdoti compivano contro il Cuore di Gesù, entrò tra le Clarisse del monastero romano della Santissima Concezione, presso la basilica di San Pietro in Vincoli. La vita di quelle che popolarmente erano dette le “sepolte vive” non faceva per lei: tornò quindi a casa, ma il suo desiderio non si affievoliva. Padre Pellegrini l’indirizzò quindi da una donna che si faceva chiamare “la poveretta del Cuore di Gesù”, ma anche lì sorsero problemi, dovuti alle stranezze di quella donna e alle privazioni cui la sottoponeva.
Teresa tornò a Grottaferrata, ma non rientrò in famiglia. L’arrivo di altre giovani che condividevano le sue intenzioni rese però necessario l’acquisto di un’abitazione diversa dall’appartamento che aveva preso in affitto. Il 2 febbraio 1894 il gruppo prese il nome di “Vittime del Sacro Cuore” e iniziò la vita in stretta clausura. Con il decreto di lode, avvenuto due anni dopo, Teresa iniziò il noviziato con le sue compagne, assumendo il nome di suor Maria Teresa del Cuore di Gesù Trafitto (ma fu sempre conosciuta col solo nome di battesimo).
Gradualmente, anche mediante l’apporto del vescovo di Frascati, la comunità si aprì ad opere esterne, senza perdere di vista il fine principale, ossia l’impegno per i sacerdoti. Nel 1916 il nome fu modificato in “Suore Oblate del Sacro Cuore di Gesù”. Gli anni della prima guerra mondiale videro poi l’inizio di due nuove realtà: i collegi dei “Piccoli Amici di Gesù”, per accogliere bambini che sembravano inclini al sacerdozio, e l’assistenza a preti malati e anziani.
Nel maggio 1925 madre Teresa Casini fu colpita da paralisi. Trascorse gli anni seguenti tra riprese e ricadute, finché, alle 5 del mattino del 3 aprile 1937, non si spense in tranquillità, certa di sentire la presenza di Dio accanto a sé.
La sua fama di santità ha condotto all’apertura del processo di beatificazione nella diocesi di Frascati, dal 1952 al 1962. Il 7 luglio 1997 è stata dichiarata Venerabile. Sarà beatificata questo sabato, 31 ottobre 2015, sulla piazza della cattedrale di Frascati. Le sue spoglie mortali riposano nella cappella della Casa generalizia delle Suore Oblate del Sacro Cuore, in via del Casaletto 128 a Roma.

Cosa c’entra con me?

Credo fosse verso l’inizio del 2011 quando ho saputo di lei. Avevo da poco partecipato a uno degli incontri degli Amici e Amiche di Betania del Sacro Cuore, quell’associazione di laici che s’ispira agli insegnamenti della Venerabile Luisa Margherita Claret de la Touche, che all’epoca si svolgevano, per la mia città, presso una casa delle suore Francescane Missionarie di Maria (prima o poi scriverò anche della loro fondatrice o di qualche loro figura esemplare: meritano davvero). Tempo dopo, ho chiesto alla responsabile del gruppo di procurarmi alcuni libri e di lasciarli, dato che non potevo venire agli incontri, presso la portineria delle suore.
Quando il pacchetto fu pronto, sono tornata da loro: fu allora che avvenne qualcosa di singolare. Non ricordo bene perché, ma suor Gabriella, che mi aveva ricevuta, menzionò, nel dialogo che avevamo intavolato, un fatto di cronaca che mi aveva scossa non poco, perché accaduto proprio il giorno della mia laurea: un giovane diacono si era suicidato perché gli era stata negata l’ordinazione sacerdotale. All’apprendere che la suora l’aveva conosciuto, sono scoppiata in un pianto dirotto.
La mia interlocutrice, vedendomi così sconvolta, concluse che avevo davvero preso a cuore i sacerdoti e mi disse di aver conosciuto, nella sua permanenza a Grottaferrata, altre religiose che condividevano quell’intenzione: le Oblate del Sacro Cuore, fondate da madre Teresa Casini, Venerabile. Senza perdere tempo, prese il telefono e chiamò una certa suor Franca, il suo contatto lì. Rimasta senza parole, ho cercato di volgere la situazione a mio vantaggio, anzi, a vantaggio dei miei amici preti, sempre in cerca di qualcuno che li sostenga nella preghiera meglio di quanto faccia io. Ho quindi lasciato il mio recapito, per ricevere un po’ di materiale.
A ridosso della Pasqua del 2011, arrivò un pacco gigantesco, che conteneva due copie della biografia più recente, due delle autobiografie scritte dalla fondatrice stessa (dopo spiegherò il perché del plurale) e una valanga di suoi santini, quasi tutti con reliquia ex indumentis*. Nel corso del tempo li ho distribuiti, come faccio di solito, a persone che potessero capirne l’importanza, ma ne ho ancora parecchi. Una delle biografie, invece, l’ho regalata a un seminarista di mia conoscenza, insieme a qualche altro volume.
La lettura di quei testi mi fu di gran consolazione e lo è stata di nuovo quando, dopo aver saputo che era stato approvato un miracolo per intercessione di madre Casini, mi sono messa d’impegno a scrivere un nuovo articolo biografico per santiebeati, dato che quello presente al momento non mi soddisfaceva. Anzitutto, ho notato che lei, come me, sentiva un vuoto nel cuore, causato da una vita apparentemente tranquilla, ma in realtà priva di un ideale per cui valesse la pena spenderla.
Una domenica, mentre assisteva alla Messa, iniziò a profilarsi più decisamente: doveva impegnarsi a consolare le offese al Cuore di Gesù. L’epoca in cui visse ha segnato una notevole ripresa di quella forma di devozione, intesa in senso missionario ma anche, il più delle volte, di riparazione, ovvero con un sovrappiù di amore rispetto a quello che tanti uomini non riservano a Colui che tanto li ha amati.
Anche se le vie per incarnare quel desiderio sembravano complicarsi, lei ha resistito, intensificando la preghiera e il colloquio con il suo sposo divino. Il tempo le ha dato ragione, mediante l’inizio dell’istituto, la nascita di tante iniziative per sostenere le vocazioni sacerdotali dal sorgere fino al declino e lo sviluppo in terra di missione.
Non so se a me succederà lo stesso, ma prego e spero che il suo esempio mi torni alla mente specie quando qualcuno, stupito per il mio interesse verso i sacerdoti, mi riterrà anormale o peggio. Ammetto però che alle volte esagero, oppure sfrutto la mia conoscenza per spettegolare ai danni di questo o quel prete. Così facendo, rendo vano il buon desiderio che mi rende affine a madre Casini e a tanti altri uomini e donne nella storia della Chiesa, di cui ho spesso scritto qui.

* Una reliquia ex indumentis, o reliquia di seconda classe, è spesso costituita da un frammento di un abito indossato da un candidato agli altari. Spesso viene inserita nelle immaginette o in medaglie per fare in modo che possa diventare il tramite per una grazia singolare, anche se c’è qualcuno che, purtroppo, ne fa mercato.

Il suo Vangelo

L’ormai prossima Beata Teresa Casini ha espresso plasticamente il dolore causato dai peccati di chi dovrebbe amare maggiormente il Signore, ossia i ministri sacri, descrivendolo come una spina conficcata nel Sacro Cuore. O meglio, così le appariva, nel corso delle sue visioni. Per cercare di far sentire meno dolore per quella spina (per non dire estirparla) si è impegnata in prima persona, poi tramite le sue figlie che, dopo vari cambiamenti, hanno assunto il nome di Oblate del Sacro Cuore: oblatae, in latino, significa “offerte”, ed è un termine che rientra spesso nei nomi di istituti e congregazioni, sia maschili sia femminili. Per lei l’offerta era vissuta con pena, certo, ma era sicurissima che nessun dolore era più grande di quello che Gesù prova quando vede un sacerdote andare fuori dal suo progetto d’amore per lui. Così poteva dire:
Sia sempre vivo nell’Oblata il pensiero ed il desiderio di consolare il trafitto Cuore di Gesù… l’amore e il dolore hanno spinto Gesù a far sentire la sua voce nel fondo del nostro cuore, e questo amore e questo dolore gli fanno desiderare e volere la santità dei suoi cari Sacerdoti, e vuole che l’Oblata si sacrifichi, preghi, supplichi, si affatichi e lavori per la santificazione di questi suoi cari… Egli ama queste anime d’immenso amore, il suo Cuore… cerca chi preghi, soffra e ripari per Loro…
Non è questione di penitenze particolari, anche se lei le compiva. Ora, però, è tempo di gioire perché il suo esempio è riconosciuto, almeno a livello locale.

Per saperne di più

Angelo Scelzo e Dario Busolini, Beata Maria Teresa Casini - Un’offerta d’amore per la santità dei Sacerdoti, Velar-Elledici 2015, pp. 48 € 3,50.
Un piccolo libro uscito in occasione della beatificazione, buono come primo approccio alla sua storia.

Beata Maria Teresa Casini, Autobiografie, Velar 2015, pp. 224, € 15,00.
Madre Teresa ebbe tre direttori spirituali: gli ultimi due le chiesero, in tempi diversi, di scrivere la propria autobiografia. Le due versioni sono qui raccolte in un solo volumetto, rieditato per la beatificazione.

Angelo Scelzo, Madre Teresa Casini - Mi farò Santa. Vita e opere della fondatrice delle Oblate del Sacro Cuore di Gesù, Roma 2005, pp. 288 (richiedibile alle Suore Oblate).
Prima della beatificazione, era il testo biografico più recente. Rimane comunque utile perché completo e dettagliato.

Su Internet

Sito ufficiale delle Oblate del Sacro Cuore di Gesù 

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