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lunedì 12 ottobre 2015

Chiara Badano: passare la luce ai giovani




Chi è?

Figlia unica di Ruggero Badano, camionista, e Maria Teresa, casalinga, Chiara nacque a Sassello (provincia di Savona e diocesi di Acqui Terme) il 29 ottobre 1971. Di carattere espansivo e gioioso, sin da piccola si dispose ad ubbidire ai genitori e a donare del suo. Nel settembre 1980 fece il suo primo incontro col Movimento dei Focolari: la sua decisione di vivere l’ideale da esso proposto contagiò ben presto anche i genitori, già credenti. Trasferitasi a Savona per frequentare il liceo classico, si circondò di amici, che le furono vicini anche quando subì un’immeritata bocciatura in IV Ginnasio.
Verso la fine dell’estate 1988, a diciassette anni, cominciò a sentire dei dolori a una spalla durante una partita a tennis: dopo analisi più approfondite, le venne diagnosticato un osteosarcoma. Dopo aver appreso la natura del suo male, si dispose ad accettare quel dolore come volontà di Dio sulla sua vita.
Anche in ospedale e a casa continuò il suo apostolato con gli amici e con i medici. La fondatrice del movimento cui apparteneva, Chiara Lubich, dietro sua richiesta le diede il “nome nuovo” di Chiara Luce. Negli ultimi giorni preparò personalmente, aiutata dai genitori e dagli amici, la celebrazione del suo funerale. Partì per il Cielo all’alba del 7 ottobre 1990, poco prima di compiere diciannove anni.
Il suo vescovo, monsignor Livio Maritano, fu tra i primi a riconoscerne la potenziale santità. Ottenuto il nulla osta dalla Santa Sede il 17 novembre 1998, la sua causa di beatificazione si è svolta nella diocesi di Acqui Terme dall’11 giugno 1999 al 21 agosto 2000 ed è stata convalidata il 22 giugno 2001. La “positio super virtutibus” è stata consegnata alla Congregazione vaticana per le Cause dei Santi nel 2004. A seguito delle riunioni dei consultori teologi e dei membri della Congregazione, il 3 luglio 2008 è stato promulgato il decreto per l’eroicità delle sue virtù. L’approvazione di un miracolo per sua intercessione, avvenuta il 19 dicembre 2009, ha portato alla sua beatificazione, celebrata il 25 settembre 2010 presso il Santuario del Divino Amore a Roma. È sepolta, sin dalla sua morte, presso il cimitero di Sassello. La sua memoria liturgica è stata fissata al giorno del suo compleanno, il 29 ottobre.

Cosa c’entra con me?

Molti anni fa, come dicevo sul post dedicato al Beato Giacomo Alberione, ero un’accanita lettrice de Il Giornalino. M’incuriosivano molto le varie rubriche, tra le quali quella dedicata alle missive spedite dai lettori. Non ricordo quando, ma un giorno ne ho letta una dove si menzionava una certa “Chiara Luce”, con la sua lotta contro la malattia e la fede che la contraddistingueva. Mi venne un gran senso di dispiacere, ma non immaginavo che per lei si sarebbero di lì a poco compiuti i passi per renderla un esempio per tanti fedeli.
Trascorsero parecchi altri anni, finché, nel 2008, non ho saputo che si sarebbe svolto nella mia città un concerto-meditazione intitolato «Chiara è la notte», tenuto da un sacerdote, don Carlo José Seno, celebre nella mia Diocesi per i suoi trascorsi di pianista prodigio, messi al servizio del Vangelo da quando ha riscoperto la fede (ne parlavo anche qui). Mi sarebbe piaciuto conoscerlo, quindi sono andata, ma non pensavo che avrei ritrovato proprio quella giovane di cui avevo letto sul “grande giornale dei ragazzi”.
In breve, mi sono ritrovata con i fazzoletti di carta in mano e le lacrime, un po’ di gioia un po’ di rabbia, che mi scorrevano sul viso. Ero rimasta esterrefatta di fronte a come la sua voglia di vivere non fosse venuta meno, nonostante l’ostacolo che le si parava di fronte. Alla fine, non ho potuto fare a meno di manifestare ciò che provavo a don Carlo, il quale mi rivolse uno dei suoi incredibili sorrisi. Tra l’altro, proprio quel giorno erano state ufficialmente riconosciute le virtù eroiche di Chiara.
Quando poi ho saputo che, a pochissimo tempo di distanza, era stato approvato anche il miracolo che apriva la via alla sua beatificazione, sono rimasta ancor più spiazzata, ma poi ho pensato che lei aveva dietro il movimento di cui era membro entusiasta. Di certo, è grazie ad esso se non ha avuto la sorte di tanti altri ragazzi e giovani credenti, piombati nel dimenticatoio dopo un libro su di loro, un film o qualche servizio strappalacrime in televisione. Va pur detto che, di converso, la sua storia ha contribuito a farne ricordare altre.
Non ho avuto occasione d’incontrare direttamente i suoi genitori, anche se erano passati per Milano dopo la cerimonia con cui è stata iscritta tra i Beati. Mi è anche sfuggita una serata-testimonianza in una parrocchia vicina alla mia, purtroppo. Spero solo che, prima o poi, possa ricapitare. Intanto, mi consolo riproponendo l’intervento che stamattina su TV 2000, nella trasmissione Bel tempo si spera, ha visto la partecipazione del postulatore e della postulatrice della sua causa.



Il suo Vangelo

Il messaggio universale di Chiara è tutto nel “nome nuovo” che le è stato consegnato dalla sua Fondatrice. La luce è quella dell’ideale dell’unità con Gesù e con i fratelli, che viveva anche da ammalata, trasmettendola anche ai medici non credenti che si prendevano cura di lei. Non è passato tanto tempo dal suo incontro definitivo col Signore, però non smette d’illuminare le esistenze, ispirando i passi verso l’accettazione cristiana della malattia da parte di ragazze anche più giovani di lei.
Anche nel suo caso, tuttavia, ridurre lesperienza della sua vita al solo periodo della malattia non le rende giustizia. Ha creduto sempre, durante tutto il tempo che Dio le ha concesso, nellAmore con la maiuscola. Come ha detto monsignor Maritano nellomelia del funerale,
...quello che trasforma, che fa il miracolo, è lamore.
Una fede che accende questamore per Gesù e che ci mette in compagnia di lui, 24 ore su 24, dispone al miracolo: trasformare il dolore in amore. E in Chiara ciò è avvenuto.
Ai giovani, ma anche alle famiglie provate dalla perdita di un figlio più o meno della sua età, Chiara
Luce continua a rivolgersi con le parole che comunicò a sua madre:
Mamma, i giovani sono il futuro. Io non posso più correre, però vorrei passare loro la fiaccola come alle Olimpiadi. Hanno una vita sola e vale la pena di spenderla bene.




Per saperne di più

Mariagrazia Magrini, Stare al gioco di Dio – Beata Chiara Badano, San Paolo 2015, pp. 72, € 6,00.
Riedizione aggiornata e illustrata di un libretto biografico scritto dalla postulatrice, che ha curato altre opere più ampie, cui rimandiamo per un ulteriore approfondimento.

Id., Thérèse e Chiara - Insieme sulla piccola via dell’amore, Edizioni San Paolo 2013, pp. 160, € 15,00.
Un interessante parallelismo tra lei e santa Teresa di Gesù Bambino, raccomandato a chi avesse letto i testi biografici precedentemente pubblicati.
 
Michele Zanzucchi, Io ho tutto. I diciotto anni di Chiara Luce, Città Nuova 2010, pp. 96, € 7,00
Biografia che dà grande risalto all’appartenenza di Chiara al Movimento dei Focolari.

Florence Gillet (cur.), Pregare 15 giorni con Chiara Luce, Gribaudi 2013, pp. 96, € 7,00.
Un itinerario di preghiera in quindici tappe, sulla scia dei suoi scritti e delle sue testimonianze.

Su Internet

Sito ufficiale della Postulazione
Sito promosso dal movimento dei Focolari

EDIT 13710/2015: mossa dalla fretta e credendo di non aver commesso particolari errori, ho pubblicato questo post senza chiedere l'autorizzazione o la revisione alla postulazione della causa di Chiara. In base a quanto mi ha riferito l'amministratore della pagina Facebook ufficiale, ho quindi proceduto a rimuovere le frasi inesatte e i testi della bibliografia che non corrispondono a un reale ritratto di lei. La prossima volta, anche per rispettare voi lettori, sarò più accurata.

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