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venerdì 15 gennaio 2016

“Testimoniando” presenta: Mercy Challenge





Il termine challenge, in inglese propriamente “sfida”, viene oggi impiegato su YouTube per definire delle sfide, appunto, ma con contenuti che vanno dal demenziale al distruttivo; il tutto per guadagnare visualizzazioni.
Con due mesi di ritardo sull’inizio del Giubileo straordinario della Misericordia, ho pensato di cimentarmi anch’io in una challenge del tutto speciale, una Mercy Challenge (Mercy, in inglese, significa “misericordia”), lanciata da papa Francesco in persona.
Nel suo messaggio per la prossima GMG, infatti, scrive:
A voi giovani, che siete molto concreti, vorrei proporre per i primi sette mesi del 2016 di scegliere un’opera di misericordia corporale e una spirituale da mettere in pratica ogni mese.
Per questo motivo ho deciso di documentare, su queste pagine, il mio sforzo a riguardo. Se c’è un aspetto della mia fede che mi viene poco spontaneo incarnare, in effetti, è proprio questo: sarà per me un’occasione di sporcarmi le mani e di mettermi alla prova in maniera meno distaccata.
Qualcuno potrebbe obiettarmi che sia un modo per mettermi in mostra e far vedere a tutti quanto io sia brava, pia e santa. In realtà, lo scopo è diverso: vedere se riesco a incarnarle tutte, o la maggior parte, servirà anzitutto a me per migliorarmi nei rapporti col mio prossimo.
Per cominciare, ecco la tabellina che di volta in volta aggiornerò con l’indicazione delle opere compiute. Non seguirò l’ordine preciso, ma vedrò come le circostanze della vita mi offriranno l’occasione di viverle (tanto il Papa dice solo di praticarne una al mese di entrambi i gruppi).



#MercyChallenge
Opere di misericordia corporale

dare da mangiare agli affamati

dare da bere agli assetati

vestire gli ignudi

accogliere i forestieri

assistere gli ammalati

visitare i carcerati

seppellire i morti

Opere di misericordia spirituale

consigliare i dubbiosi

insegnare agli ignoranti

ammonire i peccatori

consolare gli afflitti

perdonare le offese

sopportare pazientemente le persone moleste

pregare Dio per i vivi e per i morti


Mi farò anche aiutare, per tenere il conto, da due quadretti realizzati dall’editrice Ancora, che ho già comprato: uno è per le opere corporali, l’altro per quelle spirituali. Su ogni raggio delle due bussole applicherò un adesivo (sarebbe meglio di quelli attacca-stacca, se li trovassi).
Sempre per continuare sul tema del Giubileo, da oggi e per tutta la durata dello stesso i post classici (per chi mi seguisse da poco, quelli divisi dai titoli Chi è?, Cosa c’entra con me?, Il suo Vangelo) avranno un paragrafo aggiuntivo, che non poteva intitolarsi se non Ha testimoniato la misericordia perché…. Abbinare testimoni alle singole opere sarebbe stato forse troppo facile oltre che scontato: coi miei nuovi articoli indicherò come davvero la misericordia sia possibile e praticabile anche nei modi più impensati.
E voi, cos’aspettate a vivere la vostra Mercy Challenge, anche se non la metterete in mostra?

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