Testimoniando in breve 11

 


Ho atteso ancora un po’ prima di pubblicare la nuova puntata della mia rubrica sull’attualità ecclesiale, perché ho sperato che ci fossero novità circa i prossimi Beati o i prossimi Santi. Anche se non ci saranno canonizzazioni quest’anno, per le ragioni che il Prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi, il cardinal Marcello Semeraro, ha recentemente spiegato, non vuol dire che il panorama agiografico e testimoniale degli ultimi mesi non sia stato ricco, andando a ricercare tra i lanci d’agenzia e le notizie apparentemente di poco conto.

 

Il coccodrillo come fa? Ovvero, perché non ho scritto di Ruini e degli altri

In questi mesi temo di aver deluso molto i miei lettori. La prima ragione è che non ho scritto nemmeno un rigo per ricordare alcuni personaggi recentemente scomparsi e che hanno lasciato in vario modo il segno nella Chiesa italiana degli ultimi decenni: mi riferisco al cardinal Camillo Ruini, a don Antonio Mazzi, a fratel Enzo Bianchi e a don Angelo Casati.

Non mi andava di mendicare click facili realizzando in fretta e furia un post su ciascuno di loro, anche perché ammetto che avrei avuto da raccontare pochissimi elementi, e per nulla significativi, su cosa ciascuno di essi c’entri con me.

 

Non ho ancora visto «Il mio nome è Carlo»

Un altro motivo di delusione da parte dei pochi che mi leggono è che non ho ancora visto Il mio nome è Carlo, film tv di finzione su san Carlo Acutis, campione di ascolti televisivi (30% di share in prima serata) e di successo di pubblico.

Chi mi segue sa che sono allergica alle fiction sui Santi, perché mi sembrano ridurre le loro storie a episodi edificanti e spesso aggiungono fatti, soprattutto storie d'amore, che non sono realmente accaduti. 

Il timore che anche per il Santo adolescente dei nostri tempi sia accaduto così mi ha tenuta lontana dallo schermo televisivo, tanto più che quella stessa sera dovevo seguire una videoconferenza. Riconosco, comunque, di avere una certa curiosità e che, prima o poi, lo vedrò su Mediaset Play.

In compenso, una mia amica mi ha chiesto di andare con lei a vedere Carlo Acutis il Santo giovane, documentario che sarà in poche sale selezionate e per pochi giorni. Stavolta non ho proprio scuse per tentarne, qui sul blog, una recensione.

 

San Bartolo Longo patrono della città di Pompei

Il terzo motivo per cui temo di non corrispondere alle attese dei lettori è che non ho pubblicato nulla circa il centenario della morte, anzi, della nascita al Cielo, di san Bartolo Longo. Avergli dedicato, in occasione della canonizzazione, un articolo per Sacro Cuore VIVERE e un post aggiornato lo scorso anno mi sembrava abbastanza, ma avrei potuto provare a dire qualcosa d’insolito su di lui.

Mi sono quindi ricordata che anni fa avevo abbozzato un parallelismo tra lui e santa Faustina Kowalska, morta lo stesso suo giorno nel 1938, ma non riesco più a trovare quel file. Non ci vedo nulla di diabolico dietro, solo una mia trascuratezza nel catalogare e salvare i miei articoli.

In compenso, ho gioito nell’apprendere la notizia, data il 5 settembre, che il Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti ha accolto la proposta di nominare san Bartolo patrono della Città di Pompei. La trovo una decisione decisamente appropriata, dato che il suo contributo per far diventare Valle di Pompei una vera cittadina, con tutte le necessarie infrastrutture, è ormai innegabile.

 

San Luigi Orione e il Beato Rosario Livatino potrebbero essere patroni

Di patronato in patronato: mentre cercavo tutt’altro, come spesso mi accade, ho trovato un articolo in cui viene spiegato che san Luigi Orione è stato proposto come patrono della Protezione Civile Italiana, per il suo contributo durante il terremoto che colpì la Marsica nel 1915 e in quello del 1908 che devastò Messina.

Un altro probabile patrono è il Beato Rosario Livatino: la Conferenza Episcopale Italiana, come dichiarato nel comunicato per la Sessione primaverile del suo Consiglio Permanente, ha inoltrato al Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti la richiesta per farlo nominare patrono dei magistrati italiani. 

Sulle prime, mi è parsa una buona notizia, ma riflettendoci sarebbe necessario prima canonizzarlo: pur godendo di una fama di santità sicuramente nazionale, il suo culto pubblico è limitato alla diocesi di Agrigento e, per concessione, alle diocesi siciliane.

 

Federico Bazzan su Radio Mater

Ad agosto il conduttore del programma Filo diretto con i nostri angeli, di Radio Mater, mi ha chiesto se avessi sottomano qualche storia interessante, per la trasmissione dell’ultimo sabato di quel mese. Quasi subito mi è venuto da proporgli Federico Bazzan, il giovane alla cui biografia ho collaborato. Mi sono quindi data da fare per stendere la scaletta e selezionare i testimoni, insieme a Sara, moglie di Federico.

Ecco la registrazione del programma: è andata piuttosto bene, ma devo migliorare ancora nella gestione dei tempi radiofonici.


Cause al via per Di Liegro, Cascasi e Ruocco

Se quest’anno non avremo nuovi Santi e quei pochi che vengono beatificati hanno visto i Decreti pubblicati più tempo fa (e in maggioranza si tratta di martiri), continuano invece ad arrivare notizie di cause che sono nelle fasi iniziali.

Ha avuto grandissima risonanza sui media cattolici, ma anche su qualcuno di quelli generalisti, la notizia che papa Leone XIV, nell’ultima assemblea della diocesi di Roma, il 18 settembre, ha annunciato di aver dato parere favorevole all’introduzione della causa di don Luigi Di Liegro, primo direttore della Caritas di Roma. Quattro giorni dopo, il 22 settembre, è stato reso pubblico l’Editto, che ufficializza come la causa sia per la verifica delle virtù cristiane vissute in grado eroico.

Conosco di fama la figura di don Di Liegro, ma non sapevo nemmeno che fosse morto a Milano per un malore: l’ho prontamente inserito nella grande lista dei Santi, Beati, Venerabili, Servi di Dio e Testimoni variamente legati alla mia diocesi. Non ho invece mai visto la fiction su di lui, per l’allergia di cui sopra.

Anche il panorama della santità adolescente e nell’infanzia si arricchisce di due figure che già conoscevo: il 27 settembre, a Padova, è stato presentato il Supplice Libello per una ragazza calabrese d’origine, Denise Cascasi, mentre ieri, con una celebrazione nella chiesa di Santa Maria dell’Arco a Frignano, è stato pubblicato l’Editto per la Serva di Dio Teresa Ruocco, una bambina vissuta proprio in quel paese della diocesi di Aversa.

Ho già promesso al postulatore di entrambe altrettanti post: stavolta mi conviene prepararmi per tempo!

 

Alessandro Galimberti finalmente ricordato a Lissone

Dopodomani, alle 21, nella chiesa di Santa Maria Addolorata a Lissone, si terrà l’incontro Alessandro Galimberti pietra viva della Chiesa lissonese, moderato dal professor Mattia Fasana, con la partecipazione di monsignor Ennio Apeciti, già docente di Storia della Chiesa nei Seminari milanesi, la proiezione di scene selezionate del film Voglio essere profumo di Filippo Grilli e l’esecuzione di brani musicali da parte della Corale Giuseppe Verdi della chiesa prepositurale dei Santi Pietro e Paolo a Lissone, la cui parrocchia festeggia i cento anni dalla consacrazione. Maggiori informazioni sul sito della Comunità pastorale Santa Teresa Benedetta della Croce in Lissone.

Fin qui, i dati asettici… ma lasciatemi gioire perché finalmente Lissone, a livello religioso (ma ogni anno c’è la Messa per il suo anniversario di morte) e cittadino, vuole dare risonanza alla storia del giovane seminarista che più di ogni altro, tra i Testimoni, mi ha cambiato la vita!

Farò di tutto per esserci, perché voglio capire come effettivamente la sua città e la sua parrocchia lo ricordano, ma anche scoprire aneddoti curiosi e commoventi e approfondire ancora di più la sua vicenda.

 

Una mostra virtuale sui testimoni dell’amore ambrosiani

Dopo la presentazione che si è svolta al Pime di Milano del libro Nuovi Martiri, sono stata contattata da don Maurizio Zago, responsabile della Pastorale Missionaria della diocesi di Milano, che già mi conosceva: voleva la mia collaborazione per una mostra virtuale da allestire per il mese missionario di ottobre. Gli ho dato pienamente appoggio, ma col passare dei mesi non ho più saputo nulla.

Sul finire di settembre, però, ho scoperto che la mostra, intitolata Testimoni sino alla fine. Semi di pace di terra ambrosiana, sarebbe stata lanciata ufficialmente il 1° ottobre. Come viene descritto dall’articolo di presentazione, una delle fonti ispiratrici è stato proprio Nuovi Martiri: l’ho immediatamente segnalato ai due autori.

Mi colpisce il fatto che non sia stato usato il termine “martiri”, a differenza dell’inchiesta di Accattoli e Fusco: penso che ci sia dietro una motivazione di prudenza, ma anche una correttezza formale, in quanto per pochi di quelli presentati è in corso la causa di beatificazione e, tra questi, pochissimi sono stati beatificati come martiri.

 

Vado al convegno del Dicastero delle Cause dei Santi a ottobre

Dopo l’esperienza al convegno sui martiri del XXI secolo, lo scorso settembre, ammetto che non avevo molta voglia di tornare a Roma, per il convegno La santità nella storia, organizzato sempre dal Dicastero delle Cause dei Santi dal 19 al 21 ottobre 2026. Alcuni miei conoscenti e familiari, però, mi hanno incoraggiata a partire lo stesso, per non perdere questa nuova occasione.

Anche stavolta sarà compresa l’udienza con il Santo Padre, ma non so se riuscirò a essere tra i pochi fortunati ammessi a un incontro a tu per tu con lui. Spero solo di non fare figuracce come davanti a papa Francesco… 

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