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venerdì 20 febbraio 2015

Madre Maria Pierina de Micheli, contemplatrice del Santo Volto



Chi è?
Un ritratto di madre Pierina (fonte)

Giuseppina De Micheli nacque a Milano l’11 settembre 1890, ultima dei tredici figli di Cesare De Micheli e Luigia Radice. Rimasta orfana di padre, venne educata alla fede dalla madre e mediante la frequentazione della parrocchia di San Pietro in Sala a Milano. A occuparsi dell’oratorio femminile erano state chiamate alcune religiose di recente fondazione, le Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires; Giuseppina fece domanda per essere una di loro. Il 16 maggio 1914 ricevette l’abito religioso dalle mani dell’Arcivescovo di Milano, il cardinal Andrea Carlo Ferrari (Beato dal 1987), e prese il nome di suor Maria Pierina. Era stata preceduta, nella scelta della consacrazione religiosa, dal fratello Riccardo, sacerdote diocesano, e da due sorelle.
A seguito della morte della Fondatrice, madre Maria Eufrasia Iaconis (per la quale è in corso il processo di beatificazione), suor Maria Pierina, venne inviata in Argentina, dove il suo istituto si era espanso. Dopo aver professato i voti perpetui l’11 luglio 1921, rientrò in Italia: venne nominata superiora della casa di Milano nel 1928 e riconfermata nell’incarico ogni tre anni, fino al 1939, quando venne inviata a Roma come superiora dell’Istituto Spirito Santo.
Dal 1936 s’intensificarono gli eventi soprannaturali di cui aveva già avuto un anticipo quando, il Venerdì Santo dei suoi dodici anni, aveva baciato in volto il crocifisso esposto alla venerazione dei fedeli per riparare, come le chiedeva una voce interiore, al bacio di Giuda. Il 31 maggio 1938 la Vergine Maria le affidò il compito di diffondere uno scapolare, poi diventato medaglia per praticità, che ricordasse agli uomini le sofferenze di Gesù nella Passione. Attenendosi rispettosamente al rispetto dell’autorità ecclesiastica, si fece quindi divulgatrice della devozione al Santo Volto di Gesù.
Sfollata a Centonara d’Artò (VB), dove a causa della seconda guerra mondiale era stato trasferito il noviziato, si ammalò di tifo e ne morì il 26 luglio 1945. Dichiarata Venerabile con decreto di papa Benedetto XVI il 17 dicembre 2007, è stata proclamata Beata il 30 maggio 2010. Le sue spoglie mortali sono conservate dal 2007 nella cappella dell’Istituto Spirito Santo a Roma.
La sua memoria liturgica, per la diocesi di Novara e per la sua Congregazione, cade l’11 settembre.
[EDIT 28/02: ho controllato e ho visto che, contrariamente a quanto scrivevo la scorsa settimana, la diocesi di Milano non contempla la memoria di questa Beata. La prossima volta starò più attenta!

Cosa c’entra con me?

Alcuni anni fa, navigando su Internet, ero capitata su una pagina che parlava dei “sacramentali”, ovvero di quei piccoli segni che possono essere adoperati per rafforzare la fede o per ricordarne le verità fondamentali. Nella lista era presentata, tra gli altri oggetti, la medaglia del Santo Volto e si diceva che era stata rivelata «ad un’anima privilegiata Madre Maria Pierini (sic) De Micheli». Di norma, quando sento parlare di rivelazioni, apparizioni e misticheggiamenti vari, sono abbastanza cauta, perciò non mi sono impegnata ad approfondire la faccenda.
A ridestare il mio interesse fu un articolo su Il Segno della Diocesi di Milano, dove si parlava della suora in questione e della sua relazione con la diocesi dov’era nata e vissuta per la maggior parte della sua esistenza. Dato che l’autore mi sembrava affidabile, mi venne l’idea di andare a visitare le Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires nella loro casa di via Elba 18 a Milano.
Ho avuto da subito un’accoglienza più che positiva: le religiose, ben felici di trovarsi di fronte a qualcuno che dimostrava un grande interesse per la loro consorella, mi hanno guidata alla cappella al piano superiore. Dato che era la prima volta, mi hanno illustrato i “tesori” che essa contiene: il crocifisso che la dodicenne Giuseppina De Micheli baciò proprio in volto, un tempo custodito a San Pietro in Sala; la riproduzione del volto dell’Uomo della Sindone, usata come modello per il calco del recto della medaglia del Santo Volto; la statua dell’Immacolata, presente lì dalla fondazione della casa.
Scesa al piano inferiore, sono stata ampiamente ripagata del tragitto che mi aveva portata in quel luogo: le suore mi hanno regalato numerose immaginette, insieme a parecchie medaglie. Non contenta, ho domandato se avessero qualcosa anche sul loro fondatore o fondatrice, scoprendo la storia di madre Maria Eufrasia Iaconis e del perché le sue figlie avessero nel loro nome quella specificazione geografica.
Non molto tempo dopo, ho appreso che il Papa aveva firmato il decreto che dichiarava Venerabile madre Pierina (per brevità, da adesso la chiamerò così; “madre” per via degli incarichi di responsabilità che aveva rivestito). Come nel caso di Silvio Dissegna pochi mesi orsono, ero rimasta dispiaciuta dal fatto che avevo dei santini finiti, per così dire, fuori corso. Per compensare quella sensazione, ho pensato che, a quel punto, non potevo avere più dubbi circa la veridicità di quanto ella aveva visto e, ancor meglio, circa la serietà della sua testimonianza di fede.
Il 29 giugno 2009 – stavolta lo so bene perché l’ho annotato nel mio quaderno spirituale – sono andata alla libreria San Paolo nella pausa per il pranzo, tra una ricerca per la tesi e l’altra. Guardando la vetrina, ho notato un libro che aveva in copertina l’immagine del Santo Volto: senza perdere tempo, sono entrata e l’ho acquistato. Non molti giorni dopo, mi arrivò il medesimo testo, omaggio dell’autore, cui avevo mandato una lettera proprio il giorno dell’acquisto. Per non avere un doppione, l’ho regalato a mia volta.
Sono poi tornata dalle suore per fare loro le mie congratulazioni e per scusarmi di non poter essere presente alla beatificazione; in compenso, sono andata alla celebrazione di ringraziamento, tenuta nella stessa parrocchia dove l’ormai Beata aveva ricevuto i sacramenti dell’iniziazione cristiana.
Quando trovo qualcosa d’interessante, mi sento quasi in dovere di condividerla. Per questo motivo, ho portato nella cappella di via Elba anche una mia carissima amica, all’epoca molto confusa circa la sua sistemazione vocazionale. Inoltre, attingendo alla mia scorta di medaglie, ho pensato di consegnarle ad alcuni miei amici in cammino verso il sacerdozio, non tanto perché si ricordassero di me, ma perché riconoscessero, nelle loro vite, che l’Eucaristia e la contemplazione della Passione sono veramente due facce della stessa medaglia.
A dirla tutta, questo post nasce proprio dietro richiesta di uno di loro, che da un annetto è tra i miei lettori più affezionati, o almeno spero.

Il suo Vangelo

Il modo d’incarnare il Vangelo vissuto da madre Pierina non può essere separato dalle eccezionali esperienze che ebbe, ma non va identificato esclusivamente con esse. Quanto sperimentò nelle prove, negli ostacoli anche di natura non umana nella diffusione della medaglia del Santo Volto, ma anche nelle incombenze e nei compiti della vita comunitaria, era per lei un modo di aderire più perfettamente alla divina volontà.
Così, con quell’atteggiamento volitivo tipico delle anime dai grandi desideri, poteva pregare:
Gesù voglio essere “Laus perennis” di immolazione. Ne sono obbligata per la chiamata di Gesù allo stato religioso, e mi sento chiamata per vocazione particolare. Accettare generosamente, amorosamente, tutto quanto il buon Dio disporrà dentro e fuori di me.
Certo, parole come “immolazione” o “riparazione” possono suonare oggi come un retaggio di una religiosità eccessivamente intimistica. Se però vengono rettamente interpretate, costituiscono un modo per aprirsi alle sofferenze del mondo. Madre Pierina ci è riuscita: spero che lo facciano anche quanti portano abitualmente con sé la “sua” medaglia.

Per concludere, un’avvertenza ai lettori più attenti: come ogni anno, non posterò nulla se non il 19 e il 25 marzo, per rispettare la Quaresima ambrosiana che non contempla le memorie dei Santi.

Per saperne di più

Paolo Risso, Innamorata di Gesù – Beata Maria Pierina De Micheli, Edizioni San Paolo 2009, pp. 136, € 10,00
Una biografia ampia che evidenzia, oltre ai dati biografici, la sua esperienza di fede.

Mariella Scatena – Piersandro Vanzan, Beata Maria Pierina De Micheli, Velar – Elledici 2009, pp. 48, € 3,50
Qualcosa di un po’ più agile, con notevoli spunti di riflessione.

Arnaldo Pedrini sdb, Madre Maria Pierina De Micheli e il sacerdote, Edizioni San Paolo 2009, pp. 40, € 3,50.
Un approfondimento sulla spiritualità della Beata, concentrato sul rapporto con i sacerdoti, anche in relazione alla devozione al Santo Volto.

Beata Maria Pierina De Micheli, Consolare Gesù: ecco la mia missione in terra. Pensieri scelti, Edizioni San Paolo 2010, pp. 152, € 10,50.
Una selezione tematica di pensieri, con un breve commento per ciascuno.

Madre Maria Pierina De Micheli, Diario, Edizioni San Paolo 2014, pp. 264, € 10,00.
La più recente edizione del diario che madre Pierina ha tenuto negli ultimi cinque anni di vita.

N. B. La medaglia del Santo Volto si trova comunemente, da un po’ di tempo a questa parte, nei negozi di articoli religiosi. In alternativa, potete ricorrere alle Figlie dell’Immacolata Concezione di Buenos Aires a Milano o Roma, oppure al Monastero di San Vincenzo martire a Bassano Romano dei Benedettini Silvestrini, ai quali apparteneva il Venerabile Ildebrando Gregori, direttore spirituale di madre Pierina.

Su Internet

Sito ufficiale dedicato a madre Pierina.
Sezione del sito dell’Istituto Spirito Santo di Roma a lei dedicata.

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