La biblioteca di Testimoniando# 25: «Il mistero della comunione dei santi»

Ero in quella fase della mia vita in cui avevo ricominciato a interessarmi alle vite dei Santi e degli autentici Testimoni della fede, quando mi sono ritrovata come sommersa da un’ondata di vicende, volti, nomi, provenienti da luoghi più o meno vicini a me o dai più disparati periodi storici. Molti dei miei conoscenti, al sentirmi parlare di questo o di quel personaggio, sono arrivati a chiedermi cosa c’entrassi con loro.

Col passare del tempo, ho capito che la sensazione che provavo, ma soprattutto quel legame che mi era fatto notare, aveva un nome, anzi, era una verità di fede, professata nel Simbolo degli Apostoli: la Comunione dei Santi. Ecco perché la parte centrale dei post qui, almeno della maggior parte di essi, costituisce la risposta a quella domanda, con la descrizione particolareggiata del modo con cui sono entrata in contatto col personaggio di cui tratto e di quali aspetti sento particolarmente affini a me.

Un libro uscito pochi mesi fa tratta finalmente in modo completo cosa significhi quell’espressione e come debba essere ancora più compresa e valorizzata.

 

In sintesi

 

Il mistero della comunione dei santi (in tutto il libro il termine viene riportato con le iniziali minuscole) è un testo che si prefigge, sin dalle prime pagine, di raccontare la ricchezza e la bellezza di questa verità. Secondo l’autore, infatti, viviamo in un tempo dove le realtà soprannaturali, nella vita della Chiesa e nella predicazione, vengono sottovalutate o lasciate alla devozione di pochi: bisognerebbe, invece, ricordarle più spesso.

Partendo dal doppio significato di “comunione tra le persone sante”, ossia tra i credenti in Cristo, e “partecipazione comune alle cose sante”, ossia ai beni spirituali, la trattazione si sviluppa tra citazioni del Magistero – svettano quelle ricondotte a san Giovanni Paolo II e tratte dall’Enciclica Spe salvi di papa Benedetto XVI – e riflessioni di autori spirituali, come Jean Guitton e don Divo Barsotti (del quale mi sono recentemente occupata qui), o di mistici.

Il primo capitolo, nella sua seconda parte, è interamente dedicato alla questione del purgatorio (anche questo scritto con la minuscola) e al modo in cui le anime bisognose di purificazione sono in rapporto con noi viventi. Effettivamente, fa notare l’autore, in passato si è insistito su prediche e racconti, compresi quelli di non pochi mistici, che lo descrivevano come un luogo di tormenti, una sorta d’inferno a tempo.

Ripensare al purgatorio come a uno stato intermedio di salvezza, di cui la teologia cattolica è certa, come invece non è riguardo alle modalità di purificazione, aiuta a pensare diversamente anche ai defunti che abbiamo conosciuto, compresi i nostri familiari, o di cui abbiamo sentito parlare.

Nel secondo capitolo vengono portate non poche prove di cosa significhi sapersi inseriti in quella corrente d’amore, nella «prima e più efficace rete internet che esista», secondo una felice espressione dell’autore riportata nelle pagine precedenti, nonché nella quarta di copertina. Di alcune di esse avevo già sentito parlare: mi riferisco alla storia di Élisabeth Arrighi Leseur e di come la lettura del suo diario aveva portato alla conversione di suo marito Félix, divenuto poi sacerdote domenicano, o della Mission Thérésienne, un movimento diffuso specialmente in Francia i cui membri (bambini, ragazzi e famiglie) pregano per la santificazione dei sacerdoti e dei seminaristi.

Ignoravo invece che dietro l’apostolato televisivo del Venerabile Mariano da Torino (cui prima o poi vorrei dedicare un post, ma intanto l’avevo inserito in quello sui candidati agli altari protagonisti di programmi tv) ci fosse Caterina Serra, atleta primatista italiana dei cento metri, diventata suor Maria Giuseppina nel monastero delle Clarisse Cappuccine di Torino. Aveva conosciuto padre Mariano nel 1936, poco dopo aver iniziato a frequentare l’Azione Cattolica, e continuò a sostenerlo anche da monaca, con le sue lettere e le sue preghiere.

Se c’è però una storia in cui la comunione dei santi è risaltata in modo speciale, senz’altro è quella di santa Teresa di Lisieux. Sin da quando i suoi scritti hanno cominciato a circolare, hanno prodotto una corrente benefica al di là del suo monastero, lo stesso dove altre consorelle, invece, non si erano per nulla accorte della sua santità.

Ancora prima, è stata la sua comunione con padre Adolphe Roulland e don Maurice Barthélémy-Bellière, non genericamente con i missionari, a portare alla sua proclamazione come patrona delle missioni: nelle lettere a loro destinate li rassicurò che, una volta entrata nell’eternità, li avrebbe aiutati con efficacia ancora maggiore.

Anche molte anime speciali hanno avuto un legame tanto intenso con lei da affermare di aver avuto sue visioni. Spicca il caso di Marcel Van, un fratello redentorista vietnamita morto nel 1950, la cui vocazione fu messa davvero alla prova dai fatti della vita, ancor prima che scegliesse di entrare tra i figli di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori. È un soggetto che vorrei trattare prima o poi, ma non dispongo d’informazioni aggiornate circa la sua causa di beatificazione e canonizzazione.

Le testimonianze relative ai colloqui tra fratel Marcel e santa Teresa, ma anche con Gesù e con la Madonna, contenute nei suoi scritti autografi, sono tanto più sorprendenti se si pensa che a lungo quel giovane si sentì scoraggiato: i libri che aveva letto fino a quel momento, infatti, ponevano l’accento sulle pratiche esteriori come necessarie per una vita santa. Solo quando scelse a caso, tra alcuni volumi, quello della Storia di un’anima della carmelitana francese, e lo lesse con attenzione, capì che quella via di santificazione era percorribile anche da lui.

L’ultimo capitolo, infine, presenta i racconti di alcuni miracoli presi in esame per ottenere la beatificazione e la canonizzazione di sette candidati agli altari. Non è indicato con chiarezza perché siano stati selezionati quelli e non altri, ma la gamma rappresentata non si limita a ristabilimenti di quadri clinici compromessi. È descritto, ad esempio, un caso d’intervento sulla materia, ovvero una moltiplicazione di riso, che è stato preso in esame per la canonizzazione di fra Juan Macías, fratello laico domenicano vissuto in Perù nel XVII secolo.

 

L’autore

 

Claudio Dalla Costa, nato nel 1968, vive in provincia di Torino. Ha un’altra attività professionale, ma scrivere saggi religiosi, pubblicati tutti da Effatà Editrice, è la sua maggiore passione.

 

Consigliato a...

 

Quest’opera ha un pubblico decisamente vasto come obiettivo: i semplici fedeli, da quelli più ferrati in campo agiografico a quelli che conoscono appena il patrono della loro parrocchia, ma anche quelli che si sentono abbandonati e scoraggiati, o quelli che già hanno sperimentato nelle loro vite quanto questa comunione sia autentica.

Anche i sacerdoti sono un possibile destinatario: tra le righe è possibile leggere un invito loro rivolto, ovvero dedicare, nelle omelie, spazio per la presentazione di questa realtà. Con un’avvertenza: non ripetere gli errori del passato, che, sempre in base a quanto l’autore scrive, avrebbero contribuito a una disaffezione di pastori e fedeli verso le questioni ultraterrene.

 

Claudio Dalla Costa, Il mistero della comunione dei santi, Effatà Editrice 2021, pp. 176, € 15,00.


A seguire, una videoconferenza di presentazione del libro.



Commenti

Post più popolari