Testimoniando in breve gennaio 2026: di nuovo su Radio Mater, forse un miracolo per madre Isabella De Rosis, verso la causa per Sarah Calvano, la presentazione milanese di «Nuovi Martiri», il centenario dei Paolini a Roma

 


Torna la rubrica sull’attualità ecclesiale che più mi riguarda da vicino, in cui commento sia i fatti relativi a Testimoni che m’interessano, sia i miei interventi pubblici e sui media.

 

Su Radio Mater per qualche parola su giovani speciali

A novembre scorso sono stata contattata nuovamente dal conduttore della rubrica Filo diretto con i nostri angeli, in onda l’ultimo sabato del mese su Radio Mater, dedicata a testimonianze riguardanti persone morte soprattutto in età infantile o giovanile.

Proprio ad alcuni dei giovani trattati nelle trasmissioni precedenti mi è stato suggerito di dedicare l’intervento nella puntata del 27 dicembre 2025, intitolata «Un cammino di luce verso la pienezza di Luce», ma ho avuto un piccolo problema: avevo programmato una visita guidata in una chiesa di Milano, ma ho calcolato male i tempi per l’arrivo. In sostanza, ho parlato in diretta, ma mentre ero sull’autobus!

In ogni caso, dalla registrazione non risultano grossi disturbi.

  

Tante grazie per madre Isabella De Rosis, ma un presunto miracolo selezionato

Come ho appreso dall’agenzia Sir, il 2 gennaio 2026, nella cattedrale di Maria Santissima Achiropita in Rossano, è stata aperta l’inchiesta diocesana su un presunto miracolo attribuito all’intercessione della Venerabile Isabella De Rosis, fondatrice delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore.

Né il sito ufficiale di questa congregazione, né quello dell’arcidiocesi di Rossano-Cariati, fanno però menzione di quale sia effettivamente l’asserita guarigione miracolosa presentata all’esame del Tribunale ecclesiastico.

Tuttavia, so che molte grazie segnalate sono raccontate nel testo La santità è l’unico bene dell’uomo, che mi è stato regalato da una Suora Riparatrice del Sacro Cuore che ho incontrato al convegno del Dicastero delle Cause dei Santi del 2022.


Dopo oltre trent’anni ci si muove per Sarah Calvano

Ultimamente proliferano, soprattutto nel web ispanofono, pagine che aggiornano sull’avvio e sullo sviluppo delle cause di beatificazione in tutto il mondo. Sono molto preziose, ma non riportano quasi mai la fonte delle loro notizie.

Così, quando ho visto su una di queste pagine, la notizia per cui, il 13 gennaio scorso, la Conferenza Episcopale Siciliana ha dato il benestare all’avvio dell’inchiesta diocesana per Sarah Calvano, diciannovenne di Avola (nel libero consorzio comunale di Siracusa e in diocesi di Noto), morta il 3 agosto 1992 – quindi circa trentasei anni fa – a causa di un melanoma, ho subito cercato una fonte più attendibile, trovandola nel sito della Conferenza Episcopale in questione.

Conto di tornare su Sarah se e quando sarà avviata l’inchiesta diocesana; scrivo così perché nessun passo, quando si parla di cause di beatificazione, va mai dato per scontato, perfino il Nulla Osta da parte del Dicastero delle Cause dei Santi (qui riemerge quello che io chiamo “il mio promotore di giustizia interno”).

Per il momento, posso dire che avevo letto di lei per la prima volta sul primo volume di Cerco fatti di Vangelo, preso in prestito dalle Missionarie Secolari Scalabriniane non ricordo quando, ma se non sbaglio dopo che avevo conosciuto il giornalista Luigi Accattoli di persona (il quale parla di Sarah anche sul suo blog).

Ho poi trovato la vecchia edizione de Il Magnificat di Sarah, costituito da estratti del suo diario, alla libreria San Paolo di Milano, in uno scaffale dedicato alle offerte speciali, ma, anche qui, non sono sicura dell’anno preciso; di certo è avvenuto prima della pandemia. Da allora è infilato in uno dei miei scaffali: direi che è il caso di prenderlo!

 

I «Nuovi Martiri» di Accattoli e Fusco sono approdati al Pime di Milano (con un aiuto da parte mia)

Già quando la stesura della riedizione di Nuovi Martiri a opera di Luigi Accattoli e Ciro Fusco era a buon punto, ho chiesto, d’accordo con gli autori, di potermi impegnare a organizzare una presentazione qui a Milano, naturalmente dopo la primissima a Roma, spostata poi al 7 settembre 2025.

Sono sempre stata convinta, infatti, che la sede centrale del Pontificio Istituto Missioni Estere, ossia il Pime, dovesse essere la cornice ideale, se non altro perché il capitolo dei “Martiri della missione” riporta tutti i loro missionari uccisi negli ultimi venticinque anni.

Presentando il caso all’Ufficio Storico (che mi aveva aiutata nella revisione dei profili di quei missionari), alla Biblioteca e all’Ufficio Beni Culturali del Pime, ho ottenuto alla fine una risposta molto positiva, con la data della presentazione fissata a mercoledì 14 gennaio. Non solo: gli organizzatori mi hanno chiesto di parlare brevemente del modo in cui sono stata coinvolta nella revisione e nell’aggiornamento di quel testo.

Ho quindi proceduto a completare l’articolo che avevo abbozzato sin dalla lavorazione del libro, per presentare i “Nuovi Martiri” ambrosiani (nati, morti e vissuti nel territorio diocesano): è stato pubblicato sul Portale dell’Arcidiocesi di Milano e a pagina 2 dell’inserto domenicale di Avvenire, Milano Sette, di domenica 11 gennaio.

Ecco il video: il mio intervento è dal minuto 42:00 al 47:21, ma v’invito a seguire tutta la registrazione, anche perché, prima di me, parla il padre dell’ambasciatore Luca Attanasio, l’ultimo “Martire della missione” in ordine cronologico. Quasi quasi mi occupo, almeno qui sul blog, anche di lui…


La presentazione, andata oltre le aspettative degli organizzatori (sul tavolino dov’erano disponibili venti copie del libro, a fine serata, ne erano rimaste solo tre!), ha avuto un’appendice il giorno seguente, quando, per ringraziare ulteriormente Accattoli di avermi concesso di rendere ancora più concreto il mio sogno di servire il Signore e la Chiesa raccontando storie esemplari, nonché per ricambiare le visite in cui mi ha guidata a Roma, l’ho accompagnato a visitare la chiesa di San Siro alla Vepra e la casa delle Suore Missionarie dell’Immacolata, il ramo femminile del Pime, in via Masaccio 20.

In un certo senso, c’era un collegamento con un paio delle storie presenti in Nuovi Martiri, dov’è citata la Villa Triste di Firenze, che ha avuto una tragica “filiale” proprio nella residenza milanese che, dopo la seconda guerra mondiale, è stata ceduta al Pime ed è diventata la sede delle suore.


Paolini e Paoline da cent'anni a Roma

Infine, una notizia di cui quasi mi ero scordata, pur avendola letta settimana scorsa su Maria con te: il 15 gennaio sono trascorsi cent'anni dall'arrivo a Roma di alcuni membri della Società San Paolo e, poco dopo, di alcune suore Figlie di San Paolo.

La cronaca di don Stefano Stimamiglio, direttore di Famiglia Cristiana, spiega bene il convegno che si è svolto venerdì a Roma. 

Questa notizia mi ricorda la visita che ho compiuto nel 2013 alla basilica di Maria Regina degli Apostoli alla Montagnola, come fuoriprogramma del pellegrinaggio diocesano per l'Anno della Fede, ma è anche uno sprone per raccontare, nei prossimi mesi, cosa mi lega a colui che fu il braccio destro del Primo Maestro, come i membri della Famiglia Paolina chiamano il Beato Giacomo Alberione, nonché l'iniziatore di quella pioneristica (i due istituti non avevano ancora l'approvazione pontificia!) comunità, il Beato Timoteo Giaccardo.

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