Io c’ero #52: su TV 2000, con Luigi Accattoli e con gli «Otto alla Costituente»
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| È tutto vero! |
Concludevo
il post di ieri, scritto per ribattere alle osservazioni di quanti volevano
sapere perché nel libro Otto alla Costituente, che ho scritto con Luigi
Accattoli, non ci sono figure femminili, annunciando che la promozione del
libro mi avrebbe portata, proprio poche ore dopo la pubblicazione del post, a
Roma, negli studi televisivi di TV 2000.
Non è
stata la mia prima diretta televisiva: sono infatti stata ospite per dieci
volte del programma Verso gli altari di Padre Pio TV, ma sempre in
collegamento da casa mia. Questa volta si annunciava veramente diversa, ma non
avrei mai immaginato tutto quello che avrebbe preceduto e seguito il mio
intervento.
Come sempre,
l’antefatto
Mercoledì scorso, mentre concludevo uno dei miei articoli e seguivo la diretta del programma Chiesa viva di TV 2000 circa il viaggio apostolico di papa Leone XIV in Spagna, ho ricevuto una chiamata WhatsApp da un numero che non conoscevo, ma sullo schermo del telefono, sotto il numero, c’era il nome di una tale Barbara. Ho risposto subito: si trattava di una redattrice dello stesso programma che stavo seguendo in quell’istante!
Voleva
annunciarmi che la redazione di Chiesa viva aveva stabilito che
Accattoli e io potessimo essere ospiti di una delle ultime trasmissioni prima
della pausa estiva, per parlare dei temi del nostro libro agganciandoli,
secondo la struttura del programma, al Magistero di papa Leone XIV.
Subito
mi è venuto spontaneo segnalarle il discorso del Papa all’udienza con i membri del Progetto Policoro di sabato 21 febbraio 2026, che cito due volte nel libro,
soprattutto a conclusione della postfazione: il passaggio in cui lui esorta a
compiere l’esercizio di «conoscere biografie segnate dalla presenza dello
Spirito nei luoghi in cui abitate. Conoscerle e narrarle» mi è sembrato
calzante per l’opera mia e dello storico vaticanista e, più in generale,
corrisponde all’intento per cui, quattordici anni fa, ho aperto questo blog.
Ho
subito riferito la notizia ai miei familiari più stretti, trovando però una
strana reazione in mia madre: riteneva, infatti, che si trattasse di uno
scherzo. Le ho fatto presente che la redattrice aveva ricevuto il mio numero
dall’Ufficio Stampa delle Edizioni San Paolo, che hanno pubblicato il libro, ma
continuava a non crederci. Ha cambiato parere solo quando ho scritto ad
Accattoli per chiedergli se fosse stato contattato anche lui.
Nel
frattempo mi ha chiamato Roberta, dalla produzione del programma, per
concordare i dettagli del mio viaggio e il mio arrivo in taxi alla sede di TV
2000. Mi sono consultata anche con Accattoli, perché volevo passare a salutare
sua moglie prima di andare, così abbiamo deciso che il nostro autista sarebbe
venuto a prenderci a casa sua.
Un angelo vestito
da tassista
Per partire da casa mia, invece, avevo pensato di muovermi in largo anticipo, ma ho impiegato troppo tempo nel finire il post a cui accennavo sopra. Di conseguenza, ho pensato di chiamare un taxi, ma l’autista mi ha suggerito di farmi lasciare alla metropolitana più vicina: in venti minuti sarei giunta in stazione.
Per
cercare di calmarmi, dato che ero agitata, mi ha fatto capire che si ricordava
di me e dei miei genitori. Gli ho spiegato che avevo un treno per Roma e della
trasmissione, così mi ha assicurato che l’avrebbe seguita con sua moglie, fedele
spettatrice del Rosario di Lourdes, che va in onda proprio dopo Chiesa viva.
Alla
fine, quel tassista aveva ragione: non solo sono arrivata in tempo, ma sono
pure riuscita a comprare Avvenire con il mio articolo sulla cronaca
della beatificazione di don Nazareno Lanciotti (a cui avevo dedicato questo post).
Da casa Accattoli
alla via Aurelia
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| Una parte del libro è nata qui |
Il viaggio è stato molto tranquillo. Arrivata a Roma, mi sono subito diretta a casa di Accattoli, per salutare rapidamente sua moglie Maria Luisa e aspettare l’arrivo del taxi.
Nel
frattempo, Barbara mi aveva inviato gli altri testi papali dai quali il
conduttore sarebbe partito per la nostra intervista: il discorso ai parlamentari
in occasione del Giubileo dei Governanti (21 giugno 2025) e quello durante
l’incontro di preghiera per la pace (28 ottobre 2025).
Anche il viaggio verso la sede dell’emittente è stato senza problemi. Ne
ho approfittato per intavolare con il vaticanista qualche conversazione
sull’attualità ecclesiale secondo il mio punto di vista, ascoltando le sue
acute osservazioni.
Quattro
chiacchiere con Gennaro Ferrara… e due con Monica Mondo
L’arrivo in via Aurelia 796 mi ha riportato alla mente quando, nel 2018, partecipando all’incontro di papa Francesco coi giovani italiani, dato che alloggiavo a Casa La Salle, non lontano da lì, mi ero chiesta se un giorno sarei entrata in quegli studi. Lo stesso valeva per gli uffici della Conferenza episcopale italiana, nei quali, invece, sono passata grazie ad Accattoli e a Ciro Fusco, per la presentazione al Segretario generale monsignor Giuseppe Baturi del progetto di Nuovi Martiri.
Siamo
subito stati fatti accomodare in un salottino, nel quale ci ha raggiunto
Barbara per farci firmare la liberatoria per le immagini. Lì il giornalista mi
ha riferito che sono tre i suoi libri di maggior successo, tradotti anche in
più lingue: Quando il Papa chiede perdono, Io non mi vergogno del Vangelo
e la biografia di Giovanni Paolo II. Mi è venuto da pensare che anche Otto
alla Costituente potrebbe figurare in questo elenco.
Di lì a
poco, è arrivato Gennaro Ferrara, che avevo già incontrato al convegno su Pier
Giorgio Frassati alla vigilia della canonizzazione, ovvero lo scorso 6 settembre. Abbiamo parlato un
po’ di come impostare la conversazione: in particolare, mi è parso incuriosito
dal fatto che il decano dei vaticanisti italiani avesse proposto di collaborare
a me, relativamente giovane e molto meno esperta di lui.
Nel
corso della conversazione, è passata per il salottino la giornalista Monica
Mondo, conduttrice del programma Soul, che ha salutato gioiosamente
Accattoli: lo aveva intervistato un annetto fa. Gli ha poi riferito che aveva
già ricevuto Otto alla Costituente, regalo di un frate della Piccola
Famiglia dell’Annunziata fondata da don Giuseppe Dossetti, uno dei personaggi
trattati.
Prima
che se ne andasse, ho potuto stringerle la mano, evitando però di comportarmi
da fan e di esclamare: «La leggo sempre su Credere»!
Continui conti
alla rovescia
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| Prima del trucco |
Gli
assistenti di studio sono stati cordialissimi, come anche i cameramen: tutti
hanno fatto del loro meglio per mettermi a mio agio. Tuttavia, quando è stato
lanciato il primo avviso che mancavano cinque minuti alla diretta, mi sono
accorta che non mi ero ancora truccata: grazie al Cielo, dietro le quinte c’era
uno specchio.
Finito
il trucco, mi sono sistemata al tavolo, mentre il conduttore e Accattoli
concludevano un discorso che avevano iniziato mentre non c’ero. È quindi
partito un altro avviso: mancavano trenta secondi al lancio del programma, al
termine della pausa pubblicitaria.
Dopo
quel momento, abbiamo atteso ancora un po’, finché un cameraman ha iniziato a
contare alla rovescia da dieci a zero. L’applauso del pubblico in studio ha
segnato l’inizio della diretta, durante la quale ho cercato di non apparire
troppo rigida ma neanche eccessivamente confidenziale (tranne forse in un
punto).
La
puntata integrale può essere vista sul sito Play2000, dove sono
disponibili tutti i programmi di TV 2000, e sull’omonima app.
Uno scambio finale
Appena si sono spente le luci nello studio, i figuranti si sono allontanati e anche noi siamo stati accompagnati verso l’uscita. Ho salutato Gennaro, che si è fermato ancora un momento con Accattoli, e mi sono diretta da Barbara, alla quale ho consegnato il libro scritto da me e da Matteo Liut su Federico Bazzan, altri volumi e tre corone del Rosario fatte da me: due per i conduttori di Di buon mattino (ai quali avevo destinato anche la biografia di Federico) e una per lei. Forse avrei dovuto preparare una lettera d’accompagnamento, ora che ci penso.
Fuori
dall’edificio dell’emittente, ci aspettava Ciro Fusco, che ci ha riempiti di
complimenti e ci ha lasciato alcuni biscotti (apprezzatissimi, come sempre!).
Siamo subito saliti sul taxi di ritorno, perché io avevo il treno, prenotato
dalla produzione, alle 19.11.
Un incontro
inatteso favorito da don Bosco
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| Giustamente è ancora parato a festa |
Il taxi mi ha lasciata a Roma Termini alle 18.40, quindi avevo davanti a me tre possibilità: prendermi da mangiare subito, girare per i negozi e poi comprare qualcosa per cena, o fare una rapida visita alla basilica del Sacro Cuore a Castro Pretorio, in via Marsala, dove si trova anche la sede generalizia dei Salesiani di Don Bosco; ci ero già stata a novembre del 2024, dopo il convegno all’Augustinianum su martirio e offerta della vita.
Alla
fine ho scelto quest’ultimo (e molto più proficuo) modo di passare il tempo,
anche perché non avevo fatto in tempo per la Messa e volevo almeno ringraziare
il Signore per quell’opportunità che avevo appena vissuto.
Avevo
appena attraversato la strada, quando ho visto venire verso di me un sacerdote,
che ho subito riconosciuto come un salesiano per la tipica croce che molti di
essi portano. Ero sicurissima di averlo già visto da qualche parte: non so
perché, ma ho pensato che fosse il Rettor Maggiore. Me lo ha confermato, dopo
pochi istanti: era proprio don Fabio Attard, undicesimo successore di san
Giovanni Bosco!
Mi sono
rapidamente presentata, gli ho riferito che collaboro con l’Opera Salesiana del
Sacro Cuore di Bologna e ho spiegato perché mi trovassi a Roma. Gli ho anche
lasciato i miei contatti, recuperando al volo uno dei miei biglietti da visita.
Avevo
quindi una ragione di più per fermarmi a pregare: non mi sarei immaginata d’incontrare
proprio lui, quindi ho affidato al Sacro Cuore di Gesù anche la sua missione,
iniziata di fatto da poco più di un anno.
Concludendo
Durante i minuti della trasmissione, mi sono sentita davvero come se avessi portato con me gli otto “uomini di Dio” del nostro libro, le cui immagini venivano proiettate sugli schermi, a seconda di quelli di cui stavamo parlando al momento.
Mi è
dispiaciuto limitarmi a due per indicare quelli che più mi hanno colpito, ma
sono stata veramente sincera. Ammetto però che avrei voluto aggiungerne almeno
un altro paio: spero di rifarmi martedì 23, alle 9, durante la diretta che si
terrà questa volta dagli studi di Radio Marconi, qui a Milano, e nella presentazione organizzata dalla Libreria San Paolo di piazza San Giovanni in Laterano a Roma alle 11 di giovedì 25 (stavolta interverrò da remoto).
Insomma,
questa mia prima esperienza sotto le telecamere mi è servita per riconoscere il
lavoro di tanti che non si vedono e sono forse ricordati solo nei titoli di
coda delle trasmissioni, ma senza i quali non si potrebbe realizzare nulla.
Vorrei
che anche il mio lavoro, in tutti i modi in cui lo esprimo e seppur con tutti i
suoi limiti, serva per trasmettere quello che ho capito dagli otto costituenti
del libro, ossia che devo fare la mia parte per costruire la Chiesa del
presente e del futuro.




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