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giovedì 19 maggio 2016

Giuseppe Lazzati, un maestro per i laici nel mondo


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Chi è?

Giuseppe Lazzati nacque a Milano, nel quartiere di Porta Ticinese, il 22 giugno 1909, quarto degli otto figli di Carlo e Angela Mezzanotte. Iscritto negli anni dell’adolescenza all’associazione Santo Stanislao, maturò in seguito scelte significative per la sua vita, inclusa quella del celibato, vissuto inizialmente nel sodalizio dei Missionari della Regalità di Cristo. Iscritto alla facoltà di Lettere dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, si laureò nel 1931 con una tesi in letteratura cristiana antica. Nel 1938 si dimise dai Missionari della Regalità e, dietro consiglio del cardinal Alfredo Ildefonso Schuster, diede vita ai Milites Christi Regis, poi Istituto Secolare Cristo Re.
Deportato durante la seconda guerra mondiale, si dedicò a risvegliare il sentimento religioso e la dignità umana negli internati. Tornato a Milano, comprese di dover dare il proprio contributo per far sorgere una nuova Italia: entrò quindi in politica, nelle file della Democrazia Cristiana. Ricoprì importanti incarichi accademici, come quello di rettore dell’Università Cattolica negli anni della contestazione, e servizi ecclesiali nell’Azione Cattolica diocesana e come consulente della Santa Sede per i nascenti istituti secolari. Malato di tumore all’intestino, diede vita all’associazione “Città dell’uomo” poco prima di morire nella clinica Capitanio di Milano, alle prime ore del 18 maggio 1986, quell’anno domenica di Pentecoste.
La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è svolta a Milano dal 17 dicembre 1994 al 14 dicembre 1996. Il 5 luglio 2013 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto che lo dichiarava Venerabile. I suoi resti mortali riposano dal settembre 1988 nella cappella dell’Eremo San Salvatore sopra Erba.

Cosa c’entra con me?

La figura seria di Lazzati è stata una delle prime di cui ho sentito parlare quando ho deciso d’interessarmi alle vicende e alle persone che hanno segnato la storia della Chiesa ambrosiana. Eppure non lo sentivo tanto vicino a me come era invece accaduto per altri personaggi, anche se la sua vita si era svolta in epoca meno remota rispetto a quelle, per esempio, di suor Enrichetta Alfieri o di monsignor Luigi Biraghi.
La molla che mi ha spinta a conoscerlo meglio è avvenuta quando ho saputo della promulgazione del decreto di venerabilità, che ho accolto con molto favore. Non molto tempo dopo ho iniziato a domandarmi chi potesse aiutarmi a selezionare le fonti migliori per scrivere un suo profilino biografico e dove fossero disponibili i suoi santini. Beninteso, non volevo ridurlo alla bidimensionalità di un foglio di carta, ma servirmi di quelle immaginette per far crescere la sua fama di santità e far ricorrere qualcun altro alla sua intercessione.
Ho atteso qualche mese, poi mi sono rivolta inizialmente alla segreteria di Azione Cattolica, ricevendo una risposta negativa. Ero leggermente interdetta, quando non ricordo più chi mi suggerì di contattare l’associazione Città dell’uomo o l’istituto secolare da lui fondato.
Senza perdere tempo, ho cercato il numero di telefono e, approfittando del fatto che ero già nel centro di Milano, mi sono diretta alla sede di via Stradella. Mi ha accolta il signor Renato, un uomo molto gentile, che mi ha fornito tutto quello che mi serviva. Ho esaurito le immagini nel giro di poco, mentre ammetto di non aver quasi toccato i libri che mi diede.
Li ho ripresi pochi giorni fa, per dare compimento all’idea di scrivere il profilo in vista del trentesimo anniversario della sua scomparsa. Ho trovato quindi non pochi punti in comune con la mia storia: anzitutto, l’interesse per i testimoni della fede, a cominciare da Pier Giorgio Frassati. Era morto da appena tre anni quando il diciannovenne Giuseppe lo prese come spunto per compiere attentamente il proprio dovere e, quindi, farsi santo proprio in quel modo. Se penso che io, invece, per aver dichiarato che un altro giovane testimone mi ha cambiato la vita, mi sono sentita rimproverare che anticipo il giudizio ufficiale della Chiesa, mi viene un po’ da arrabbiarmi.
Dai testimoni recenti – ma mi risulta che non abbia mai dimenticato il Beato Pier Giorgio – Lazzati è passato ai Padri della Chiesa e agli autori della letteratura cristiana antica. Grosso modo è lo stesso percorso che è accaduto a me, quando ho scoperto che nell’università che frequentavo c’era quell’insegnamento e ho deciso di seguirne il corso per sfruttare i crediti formativi liberi e, se avessi preso il massimo dei voti, di laurearmi proprio in quella materia.
Purtroppo il mio docente non aveva una fede altrettanto limpida e, per la prima volta, mi ha instillato non pochi dubbi. Il corso monografico, tra l’altro, verteva sull’A Diogneto (non chiamatela “lettera”: di epistolare, infatti, ha poco o nulla), quel testo che mi aveva fatto conoscere la mia professoressa di Religione al liceo e a cui il professor Lazzati teneva in maniera particolare.
Proprio ieri, poi, ho partecipato a un convegno in Università Cattolica che verteva sull’attualità dei suoi insegnamenti. Mi è spiaciuto molto andare via a metà per via di un impegno parrocchiale, ma quanto ho sentito mi è bastato: ho compreso che anch’io, per quanto sta in me, devo coltivare la sua memoria, studiare le sue intuizioni e pregarlo perché mi aiuti a trovare la via giusta: dopotutto, raccontano le biografie e le testimonianze, era davvero preoccupato del futuro e del presente dei giovani.

Ha testimoniato la misericordia perché…

La sua vita è stata interamente al servizio dei più giovani: dai tempi della Santo Stanislao, all’adesione alla Gioventù di Azione Cattolica, fino agli impegni accademici e pastorali. Anche gli incontri, frequentatissimi persino da ragazzi di fuori Milano, dell’Eremo San Salvatore, erano nati per questo scopo, come pure Città dell’uomo, la sua ultima creatura.
Per tutti questi motivi, credo proprio che l’opera di misericordia in cui si sia più distinto non possa essere altra se non quella d’insegnare agli ignoranti, ma a ben pensarci c’è di più: ha insegnato, infatti, anche la via per un laicato davvero maturo e responsabile.

Il suo Vangelo

Il messaggio fondamentale che oggi il Professore continua a insegnare tramite i suoi numerosi scritti è che i laici hanno un ruolo insostituibile nella società, come pure nella Chiesa stessa, ma senza dover assumere atteggiamenti tipici del clero. Ciascuno al suo posto, dunque, per edificare la città dell’uomo a misura d’uomo da lui concretizzata, ancor prima che teorizzata.
In questo senso ha potuto liberamente affermare, riecheggiando il punto 31 della Costituzione dogmatica del Concilio Vaticano II Lumen gentium:
Essere laici non è una cosa facile perché vuol dire avere competenza nell’ordinare le realtà temporali […] per riuscire ad essere vicario di Dio nell’opera della creazione.
In un’epoca dove i credenti sono chiamati una volta di più ad agire come lievito nella pasta e come sentinelle capaci di restare salde nella speranza di un futuro più chiaro, il suo esempio eroico va ripreso. Vale anche per quanti, specie giovani, si stanno preparando a ruoli di responsabilità civile o cercano, nonostante tutto, d’interessarsi alla politica.

Per saperne di più

Luciano Caimi, Giuseppe Lazzati – Un laico cristiano nella “città dell’uomo”, AVE – Libreria Editrice Vaticana 2015, pp. 64, € 10,00.
Una prima presentazione, con un ottimo contesto storico e molte citazioni dagli scritti.

Piergiorgio Confalonieri (cur.), Giuseppe Lazzati – Il testimone fedele, In Dialogo 2011, pp. 144, € 10,50.
Tra testimonianze, immagini e scritti, un testo più approfondito.

Luca Frigerio, Lazzati – Il testimone, il maestro, l’amico, Paoline 2009, pp. 320, € 22,00.
Uscita in occasione del centenario della nascita, una raccolta di testimonianze di prima mano.

Olimpia Cavallo (cur.), Pensieri e parole di Giuseppe Lazzati, Paoline 2009, pp. 64, € 3,50.
Una selezione tematica di passi tratti dalle sue opere.

Giuseppe Lazzati, La verità vi farà liberi, In Dialogo 2006, pp. 128, € 6,00.
Le sue meditazioni proposte negli Esercizi spirituali dettati nell’agosto 1978.

Su Internet

Sito ufficiale della causa di beatificazione
Sito dell’associazione Città dell’uomo
Sito dell’Istituto Secolare Cristo Re

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