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domenica 17 aprile 2016

Nella Chiesa, ricchi di grazie e di vocazioni


Mai come quest’anno ho avuto l’imbarazzo della scelta degli argomenti su cui scrivere per la 53° Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Se ne avessi scelto uno solo, però, mi sarei sentita in colpa per non aver trattato gli altri. Mi è quindi venuta l’idea di un post-macedonia, dove avrei affrontato tutti gli aspetti, anzi, tutte le vocazioni che negli ultimi tempi mi è accaduto d’incontrare.

Tanti amici sposi

La bomboniera della mia migliore amica
Negli ultimi mesi ho avuto l’invito a parecchi matrimoni: precisamente quattro, di cui due di fila, e in uno dei prossimi sarò una dei testimoni della sposa (è la prima volta!). Solo nel 2010 mi era accaduto di dover partecipare a tre cerimonie del genere, una delle quali era di mia sorella e mio cognato.
Proprio due settimane fa, ad esempio, si è sposata la mia migliore amica, quella di cui ho riferito più volte, non ultima quando ho raccontato di come lei sia stata il tramite per il quale ho conosciuto il Beato Giustino Maria Russolillo.
Purtroppo non mi sono goduta la festa sia per il mal di pancia che mi ha presa, sia perché continuavo a pensare che avrei mille volte preferito vederla prendere il velo da religiosa, non quello da sposa. Rimuginavo che lei si sia arresa troppo facilmente di fronte alle difficoltà causate da malattie e incomprensioni con le potenziali consorelle. Eppure, in fondo in fondo, credo che fosse già innamorata di suo marito, altrimenti non avrebbe più volte supplicato il Signore, stando a quel che mi disse quand’era ancora in prova dalle suore, di toglierglielo dalla testa.
Insomma, alla fine si sono sposati proprio nella domenica della Divina Misericordia. Se il fatto vi lascia perplessi – ed è successo anche a me: a mia sorella, invece, non era stato concesso – segnalo questo contributo, che spiega benissimo le motivazioni con cui il parroco dei miei amici ha agito.
A sorpresa, poi, è arrivata la notizia del matrimonio di Lucia, alias Lucyette, del blog Una penna spuntata. A causa di motivi che ha ritenuto di dover tenere per sé (e no, non è incinta né ammalata grave, cosa che non vale nemmeno per suo marito Claudio), la cerimonia è stata privatissima e si è svolta in piena Quaresima. A loro e a tutti gli altri, comunque, riconosco il coraggio che il Papa ha dichiarato che, secondo lui, hanno tutti gli sposi che decidono di unirsi davanti al Signore.

Finalmente i diaconi a Roma


È tradizione della mia diocesi che i diaconi transeunti, cioè che diventeranno sacerdoti a giugno, vadano in udienza particolare dal Papa e partecipino, al mercoledì, a quella generale. Abitualmente questo accade in Quaresima, ma quest’anno non era ancora successo.
Mentre io mi lasciavo prendere da fantasticherie pessimistiche, quando invece bastava chiedere ai diaconi che conosco – però in questi ultimi mesi ho cercato di non star loro addosso – ecco che, guardando le notizie su Facebook, ho visto questa fotografia e, nei giorni successivi, ho potuto seguire le altre tappe del viaggio, sempre a livello fotografico. Aspetto quindi che esca il resoconto dettagliato su La Fiaccola, ma appena potrò mi farò raccontare le impressioni personali dei miei amici.

Da Milano a Palermo… con don Puglisi

Negli stessi giorni in cui i futuri Preti 2016 di Milano visitavano la Città Eterna, 120 loro confratelli ordinati dal 2006 in avanti erano pellegrini a Palermo; precisamente, ci sono stati dall’11 al 15 aprile. Un’altra felice consuetudine, infatti, vuole che i sacerdoti che fanno parte dell’ISMI (Istituto Sacerdotale Maria Immacolata, l’organismo che cura la formazione permanente del clero nei primi anni dall’ordinazione) compiano annualmente un pellegrinaggio in qualche località italiana o europea, accompagnati il più delle volte dall’Arcivescovo e guidati dall’esempio di qualche Santo o Beato.
Questa volta la figura prescelta è stata don Giuseppe Puglisi, il parroco del quartiere Brancaccio a Palermo, ucciso dalla mafia nel 1993 e beatificato nel 2010 come martire. Non ne ho mai scritto qui, benché abbia qualche legame con lui, semplicemente perché non ho mai colto l’occasione giusta. Questa poteva esserlo, ma ho appena parlato di don Popiełuszko e ho altri post a tema sacerdotale in via di pubblicazione.
Comunque credo che don Pino, com’è familiarmente conosciuto, abbia lasciato un segno ancora una volta, non solo nei partecipanti al viaggio, ma nello stesso cardinal Scola: l’ha elogiato in termini che credo di non avergli mai sentito pronunciare per nessuno dei nostri candidati agli altari diocesani (può ben farlo, visto che è Beato).
Come direbbe lui, è la potenza del martirio che s’impone, ma anche quella di una testimonianza quotidiana che si è esercitata, ad esempio, anche come animatore vocazionale. C’è infatti un pensiero famoso di padre Puglisi (abitualmente al Sud sono chiamati “padre” anche i sacerdoti diocesani) che credo sia perfetto per l’argomentazione che sto cercando di portare avanti:

Il Cristo Pantocrator
dell’abside del Duomo di Monreale (fonte)
Tutti quanti siamo come l'unico volto del Cristo. Pensiamo al mosaico di Gesù che si vede nel Duomo di Monreale. Ciascuno di noi è come una tessera di questo grande mosaico. Tutti quanti dobbiamo capire qual è il nostro posto. E dobbiamo anche aiutare gli altri a capire qual è il proprio perché si formi l'unico volto del Cristo, splendente della sua gloria (fonte).
Spero proprio che i preti ambrosiani scesi a Palermo possano essere a loro volta strumenti perché tante persone, giovani e meno giovani, possano capire quale sia il proprio posto.

Alle prese con il sito delle Figlie dell’Oratorio

A quattro mesi dalla canonizzazione del fondatore, san Vincenzo Grossi, le suore Figlie dell’Oratorio mi hanno contattata per chiedermi una consulenza su come riorganizzare il loro sito ufficiale. Di conseguenza, ho iniziato ad aiutare la mia amica suor Daniela a ripensare il materiale da pubblicare, soprattutto a livello di contenuti, visto che non sono un’informatica pura.
Il problema della sparizione del sito, dovuta al fatto che non era stato pagato l’abbonamento per lo spazio sul server, è stato risolto; di conseguenza, ho potuto cominciare a riflettere su quale aiuto dare. Alla fine ci siamo accordate così: lascerò alle suore la parte sul carisma e la missione dell’istituto, concentrandomi sulle biografie delle loro figure significative e a una breve storia di ciascuna delle case in Italia e all’estero.
Sia la visita, non la prima, nella Casa madre e generalizia di Lodi, sia il ritorno nel pensionato studentesco di corso Garibaldi a Milano mi hanno immersa in un ambiente sereno, nel pieno stile con cui le suore sono state pensate da Dio e ispirate al loro fondatore. Farò del mio meglio perché chiunque capiti sul loro spazio web avverta le stesse sensazioni che ho provato; al resto penserà il grafico che imposterà il sito.

In conclusione

Il legame tra tutte queste vicende di vocazione, compresa la mia che tarda ancora a realizzarsi, è ben sottolineato nel messaggio di papa Francesco per questa Giornata per le Vocazioni intitolato La Chiesa, madre di vocazioni. Come un prete non nasce bell’e pronto (lo dicevo già parlando di don Giovanni Bertocchi), ma è sostenuto dall’amore di tante comunità, così vale per una giovane che decide di consacrarsi, ma anche, in molti casi, per due che si sposano.
Ogni vocazione infatti nasce, cresce ed è sostenuta dalla Chiesa, a partire dalle comunità parrocchiali in cui sorge o che l’accolgono. Vorrei tanto che, un giorno, accadesse lo stesso anche a me, sia per la comunità dove ho ricevuto i Sacramenti dell’iniziazione cristiana, sia per quella dove abito da tre anni a questa parte.
Così trovo giusto concludere con la preghiera che il Papa propone al termine del già citato messaggio. La ripropongo dividendola con degli a capo perché credo che vada meglio.
Il poster della Giornata Mondiale
di Preghiera per le Vocazioni 2016 (fonte)
Padre di misericordia,
che hai donato il tuo Figlio per la nostra salvezza
e sempre ci sostieni con i doni del tuo Spirito,
concedici comunità cristiane vive, ferventi e gioiose,
che siano fonti di vita fraterna
e suscitino fra i giovani il desiderio
di consacrarsi a Te e all’evangelizzazione.
Sostienile nel loro impegno
di proporre una adeguata catechesi vocazionale
e cammini di speciale consacrazione.
Dona sapienza per il necessario discernimento vocazionale,
così che in tutto risplenda la grandezza
del tuo amore misericordioso.
Maria, Madre ed educatrice di Gesù,
interceda per ogni comunità cristiana,
affinché, resa feconda dallo Spirito Santo,
sia fonte di genuine vocazioni
al servizio del popolo santo di Dio.

2 commenti:

  1. Ma... Emilia! :-D :-D :-D
    Ho cominciato a leggere questo post sovrappensiero, tutto aspettandomi tranne che vedermi citata in questa "macedonia" vocazionale... ma grazie!!!
    Grazie per il pensiero e grazie per la citazione, mi hai davvero strappato un sorriso del tutto inaspettato!

    Sono ancora molto itinerante e non so quando potrò tornare in terre lombarde, ma abbi fede ché prima o poi potrai fare la foto anche della bomboniera per il nostro matrimonio... ;-)

    Smack!

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  2. Siamo pari rispetto alla sorpresa che mi hai suscitato con la notizia del matrimonio. :-)
    Allora aspetto con fiducia!

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