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mercoledì 6 aprile 2016

Carino da Balsamo, o la misericordia possibile




Cripta del Santuario di San Pietro Martire a Seveso,
che conserva il falcastro adoperato
dal Beato Carino da Balsamo (foto mia)

Chi è?

Pietro da Balsamo, detto anche Carino, venne assoldato dall’eretico Giacomo Leclusa per uccidere il frate domenicano Pietro da Verona, Inquisitore generale per la Lombardia, insieme ad Albertino Porro da Lentate. Il 6 aprile 1252 mise in atto il suo piano: mentre il complice fuggiva, squarciò il cranio del frate con un falcastro, un coltello simile a una roncola. Consegnato alle autorità, Carino riuscì a fuggire dalle prigioni del podestà di Milano e si allontanò dalla Lombardia.
Ricoverato nell’ospedale di San Sebastiano a Forlì, fu colto dal rimorso e confessò la sua colpa al priore della comunità domenicana del luogo, che l’accolse nel suo convento. Anche il capitolo del convento e il priore provinciale confermarono il suo ingresso nell’Ordine.
Carino concluse i suoi giorni nel 1293, pentito e riconciliato con Dio. Non è mai stato formalmente beatificato (mentre Pietro da Verona è stato canonizzato il 9 marzo 1253), ma il suo culto è stato autorizzato dalla Sacra Congregazione dei Riti per la parrocchia di San Martino in Balsamo, nel comune di Cinisello Balsamo, in provincia e diocesi di Milano, che lo ricorda il 28 aprile e dove dal 1964, nella chiesa nuova, sono conservati integralmente i suoi resti mortali.

Cosa c’entra con me?

La storia del mio incontro con questo misconosciuto personaggio rimonta a quando avevo appreso dell’uscita di Fino alla cima, il libro che conteneva le meditazioni degli ultimi Esercizi spirituali predicati da don Pablo Domínguez Prieto, diventato famoso per il docufilm L’ultima cima. Dato che sapevo che conteneva un grosso errore riguardante il Beato Karl Leisner, ho domandato a uno dei miei conoscenti, un sacerdote della Società San Paolo, come fare per contattare il responsabile editoriale e correggere il testo, almeno in nota. Quest’ultimo mi ha risposto che il libro era già in stampa, però me ne avrebbe volentieri regalato una copia appena fosse uscito.
Così, entusiasta per avere la possibilità di riceverlo senza spendere un soldo (la solita taccagna), il 7 marzo 2014 mi sono diretta a Cinisello Balsamo, dove la casa editrice San Paolo ha la sede. Dato che, come al solito, ero arrivata in larghissimo anticipo, mi sono fermata un momento nella chiesa nuova di San Martino, che sorge proprio di fronte alla casa paolina. La mia attenzione è stata subito catturata da un’urna, collocata a sinistra dell’altare maggiore. Credevo fosse un corpo santo, ma mi sono subito accorta che indossava l’abito dei Domenicani e mi sono appuntata mentalmente il suo nome.
Già mentre ero sulla via del ritorno, ho provato a vedere se santiebeati.it avesse una scheda su di lui. In effetti c’era, ma le informazioni contenute non mi sembravano collimare con quanto avevo visto: il testo affermava che l’unica reliquia presente era quella del cranio, ma a me sembrava di aver visto il corpo intero, a meno che non fosse un manichino di cera o similari.
Arrivata a casa, ho provato a fare qualche ricerca in più, per vedere se trovavo altro materiale per integrare la scheda, e ho telefonato alla segreteria parrocchiale di San Martino a Cinisello. Una gentile signora mi ha passato il parroco, don Enrico, il quale si è detto ben disposto ad aiutarmi.
Inizialmente avevo pensato di cambiare solo l’ultimo paragrafo del vecchio testo, ma, proseguendo le ricerche, ho trovato un interessante saggio, contenuto in una rivista scientifica, che mi ha concesso di aggiungere altre informazioni a quelle, relative essenzialmente al culto odierno e alla questione delle reliquie, che mi aveva fornito don Enrico.
Nel riscrivergli per segnalargli quella scoperta, mi ero permessa di suggerirgli di ricorrere proprio ai Paolini per far pubblicare anche solo un piccolo libro, in modo da poter incentivare il culto del Beato Carino anche al di fuori di Cinisello. Sul finire dello scorso anno, mentre guardavo le ultime uscite della San Paolo, sono rimasta piacevolmente sorpresa per l’uscita de Il santo assassino, che non poteva essere altro se non il libretto che speravo.

Ha testimoniato la misericordia perché…

Le scarsissime notizie sul Beato Carino tendono ad evidenziare prima la misericordia da lui ricevuta, che lo condusse a pentirsi definitivamente, poi le opere compiute durante le commissioni fuori dal convento, che gli valsero la stima e l’affetto del popolo di Forlì. Dio si è quindi servito del male da lui compiuto per un doppio bene: la glorificazione di Pietro da Verona come santo martire da una parte, il pentimento perché lui stesso si salvasse dall’altra.
L’opera che mi sento di abbinargli, però, è quella di visitare gli ammalati, non tanto perché l’avrà compiuta, quanto perché fu proprio quando i Domenicani iniziarono a parlargli mentre era ricoverato nell’ospedale forlivese che comprese l’errore di cui si era reso esecutore materiale.

Il suo Vangelo

Non esistono frasi riportate con certezza dal nostro Beato, per cui mi faccio aiutare dalle parole che l’arcivescovo di Milano, il cardinal Angelo Scola, ha scelto d’inserire nella prefazione del già citato libretto. In effetti, don Enrico mi aveva risposto che avrebbe gradito molto che la scrivesse proprio lui. Ecco quindi alcune sue frasi che mi paiono molto calzanti:
Il miracolo della conversione che genera comunione rende possibile che, a pochi chilometri di distanza, oggi siano venerati sia l’ucciso che il suo assassino, diventati “uno” in Colui che è il Volto stesso della misericordia e testimoni credibili del Suo amore per ogni uomo.
Conversione e comunione, quindi, sono due movimenti che spingono ogni credente, ogni giorno, a riunificarsi col Signore e a ricominciare daccapo. Mai come in questo caso, quindi, viene da pensare che, se ce l’ha fatta un assassino, può davvero riuscirci chiunque, con i giusti aiuti dall’Alto.

Per saperne di più

Marco Bulgarelli, Il santo assassino – Beato Carino da Balsamo, San Paolo Edizioni 2015, pp. 80, € 7,90.
Il libretto che ho più volte citato presenta, oltre alla ricostruzione della vita di Carino e degli aspetti del suo culto, i luoghi che lo videro agire nel male prima, nel bene poi.

Donald S. Prudlo, The assassin saint: the life and cult of Carino of Balsamo, «The Catholic Historical Review» vol. XCIV, n. 1, gennaio 2008, pp. 1-21 (scaricabile da QUI)
Un interessante studio scientifico in lingua inglese, servito da base per il libretto di cui sopra e per il mio articolo.

Su Internet

Scheda biografica presente nell’Enciclopedia dei Santi, Beati e Testimoni
Pagina sul sito della parrocchia di San Martino in Balsamo, Cinisello Balsamo (MI)

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