Testimoniando in breve #10
La
rubrica con le mie riflessioni sull’attualità ecclesiale è ormai diventata
bimestrale: anche questa volta ci sono eventi a cui ho preso parte, notizie sui
Testimoni che ho già affrontato e quasi-pellegrinaggi inattesi.
C’è l’Editto per
Madre Flora
Alcuni anni fa avevo lanciato, vanamente, una sorta di appello ai miei lettori, ossia di farmi raccontare da loro quale fosse il personaggio di cui auspicassero l’avvio della causa di beatificazione e canonizzazione. Lo avevo fatto per prima, con tanto di hashtag, #ilsantochevorrei.
Personalmente,
ero indecisa su due figure, ma alla fine ho scelto quella che ho presentato nel
relativo post,
con le precise motivazioni. L’altra era Florinda Romano vedova De Santis,
ancora oggi nota, nel Napoletano e non solo, come Madre Flora, che aveva
promosso la nascita della Casa del Volto Santo a Capodimonte, poi diventata
Santuario diocesano.
Alla
fine del mese scorso, un mio contatto mi aveva anticipato che l’avvio della sua
causa era ufficiale. Entusiasta oltre ogni dire, ho iniziato a setacciare i
social media della diocesi di Napoli e della Casa del Volto Santo e, in seconda
battuta, le pagine dei devoti del Volto Santo di Capodimonte, ma senza esito.
Bastava
aspettare ancora un pochino: l’11 luglio, sulla pagina Facebook ufficiale del
Santuario, infatti, è comparso l’Editto, firmato il 1° luglio dal cardinale arcivescovo Domenico Battaglia, pubblicato anche a pagina 4 del numero del 19
luglio di Nuova Stagione, settimanale della diocesi di Napoli.
Una serata sul
libro su Federico Bazzan a Oppeano
Domenica 5 luglio ho partecipato alla seconda presentazione di Federico Bazzan – Le stagioni della felicità, sempre insieme a Matteo Liut. Dopo la prima, del 6 giugno, a Granzette, che avevo annunciato nel Testimoniando in breve precedente, questa volta siamo stati a Oppeano, la cittadina veronese che, per amore della sua futura moglie Sara, Federico ha scelto come luogo in cui abitare e come comunità cristiana a cui dare il proprio contributo.
Ho
apprezzato tantissimo gli interventi che hanno punteggiato la serata, come
anche la moderazione a cura di Daniela Fattori e di Alberto, amici di Federico
e membri fondatori del gruppo Clown4 Oppeano: mi hanno confermato che ho fatto bene ad
accettare la proposta di Matteo e a cimentarmi nella scrittura di quella biografia.
Anzi, ho scoperto di aver commesso un errore: in un punto del libro parlo di
due amici di Sara, chiamati Felicino e Sorrisino, ma quelli sono i loro nomi d’arte
da clown!
Poche
settimane dopo è uscito un lungo articolo sul sito di Sempre, la rivista
della Comunità Papa Giovanni, in cui Sara, Matteo e io parliamo di Federico,
del libro e di cosa ci ha lasciato.
Lucia Tononi
presentata (anche da me) su Radio Mater
La stessa sensibilità ecclesiale circa i giovani Testimoni che ha reso interessante la figura di Federico ha condotto, come già scrivevo, alla riscoperta della storia della bresciana Lucia Tononi.
Il
programma Filo diretto con i nostri angeli, di Radio Mater, le ha
dedicato una puntata lo scorso 27 giugno: il conduttore ha chiesto anche a me
di riferire cosa mi ha lasciato la storia di quella ragazza. L’audio integrale
della puntata si può ascoltare qui.
Di passaggio alla
Sacra Famiglia di Cesano Boscone, anche per indagare sulla causa di monsignor
Pogliani
Cinque anni fa, nel centenario della morte, che coincideva provvidenzialmente con la prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, avevo dedicato un post al Servo di Dio Domenico Pogliani, sacerdote, iniziatore dell’attuale Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone. In questi giorni, invece, sto facendo la spola tra lì e casa mia, perché mio padre sta seguendo alla Casa di Cura Ambrosiana, interna alla Sacra Famiglia, un percorso di fisioterapia cardiopolmonare dopo un intervento chirurgico al cuore.
Non
potevo perdere l’occasione, quindi, di visitare la chiesa principale, di
pregare sulla tomba di monsignor Pogliani e di recuperare qualche suo santino:
non una grossa quantità, però, perché la sua causa sta andando avanti.
Come mi hanno riferito dall’Ufficio Comunicazione della Fondazione Sacra Famiglia, sul prossimo numero del mensile Sacra Famiglia, in uscita ad agosto, ci sarà un articolo della dottoressa Francesca Consolini, postulatrice anche durante la fase romana della causa. Segnalo quanto scritto nelle ultime righe:
L’esame dei
Consultori storici si è svolto il 25 gennaio 2022, quello dei Consultori
teologi il 10 dicembre 2024. Il fascicolo con i “voti” (i pareri) dei teologi è
stato stampato e, con la “Positio”, verrà sottoposto ai Cardinali e Vescovi.
Sta infatti per essere fissata la data della loro seduta, l’esito della quale,
se positivo, sarà presentato al Santo Padre per la sua decisione, che darà
facoltà al Dicastero di dichiarare che il Servo di Dio ha esercitato le virtù
cristiane in grado eroico e avrà il titolo di “Venerabile”.
Come
sempre, nessuna tappa va mai data per scontata, ma, dal momento che le ultime
notizie a mia disposizione risalivano al 2015, mi sembra proprio che ci sia
stato qualche progresso.
Si conclude
l’inchiesta diocesana di Mario Giuseppe Restivo
Dall’Associazione Amici di Mario Giuseppe Restivo mi hanno fatto sapere per tempo che domani, 1° agosto, si concluderà l’inchiesta diocesana sulla vita e sulla fama di santità, nella chiesa di Maria Santissima Assunta di Castelbuono (Palermo). Alle 18 sarà celebrata la Messa, quindi si terrà l’ultima sessione pubblica dell’inchiesta diocesana.
Mi ero
occupata di lui insieme agli altri esempi di santità adolescente presenti nel
sussidio Originali della Fondazione Oratori Milanesi, anche se ammetto
che, inizialmente, non l’avevo incluso nella proposta di nomi da approfondire.
Sempre dall’Associazione mi hanno riferito che è uscita una piccola biografia di Mario, peraltro nella stessa collana in cui mi era stato chiesto di pubblicare un testo sul Venerabile Silvio Dissegna. Sarà presentata oggi nella Sala Consiliare del Comune di Castelbuono, alle 18. Sia questa presentazione, sia la conclusione dell'inchiesta diocesana saranno trasmesse in diretta sulla pagina Facebook Amici di "Mario Giuseppe Restivo".
Me ne hanno già mandato una copia: è un ritratto di
questo scout morto a diciott’anni e delle motivazioni dietro il suo impegno
cristiano, ma contiene anche una selezione delle sue poesie.
Perché non ho
scritto del diacono Pino Cannavò
Proprio il giorno del mio compleanno, ho appreso la notizia di una nuova ordinazione con dispensa per malattia. Questa volta, però, non si trattava di un seminarista candidato agli ordini sacri, ma di Pino Cannavò, laico, padre di famiglia, già istituito accolito e candidato al diaconato permanente. Per quello che so, quindi, mi sembra un caso piuttosto raro.
Anche
stavolta ho pensato di non dedicargli un post, sempre per la logica per cui
preferisco che qualcun altro scriva le bozze della sua storia, ma non solo: non
pensavo che avrei detto qualcosa di particolarmente originale, per andare oltre
la retorica del fatto che Pino avrebbe prestato servizio in ospedale, ma in
modo insolito.
I prossimi
convegni del Dicastero delle Cause dei Santi
Il sito del Dicastero delle Cause dei Santi ha pubblicato i programmi di due convegni che reputo decisamente interessanti. Il primo, Il XXI secolo: un nuovo tempo di martiri?, è a un anno dalla Commemorazione dei Martiri e Testimoni della Fede del XXI secolo: si terrà il 15 settembre 2026 all’Istituto Patristico Augustinianum di Roma, ma l’indomani i partecipanti avranno un’udienza speciale con papa Leone XIV. M’incuriosisce perché, a quanto pare, chiarirà ancora di più il lavoro della Commissione “Nuovi Martiri – Testimoni della fede” del medesimo Dicastero.
Il
secondo, invece, si colloca nella scia dei convegni degli ultimi quattro anni:
stavolta il tema è La santità nella storia. La sede è sempre l’Augustinianum,
mentre le date vanno dal 19 al 21 ottobre 2026; anche stavolta sarà compresa l’udienza
col Santo Padre.
A oggi
non so ancora se andrò a uno dei due, o a entrambi, o a nessuno. Mi converrà organizzarmi,
o rimarrò a bocca asciutta, perdendomi nuove occasioni per stringere legami,
scambiare santini e, soprattutto, sentirmi confermata nella mia ricerca di
mezzi per migliorare il mio modo di raccontare la santità.


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