Avviso

In obbedienza ai decreti di Urbano VIII, quando su questo sito vengono trattati semplici Testimoni e vengono usate espressioni come “santo”, “degno degli altari” e simili, l’Autrice non intende in nulla anticipare il giudizio ufficiale delle competenti autorità ecclesiastiche.
S’impegna, inoltre, a rimuovere l’articolo nel caso il personaggio trattato si dimostrasse indegno della qualifica attribuitagli.

sabato 24 dicembre 2016

Fratel Matteo Chita e i suoi diorami (Corona d’Avvento dei Testimoni 2016 # 4)

Un ritratto di fratel Matteo Chita
esposto insieme ai suoi presepi a Saronno
(foto mia, come tutte quelle del post)
Avevo intenzione di dedicare l’ultima candela della Corona d’Avvento dei Testimoni a qualche personaggio napoletano, per lenire un po’ il dispiacere di non poter andare dai miei parenti per le feste. Tuttavia, uno sciopero dei treni con annessa partenza anticipata per una cena natalizia e una decisione attuata quasi d’impulso mi hanno portata a scoprire un vero esperto dell’arte presepiale e a cambiare programma.
Venerdì scorso (non ieri) dovevo andare a Saronno per la cena con scambio di auguri per i membri del coro della Pastorale Giovanile diocesana, ma si era verificato uno sciopero dei mezzi di trasporto. Visto che non ho un mezzo mio, ho pensato di muovermi in anticipo, forse in troppo anticipo: l’appuntamento era alle 20.30 e io ho preso il treno da Milano Cadorna alle 16, arrivando a destinazione dopo neanche mezz’ora.
A dire il vero, era da tempo che nutrivo un doppio desiderio: vedere qualcos’altro della città di Saronno e poter pregare nel santuario dedicato al Beato Luigi Maria Monti, fondatore dei Figli dell’Immacolata Concezione o Padri Concezionisti. Del luogo famoso per gli amaretti, infatti, conoscevo solo la stazione, il santuario della Madonna dei Miracoli e la struttura dove si svolgono le prove del coro. Con un piccolo aiuto informatico, ho trovato l’indirizzo della Casa madre dei Concezionisti e ho calcolato quanto tempo ci voleva per arrivarci dalla stazione a piedi.

sabato 17 dicembre 2016

Tre domande a… papa Francesco: un'intervista immaginaria per il suo compleanno (Corona d’Avvento dei Testimoni 2016 #3)

Non sono proprio 80 candeline, temo (fonte)
La terza candela virtuale della Corona d’Avvento dei Testimoni di quest’anno è più una candelina di compleanno, in occasione degli ottant’anni di papa Francesco. Dato che gli ho dedicato un post specifico per il primo anniversario di pontificato, mi sono chiesta cosa fare per festeggiare questa ricorrenza altrettanto importante.
Tenuto conto che mancano circa cento giorni alla sua visita pastorale nella mia città, ho pensato di provare a mettere giù le domande che mi piacerebbe rivolgergli, semmai mi venisse concesso d’intervistarlo. Le risposte, invece, sono completamente immaginarie: lo dico nel caso qualcuno le prendesse per vere. Ho cercato, tuttavia, di scriverle avvicinandomi il più possibile al suo modo di esprimersi e a sue reali affermazioni.

mercoledì 7 dicembre 2016

Don Mario Ciceri: l’umiltà di un buon prete (Corona d’Avvento dei Testimoni 2016 #2)

Don Mario Ciceri circondato da alcuni
 dei seminaristi e chierici
che aveva personalmente accompagnato (fonte).
Chi è?

Mario Ciceri nacque l’8 settembre 1900 a Veduggio (oggi Veduggio con Colzano), in provincia di Monza e Brianza e diocesi di Milano; era il quarto dei sei figli di Luigi Ciceri e Colomba Vimercati.
A otto anni manifestò la propria vocazione, sostenuto dal suo parroco don Carlo Maria Colombo, e seppe superare le difficoltà economiche con un notevole profitto negli studi, che gli valse delle borse di studio. Proseguì gli studi presso il collegio Gervasoni di Valnegra e nell’ottobre 1912 entrò nel Seminario minore, all’epoca nella sede di Seveso. In II Liceo fu inviato al Collegio Rotondi di Gorla Minore, come prefetto dei seminaristi più giovani, anche in modo di mantenersi agli studi. Infine frequentò il corso teologico nella sede di corso Venezia a Milano e venne ordinato sacerdote il 14 giugno 1924, nel Duomo di Milano.
Ebbe come prima destinazione la parrocchia di Sant’Antonino, nella frazione di Brentana di Sulbiate, come assistente dell’oratorio. Non solo i ragazzi e i giovani furono oggetto della sua azione pastorale, ma anche gli ammalati, gli ex carcerati e i soldati al fronte.
Il 9 febbraio 1945, mentre tornava in bicicletta da Verderio, dove aveva aiutato il parroco nelle confessioni, venne investito da un calesse. Mentre i suoi parrocchiani, specie i giovani, pregavano ed erano disposti perfino a donare il sangue per salvarlo, lui offriva la sua vita per la fine della seconda guerra mondiale e il ritorno a casa dei soldati. Morì quindi due mesi dopo l’incidente, il 4 aprile.
La sua fase diocesana si è svolta a Milano dal 13 settembre 2003 al 14 giugno 2004 ed è stata convalidata il 30 settembre 2005. La sua “Positio super virtutibus” è stata trasmessa nel 2008, anno in cui, il 5 dicembre 2008, è stata convalidata l’inchiesta su un presunto miracolo ottenuto per sua intercessione. Il 1° dicembre 2016 è stato promulgato il decreto che lo dichiarava Venerabile. La sua tomba si trova nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino a Sulbiate, presso l’altare della Madonna.

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giovedì 1 dicembre 2016

Charles de Foucauld: la fiducia nel deserto (Corona d'Avvento dei Testimoni 2016 #1)



Fonte
Chi è?

Charles-Eugène de Foucauld nacque a Strasburgo in Alsazia il 15 settembre 1858, secondogenito di Édouard de Foucauld, visconte di Pontbriand e sovrintendente alle foreste dell’Alsazia, e di Elisabeth de Morlet. Rimasto orfano di entrambi i genitori all’età di sei anni, venne accolto dal nonno Charles de Morlet insieme alla sorella minore Marie e con loro si trasferì, in seguito all’annessione dell’Alsazia alla Germania, a Nancy.
Gradualmente, a partire dal 1874, perse la fede. Intraprese la carriera militare come sottotenente, radiato una prima volta per motivi disciplinari e in seguito reintegrato. In seguito si congedò volontariamente, per unirsi agli esploratori che stavano cominciando a perlustrare il territorio del Marocco. L’impatto con la cultura del luogo e con la preghiera dei musulmani lo scosse profondamente, ma alla fine comprese di doversi riaccostare alla fede cattolica.
Così, sul finire dell’ottobre 1886, andò nella chiesa di Sant’Agostino a Parigi per ricevere un’istruzione religiosa dall’abbé Henri Huvelin, direttore spirituale della cugina: si sentì invece rispondere che doveva confessarsi e ricevere la Comunione. Da quel momento comprese che non poteva che vivere per Dio solo.
Partì dunque per la Terra Santa nel novembre 1888: a segnarlo particolarmente fu la visita a Nazareth, il luogo della vita nascosta di Gesù. Per imitarlo meglio, scelse di entrare nei Trappisti, presso l’abbazia di Nostra Signora delle Nevi: pronunciò i voti semplici nel 1892, col nome di fra Maria Alberico, dopo essersi trasferito nella filiale di Akbès, in Siria.
Il suo desiderio di radicalità lo spinse a progettare un ordine ancora più povero, ma i suoi superiori lo inviarono a Roma per proseguire gli studi teologici. Alla fine, però, gli fu concessa la dispensa dai voti. Dopo un periodo a Nazareth, come ortolano delle monache Clarisse, Charles divenne quindi sacerdote della diocesi di Viviers il 9 giugno 1901, lasciato libero di vivere il ministero nella forma che preferisse.
Si stabilì poi a Beni-Abbès, al confine tra Algeria e Marocco, dove fratel Carlo di Gesù, come si faceva chiamare, cercò di opporsi al fenomeno dello schiavismo. Nel 1905 si trasferì a Tamanrasset, nello Hoggar, regione abitata dai nomadi tuareg. Il 1° dicembre 1916 fu sorpreso da un attacco di predoni, durante il quale venne ucciso accidentalmente con un colpo di fucile.
La sua fama di santità condusse all’apertura del processo di beatificazione per indagare l’eroicità delle sue virtù, cominciato nel 1927 in fase diocesana. Tra interruzioni e riprese, si arrivò al 24 aprile 2001, quando san Giovanni Paolo II autorizzò la promulgazione del decreto che lo dichiarava Venerabile. È stato beatificato a Roma, nella basilica di San Pietro, il 13 novembre 2005, insieme a madre Maria Pia Mastena e madre Maria Crocifissa Curcio. 
La sua memoria liturgica cade il 1° dicembre, mentre la sua tomba si trova nel cimitero francese di El Golea in Algeria. 

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venerdì 25 novembre 2016

Io c’ero # 16 - A Milano, per la chiusura del processo di Carlo Acutis




Il notaio però nel verbale ha detto
che sono state 65 sessioni,
comprese quelle storiche.

Già lo scorso anno ho parlato del Servo di Dio Carlo Acutis, che mi sembra essere – ma accetto smentite – il più giovane candidato agli altari della diocesi di Milano. Avevo inizialmente pensato di rimandare al 2016 la pubblicazione, sia per il venticinquesimo anniversario della nascita, sia per il decimo della morte, ma il post era già in bozza da parecchio e non volevo più rimandare la pubblicazione.
Proprio il 12 ottobre, su Avvenire online, ho appreso che la fase diocesana del suo processo di beatificazione era sul punto di concludersi, notizia che mi è stata confermata in seguito, con la data precisa: ieri, 24 novembre. Quando ho guardato il messalino dei fedeli in chiesa da me, mi sono ricordata che quello è anche il giorno in cui la mia Chiesa locale ricorda (o meglio, dovrebbe ricordare) la Beata Maria Anna Sala, delle Suore Marcelline. Carlo fu loro allievo alle elementari e alle medie e mi piace pensare che le suore gliene abbiano parlato.
Insomma, come già mi era accaduto per fra Jean Thierry di Gesù Bambino e della Passione, mi sono sentita spinta a partecipare all’ultima sessione, aperta al pubblico, del processo, nella sede della Curia arcivescovile di Milano.

sabato 19 novembre 2016

Cardinal Renato Corti: segno del Regno e fedeltà alla Chiesa


L'allora monsignor Corti a Beura (VB),
in una foto del 1996

Chi è?

Renato Corti è nato a Galbiate, in provincia di Como e diocesi di Milano, il 1° marzo 1936. Ha compiuto la sua formazione nei seminari milanesi, immediatamente dopo le scuole elementari. È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1959 da monsignor Giovanni Battista Montini, arcivescovo di Milano, poi papa Paolo VI.
Il suo primo incarico è stato quello di assistente dell’oratorio a Caronno Pertusella, lasciato nel 1967 per diventare direttore spirituale del collegio arcivescovile di Gorla; ha rivestito lo stesso incarico dal 1969 presso la sede di Saronno del Seminario ambrosiano. Dal 1977 al 1980 è stato Rettore del Biennio teologico.
Scelto dal cardinal Carlo Maria Martini come Vicario generale della diocesi di Milano nel novembre 1980, è stato nominato vescovo ausiliare il 30 aprile 1981. Ha ricevuto la consacrazione vescovile il 6 giugno dello stesso anno. È stato anche presidente della commissione CEI per il clero.
Il 19 dicembre 1990 è stato nominato vescovo titolare di Novara, succedendo a monsignor Aldo Del Monte e compiendo il suo ingresso solenne il 3 marzo 1991. Dopo oltre vent’anni, il 24 novembre 2011, ha rassegnato le dimissioni per raggiunti limiti di età, accettate da papa Benedetto XVI.
È stato creato cardinale da papa Francesco nel Concistoro Ordinario Pubblico del 19 novembre 2011, col titolo di San Giovanni a Porta Latina. Da quando ha lasciato Novara risiede presso il centro di spiritualità dei Padri Oblati Missionari a Rho.

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sabato 12 novembre 2016

Fratel Ettore Boschini: preghiera e carità per quelli che nessuno vuole


Fratel Ettore e un suo amico in uno scatto del 1985 (fonte)

Chi è?

Ettore Boschini nacque il 25 marzo 1928 a Belvedere di Roverbella, in provincia di Mantova. Figlio di contadini ridotti in miseria dalla carestia, già a dieci anni faceva il garzone nelle cascine e lavorava a giornata.
Coinvolto nei vizi dei suoi compagni di lavoro, ricevette il dono della conversione recandosi in pellegrinaggio al santuario della Madonna della Corona, a fine guerra. Entrò nell’Ordine dei Ministri degli Infermi o Camilliani il 6 gennaio 1952 e compì la professione religiosa come fratello laico il 2 ottobre 1953.
Per 25 anni operò in ospedale, ma a causa di un crollo psico-fisico mentre si trovava a Dimaro, venne inviato a Milano, alla clinica San Camillo. Nei ritagli di tempo andava a visitare i senzatetto che vivevano nei pressi della Stazione Centrale: li scelse come sua propria famiglia a partire dalla notte di Natale del 1977, quando donò le sue calze e le scarpe a un uomo dai piedi congelati.
Tenace e fiducioso nella Provvidenza, divenne famoso per le sue manifestazioni di preghiera, con l’inseparabile statua della Madonna di Fatima in braccio o sul tetto della sua automobile. Intanto si moltiplicavano mense, dispensari e opere di prima accoglienza.
Malato di leucemia, morì il 20 agosto 2004 a Milano. È sepolto nella chiesa di Casa Betania delle Beatitudini a Seveso, casa madre della sua Opera. La diocesi di Milano, nel 2013, ha iniziato i primi passi per il suo processo di beatificazione.

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lunedì 7 novembre 2016

I lati positivi del cardinal Angelo Scola (Le 5 cose più # 8)




Un momento di riflessione
durante la visita pastorale
al Decanato Navigli
(foto di Luca Maiocchi)

Oggi il cardinal Angelo Scola, attuale arcivescovo di Milano, ha compiuto 75 anni: è infatti nato il 7 novembre 1941. Ho pensato bene al modo giusto per festeggiarlo anche qui, dato che è anche il mio arcivescovo, cercando però di non essere troppo servile.
Mi è venuta in aiuto una frase dell’Introduzione alla vita devota o Filotea di san Francesco di Sales, che lo stesso Cardinale ha suggerito ai giornalisti, nel suo primo incontro con loro una volta arrivato a Milano. Scrive il fondatore della Visitazione (Filotea, parte III, capitolo XXVII):
Bisogna agire sempre in questo modo, Filotea, interpretando sempre in favore del prossimo; e se un’azione avesse cento aspetti, tu ferma sempre la sua attenzione al più bello.
Per questo motivo ho provato a trovare almeno cinque lati positivi del suo operato e della sua persona. È servito anzitutto a me, che nel 2011 avevo un sacco di pregiudizi contro di lui, ma penso che farà bene a quanti continuano ad averli.

sabato 5 novembre 2016

Monsignor Vincenzo Prennushi e 37 compagni: dalla croce fiorisce il coraggio




Dipinto ufficiale della beatificazione (fonte)


Chi sono?

Due vescovi, 21 sacerdoti diocesani, 7 sacerdoti francescani, 3 gesuiti (due sacerdoti e un fratello coadiutore), un seminarista e quattro laici (compresa un’aspirante religiosa) sono una minima parte dei tanti cattolici uccisi per fucilazione o morti in seguito alle torture negli anni dal 1944 al 1991, quando in Albania deteneva il potere il partito comunista guidato da Enver Hoxha.
A capeggiarli, monsignor Vinçenc (al secolo Kolë) Prennushi, vescovo di Durazzo, che fu contattato da Hoxha per diventare il capo di una Chiesa nazionale albanese. Rifiutò e venne messo in prigione, perché preferì restare fedele al Papa. Morì nel carcere di Durazzo il 19 marzo 1949, segnato dalle torture e dalle privazioni.
La fase diocesana del loro processo di beatificazione si è svolta per tutti a Scutari, anche se il gruppo comprendeva candidati agli altari provenienti da altre diocesi albanesi: è durata dal 10 novembre 2002 all’8 dicembre 2010. Nel luglio 2015 è stata consegnata alla Congregazione delle Cause dei Santi la loro “positio super martyrio”. Il 17 novembre seguente, i consultori teologi si sono pronunciati favorevolmente sull’effettiva morte in odio alla fede dei 38 candidati. Infine, il 26 aprile 2016, è stata autorizzata la promulgazione del decreto che li dichiarava ufficialmente martiri. Sono stati beatificati il 5 novembre 2016 nella cattedrale di Santo Stefano a Scutari.
I resti mortali di pochi di essi sono stati recuperati: molti, invece, sono stati profanati e dispersi, o seppelliti in fosse comuni.

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venerdì 21 ottobre 2016

Curare l’umanità ferita – La missione di Annalena Tonelli (Cammini di santità #5)

Fonte
Non potevo trovare occasione migliore della Giornata Missionaria Mondiale, che cade domenica prossima, per riproporre su queste pagine l’articolo che mi è stato commissionato per il numero di ottobre della rivista Sacro Cuore dei Salesiani di Bologna.
Conoscevo di fama Annalena Tonelli e la sua morte – che in molti chiamano martirio – avvenuta mentre curava gli ammalati in Somalia, ma non avevo mai approfondito la storia che precedeva la sua vocazione missionaria. È stata proprio un’occasione positiva, ma rimando ad altri momenti, se ci saranno, il racconto del legame che sento di avere con lei.
Ecco quindi l’articolo; stavolta, titolo e sottotitoli sono proprio quelli scelti da me.

* * *

domenica 16 ottobre 2016

Padre Lodovico Pavoni: la speranza nei giovani

Dipinto scelto per l’arazzo
della beatificazione e della canonizzazione
(di Alberto Bogani)
Chi è?

Lodovico Pavoni nacque a Brescia l’11 settembre 1784, primo dei cinque figli di Lelia Poncarali e Alessandro Pavoni, di nobili famiglie. Educato secondo l’uso del tempo, divenne particolarmente sensibile verso i più poveri, specie tra i ragazzi.
Ordinato sacerdote il 21 febbraio 1807, divenne segretario di monsignor Gabrio Maria Nava, vescovo di Brescia, nel 1812. Sempre attento ai ragazzi abbandonati, anche quando fu nominato canonico della cattedrale di Brescia, per loro fondò un oratorio e, in seguito, il Pio Istituto S. Barnaba, dove i giovani potevano scegliere fra dieci profili professionali. Un posto di spicco aveva la tipografia, in quella che viene considerata la prima scuola grafica d’Italia.
In quell’ambiente che doveva essere non solo luogo di educazione, ma una vera e propria famiglia, don Lodovico accolse, nel 1836, anche gli orfani del colera e, nel 1841, i sordomuti.
Per dare continuità alla sua iniziativa, ritenne opportuna la formazione di una congregazione religiosa maschile, che comprendesse sacerdoti e fratelli laici. Il decreto di approvazione papale venne rilasciato nel 1843 e, dopo tre anni, giunse l’approvazione imperiale. L’8 dicembre 1847, quindi, don Lodovico depose le insegne da canonico ed emise, con i primi collaboratori, la professione religiosa nella nuova congregazione dei Figli di Maria, poi Figli di Maria Immacolata Pavoniani.
Il 23 marzo 1849 Brescia seguì le altre città d’Italia, insorgendo contro gli austriaci. Padre Lodovico fece in modo di mettere in salvo i suoi giovani nell’ex convento francescano di Saiano, che aveva destinato al noviziato. Tuttavia la sua salute uscì gravemente compromessa dal viaggio, compiuto a piedi e sotto la pioggia: morì di broncopolmonite all’alba del 1° aprile 1849.
Dopo un percorso travagliato, durato oltre un secolo, è stato beatificato da san Giovanni Paolo II il 14 aprile 2002 a Roma, in piazza San Pietro. È stato canonizzato oggi, 16 ottobre 2016, da papa Francesco.
La sua memoria liturgica cade il 28 maggio (ma nella diocesi di Milano è ricordato il 27 maggio), data della definitiva traslazione dei suoi resti mortali presso il Tempio votivo dell’Immacolata a Brescia. Dal 27 ottobre 2002 sono venerati nella navata sinistra della medesima chiesa.

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mercoledì 5 ottobre 2016

Bartolo Longo, salvato dal Rosario

Bartolo Longo ritratto come “papà degli orfani” da F. Antonini (1950)
Chi è?

Bartolo Longo nacque a Latiano, in provincia di Brindisi, il 10 febbraio 1841. Venne avviato alla carriera di avvocato e, per conseguire la laurea, si trasferì a Napoli. Coinvolto nel clima anticlericale del tempo, si avvicinò anche a circoli che praticavano lo spiritismo, ma non riuscì a placare l’angoscia che aveva in cuore. Aiutato da alcuni amici, si allontanò dalle pratiche esoteriche e, dopo essersi confessato, tornò a ricevere la Comunione il 23 giugno 1865. Entrò poi nel Terz’Ordine domenicano, col nome di fra Rosario.
Ricevette in seguito una proposta di lavoro da parte della contessa Marianna Farnararo, vedova De Fusco: doveva occuparsi dell’amministrazione dei suoi possedimenti a Valle di Pompei, la località dove erano da poco stati scoperti i resti dell’antica città romana.
Nell’ottobre 1872, ancora preda della sua angoscia interiore, comprese di doversi impegnare a propagare la preghiera del Rosario. Cominciò quindi a radunare i contadini e a istruire i loro figli, finché non si rese conto che avevano bisogno di una chiesa più grande. Sorse quindi un nuovo edificio sacro, intitolato alla Beata Vergine del Rosario, la cui prima pietra fu posta l’8 maggio 1876; in pochi anni divenne un vero e proprio santuario.
Per i figli e le figlie dei carcerati, gli orfani e le orfane, fondò altrettanti istituti, la cui pedagogia era improntata all’incontro personale con Gesù e alla preghiera, specie tramite il Rosario. Celibe per scelta, accettò di sposare il 1° aprile 1885 la contessa Marianna, per mettere a tacere le malelingue che, insieme alle offerte dei devoti, affluivano verso le sue opere. Due anni dopo fondò le suore Domenicane Figlie del Santo Rosario di Pompei, per le opere educative e la cura del Santuario. Nel 1906 fece in modo che tutti i suoi beni passassero sotto il diretto controllo della Santa Sede.
Malato da molto tempo, morì a Pompei il 5 ottobre 1926. È stato beatificato da san Giovanni Paolo II il 26 ottobre 1980. I suoi resti mortali sono venerati nella cappella a lui dedicata, nel complesso del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei.

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martedì 4 ottobre 2016

Sulla scia di... san Francesco d'Assisi (e non solo)

Si vede l'arcobaleno?
A maggio ho saputo che il mio Decanato di appartenenza aveva organizzato per settembre un pellegrinaggio che avrebbe avuto, tra le altre mete, Assisi. Anche se era previsto poco dopo il mio ritorno dalla GMG di Cracovia, ho deciso di prendervi parte, così da poter affermare con sicurezza che finalmente ho potuto visitare anch’io la città dei santi Francesco e Chiara.
Ecco quindi l’articolo che mi è stato chiesto di scrivere per il bollettino della parrocchia di Santa Maria di Caravaggio a Milano, corredato da qualche foto scattata da me.

domenica 2 ottobre 2016

Maria Orsola Bussone, contestatrice nell’amore

Chi è?

Maria Orsola Bussone, detta Mariolina, nacque il 2 ottobre 1954 a Vallo Torinese, in provincia e diocesi di Torino, primogenita di Umberto e Luigina. Dotata di un carattere spontaneo e allegro, partecipava attivamente alla vita della sua parrocchia.
Il 2 giugno 1967 prese parte, con la famiglia e altri comparrocchiani, al primo raduno del Movimento parrocchiale, diramazione del Movimento dei Focolari: da allora visse in maniera diversa i suoi impegni di studentessa, di figlia, di ragazza credente.
Morì il 10 luglio 1970, durante un campo estivo a Ca’ Savio (Venezia), fulminata da una scarica elettrica partita dall’asciugacapelli che aveva preso in prestito. Qualche tempo prima aveva confidato al suo parroco: «Io sarei disposta a dare la vita perché i giovani capiscano quanto è bello amare Dio».
La fase diocesana del suo processo di beatificazione si è svolta nella diocesi di Torino dal 26 maggio 1996 al 17 dicembre 2000. Il 18 marzo 2015 è stata autorizzata la promulgazione del decreto con cui Mariolina veniva dichiarata Venerabile. I suoi resti mortali riposano dal 2 ottobre 2004, cinquantesimo anniversario della sua nascita, nella chiesa parrocchiale di San Secondo martire, a Vallo Torinese.

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giovedì 22 settembre 2016

Fidarsi in due è meglio - Chiara Corbella ed Enrico Petrillo (Cammini di santità #4)

Chiara, fra Vito ed Enrico il giorno del matrimonio (fonte)
Per il numero di settembre della rivista «Sacro Cuore» mi è stato chiesto di ritornare sulla vicenda di Chiara Corbella coniugata Petrillo, quella madre di famiglia romana quasi mia coetanea che ho presentato per la prima volta qui, poco dopo il suo passaggio all’altra vita. Ho letto libri e articoli e ascoltato testimonianze, cercando di produrre un ritratto obiettivo che permettesse, comunque, di delineare il cammino che lei e il marito Enrico hanno vissuto unitariamente, come coppia. Questo, insomma, è ciò che ho capito, pur con qualche imprecisione: per un approfondimento più sicuro, invito a consultare il sito ufficiale e a leggere i due libri (la biografia e la raccolta di testimonianze) che l’hanno fatta conoscere prima qui in Italia, poi in gran parte del mondo.
Il mio testo è stato interpolato dal direttore con affermazioni tratte dai libri di cui sopra. Stavolta non uso il titolo con cui è comparso sulla rivista, Siamo nati e non moriremo mai più, ma quello che gli avevo dato in fase di redazione: lo ritengo meno prevedibile (è la frase scelta per intitolare la biografia) e più calzante sulla mia esposizione. I titoli dei paragrafi, invece, li ho scelti io e sono stati approvati.

sabato 3 settembre 2016

Madre Teresa di Calcutta: per Dio e per tutti i poveri

Chi è?

[NOTA PREVIA: uso il modo di scrivere i nomi che mi sembra più corrispondente all’originale albanese]
Anjëzë Gonxhe Bojaxhiu nacque il 26 agosto 1910 a Skopje, nell’attuale Repubblica di Macedonia, ultima dei cinque figli di Nikollë (Kolë) Bojaxhiu e Dranafile (Drane) Bernai, di origini albanesi. Nell’adolescenza si sentì chiamata alla vita religiosa e, diciottenne, entrò nell’Istituto della Beata Vergine Maria (popolarmente, Suore di Loreto) per partire, nel 1928, missionaria in India. Il 25 maggio 1931 pronunciò i voti temporanei e prese il nome di suor Maria Teresa di Gesù Bambino, in onore della giovane santa carmelitana di Lisieux; le venne assegnato l’incarico d’insegnante. Il 24 maggio 1937 emise i voti perpetui, potendo quindi essere chiamata “madre” secondo l’uso della congregazione.
Il 10 settembre 1946, mentre era in treno, diretta a Darjeeling per un corso di Esercizi spirituali, avvertì una nuova chiamata dal Signore: doveva servirlo nei più poveri tra i poveri. Due anni dopo, il 21 dicembre 1948, ottenne il permesso di dare avvio alla sua missione, seguita poi da alcune giovani, il nucleo fondativo delle suore Missionarie della Carità. A esse furono aggiunti i Fratelli Missionari della Carità (di vita attiva e di vita contemplativa), il ramo contemplativo delle Missionarie della Carità, i Padri Missionari della Carità, l’Associazione dei Collaboratori (anche sofferenti) e il Movimento Corpus Christi per i sacerdoti.
Madre Teresa ottenne numerose onorificenze, tra le quali, nel 1979, il Premio Nobel per la pace. Tuttavia, anche nei periodi di oscurità, cercò di far risaltare non la sua persona, ma i poveri che serviva a maggior gloria di Dio. Col fisico debilitato per numerose malattie, non ultimi problemi cardiaci, morì a Calcutta il 5 settembre 1997, a 87 anni.
In deroga alle norme vigenti, col decreto del 12 dicembre 1998, il suo processo di beatificazione, ottenuto il Nulla osta della Santa Sede il 21 aprile 1999, è iniziato nella diocesi di Calcutta il 26 luglio 1999 e si è concluso il 15 agosto 2001. L’autorizzazione del decreto che la dichiarava Venerabile porta la data del 20 dicembre 2002. Beatificata da san Giovanni Paolo II il 19 ottobre 2003, sarà canonizzata domani, 4 settembre 2016, da papa Francesco. I suoi resti mortali sono venerati al piano terra della Casa madre delle Missionarie della Carità in A.J.C. Bose Road 54/A, a Calcutta.

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sabato 20 agosto 2016

Giulia Gabrieli, la ragazza del “grazie”



La foto più famosa di Giulia
(per concessione della famiglia)
Chi è?

Giulia Gabrieli è nata a Bergamo il 3 marzo 1997, figlia primogenita di Antonio e Sara Gabrieli. La sua vita e la sua fede erano uguali a quelle di tanti altri bambini, finché, il 1° agosto 2009, non notò che la sua mano sinistra era particolarmente gonfia, come se fosse stata punta da un tafano. Si trattava, invece, di un tumore, un rabdomiosarcoma alveolare, per il quale è stata a lungo in cura presso gli Ospedali Riuniti di Bergamo.
Nel corso del tempo, Giulia ha compreso di dover accettare la malattia come volere di Dio per lei, cercando di trascorrere un’esistenza il più normale possibile. Il 10 settembre 2010 i medici le hanno comunicato che il tumore aveva avuto una recidiva: è poi morta il 19 agosto 2011, a 14 anni.

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venerdì 12 agosto 2016

Io c’ero #15: GMG 2016 a Cracovia, per vivere la Misericordia

Ultimo mattino al Campus Misericordiae


Eccomi all’ultima puntata del diario di viaggio. La GMG 2016 si è conclusa con un ultimo giorno non meno ricco d’incontri rispetto agli altri e con un ritorno a casa davvero da sogno.

giovedì 11 agosto 2016

Io c’ero #14: GMG 2016 a Cracovia, per celebrare la Misericordia


Foto ricevuta via WhatsApp

Penultimo giorno della mia GMG 2016, quando ho riscoperto cosa significhi davvero saper rendere grazie e camminare insieme, anche tra le inevitabili arrabbiature, ma ho pure maturato nuovi interrogativi.

mercoledì 10 agosto 2016

Io c’ero #13: GMG 2016 a Cracovia, per chiedere la Misericordia


I miei vicini alla catechesi del 30 luglio

Avevo concluso la terza puntata della mia cronaca della GMG 2016 con una nota deprimente. Purtroppo quello che mi è accaduto il giorno dopo ha contribuito a peggiorare il mio umore, anche se non sono mancate le occasioni per essere consolata.

martedì 9 agosto 2016

Io c’ero #12: GMG 2016 a Cracovia, per lasciarmi toccare dalla Misericordia



La folla dopo il benvenuto a papa Francesco

Continua il racconto dei miei giorni alla GMG 2016, con la descrizione del momento in cui ho iniziato a comprendere cosa mi avrebbe lasciato quest’esperienza e la prima, sonora sveglia che ho ricevuto, tramite le parole di papa Francesco. Ma andiamo con ordine.

venerdì 5 agosto 2016

Io c’ero #11: GMG 2016 a Cracovia, per affidarmi alla Misericordia

Il nostro accampamento nella megavilla del signor Tomas

Il secondo capitolo del mio diario di viaggio alla GMG 2016 tratta del primo giorno di catechesi, del mio tentativo di visitare il Santuario della Divina Misericordia e, per finire, della Messa degli Italiani. Se avete la pazienza di seguirmi (un plauso a chi coglie la citazione), leggete oltre!

martedì 2 agosto 2016

Io c’ero #10: GMG 2016, verso Cracovia

 
Il giardino della parrocchia di Gdów  
Sono tornata sana e salva dalla GMG 2016: mai come stavolta è il caso di dirlo. Inizio quindi a ripercorrere le tappe del mio pellegrinaggio e a raccontarle qui, dato che non volevo consumare troppo sia i gigabyte del mio telefono, sia la carica della batteria dello stesso.
Le foto che vedrete, sia qui sia nei prossimi post, sono tutte mie, salvo precisazioni diverse.

domenica 24 luglio 2016

Il mio bagaglio verso Cracovia (Le 5 cose più # 7)

Domani, se tutto va bene, partirò per la mia terza Giornata Mondiale della Gioventù. Dopo Colonia 2005, vissuta con i miei vecchi comparrocchiani (molto poco in verità), e Madrid 2011, alla quale ho partecipato unita al Gruppo Shekinah, il coro della mia Pastorale Giovanile diocesana, andrò a Cracovia con gli altri 90 giovani del mio Decanato. Mi è costato non poco scegliere di non andare con il coro, tanto più che ho collaborato all’incisione della versione italiana dell’inno ufficiale, ma ho pensato che questa è la mia ultima occasione per vivere un’esperienza simile in un gruppo parrocchiale: dopotutto, ora ho 32 anni e non posso continuare a lungo a fare la giovane da oratorio.
Sulle varie pagine Facebook delle Pastorali Giovanili diocesane, ma anche sul sito ufficiale, si sono moltiplicati i consigli su cosa portare per vivere al meglio i giorni in Polonia. Mi permetto quindi di fornire le mie indicazioni, motivandole brevemente.

lunedì 18 luglio 2016

Mercy Challenge: il punto della situazione



Mi ero ripromessa di documentare su queste pagine i miei tentativi di vivere un’opera di misericordia spirituale e una spirituale al mese, sulla scorta di quanto papa Francesco aveva suggerito ai giovani per prepararsi alla Giornata Mondiale della Gioventù.
Purtroppo mi sono lasciata vincere dalla pigrizia, sia per quanto riguarda il racconto, sia per la concretizzazione delle opere. Provo quindi a compensare adesso, a una settimana dalla mia partenza per Cracovia.

domenica 10 luglio 2016

Madre Maria Oliva del Corpo Mistico: luce e forza per la Chiesa



Chi è?

Maria Oliva Bonaldo nacque il 26 marzo 1893 a Castelfranco Veneto, in provincia di Treviso, quarta figlia di Giovanni Battista Bonaldo e Italica Bianco, detta Gioconda. Diplomatasi maestra elementare, insegnò in varie scuole della provincia di Treviso, sviluppando una notevole carità verso i più poveri, come le aveva insegnato la madre.
Il 22 maggio 1913, partecipando alla processione del Corpus Domini a Castelfranco, si sentì raggiunta dalla Grazia divina e comprese, in un attimo, cosa significasse avere la Chiesa come madre. Troncò quindi il fidanzamento con un giovane pittore e decise di farsi religiosa.
La sua idea era fondare qualcosa di nuovo, per rendere partecipi tutti gli uomini di quello che le era stato dato di capire. Tuttavia, per ubbidire al direttore spirituale, entrò tra le Figlie della Carità Canossiane, dove professò i voti solenni il 24 ottobre 1928. Tra gli impegni come preside e la convalescenza obbligata dalla tubercolosi che l’aveva colpita, stese, nell’agosto 1934, i primi statuti della sua futura fondazione, le Figlie della Chiesa.
Appoggiata dal cardinal Giovanni Adeodato Piazza, Patriarca di Venezia, e col permesso dei superiori, il 23 giugno 1938 madre* Maria Oliva e quattro aspiranti giunsero a Roma, nella Casa generalizia delle Canossiane, per un primo esperimento. Il 2 agosto 1946 si svolse a Venezia la prima professione solenne delle Figlie della Chiesa, inclusa la fondatrice, che era stata sciolta dal voto col quale aveva promesso a Dio di restare Canossiana a vita, purché la sua opera si concretizzasse.
Madre Maria Oliva del Corpo Mistico, così si chiamò da allora, fu Superiora generale delle Figlie della Chiesa per oltre trent’anni, curando la formazione delle nuove leve e impegnandosi per diffondere il magistero della Chiesa, specie negli anni del Concilio Vaticano II. Morì il 10 luglio 1976 nella Casa generalizia di viale Vaticano 62, dove riposano dal 1978 i suoi resti mortali.
La sua causa di beatificazione si è svolta nel Vicariato di Roma dal 17 giugno 1987 al 15 settembre 1992. Il 9 dicembre 2013 papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Maria Oliva è stata dichiarata Venerabile.
Oggi le Figlie della Chiesa sono presenti, oltre che in Italia, in Spagna, Portogallo, Francia, Turchia, Colombia, Ecuador, Bolivia, Brasile e India.

*aveva questa qualifica da prima di fondare le Figlie della Chiesa, semplicemente perché le Canossiane non sono dette “suore”, bensì “madri”.

Cosa c’entra con me?

martedì 5 luglio 2016

Antonio Maria Zaccaria, ardente riformatore nello spirito di san Paolo



Chi è?


Antonio Maria Zaccaria nacque a Cremona nella prima metà del dicembre 1502, da Lazzaro Zaccaria e Antonia (detta Antonietta) Pescaroli, che si dedicò alla sua educazione alla morte del marito. Nel 1520 si trasferì a Padova per completare gli studi universitari e si laureò in Medicina quattro anni dopo.
Più che all’esercizio della professione medica, si diede all’insegnamento della catechesi dapprima ai bambini, poi anche agli adulti. Orientato al sacerdozio, fu guidato dai padri Domenicani negli studi ecclesiastici e venne ordinato il 20 febbraio 1529. Ancora un Domenicano, fra Battista Carioni da Crema, fu il tramite perché Antonio Maria conoscesse Ludovica Torelli, contessa di Guastalla, e si trasferisse nel suo castello come cappellano.
Nel 1530, insieme alla contessa e a fra Battista, partì per Milano, entrando in contatto con l’Oratorio dell’Eterna Sapienza, un circolo che mirava alla riforma della Chiesa a partire dai propri membri. Entrato in contatto con due di essi, Giacomo Antonio Morigia e Bartolomeo Ferrari, progettò con loro di organizzare una nuova formazione religiosa composta da tre “Collegi”: uno di sacerdoti, uno di religiose e uno di laici.
Il ramo di sacerdoti fu approvato il 18 febbraio 1533 e due anni successivi ottenne la qualifica di chierici regolari (sacerdoti che vivono sotto una Regola comune). Quando la loro sede venne fissata presso la chiesa di San Barnaba nel centro di Milano, furono popolarmente detti Barnabiti. Il Collegio femminile, le Angeliche di San Paolo (le prime suore senza clausura), sorse invece nel 1535, con sede nel monastero di San Paolo Converso. Il terzo Collegio, i Maritati di San Paolo, era associato agli altri due nella spiritualità.
Antonio Maria fu messo duramente alla prova, insieme ai suoi associati, specie durante i processi che dovette subire da parte delle autorità civili ed ecclesiastiche di Milano, dai quali uscì pienamente assolto. Nel 1539 tornò a Guastalla per risolvere alcune questioni politiche e religiose, ma era già ammalato: chiese quindi di essere riportato a Cremona, nella sua casa natale. Circondato dai suoi discepoli e assistito dalla madre, morì nel primo pomeriggio del 5 luglio 1539.
Popolarmente venerato come Beato subito dopo la sua morte, ottenne la conferma di culto il 3 gennaio 1890. Venne canonizzato il 27 maggio 1897 da papa Leone XIII, insieme a Pietro Fourier. I suoi resti mortali, inizialmente conservati nel monastero di San Paolo Converso (poi soppresso) e rinvenuti l’8 maggio 1891, sono venerati dal 1990 nell’urna posta sotto l’altare maggiore della chiesa dei SS. Paolo e Barnaba, in via Commenda 5 a Milano.

Cosa c’entra con me?

mercoledì 22 giugno 2016

Squarci di testimonianze #16: il coro (da stadio) dei tifosi irlandesi

Fonte

Stavo guardando, o meglio, ascoltando la telecronaca della Gialappa’s Band della partita Italia-Irlanda, che ha visto la nostra Nazionale perdere per 1-0; risultato poco rilevante, dato che è già passata agli ottavi di finale.
Prima di concludere la trasmissione, i famosi commentatori satirici hanno descritto come i tifosi irlandesi abbiano iniziato a distinguersi positivamente nelle loro trasferte in giro per la Francia, menzionando due filmati che stanno accumulando visualizzazioni su visualizzazioni.

sabato 18 giugno 2016

Ancora Canti travisati (Le 5 cose più # 6)

Fonte

In seguito alla sequenza di post a tema sacerdotale, mi sono chiesta come fare per spezzare un po’ il ritmo e alleggerire i miei contenuti. Ho pensato, allora, di riproporre il tema dei Canti travisati, ossia (mi autocito) «canti religiosi o liturgici storpiati nel testo, per i più disparati motivi: ignoranza linguistica, errori di stampa o semplici fraintendimenti fonetici». Tra questi hanno gran posto i “canti da panca”, cioè quelli tanto famosi che perfino le panche delle chiese saprebbero intonarli, pur con le differenze causate da vari motivi.

Dopo la prima lista di un annetto fa, mi sono accorta di averne lasciato fuori uno, ma me lo sono segnata, certa che ne sarebbero saltati fuori altri. Eccoli qui: dato che sono tutti molto famosi, il link nel titolo rimanda sempre a pagine del sito Canto e prego.